Gli SMS entrano in WinXP

Nuovo tool di Microsoft per spedire SMS da Windows XP


Microsoft ha rilasciato un nuovo componente gratuito per Windows XP, SMS Sender, che permette di creare e inviare SMS usando un cellulare GSM. Il programmino supporta tutti i caratteri degli alfabeti internazionali ed è in grado di gestire solo messaggi di testo.

SMS Sender può solo spedire messaggi dal computer al telefono cellulare: non è possibile recuperare i messaggi salvati sul cellulare dal computer.
L’applicazione supporta solo SMS standard, dunque niente Flash SMS, MMS, suonerie, loghi o SMS multipli.

SMS Sender è disponibile in italiano qui . Oltre a Windows XP, supporta i sistemi operativi TabletPC e Windows Server 2003.

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  • quartopiano scrive:
    Economia del "firmato"
    Aneddotica Magazine presenta QUATTRO CHIACCHIERE CON CASSANDRA Rubrica digitale a cura di Marco Calamari Idee per un nuovo articolo. Dal 2003 cosa e' cambiato? [yt]1Yr7mjJvxZY[/yt]
  • albaker scrive:
    albalonfirm@gmail.com
    Dobar dan moj narod PULA HRVATSKESVJEDOČANSTVO O NAČINU PREDMETA ZA KUPNJU KUĆE IZ REALNE I ZAJEDNIČKOG ZAJMA TVRTKE KOJA JE ZAHTJEVA Albakerov kreditni čvor. Ja sam vrlo sretan danas i Bog blagoslovi JOSE LUIS zajam drutvo.,Moje ime je Abdullah Ja sam iz grada Omia Traim istinsku tvrtku za kreditiranje zadnjih 5 mjeseci, kupiti kućusve to sam dobio bio je hrpa prevara koji su me natjerali da im vjerujem i na krajudana, oni su uzeli moj novac bez da daju nita zauzvrat, svemoja nada je izgubljena, zbunjena sam i frustrirana, nikada nisam htjela imati nikakve veze s kreditnim tvrtkama na internetu pa sam otiao posuditi novac odprijatelj, rekao sam joj sve to se dogodilo i rekla je da mi moe pomoći, toona zna kreditna tvrtka koja mi moe pomoći s bilo kojim iznosom kreditato mi je potrebno uz vrlo nisku kamatnu stopu od 2%, da je upravo dobilakredit od njih, ona me je uputila kako se prijaviti za zajam, jesamba kao to mi je rekla, prijavio sam se s njima na E-mail: (albakerloanfirm@gmail.com) Nikada nisam vjerovao, ali pokuao sam i janajveće iznenađenje sam dobio zajam u roku od 24 sata, nisam mogao vjerovati,ja sam sretan i bogat i ja sam zahvalio Bogu da takav zajamtakve tvrtke i dalje postoje na ovom prevare diljem mjesta,molim te savjetujem svima onima koji trebaju zajam(albakerloanfirm@gmail.com) oni nikada neće uspjeti, iva ivot će se promijeniti kao to je to učinio. Brzo kontaktirati (albakerloanfirm@gmail.com) danas i dobiti va zajam od njih, Bog blagoslovi Albaker kreditne tvrtke za njihovu originalnu ponudu. Pobrinite se da kontaktirate tvrtku Albaker za va kredit jer sam uspjeno dobio ovaj kredit od ove tvrtke bez stresa.
  • Anonimo scrive:
    domanda e offerta di lavoro
    ciao, mercoledi avrò l'esame di istituzioni e non capisco alcune cose e ho bisogno di aiuto!!Considerando gli effetti sul mercato del lavoro in un grafico (sull'asse delle y il salario e sull'asse delle x il numero di lavoratori) perchè una tecnologia che aumenta la produttività del lavoro causa un aumento della richiesta di lavoro?e perchè una diminuzione dei prezzi causa una diminuzione della richiesta di lavoro?grazie a chiunque mi risponda....ricky
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    Il costo E' ZERO!C'è già oggi una sovrabbondanza di offerta di banda, a maggior ragione ci sarà in futuro. I collegamenti ad Internet sono e saranno sempre più forfettari, non legati alla quantità di bit. Il PC uno ce l'ha comunque, per i più vari usi; e scarica mentre fa dell'altro, quindi non consuma ulteriore elettricità; ben presto lo spazio su HD od equivalenti sarà di un costo così irrisorio, e di dimensioni così generose, che ce ne sarà cento volte quello che uno può metterci di contenuti multimediali pesanti per un anno di fruizione intensa. E sarà ovviamente riutilizzabile moltissime volte, e acquistato grande a prescindere dall'uso (già oggi, a chi basta un HD da 4 mega glielo danno da 40 perchè è il più piccolo disponibile).Gli unici costi, peraltro molto bassi, sono quelli per creare una copia su CD, DVD o simili permanente, magari con etichetta colorata; beh, ma quello è un di più! Non è il costo della copia, è il costo di una collezione di oggetti.Comunque è vero che, come vari hanno scritto, il costo zero è per chi produce, ed è quanto conta.E' tempo che si inverta il rapporto: non più 10% all'autore, 90% all'editore, ma viceversa, con contestuale riduzione ad un quinto del prezzo. Gli utili per l'autore aumenterebbero molto più del doppio, aumentando la distribuzione. Il problema è che le major non si voglion fare da parte: non hanno più una funzione, ma hanno i soldi per impedire a lungo la trasformazione ad un sistema che le estrometta.
  • Anonimo scrive:
    Re: Puntualizzazioni e considerazioni...
    In pratica tu "uomo qualunque" vorresti ritornare in un'epoca preindustriale?Con diritti odierni per tutti... ma non stesso sviluppo?Se si vendono più Gazzetta dello Sport è colpa del politico di turno? La ricerca costa, i brevetti fanno rientrare questi costi e creano utili per ulteriori ricerche... Preferisco un modo dove ci si possa curare piuttosto che un mondo, utopisticamente più equo ma dove tutti muiono... Ricorda le aziende hanno bisogno di consumatori, anche quelle farmaceutiche.
    • Anonimo scrive:
      Re: Puntualizzazioni e considerazioni...
      - Scritto da: Anonimo
      In pratica tu "uomo qualunque" vorresti
      ritornare in un'epoca preindustriale?Al contrario, vorrei andare verso un' epoca 'post-industriale'.Qualcuno ha usato la definizione 'post-fordista'.
      Con diritti odierni per tutti... ma non
      stesso sviluppo?Il concetto di 'sviluppo' non sempre ha avuto una accezione positiva. Per esempio, nonostante lo 'sviluppo', la qualita' della vita' e' scesa, almeno a livello sociale, almeno nelle citta'.
      Se si vendono più Gazzetta dello Sport è
      colpa del politico di turno? Scusa, questa non la ho capita.
      La ricerca costa, i brevetti fanno rientrare
      questi costi e creano utili per ulteriori
      ricerche... I costi vengono ricaricati, con interessi, sul consumatore finale, come sempre. Non trasformare una operazione di Puro Business in una Opera Pia.Se il consumatore non puo' pagare il tuo brevetto, non avra' alcun beneficio dalla tua scoperta, ma anzi ne viene danneggiato per il fatto che QUELLA scoperta non potra' essere 'liberata' dal brevetto prima di TOT anni (dove TOT e' un numero molto alto). Questo a casa mia si chiama Accaparramento, non Ricerca.Quelli che possono / vogliono pagare il tuo brevetto sono pochissimi. Ovviamente se parliamo di divertimento e' un discorso, mentre se parliamo di sopravvivenza il discorso cambia, ma di questo ne abbiamo gia' parlato.
      Preferisco un modo dove ci si possa curare
      piuttosto che un mondo, utopisticamente più
      equo ma dove tutti muiono... Dal mio punto di vista, che mi sembra essere piu' ampio del tuo, dovremmo sacrificarci tutti per te ???????
      Ricorda le aziende hanno bisogno di
      consumatori, anche quelle farmaceutiche.Sicuro, e tu ricorda che i consumatori di molte di QUESTE aziende famacutiche ne farebbero volentieri a meno.SalutiUn uomo qualunqueThink TankJago Anonimo
      • Anonimo scrive:
        Re: Puntualizzazioni e considerazioni...
        - Scritto da: Anonimo

        - Scritto da: Anonimo

        In pratica tu "uomo qualunque" vorresti

        ritornare in un'epoca preindustriale?

        Al contrario, vorrei andare verso un' epoca
        'post-industriale'.
        Qualcuno ha usato la definizione
        'post-fordista'.Ford voleva dare un auto a tutti gli americani... ci riuscì il fordismo è il solito dispregiativo degli .ismi

        Con diritti odierni per tutti... ma non

        stesso sviluppo?

        Il concetto di 'sviluppo' non sempre ha
        avuto una accezione positiva. Per esempio,
        nonostante lo 'sviluppo', la qualita' della
        vita' e' scesa, almeno a livello sociale,
        almeno nelle citta'.Qui mi trovi d'accordo, ma se mi sbaglio "grazie" a questo sistema non c'è più vaiolo, malaria... Il problema semmai è un altro siamo in troppi e nonostante la qualità di vita sociale forse peggiora, nonostante io e tu possiamo dire e fare cose che un tempo non si potevano, la popolazione aumenta

        Se si vendono più Gazzetta dello Sport è

        colpa del politico di turno?

        Scusa, questa non la ho capita.E' semplice se nessuno legge giornali se non sportivi ti fa capire che i nostri bisogni sono malati non chi li offre... tutti possiamo comprare il giornale che vogliamo...

        La ricerca costa, i brevetti fanno
        rientrare

        questi costi e creano utili per ulteriori

        ricerche...

        I costi vengono ricaricati, con interessi,
        sul consumatore finale, come sempre. Non
        trasformare una operazione di Puro Business
        in una Opera Pia.Certo ma quel business egoistico di pochi, cosa che non sempre è cmq vera, crea benessere per altri
        Se il consumatore non puo' pagare il tuo
        brevetto, non avra' alcun beneficio dalla
        tua scoperta, ma anzi ne viene danneggiato
        per il fatto che QUELLA scoperta non potra'
        essere 'liberata' dal brevetto prima di TOT
        anni (dove TOT e' un numero molto alto).
        Questo a casa mia si chiama Accaparramento,
        non Ricerca.Se scopro il vaccino per l'epatite Z perchè l'azienda Brevettodevipagarlod dopo aver investito 100 mln di dollari non le rientrano i 100 mln più il profitto come potrà pagare in futuro i suoi dipendenti? Come potra scoprire il vaccino per l'AIDS? E le ricerche invane? Ma con costi?
        Quelli che possono / vogliono pagare il tuo
        brevetto sono pochissimi. Ovviamente se
        parliamo di divertimento e' un discorso,
        mentre se parliamo di sopravvivenza il
        discorso cambia, ma di questo ne abbiamo
        gia' parlato.


        Preferisco un modo dove ci si possa curare

        piuttosto che un mondo, utopisticamente
        più

        equo ma dove tutti muiono...

        Dal mio punto di vista, che mi sembra essere
        piu' ampio del tuo, dovremmo sacrificarci
        tutti per te ??????? Per me? E mica sono un riccazzo io, sono un morto di fame... meglio tutti morti o qualcuno che puo curarsi?Meglio una medicina che magari con collette o sovvenzioni statali (in questo sono d'accordo con te) puo sussistere e far curare che nessuna...

        Ricorda le aziende hanno bisogno di

        consumatori, anche quelle farmaceutiche.

        Sicuro, e tu ricorda che i consumatori di
        molte di QUESTE aziende famacutiche ne
        farebbero volentieri a meno.??? ne farebbero a meno?Se non vendono non guadagnano... se potessero vendere a meno pur speculando lo farebbero... stanne certo...
        Saluti

        Un uomo qualunque
        Think Tank
        Jago
        AnonimoUn morto di fame :)
  • Anonimo scrive:
    ignoranza e pressapochismo dell'articolo
    1) "economia della scarsità" e di "economia dell'abbondanza" non stanno ad indicare due opzioni che ha "chi controlla i mezzi di produzione"2) chi controlla i mezzi di produzione non sono gli economisti, politici e legislatori, ma le aziende che operano nel mercato.3) quando queste vendono prodotti digitali, utilizzano modelli con i costi marginali propri del prodotto che vendono.4) il costo marginale del prodotto digitale non e' zero, ma molto vicino a zero.In conclusione, mi pare che si sia banalizzato e storpiato qualche concetto di economia per fare un discorso qualunquista e sempliciotto. In realta', al di fuori di questo forum, ci sono diverse discussioni e libri sull'argomento dei prodotti digitali, costi, prezzi, copyright, ecc. ma non a caso scaturisono da Universita' prestigiose (Berkeley, Stanford, MIT, UTexas) ed hanno un livello di approfondimento e congnizione dell'argomento tale da rendere estremamente interessante il dibattito.Qui invece ci si accontenta di un dibattito superficiale, tra ignoranti, e basato su presupposti sballati. Che potrebbe avere l'unico merito di stimolare gli utenti ad approfondire (dopo averli corretti dagli storpiamenti) alcuni concetti sollevati e le discussioni che ne derivano, che sono senz'altro molto interessanti.Cordialmente,Matteo
    • Anonimo scrive:
      Re: ignoranza e pressapochismo dell'arti
      ... ovvero come si puo' scrivere a sproposito quando si leggono le cose al di fuori del contesto, specialmente se non si da nessun contributo all'argomento e si desidera solo fare critica distruttiva.Considerato che l'articolo aveva una premessa della stessa lunghezza, mi sembra impossibile che lo si possa fraintendere fino a questo livello, ma comunque ti rispondo puntualmente.Un articolo di divulgazione, e di "filosofia" deve essere chiaro, e questo, avendo prodotto una settantina di commenti omogenei, lo e' stato senz'altro, e generale; definirlo "generico" da una misura di quanto sia stato letto fuori dal contesto.Definire l'autore ignorante e pressappochista fornisce poi una misura del rispetto che l'autore del commento sta utilizzando.- Scritto da: Anonimo
      1) "economia della scarsità" e di "economia
      dell'abbondanza" non stanno ad indicare due
      opzioni che ha "chi controlla i mezzi di
      produzione"Mah, forse dovresti spiegarlo alla Monsanto od alla Disney, che loro non hanno la possibilita' di decidere come vendere i loro prodotti. Io non ho grossi dubbi in merito.
      2) chi controlla i mezzi di produzione non
      sono gli economisti, politici e legislatori,
      ma le aziende che operano nel mercato.Ho riletto attentamente l'articolo; fallo anche tu perche' mi pare ne abbia bisogno.
      3) quando queste vendono prodotti digitali,
      utilizzano modelli con i costi marginali
      propri del prodotto che vendono.Il fallimento di tutte le iniziative di vendita di e-book, per citare solo un esempio, ammesso recentemente da una delle massime aziende del settore, sta dimostrare, molto piu' di quello che c'e' probabilmente scritto nei documenti che di cui tu segnali l'esistenza (senza fornire nessun link o citazione), che almeno nel caso degli e-book questo e' provatamente falso.In quale campo ti risulta che la tua affermazione sia dimostrata vera (non "su quale testo di economia") ?
      4) il costo marginale del prodotto digitale
      non e' zero, ma molto vicino a zero.No, se si integrano i costi di riproduzione (rete, cpu, usura dei dischi, elettricita' ....) si inseriscono in un modello matematico elementi infinitesimi di ordine superiore; allora dovrebbe inserirsi anche il costo del cibo necessario a fornire le calorie spese per premere il tasto invio.Il costo marginale di produzione di un e-book, come specificato nella definizione che precede l'affermazione, e' zero.
      In conclusione, mi pare che si sia
      banalizzato e storpiato qualche concetto di
      economia per fare un discorso qualunquista e
      sempliciotto. In realta', al di fuori di
      questo forum, ci sono diverse discussioni e
      libri sull'argomento dei prodotti digitali,
      costi, prezzi, copyright, ecc. ma non a caso
      scaturisono da Universita' prestigiose
      (Berkeley, Stanford, MIT, UTexas) ed hanno
      un livello di approfondimento e congnizione
      dell'argomento tale da rendere estremamente
      interessante il dibattito.

      Qui invece ci si accontenta di un dibattito
      superficiale, tra ignoranti, e basato su
      presupposti sballati. Che potrebbe avere
      l'unico merito di stimolare gli utenti ad
      approfondire (dopo averli corretti dagli
      storpiamenti) alcuni concetti sollevati e le
      discussioni che ne derivano, che sono
      senz'altro molto interessanti.Queste considerazioni confermano il fatto che hai frainteso completamente il contesto ed il significato, ed hai anche letto distrattamente.Volendo esprimere un commento, quest'ultima cosa e' un delitto capitale. A maggior ragione visto che ti ispiri a Berkeley, Stanford, MIT, ed UTexas.Spero che i tuoi peer review, se ne fai, siano preceduti da letture molto piu' attente.Saluti. Marco Calamari
      • Anonimo scrive:
        Re: ignoranza e pressapochismo dell'arti


        1) "economia della scarsità" e di
        "economia

        dell'abbondanza" non stanno ad indicare
        due

        opzioni che ha "chi controlla i mezzi di

        produzione"

        Mah, forse dovresti spiegarlo alla Monsanto
        od alla Disney, che loro non hanno la
        possibilita' di decidere come vendere i loro
        prodotti. Io non ho grossi dubbi in merito.certamente hanno la possibilita' di decidere come vendere i loro prodotti (come spiegato nel passaggio successivo dell'articolo - anche se non si tratta di due metodi, ma dello stesso metodo; e non di due opzioni, ma di una "gradazione" continua di opzioni sulla scala della quantita' di output - una sola delle quali fornisce l'ottimizzazione dei profitti), ma questa facolta' non e' indicata dagli economisti come scelta tra "economia dell'abbondanza" e "della scarsita'"


        2) chi controlla i mezzi di produzione non

        sono gli economisti, politici e
        legislatori,

        ma le aziende che operano nel mercato.

        Ho riletto attentamente l'articolo; fallo
        anche tu perche' mi pare ne abbia bisogno.Beh, il riferimento non e' diretto, ma implicito da questi due passaggi riferiti allo stesso metodo-modello di scelta:1) "i due metodi con cui chi controlla i mezzi di produzione" 2) "gli economisti, e con loro i politici ed i legislatori (...) continuano ad impiegare modelli economici"


        3) quando queste vendono prodotti
        digitali,

        utilizzano modelli con i costi marginali

        propri del prodotto che vendono.

        Il fallimento di tutte le iniziative di
        vendita di e-book, per citare solo un
        esempio, ammesso recentemente da una delle
        massime aziende del settore, sta
        dimostrare, molto piu' di quello che c'e'
        probabilmente scritto nei documenti che di
        cui tu segnali l'esistenza (senza fornire
        nessun link o citazione), che almeno nel
        caso degli e-book questo e' provatamente
        falso.Non sono a conoscenza delle iniziative di vendita di e-book, ma sarei curioso di conoscere quell'imprenditore che vende ebooks senza sapere qual'e' il costo marginale del suo ebook. In generale comunque il fallimento da solo non prova niente. Serve anche un caso di successo, ed una analisi comparativa dei due casi che faccia emergere che la differenza tra i due l'ha fatta l'utilizzazione di modelli con costi marginali diversi (se questa e' la tesi...).

        In quale campo ti risulta che la tua
        affermazione sia dimostrata vera (non "su
        quale testo di economia") ?microsoft, per citare un animale difficile da non notare


        4) il costo marginale del prodotto
        digitale

        non e' zero, ma molto vicino a zero.

        No, se si integrano i costi di riproduzione
        (rete, cpu, usura dei dischi, elettricita'
        ....) si inseriscono in un modello
        matematico elementi infinitesimi di ordine
        superiore; allora dovrebbe inserirsi anche
        il costo del cibo necessario a fornire le
        calorie spese per premere il tasto invio.

        Il costo marginale di produzione di un
        e-book, come specificato nella definizione
        che precede l'affermazione, e' zero.e' tendente allo zero, zero ai fini pratici di qualsiasi argomentazione, ma non esattamente zero. Per curiosita' poi, il costo del cibo necessario per l'energia per premere il tasto invio non viene computata, ma l'opportunity cost dell'impiego alternativo di quella energia si.L'articolo da quanto ho capito era quindi un filosofeggiare generale, e qualsiasi riferimento a "costi marginali" "profitto" "economia" ed "economisti" non sono da ritenersi accurate argomentazioni a supporto di una tesi ma solamente come parole chiavi per colorare e tentare di avvalorare un discorso qualunquista fino al punto di culminare (e riassumersi) trionfalmente nella domanda iper-qualunquista: "Da che parte stai, da quella della fame o da quella dell'abbondanza ?"Matteoper chi fosse interessato alla legislazione sugli mp3:http://cyber.law.harvard.edu/mp3/
        • Anonimo scrive:
          Re: ignoranza e pressapochismo dell'arti
          - Scritto da: Anonimo
          L'articolo da quanto ho capito era quindi un
          filosofeggiare generale, e qualsiasi
          riferimento a "costi marginali" "profitto"
          "economia" ed "economisti" non sono da
          ritenersi accurate argomentazioni a supporto
          di una tesi ma solamente come parole chiavi
          per colorare e tentare di avvalorare un
          discorso qualunquista fino al punto di
          culminare (e riassumersi) trionfalmente
          nella domanda iper-qualunquista: "Da che
          parte stai, da quella della fame o da quella
          dell'abbondanza ?"L'articolo si propone di fare una sintesi di questioni molto dibattute nei dettagli ma poco a livello macroscopico; quello che succede quando si parla del WTO e non dell'effetto globale dei sussidi agli agricoltori.Fatti ed opinioni sono ben distinti; e definire un articolo di questo tipo "qualunquista" e' proprio di coloro che non vedono la foresta perche' ci sono tutti quegli alberi in mezzo ..."Quando il saggio indica la luna lo stolto guarda il dito"Marco Calamari
    • Anonimo scrive:
      Re: ignoranza e pressapochismo dell'arti
      - Scritto da: Anonimo[cut]

      4) il costo marginale del prodotto digitale
      non e' zero, ma molto vicino a zero.
      Ci siete cascati tutti in questa trollata ? E' chiaro che non e' proprio zero, ma essendone molto vicino, e' come se lo fosse. Quando l' autore dice 'esattamente zero' sta andando a pesca....e i pesci abboccano !!
      In conclusione, mi pare che si sia
      banalizzato e storpiato qualche concetto di
      economia per fare un discorso qualunquista e
      sempliciotto. In realta', al di fuori di
      questo forum, ci sono diverse discussioni e
      libri sull'argomento dei prodotti digitali,
      costi, prezzi, copyright, ecc. ma non a caso
      scaturisono da Universita' prestigiose
      (Berkeley, Stanford, MIT, UTexas) ed hanno
      un livello di approfondimento e congnizione
      dell'argomento tale da rendere estremamente
      interessante il dibattito.

      Qui invece ci si accontenta di un dibattito
      superficiale, tra ignoranti, e basato su
      presupposti sballati. Scusi prof., non la avevo riconosciuta. :-)Penso che su PI non se ne possa piu' di sentire parlare di queste problematiche di costi, prezzi, copyright, ecc. che ogni giorno, sempre di piu;. appestano il mondo informatico come un'orda di cavallette impazzite (vedi SCO), e che con il mondo informatico non hanno (o non dovrebbero avere) nulla a che fare.Le minacce di questi signori colpiscono noi, in quanto utenti di computer, comunicatori paritetici e utilizzatori, e creatori, di Software Libero.Ecco perche', nella nostra ignoranza, si tenta di capirci qualcosa.Se scende un attimo dalla cattedra(le), forse capira' meglio quello che voglio dire .....
      Che potrebbe avere
      l'unico merito di stimolare gli utenti ad
      approfondire (dopo averli corretti dagli
      storpiamenti) alcuni concetti sollevati e le
      discussioni che ne derivano, che sono
      senz'altro molto interessanti.
      bene, e se ci vuole fare una tesi, si ricordi i diritti d'autore :-)
      Cordialmente,

      Matteo
    • Anonimo scrive:
      Re: ignoranza e pressapochismo dell'articolo
      Il pressappochismo con il quale si affrontano questioni di rilievo vitale per la nostra economia è causa del disinteresse e della disinformazione del popolo italiano, che su questa scia si avvia cieco e tacito al più nefaldo asservimento delle multinazionali americane. Svegliatevi, il tempo per la salvezza è agli sgoccioli. Stedis
  • Anonimo scrive:
    Re: Parzialmente esatto
    - Scritto da: Anonimo
    Il costo marginale pari a zero per le Major
    non potrà
    essere ottenuto per che per un breve periodo.
    Questo perchè il costo zero rende inutile
    l'intermediazione
    della Major fra il produttore dell'Opera ed
    il consumatore.
    Quindi o le Major aggiungeranno del valore
    aggiunto
    all'opera (difficile) oppure dovranno
    attivarsi
    per impedire all'autore dell'opera la
    diffusione diretta
    della stessa.Secondo me dovrebbero fare altro. Comunque l'importante e' che non rompano le scatole alla gente, scavalcando magistrati e istituzioni. Domanda ingenua: ma che istituzioni sono quelle che si lasciano scavalcare da una lobby commerciale come la RIIAA o la SIAE ?
  • jago scrive:
    Occhio agli SQUALI !
    Se una azienda ha una guadagno di 1000, e un costo marginale di 1, allora e' come se fosse 0 (zero).E' solo teoria dire che e' diverso da zero: il problema di lor signori e' che anche io, che ricco non sono, posso affrontare quell' 1 di spesa, non ho bisogno di una azienda che pretenda di farlo per me, e per tutti, a costi, peraltro, assurdi.I costi di connettivita' e di hardware e' risibile per una grossa azienda, e per questo NON dobbiamo ringraziare i tornacontisti di casa nostra. Sapete sicuramente che il costo di elaborazione e connettivita' e' sempre piu' basso, e che la potenza di calcolo e le velocita' di collegamento sempre maggiori. Come anche la capacita' di produrre cibo e' sempre maggiore, e i costi di produzione sempre minori. Pero' un mp3 e' sempre piu' o meno lungo 5 MB.A fronte di questo pero', succede un fenomeno strano, inverso a quello che qualunque essere che possa definirsi umano possa concepire: i costi di fruizione AUMENTANO, il costo del cibo AUMENTA, e questo puo' essere applicato a tutti i campi della produzione classica, dalla benzina alla casa.Il discorso della casa poi, e' il massimo del minimo. Vivo in una citta' che e' seconda solo a Tokyo e New York come prezzi al metroquadro (come servizi pero' somiglia a Malindi), e' c'e' ancora qualche tornacontista che dice che ci sono troppe case, che preferisce che i prezzi salgano invece di scendere, ecc. ecc...Dite che che gli OGM sono inutili e che c'e' sovrapproduzione di cibo ? Benissimo, ma insieme dovete anche dirmi, giustificandolo, perche' mezzo mondo muore di fame mentre l' altro mezzo mondo distrugge interi raccolti per 'sostenere il mercato' (ma quale mercato ? qui costa tutto il triplo .... 'sostengono il mercato' e affossano le persone....).Pensate davvero che gli OGM siano nati originariamente per far fare soldi al suo inventore o detentore di brevetto ? O pensate che siano nati dal fatto che, per un motivo o per l'altro, c'e' gente che muore di fame ?Pensate davvero che l'ingegneria genetica sia nata originariamente per brevettare il DNA di razze 'pure' o per fare distruggere le arance in sovrappiu' ? O pensate che sia nata per curare malattie gravi, per ridare speranza a chi non ne ha piu'?Pensate davvero che Internet sia nata per scaricare pornazzi e scaricare loghi e suonerie (o, ina altri casi, per fare scaricare pornazzi o per vendere loghi e suonerie) ? Non pensate che possa essere DAVVERO utile a chi ha DAVVERO bisogno (disabili, paesi in via di sviluppo, ecc.)Pensate davvero che il P2P sia nato solo per far dispetto alla Major (ma Major de che ?) e non per una volonta' di reciproca condivisione di conoscenze, o meglio. per far arrivare la conoscenza in queli luoghi dove NON esistono megastore, e non arriveranno mai perche' al lor signori non conviene ? Queste intere trance di popolazione cosa devono fare, anche solo per lavorare e per tenersi aggiornate, se non guardare Canale 5 ? Mi sembra evidente che tutto questo nasca per PAURA del futuro, ma soprattutto della coscienza non SAPERE VIVERE IL FUTURO (in parole povere, paura di perdere la solita 'poltrona' .....)Per concludere, penso che, soprattutto dopo l'11 settembre 2001, questo mondo si sia popolato di SQUALI che hanno solo trovato il momento di debolezza giusto per uscire allo scoperto, pronti a lucrare su tutto e tutti, indiscriminitamente, accaparrandosi anche di mezzi non propri (vedi SCO) ma soprattutto, e questo lo reputo gravissimo, STRAVOLGENDO L'ORIGINE DELLE COSE E DEI FATTI.Come il bell'articolo di Marco Calamari termina con una domanda retorica, voglio terminare anche io con una domanda ancora piu' retorica (se possibile):Io sono dalla parte giusta, e tu ?CiaoJago
    • Anonimo scrive:
      Re: Occhio agli SQUALI !


      Io sono dalla parte giusta, e tu ?

      Ciao
      JagoJago, tu non stai da nessuna parte giusta. Proprio oggi sono saltate le discussioni a Cancun perche' l'Europa (cioe' la parte dove stai te) non ha voluto abbattere il protezionismo agricolo che danneggia i produttori del terzo mondo a vantaggio degli agricoltori europei. Quindi, per quanto immagino che non ne approvi le politiche, stai dalla parte sbagliata.
      • Anonimo scrive:
        Re: Occhio agli SQUALI !
        - Scritto da: Anonimo




        Io sono dalla parte giusta, e tu ?



        Ciao

        Jago


        Jago, tu non stai da nessuna parte giusta.
        Proprio oggi sono saltate le discussioni a
        Cancun perche' l'Europa (cioe' la parte dove
        stai te) non ha voluto abbattere il
        protezionismo agricolo che danneggia i
        produttori del terzo mondo a vantaggio degli
        agricoltori europei.Io sono completamente contrario al protezionismo agricolo.Sono contrario alle sovvenzioni statali, o a qualcunque forma di assistenzialismo, agli agricoltori perche', come dici tu, danneggia gli agricoltori di quei paesi che quelle sovvenzioni non le hanno.Ma lo hai letto il mio intervento ?
        Quindi, per quanto
        immagino che non ne approvi le politiche,non le approvo infatti
        stai dalla parte sbagliata.se lo dici tu .... a me sembra che abbiamo la stessa opinione.Ciao
        • Anonimo scrive:
          Re: Occhio agli SQUALI !


          se lo dici tu .... a me sembra che abbiamo
          la stessa opinione.
          abbiamo la stessa opinione, ma in quanto europei stiamo dalla parte sbagliata: quella degli ex-colonialisti e dei presenti sfruttatori del terzo mondo e rovina dell'equilibrio del pianeta
          • Anonimo scrive:
            Re: Occhio agli SQUALI !
            - Scritto da: Anonimo




            se lo dici tu .... a me sembra che abbiamo

            la stessa opinione.



            abbiamo la stessa opinione, ma in quanto
            europei stiamo dalla parte sbagliata: quella
            degli ex-colonialisti e dei presenti
            sfruttatori del terzo mondo e rovina
            dell'equilibrio del pianetaSiamo individui pensanti, io non penso di stare dalla parte sbagliata perche' c'e' berlusconi che governa il mio paese, perche' l'ue pratica politiche agricole che non condivido, o perche' abbiamo una storia piena di brutture.Se tu per primo non aiuti te stesso, non lo fara' nessun altro.Ciao
  • Anonimo scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    E voi avete parlato di un bel po di stronzatine...Andate a manifestare con i no global che non capiscono niente...
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: Anonimo
    i costi marginali aumentano all'aumentare
    della produzione ma che cavolate
    dite!!!!!!!!!!!!!!!Bravo, hai studiato la prima lezione di economia. Ora studia la seconda e smettila di dire baggianate.
  • Anonimo scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    - Scritto da: Anonimo
    Allarga l'orizzonte e forse vedrai che
    l'autore non sta parlando di economiama di
    etica.... leggermente diverso....Già. E per farlo è sceso in tecnicismi economici e ha titolato il tutto "Economia della scarsità ed economia dell'abbondanza".Sei un genio.
  • Anonimo scrive:
    Re: Resistenza Informatica
    - Scritto da: Shurizen
    Loro VOGLIONO (...) che vi PIACCIA,Bravo !! Bis !!!!
    Loro VOGLIONO (...) che vi PIACCIA,
    Loro VOGLIONO (...) che vi PIACCIA,Ecco, hai veramente colto nel segno.Altrimenti non si spiegherebbe come una canale televisivo nazionale quale MTV ci dia in pasto il PEGGIO- artisticamente parlando (e poi ognuno ha i suoi gusti...) -sia del panorama internazione che di quello italianoa meno che non sia largamente supportato da unamajor o un'etichetta quasi-major (vedi sugarmusico Mescal, tanto per far due nomi ormai diventati importanti)La cosa triste è almeno in USA o nel regno unito ilprogramma musicale è veramente ottimo (vedetemai l'MTV inglese ?)Ho nostalgia di VideoMusic
  • Anonimo scrive:
    Re: Bravo Marco
    Anch'io voglio complimentarmi con Marco Calamari per la lucida e chiara analisi esposta nel suo articolo.-- Luca
  • Anonimo scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    Allarga l'orizzonte e forse vedrai che l'autore non sta parlando di economiama di etica.... leggermente diverso....
  • Anonimo scrive:
    Concordo ma forse c'e' di peggio
    Ho il sospetto che alla base del nostro darci da fare vi sia la spinta alla riproduzione, e allora mi chiedo in quale misura una deprecabile sforbiciata potrebbe ridimensionare l'interesse alla vita.Ho anche potuto osservare come lo stimolo all'inseminazione trovi sfogo, fuori dall'abbraccio amoroso, principalmente nella creativita', oltre che in tutte le attivita' socialmente utili.Potete immaginare un futuro in cui i vostri figli saranno criminalizzati qualora osassero produrre un pensiero indipendente?, e potete immaginare quali ripercussioni avra' la castrazione intellettuale sulla libido?E' possibile tollerare che gli enormi interessi di un'infima parte mettano in forse la sopravvivenza della specie?A me l'enormita' della cosa pare sia seconda solo al mutamento climatico, evento inarrestabile, verissimo, ma, a maggior ragione, immaginare di contenere l'inventiva e la spontanea genialita' proprio quando si profila una catastrofe mi lascia sgomento.E poi potrebbe una stupida legge contenere l'istinto primario? Quale nuova rivoluzione (e quanto sanguinaria) competera' alle future generazioni quando prevedibilmente vorranno riappropriarsi del diritto di esistere?
    • Anonimo scrive:
      Re: Concordo ma forse c'e' di peggio
      dove la compri?Quanti film vedi?Se non ci sono acquirenti......
    • Anonimo scrive:
      Re: Concordo ma forse c'e' di peggio
      La politica del fascismo, checchè se ne dica è stata keynesiana prima che Keynes stesso la definisse nei particolari... L'intervento dello stato chiuso nella nazione sua stessa ha prodotto risultati che altre parti del mondo hanno ottenuto dopo e l'Italia ha risentito minimamente della grande depressione del '29.... Questo non c'entra con il sistema democratico o non del fascismo ma tuttavia essendo la storia scritta da chi vince ovvio che il totale risanamento italiano sia industriale, agricolo legislativo fosse denigrato... quando a tutt'oggi si usano strutture ad ogni livello di derivazione fascistica se non completamente fascistiche....Tornando alla ricerca è "normale" che le multinazionali speculano sui loro prodotti...La grande domanda è:Avere un sistema che ti permette di scoprire o inventare utilità per l'umanità ma che le distribuisce in maniera tornacontistica o avere un sistema che suddivide a tutti (sempre che avvenga) ma che non scopre niente?Le multinazionali estere, dove per estero non significa solamente states, investono sulle università bei quattrini che poi rivogliono indietro come profitti questo in Italia e non solo è visto come qualcosa di sporco in quella che è la pulità Università, piena di raccomandati, perchè il privato non puo mai avere fini welfaristici.....Poi ci sono i prosciutti davanti agli occhi con i vari Berlusconi attaccati giustamente o ingiustamente... SME, Telekom Serbia, De Benedetti e compagnia con la stupidità di chi crede che l'unico sporco sia Berlusca....Certo puo essere peggio sapere che la cura c'è e non poterla comprare forse....Ma tutti vogliono un tornaconto da quello che fanno anche il signor Rossi quando investe i suoi quattrini in banca figuriamoci la casa farmaceutica che è creatrice di ricchezza in primis....Questo non vuol dire che non ci debbano essere correttivi...Quando sento per esempio parlare a favore degli ogm per risolvere la fame nel mondo mi vien da ridere considerando la sovraproduzione che c'è....
  • Anonimo scrive:
    Re: Bravo Marco
    - Scritto da: Flexer
    Bell'articolo, complimenti!complimenti,odo
  • Anonimo scrive:
    Non esistono costi marginali decrescenti
    Come da oggetto, non scrivete altre baggianate e leggete qui, perchè non esistono rendimenti crescenti o per lo meno infinatamente crescenti.... http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=427963
    • Anonimo scrive:
      Re: Non esistono costi marginali decresc
      E' davvero solo questo che hai capito da tutto quello che hai letto?
      • gian_d scrive:
        Re: Non esistono costi marginali decresc
        - Scritto da: Anonimo
        E' davvero solo questo che hai capito da
        tutto quello che hai letto?concordo, anche opponendo riserve sull'andamento dei costi marginali, il contenuto non subisce alcun stravolgimento.E' un ottimo articolo, con un'analisi lucida e schietta.
    • Anonimo scrive:
      Esistono costi marginali decrescenti
      http://www.editrice-esculapio.it/economia/concorrenza%20imperfetta.pdf...e studiamo prima di fare figure di m...!
      • Anonimo scrive:
        Re: Esistono costi marginali decrescenti
        lo vedi che non capisci tu niente i costi marginali possono essere decrescenti solo in determinati casi e in particolari si tuazioni [u]teoriche[/u].Quello che non capite e che i prezzi si regolano in relazione alla domanda.... se sono diventati così alti è perchè tutti volevano cds
        • Anonimo scrive:
          Re: Esistono costi marginali decrescenti
          - Scritto da: Anonimo
          lo vedi che non capisci tu niente i costi
          marginali possono essere decrescenti solo in
          determinati casi e in particolari si
          tuazioni [u]teoriche[/u].Prima i costi marginali decrescenti non esistono. Adesso esisto no solo in situazioni teoriche.C'è da chiedersi come mai per quasi un secolo si sia attuato una politica volta a regolamentare a livello statale queste situazioni "teoriche". Forse perchè non erano tanto teoriche.
  • Anonimo scrive:
    Re: I tempi vincono qualsiasi cosa.
    E chi sei tu il nuovo Marx che predice il futuro non azzeccandoci niente?O mio dio esistono ancora gli storicisti
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    i costi marginali aumentano all'aumentare della produzione ma che cavolate dite!!!!!!!!!!!!!!!
  • Anonimo scrive:
    Re: No mi spiace, non concordo pienamente
    Dietro un brevetto ci sono studi ricerche e grandissimimi investimenti di grandi multinazionali, niente viene da niente... Del resto se non ci fosse ciò non ci sarebbe neanche ricerca....Siete i soliti a lamentarvi dei soldi che mancano per la ricerca italiana e poi siete contrari ai brevetti....Se la multinazionale X investe 100 mln di dollari per scoprire un vaccino è ovvio che vuole riprenderseli e senza brevetto e utili non c'è niente.... non c'è futuro... Salvo vogliate tornare all'epoca di Stalin....
    • Anonimo scrive:
      Re: No mi spiace, non concordo pienament
      - Scritto da: Anonimo
      Dietro un brevetto ci sono studi ricerche e
      grandissimimi investimenti di grandi
      multinazionali, niente viene da niente... sì, ma in molti casi ammetterai che si esagera... e secondo me il problema è soprattutto politico, perché uno stato che tiene alla salute dei suoi cittadini si potrebbe anche occupare di comprare il brevetto, no?
      Del resto se non ci fosse ciò non ci sarebbe
      neanche ricerca....
      Siete i soliti a lamentarvi dei soldi che
      mancano per la ricerca italiana e poi siete
      contrari ai brevetti....be' ma la ricerca italiana è soprattutto universitaria caro... le grandi multinazionali farmaceutiche sono americane, francesi, svizzere...
      Se la multinazionale X investe 100 mln di
      dollari per scoprire un vaccino è ovvio che
      vuole riprenderseli e senza brevetto e utili
      non c'è niente.... non c'è futuro...e chi l'ha detto?
      Salvo vogliate tornare all'epoca di
      Stalin....ma per favore, basta! piantatela con questi fantasmi del comunismo! ce li avete solo voi ciellini in testa, e ve ne servite per spaventare le casalinghe! smetterla sarebbe forse più da adulti...
    • kijio scrive:
      Re: No mi spiace, non concordo pienament
      cerchero' di spiegarmi meglio:1- il maggior sviluppo della ricerca in campo agricolo italiano e' stato nel ventennio fascista, la ricerca universitaria fu messa a disposizione di tutti, gesto che seguiva la politica autarchica (contestabile quanto si vuole) ma che ha permesso alla meta' degli italiani (allora agricoltori) di incrementare il proprio sostentamento in maniera considerevole:quindi che la ricerca costi e' vero, che lo debbano fare per forza le multinazionali no! e soprattutto che lo stato non ce la possa fare ne dubito ancor di piu' (se ce l'ha fatta quello fascista, considerato da molti storici fra i piu' ignominosi della storia.. figuriamoci quello democratico .. o no? !2-che poi le multinazionali speculino sulla vita umana in maniera schifosa e' un po' esagerato, il guadagno lo fai ... ma cacchio limitalo quando serve per la vita umana (e sottolineo vita umana!!!) perlomeno trova la formula di aiutare i tuoi consimili.Ad esempio evita il lucro diretto e sfrutta la pubblicita' che ti fai, che puoi sfruttare in tanti modi (tipo con altri prodotto non salva vita).E' sbagliato pretendere cifre esorbitanti per periodi lunghissimi per dei brevetti (umanamente lo capiresti se avessi una persona con un male grave ... e lo stipendo da operaio non specializzato o la pensione da agricoltore ...) 3- ci sono precedenti illustri, in cui ricercatori hanno scoperto vaccini e hanno preferito metterli a disposizione di tutti senza pretendere un soldo (... e devo dire che qui l'ignoranza della comunicazione dilaga .. sapete come si chiama quel ricercatore che ha sintetizzato il vaccino contro la meningite? no e? magari pero' sapete quando e' nato il vs. giocatore di calcio preferito ...)Non tutti sono buoni samaritani, ma se ce ne fosse di piu' si starebbe meglio, anche se sicuramente nessuno direbbe grazie ...Io non sono nè di destra nè di sinistra, e la penso come From ... bisogna cambiare le persone, in primis se stessi, per migliorare quello che ci circonda... ma dubito, come Shopenauer, che si possa fare con tutti. Come diceva Macchiavelli : c'e' chi capisce per se, chi capisce se si viene spiegato, e c'e' chi non capisce neanche se gli viene spiegato ...Voi .. da che parte state?
    • Anonimo scrive:
      Re: No mi spiace, non concordo pienamente
      - Scritto da: Anonimo
      Dietro un brevetto ci sono studi ricerche e
      grandissimimi investimenti di grandi
      multinazionali, niente viene da niente... Mi fai un esempio di qualcosa 'scoperto' da una multinazionale che non sarebbe stato scoperto comunque, senza bisogno di brevetti ?Se io fossi medico, e stessi morendo, o stesse morendo qualcuno cui tengo, mi frega assai se la multinazionale non mi paga: io ricerco lo stesso, per la sopravvivenza. E se sopravvivessi (ergo, scoprissi il vaccino), pensi che mi fregherebbe di arricchirmi vendendo il vaccino in esclusiva ad una multinazionale ?Penso che questo tipo di brevetti serva solo per commercializzare 'scoperte' fatte dai ricercatori, quelli veri che passano la vita dietro la loro passione, non i ricercatori che vedo in giro, che se non c'e' la multinazionale che il paga non scoprirebbero neanche di avere un cervello .... (e se poi lo scoprono sono anche capaci di cercare di brevettarlo :-)
      Del resto se non ci fosse ciò non ci sarebbe
      neanche ricerca....Infatti, non ne vedo.
      Siete i soliti a lamentarvi dei soldi che
      mancano per la ricerca italiana e poi siete
      contrari ai brevetti....La ricerca medica va avanti comunque, perche', ripeto, e' una questione di sopravvivenza.Se devo ricercare qualcosa il cui brevetto viene poi sfruttato in malo modo da una azienda commerciale, mi passa la voglia (anche pensando che i ricercatori non prendono un buono stipendio).
      Se la multinazionale X investe 100 mln di
      dollari per scoprire un vaccino è ovvio che
      vuole riprenderseli e senza brevetto e utili
      non c'è niente.... non c'è futuro... Questo mi sembra che non succeda spesso, in pratica. Supponi invece, evento meno raro, che la multinazionale X spenda 100 mln di dollari per COMPRARE il brevetto, con l' unico scopo di lucrarci su il piu' possibile: sarebbe (e') brutto, no ?
      Salvo vogliate tornare all'epoca di
      Stalin....Se guardi al passato non troverai nessun paragone valido per suffragare il presente e il futuro: e' questo il senso dell'articolo no ? OGGI sono diverse le basi.....
  • Anonimo scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    Questo accade quando gli ingegneri, i chimici o affini parlano di economia, sparando.....
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: gerry
    Credo che l'autore dell'articolo (non è
    molto chiaro, lo ammetto) che volesse
    puntare il dito sul fatto che un opera
    dell'ingegno è teoricamente svincolata dal
    suo prodotto materiale.
    Un auto la puoi progettare ma poi la devi
    anche produrre e costruire fisicamente. Un
    brevetto, una canzone, un libro basta che li
    crei.
    Certo, ma ha posto come condizione fondamentaledella sua tesi il costo del prodotto.Se dici che copiare un cd ti costa 0 oppure dici che ti costa 10 Euro la cosa è differente, proprio comenotava l'autore dell'articolo.Ora tutti noi possiamo convenire che i beni digitalisiano duplicabili a costi enormemente bassi, nonparagonabili a quelli dei beni materiali. Ma ancoradi più, la copia di un bene digitale è identica a quellaoriginale, tanto da essere indistinguibile, cosaimpossibile per i beni materiali.
    Poi ci sono i problemi legati alla
    distribuzione, però anche lì le regole
    cambiano. Nel mondo dei beni fisici la
    distribuzione segue uno schema piuttosto
    lineare.
    Nei media è diverso. pensa se sistesse un
    P2P legale dove sono gli utenti a mantenere
    il sistema di distribuzione sgravando le
    aziende da questo costo...La distribuzione non è un costo di cui le aziende si vogliono sgravare.Tendenzialmente le aziende vogliono abbattere i costi, ma non accollarli ad altri, almeno ufficialmente,questo perchè è proprio quel costo che le legittimaa guadagnare sul bene.
  • logitech scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    - Scritto da: Anonimo
    Sul primo errore (costo marginale) posso
    tranquillamente comunicarti che non hai
    capito una mazza: si parlava del prodotto
    digitale, e a ragione. La copia di un file
    non ha un costo di produzione: ho un server,
    ci sbatto sopra il prodotto e chiuso il
    discorso. Per cui è ora di riscriverli, 'sti
    manuali di economia ...Su chi non abbia capito cosa c'è molto da discutere. Comunque ribadisco il concetto, il costo identicamente uguale a zero non esiste.Se vuoi leggere in dettaglio la mia risposta, la trovi in un altro post (lo rintracci facilmente, perchè IO non scrivo in forma anonima).
    Sul secondo (presunto e grave) errore non
    dici niente di sensato o di utile, anzi, non
    spieghi nemmeno in cosa consisterebbe ... Ho postato un link. Se hai problemi di comprensione non rivolgerti a me.
    P.S. Il tuo commento sta all'articolo in
    oggetto come il min. Gasparri sta a
    Guglielmo Marconi.Complimenti per il tono e il linguaggio, un Lord!
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero

    Nei media è diverso. pensa se sistesse un
    P2P legale dove sono gli utenti a mantenere
    il sistema di distribuzione sgravando le
    aziende da questo costo...be, ci sarebbero i costi per l'artista, i costi per la registrazione del bene, i costi per l'atrezzatura per dare la prima volta il file al p2p, inevitabilemnte i costi di gestione ed un minimo di pubblicità, l'azienda pagherebbe molto ma molto meno, ma il costo ci sarebbe comunque, abbastanza basso da fer si che queste ditte si finanzino con i cointeressamenti con i produttori di hardware e con le vendite di contenuti speciali, come cd materiali stampati, di ottima fattura e prezzi bassi, che sarebbero comunque diversi dal file nudo e crudo equindi a prezzi ragionevoli abbastanza appetibili.purtroppo questo per loro vuole dire perdere un giro enorme di soldi e non vogliono farlo... ma il mondo cambia e bisogna adeguarsi, mica possiamo ad es mettere tuttii disoccupati a fare le piramidi per risolvere il problema del lavoro come facevano in egitto, se gli artisti guadagnano meno e se meno persona ci mangiano su, che facciano altri lavori più utili e/o remunerativi nel nuovo contesto, portare indietro l'orologio non si può!
  • Anonimo scrive:
    Guerriglia informativa
    Appurato il fatto che la maggior parte della gente non sa ,o se ne frega di tutto quello che stiamo dicendo ,appurato il fatto che la gente comune potrebbe anche ,a livello superficiale ,trovarsi daccordo per esempio sulla legittimita dei brevetti sul software ecc. in quanto sapientemente manipolata dai soliti teatrini di finti competenti sul libro paga delle grandi corp.Penso che se si ponesse una semplice domanda ad ognuno di loro (noi) del tipo :credi sia piu giusto sfornare leggi che favoriscono chi è gia molto ricco e sfavoriscono tutti gli altri ,o chredi sia giusto favorire la collettività con leggi che preferiscano la diffusione della cultura e dell'arte a favore e per la crescita della collettività(senza essere comunisti:):))?La risposta è ,concedetemelo quasi scontata!Il mondo non va verso questa direzione perchè si vive nella falsa percezione che ci sia un sistema democratico ,in realta se ci fosse veramente , il diritto d'autore ci sarebbe ma sarebbe radicalmente diverso ,e sopratutto senza tramiti ed intermediazioni (ovvero dal produttore al consumatore senza però limiti dannosi e restrittivi per la collettività).Allora il problema sta nel fatto che chi difende la libertà ,da sempre possiede una voce piu debole di chi invece la combatte in nome del suo profitto/potere.Noi sudditi ora abbiamo un mezzo per unirci che nella storia umana non avevamo mai avuto ,internet chiaramente ,e ovviamente il potere ne ha paura perchè potrebbe svegliare i nostri cervelli. Io dico usiamo metodi piu aggressivi per informare i nostri simili ,come per esempio "spammare" centinaia di migliaia di indirizzi e_mail con una lettera incisiva breve ma efficace che metta in guardia tutti sui pericoli che i nostri figli correranno in futuro ,incoraggiarne la diffusione ,creare consenso! (linux)Tutto questo puo essere pericoloso ,io dico di utilizzare gli stessimetodi che usano gli spammer professionisti ,ma a fin di bene in quanto non ci rimane altro per diffondere l'informazione su larga scala ,altrimenti tutti i discorsi che si fanno sulla libertà rimarranno sempre un rumore di fondo e ci ritroveremo tutti piu poveri dentro e fuori.cosa ne pensate?
    • Anonimo scrive:
      Re: Guerriglia informativa
      D'accordo su tutto, tranne che sullo spamming "a fin di bene". Lo spamming va combattuto in quanto tale, senza distinguerne i contenuti, siano commerciali o politici. Pensa che al tuo "spamming buono" potrebbe far seguito uno "spamming cattivo", e via e via nella spirale della faida, fino al caos, al blocco del sistema. E pensa che chi vorrebbe controllare Internet, non aspetta altro che questo. Ciao.
      • Anonimo scrive:
        Re: Guerriglia informativa
        Con spamming cmq intendo 1 indirizzo = 1 messaggio e stop ,non spamming giornaliero ricorsivo.In ogni caso spingere verso una maggior diffusione in maniera attiva ,sinceramente sono un po' confuso sui metodi da utilizzare ,ma il succo non cambia ,alle campagne mediatiche del potere bisogna contrapporsi in modo forte e deciso ,anche correndo dei rischi.
        • Anonimo scrive:
          Re: Guerriglia informativa
          - Scritto da: Anonimo
          Con spamming cmq intendo 1 indirizzo = 1
          messaggio e stop ,non spamming giornaliero
          ricorsivo.
          In ogni caso spingere verso una maggior
          diffusione in maniera attiva ,sinceramente
          sono un po' confuso sui metodi da utilizzare
          ,ma il succo non cambia ,alle campagne
          mediatiche del potere bisogna contrapporsi
          in modo forte e deciso ,anche correndo dei
          rischi.be' scusa ma basta parlarne con gli amici per strada, come si faceva ai vecchi tempi ;)
    • Anonimo scrive:
      Re: Guerriglia informativa
      Se credi di essere un suddito ti comporterai da suddito..... pensiamo, viviamo, siamo ciò pensiamo....io sono libero, nessun re o reginatutto qua.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    Non confondere le cose mettendoci in mezzo il ricavo ;)Economicamente costo marginale e guadagno sono cose ben distinte.Concordo con chi ha scritto che il costo marginale non è proprio zero ma li vicino. Potrebbe essere approssimabile con X/Ndove X -
    costo dei computer masterizzattori e attrezature per la copia eN -
    Copie fatte durante la vita utile dei attrezzi usati.
  • Anonimo scrive:
    Re: L'economia è diversa!

    Già da decenni sono conosciute le
    problematiche connesse ai cosiddetti
    monopoli naturali (quelli con costi
    marginali tendenti a zero o, più
    esattamente, sempre decrescenti). La
    risposta a questo problema non è
    riassumibile in poche righe (necessiterebbe
    tra l'altro di almeno un paio di grafici),
    ma è molto diversa dalle conclusioni
    (seppure non definitve) date dall'autore.rispondo a queste righe piu' in basso...

    Inoltre ricordo che esistono leggi antitrust
    che agiscono proprio per limitare (o almeno
    ci provano!) l'esistenza di "chi controlla
    i mezzi di produzione di un certo bene in un
    dato mercato".esistono in alcuni paesi, in altri o non esistono o vengono ignorate. Se il parallelo e' tra i semi e il sw guardiamo quelloche succede con i semi: alcuni paesi impongono le proprie esportazioni ad altri paesi, imporre vuol dire, nella maggior parte dei casi avere controllo politico. Il controllo politico e'piu' facile su paesi del terzo mondo, che non hanno peso internazionale e che non si possono permettere di rifiutare soldi che gli vengono offerti. In questo modo si immette su mercati poveri un prodotto che arriva dall'esterno a prezzimolto piu' bassi dello stesso prodotto fabbricato da qualchemalandata industria locale. Un'economia arretrata cosi' non cresce, perche' i propri governanti non la proteggono, ma viene invasa da economie piu' forti, rimanendo arretrata.Per i semi e' peggio, oltre al controllo politico si aggiunge il controllo dato dal brevetto, il che rende il tutto ancora piu'facile. I risultati di un economia di sfruttamento ce li abbiamo davanti agli occhi, e pur non avendo letto i link che hai mandato li giudico terribili; quello che marco vuole mettere in luce, da quanto ho capito, e' che la stessa economia di sfruttamento puo' essere adottata sul sapere, e a questo giro il terzo mondo siamo tutti, con gli stessi prevedibili risultati che quel tipo di economia ha prodotto in altri campi. l'idea e' estrema, ma le premesse ci sono tutte.ciao,leonardo.
  • Anonimo scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    - Scritto da: logitech
    Nell'articolo ci sono due errori di fondo,
    di cui uno molto grave.

    Il primo è la confusione sul costo marginale
    = 0.
    Come ho spiegato in un altro post, questo
    costo è tendente a zero, ma non
    identicamente uguale a 0, mentre
    l'articolista insiste sul fatto che è
    "Esattamente zero. Zero fino all'ultima
    cifra decimale".
    Ma questo no è l'errore grave.

    L'errore grave sono le considerazioni
    riguardo all'economia dell'abondanza e della
    scarsità.
    Già da decenni sono conosciute le
    problematiche connesse ai cosiddetti
    monopoli naturali (quelli con costi
    marginali tendenti a zero o, più
    esattamente, sempre decrescenti). La
    risposta a questo problema non è
    riassumibile in poche righe (necessiterebbe
    tra l'altro di almeno un paio di grafici),
    ma è molto diversa dalle conclusioni
    (seppure non definitve) date dall'autore.

    Inoltre ricordo che esistono leggi antitrust
    che agiscono proprio per limitare (o almeno
    ci provano!) l'esistenza di "chi controlla
    i mezzi di produzione di un certo bene in un
    dato mercato".

    Sul primo errore (costo marginale) posso tranquillamente comunicarti che non hai capito una mazza: si parlava del prodotto digitale, e a ragione. La copia di un file non ha un costo di produzione: ho un server, ci sbatto sopra il prodotto e chiuso il discorso. Per cui è ora di riscriverli, 'sti manuali di economia ...Sul secondo (presunto e grave) errore non dici niente di sensato o di utile, anzi, non spieghi nemmeno in cosa consisterebbe ... P.S. Il tuo commento sta all'articolo in oggetto come il min. Gasparri sta a Guglielmo Marconi.
  • gerry scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: Anonimo
    per questo è
    importante ricordare che il costo 0 non
    esiste, Credo che l'autore dell'articolo (non è molto chiaro, lo ammetto) che volesse puntare il dito sul fatto che un opera dell'ingegno è teoricamente svincolata dal suo prodotto materiale.Un auto la puoi progettare ma poi la devi anche produrre e costruire fisicamente. Un brevetto, una canzone, un libro basta che li crei.Poi ci sono i problemi legati alla distribuzione, però anche lì le regole cambiano. Nel mondo dei beni fisici la distribuzione segue uno schema piuttosto lineare.Nei media è diverso. pensa se sistesse un P2P legale dove sono gli utenti a mantenere il sistema di distribuzione sgravando le aziende da questo costo...
  • gerry scrive:
    Re: L'economia è diversa!
    - Scritto da: logitech
    La
    risposta a questo problema non è
    riassumibile in poche righe (necessiterebbe
    tra l'altro di almeno un paio di grafici),
    ma è molto diversa dalle conclusioni
    (seppure non definitve) date dall'autore.Non puoi almeno indicare un link sull'argomento?Così la tua opinione non ha ina spiegazione.
    Inoltre ricordo che esistono leggi antitrust
    che agiscono proprio per limitare (o almeno
    ci provano!) l'esistenza di "chi controlla
    i mezzi di produzione di un certo bene in un
    dato mercato".Finchè non funzionano è come se non ci fossero :(
    • logitech scrive:
      Re: L'economia è diversa!
      - Scritto da: gerry
      Non puoi almeno indicare un link
      sull'argomento?
      Così la tua opinione non ha ina spiegazione.Posso solo dirti che su un qualunque manuale di economia (mi viene in mente, per sempio, il Samuelson) si trova. Di link in rete non ne ho.

      Inoltre ricordo che esistono leggi
      antitrust

      che agiscono proprio per limitare (o
      almeno

      ci provano!) l'esistenza di "chi
      controlla

      i mezzi di produzione di un certo bene in
      un

      dato mercato".

      Finchè non funzionano è come se non ci
      fossero :(Era per sottolineare che l'autore è andato fuori tema: seguendo quella impostazione il discorso si sarebbe dovuto concentrare sull'efficacia delle politiche antitrust, mentre è finito con una filippica contro "la società".
    • logitech scrive:
      Re: L'economia è diversa!
      - Scritto da: gerry
      - Scritto da: logitech

      La

      risposta a questo problema non è

      riassumibile in poche righe
      (necessiterebbe

      tra l'altro di almeno un paio di grafici),

      ma è molto diversa dalle conclusioni

      (seppure non definitve) date dall'autore.

      Non puoi almeno indicare un link
      sull'argomento?
      Così la tua opinione non ha ina spiegazione.Ho trovato questo:http://dipinge.unibg.it/download/Martini/Costi%20Conc%20Perf%20Monopolio/costi.pdf
      • Anonimo scrive:
        Re: L'economia è diversa!
        Mmmmh quante baggianate (eufemismo).... Costi marginali che tendono a zero???I costi marginali diminuiscono entro certi limiti poi aumentano altro che perchè la stessa produttività marginale diminuisce....Se riproduco 1 mp3 ho un costo se ne riproduco 2 ne ho per entrambi un costo inferiore....... ma dopo un po i costi aumentano e non mi conviene più produrre perchè ci perdo... il tuo disco rigido si fonde.... rende meno... Ogm, bla bla... il mondo soffre di sovraproduzione agricola, e non solo, sin dal 1929 quando si bruciava il grano per farlo rimanere entro certi prezzi..... essendo la domanda la stessa.... se devo sfamare 1.000 persone e ne produco per 10 mln perchè i metodi di produzione sono migliorati il prezzo scenderà e gli agricolotori resterebbero "morti di fame"...Ecco perchè si buttano via le arance.....Il problema della pirateria è semplicemente che se posso avere una cosa gratis o a minor costo (non sempre) perchè pagarla?L'economia è fatta di scarsità più offerta c'è meno il tutto è utile.Il problema vero è che il settore "Musica" è un settore "inutile" su di esso ci lucra gente per qualcosa che è superflua: pubblicità, marketing.... Ma il 90% dei lavori odierni esistono perchè l'uomo si crea bisogni inutili per lavorare altrimeni nessuno lavorerebbe....Siamo in un mondo di schiacciabottoni....
  • logitech scrive:
    L'economia è diversa!
    Nell'articolo ci sono due errori di fondo, di cui uno molto grave.Il primo è la confusione sul costo marginale = 0.Come ho spiegato in un altro post, questo costo è tendente a zero, ma non identicamente uguale a 0, mentre l'articolista insiste sul fatto che è "Esattamente zero. Zero fino all'ultima cifra decimale".Ma questo no è l'errore grave.L'errore grave sono le considerazioni riguardo all'economia dell'abondanza e della scarsità.Già da decenni sono conosciute le problematiche connesse ai cosiddetti monopoli naturali (quelli con costi marginali tendenti a zero o, più esattamente, sempre decrescenti). La risposta a questo problema non è riassumibile in poche righe (necessiterebbe tra l'altro di almeno un paio di grafici), ma è molto diversa dalle conclusioni (seppure non definitve) date dall'autore.Inoltre ricordo che esistono leggi antitrust che agiscono proprio per limitare (o almeno ci provano!) l'esistenza di "chi controlla i mezzi di produzione di un certo bene in un dato mercato".
  • logitech scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: Anonimo
    In realtà il costo marginale per un bene
    digitale
    non è zero e non può esserlo.E' verissimo!Secondo me è più corretto parlare di costo tendente a zero.L'articolista dice "Esattamente zero. Zero fino all'ultima cifra decimale.".Ma non è vero.Prendiamo il caso di un server connesso a internet, da cui scaricare qualcosa.Il produttore per tenere up il server deve spendere qualcosa: elettricità, una persona che ogni tant controlla e aggiorna il server etc.Il costo marginale sarà irrisorio, magari 0,000000000001 E, ma non "zero fino all'ultima cifra decimale".
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero

    Ma in questo caso il costo non può essere
    imputato a chi produce il bene.
    Una volta che il file viene scambiato
    all'azienda il ricircolo del file non costa
    nulla. Nemmeno masterizzare i CD agli amici
    provoca un costo all'azienda.
    Il costo della musica pirata grava sempre e
    solo sull'utente che la pirata.scusa ma questa osservazione mi sembra ot, l'articolo parlava delle implicazioni di un bene che può essere riprodotto ad un costo (tendente a) zero da parte dell'utente che quindi entra in comperizione con le offerte attuali dei distributori. Il nocciolo è "a quanto il cliente può riprodurre" e "a quanto l'azienda può offrire", per questo è importante ricordare che il costo 0 non esiste, paradossalmente se paghi 1000 euro un pc solo per masterizzarti un cd e il pc si rompe il giorno dopo tu hai pagato 1000 euro quel cd!Il digital lifestyle che consente la copia ha un suo costo, iniziale e di esercizio: le tecnologie diventano rapidamente obsolete, i dipositivi sono tutt'altro che immortali, i supprti costano (hd o cd), la banda costa. IMHO stampare un cd o gestire un grande centro di distribuzione dei dati sono modalità di distribuzione (da usufruire anche su semplici, economici terminali stile palmati o cellulari) che potrebbero come costo di esercizio essere tranquillamente competitive con quello della copia, inoltre queste società potrebbero cointeressarsi con quelle che vendono i dispositivi di copia e/o di fruizione e guadagnarci comunque, è folle produrre i contenuti e fare guadagnare non tanto gli utenti quanto i venditori di stereo, pc, supporti... se loro sono folli, che dobbiamo farci noi? pagare di più perchè a causa della loro follia non falliscano?
  • Anonimo scrive:
    attenzione al costo marginale = 0
    si, perchè essendoci possibilità di riprodurre all'infinito il bene con un costo praticamente 0 il problema è come pagare l'autoreo meglio, si complica l'interfaccia autore-pubblico, perchè i modi di pagamento sono 2:1 diritti d'autore, sulle copie, praticamente la tariffazione di oggi: difficilmente applicabili proprio per la natura del problema cioè del controllo della produzione delle copie;2 pagamento dell'opera, difficilmente conciliabile con l'opera d'intelletto: chi può stabilire inizialmente quanto vale l'opera? chi, in definitiva, pagherà tutto e subito all'autore per avere prodotto l'opera? e questo soggetto intermediario si troverà pari pari davanti allo stesso problema 1, come farsi pagare dai consumatori? in realtà potrebbe essere competitivo solo se il costo della distribuzione di larga scala fosse abbastanza basso da competere efficaciemente con quello della copia, "tendente a zero", in realtà vincolato dal costo delle atrezzature supporti, connessione ed eventuali, giuste o meno giuste tassazioni sugli stessi.Io credo in questa strada, il settore andrebbe riorganizzato pesantemente come efficienza, addetti e margini, dopotutto 200 anni fa era oltre metà della popolazione a dover coltivare la terra per produrre cibo, oggi lo fanno pochi addetti e con un rendimento molto maggiore. Lo stesso dovrebbe succedere per l'industria dell'intrattenimento, molti cambiamenti e molta efficienza in più per distribuire i contenuti a prezzi competitivi a quelli con cui potrebbero essere copiati, non necessariamente inferiori, anzi, magari pure superiori ma in modo ragionevole: mi spiego: stampare un cd/dvd costa molto meno che masterizzarlo, nonstante questo io sarei disposto a pagarlo pure il doppio dal momento che il cd originale dovrebbe essere di qualità molto superiore, un cd stampato è molto più duraturo come supporto di uno masterizzato, poi dovrebbe essere serigrafato e contenere i testi e cose simili che difficilmente sarebbero copiabili... poi ci sono i prezzi di distribuzione, ma anche il negoziante che vende cd vergini mica li fabbrica lì in negozio, anche lui ha il ricarico della distribuzione. Cosa resta? Pubblicità e diritti d'autore. Bene, dato che l'autore secondo il punto 2 dovrebbe essere pagato una tantum per il lavoro svolto (e non ditemi che in questo modo non c'è meritocrazia, diamine, la quotazione di un professionista si può tranquillamente fare in base ai lavori svolti in passato) e dato che la pubblicità io non la consumo e quindi non è giusto che mi incida così pesantemente, abbiamo già trovato dove manca di efficienza il settore: i diritti d'autore computati per copia sono esagerati e il prezzo pagatop per la pubblicità è eccessivamente alto, anzi, con meno pubblictà o con pubblictà più economica (Internet dice niente per distribuire canzoni e contemporaneamente, con costi aggiuntivi contenuti dato che il media c'è già per la distribuzione, si veicola ANCHE la pubblicità) magari si ascolterebbe un brano più per quel che propone che per come è proposto, il che francamente è un forte fattore di malcontento oggi (riciclo di pezzi vecchi in cd nuovi, ma il diritto di ascoltare quel pezzo già lo avevo pagato col cd vecchio, no?, musica di tendenza a scadere dopo qualche settiamana, ma il mio budget non è direttamente proporzionale al numero di cd che escono sul mercato, quindi non posso esserne interessato).
  • Shurizen scrive:
    Resistenza Informatica
    Pur non condividendo la sua vecchia implementazione fino in fondo, io continuo a sostenere che andiamo verso una seconda Resistenza, che sostituira' la fuga sulle montagne con hardware di contrabbando e i codici segreti con chiavi crittografiche cambiate ogni dieci secondi...Loro VOGLIONO che voi ascoltiate Britney Spears, che la PAGHIATE e che vi PIACCIA, cosi' potrete comprare ancora.Ripeto, il mio orientamento politico va da altre parti, ma mai come in questo momento mi sento spinto alla sovversione... e altri come me.Ci stanno costruendo la gabbia intorno, ricordatevi di mettere in tasca una lima prima che sia tardi!
  • kijio scrive:
    No mi spiace, non concordo pienamente
    premetto che le mie conclusioni arrivano esattamente dove arrivi te, e con la massima simpatia, ma vorrei entrare nel merito, sperando di essere chiaro, e di aver ben capito i tuoi pensieri:1- esiste il costo marginale delle opere di cui tu parli nella teoria economica:un brano musicale ad esempio per essere creato occorre tempo, anche se fatto in maniera grauita -
    quindi visto che il tempo e' denaro avra' un costo iniziale (a meno che tu non parli di capitalizzazione del lavoro ... ma dove lo capitalizzi questo lavoro?), e anche se il costo di distrubuzione e' pari a zero, sotto forma di mp3, su internet ha comunque un costo che dovrà essere ripartito per ogni copia, quindi tendera' sempre a 0 ma non sara' mai nullo, quindi per me la teoria e' sempre e comunque valida, il costo marginale e'
    0 (il consumatore finale non lo paga, ma il costo 'virtuale' viene comunque ripartito);2- il problema degli ogm come tu l'hai posto e' giusto ma solo in parte:e' veramente complesso il discorso, comunque mentre per il software e' possibile, per chiunque armato di sufficiente conoscenze, duplicarlo e/o imparare a fare un prodotto simile, e' impossibile per l'agricoltore duplicare e/o capire come riprodurre il codice genetico (anche i semplici ibridi sono riproducibili, ma bisogna conoscere comunque 'il padre' e 'la madre' ....) quindi in sostanza il seme ogm e' 'blindato'... altro che palladium .. ;).Io non conosco le soluzioni a questi problemi, ma riconosco che l'economia c'entra poco, e' solo un problema morale!L'essere umano crea una determinata societa' che a sua volta lo influenza, ma tutti noi siamo responsabili di quello che ci circonda:non vuoi che si usino i pesticidi? dovresti avere le capacita' si sapere individuare i prodotti senza pesticidi ... ( e non mi riferisco ai prodotto biologici .. perche' anche loro usano prodotti tossici ...)quindi qui manca la conoscenza ... e la mancanza di strumenti che misurino quello che vedi e valuti.vuoi la liberta' di usufruire del software e delle conoscenze informatiche? usa prodotti con licenza gpl e scrivi programmi, documenti, libri con quella licenza, basando la tua rendita per vivere sulle prestazioni intellettuali e non sulla tua idea (leggi bollino ..).Purtroppo io credo che qualunque diritto di brevetto dovrebbe durare non piu' di 5 anni e, per i medicinali salva vita al massimo 1 anno, ma credo che questo e' una visione utopistica, la superficialita' umana, il suo egoismo e' veramente immenso, e combattere contro esso e' sacrosanto, ma finche' la societa' si basa 'sull'avere' e non 'sull'essere' e' utopistico pensare che qualcuno possa capire che e' meglio mangiare una pera piccola bacata e, per la parte non bacata, succosa, che una bella pera, grossa, colorata (magari con le cere .. come fanno tuttora ...) piena di composti azotati tossici e altre belle porcate ... che sa solo di acqua ..
  • Anonimo scrive:
    Grazie
    Vorrei ringraziare Marco Calamari per questo suo illuminante articolo. Anche tra i commenti ho letto cose interessanti che lo completano.Grazie!
  • Anonimo scrive:
    bella domanda....
    "Si tratta di porre, al politico, al conoscente, all'interlocutore, a noi stessi, una domanda semplice- Da che parte stai, da quella della fame o da quella dell'abbondanza ? Tutto qui."Purtroppo chi è al potere trova sempre mille scuse per non risponderti... Il problema, forse uno step prima, sta nel trovare i modi e i tempi per creare i presupposti di una realtà futura in cui si è nella condizione di poter porre al politico (ma anche agli altri) questa domanda.. e ricevere una risposta veritiera e con possibili risvolti pratici.secondo me bisogna lavorare in questo senso.scana
    • Anonimo scrive:
      Re: bella domanda....
      Belle inesattezze!
    • Anonimo scrive:
      Re: bella domanda....
      - Scritto da: Anonimo
      "Si tratta di porre, al politico, al
      conoscente, all'interlocutore, a noi stessi,
      una domanda semplice

      - Da che parte stai, da quella della fame o
      da quella dell'abbondanza ?

      Tutto qui."


      Purtroppo chi è al potere trova sempre mille
      scuse per non risponderti...
      Il problema, forse uno step prima, sta nel
      trovare i modi e i tempi per creare i
      presupposti di una realtà futura in cui si è
      nella condizione di poter porre al politico
      (ma anche agli altri) questa domanda.. e
      ricevere una risposta veritiera e con
      possibili risvolti pratici.
      secondo me bisogna lavorare in questo senso.

      scana
      La domanda e' retorica. Oppure davvero qualcuno e' disposto a dire:"Si, io sto dalla parte della fame" ?Non te lo dira' mai nessuno. Si possono solo valutare i fatti. Fatti, non pugnette !Occhi aperti
  • Anonimo scrive:
    Re: Bravo Marco
    Mi associo.Un bell'articolo!!
  • Anonimo scrive:
    Parzialmente esatto
    Il costo marginale pari a zero per le Major non potràessere ottenuto per che per un breve periodo.Questo perchè il costo zero rende inutile l'intermediazionedella Major fra il produttore dell'Opera ed il consumatore.Quindi o le Major aggiungeranno del valore aggiunto all'opera (difficile) oppure dovranno attivarsiper impedire all'autore dell'opera la diffusione direttadella stessa.
  • tekNico scrive:
    Dibattiti sugli OGM

    ...dibattiti sugli OGM (questi sì sterili)...Ottimo articolo, ma eviterei di indebolirli con chiose non argomentate su questioni collaterali che richiederebbero ben altro approfondimento.Anche perché non si capisce se il commento, piuttosto gratuito, tra parentesi si applichi ai dibattiti o agli OGM.
  • gerry scrive:
    Re: Bravo Marco
    - Scritto da: Flexer
    Bell'articolo, complimenti!Concordo.
  • gerry scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: Anonimo

    - Scritto da: Anonimo

    Per le major è comunque uno zero tondo,

    perché questi pochi costi li paga
    l'utente.



    Volevo solo far notare che il tutto non è
    miracolosamente
    gratuito e a costo 0, ma che qualcuno lo
    deve pagare,
    anche se si tratta, sicuramente, di un
    prezzo molto basso
    e trascurabile per un singolo file.
    Comunque non è sempre l'utente a pagare
    tutto.Ma in questo caso il costo non può essere imputato a chi produce il bene.Una volta che il file viene scambiato all'azienda il ricircolo del file non costa nulla. Nemmeno masterizzare i CD agli amici provoca un costo all'azienda.Il costo della musica pirata grava sempre e solo sull'utente che la pirata.
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: Anonimo
    Per le major è comunque uno zero tondo,
    perché questi pochi costi li paga l'utente.
    Volevo solo far notare che il tutto non è miracolosamentegratuito e a costo 0, ma che qualcuno lo deve pagare,anche se si tratta, sicuramente, di un prezzo molto bassoe trascurabile per un singolo file.Comunque non è sempre l'utente a pagare tutto.
  • Anonimo scrive:
    Sementi
    forse e' bene aggiungere all'ottimo articolo di pi anche che le sementi modificate vengono imposte ad un sacco di aziende dal giro lobbystico dei rivenditori associati ai produttori di sementi, creando cosi' una sorta di nuovo schiavismo contadino
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    Ok dai calcola l'energia sprecata per la cpu e l'HD per una copia di un ebook da 5 MByte. Oh anche il modem se scarichi è vero..
  • Anonimo scrive:
    Re: Il costo zero
    - Scritto da: Anonimo
    In realtà il costo marginale per un bene
    digitale
    non è zero e non può esserlo.
    La ragione è che questo bene consuma energia
    per essere
    duplicato, in più occupa memoria fisica per
    essere conservato, se trasferito (caso del
    peer-to-peer o download da internet), occupa
    banda e potenza di calcolo degli apparati di
    rete che ne consentono il transito.
    Insomma, non è proprio 0 tondo tondo come si
    vuol far credere, o come ci si illude vista
    la facilità e la perfezione della copia in
    digitale.
    Tuttavia, questo costo è il più basso
    ottenibile e quindi gli argomenti
    dell'articolo sono comunque validi. Per le major è comunque uno zero tondo, perché questi pochi costi li paga l'utente.
  • Anonimo scrive:
    Il costo zero
    In realtà il costo marginale per un bene digitalenon è zero e non può esserlo.La ragione è che questo bene consuma energia per essereduplicato, in più occupa memoria fisica per essere conservato, se trasferito (caso del peer-to-peer o download da internet), occupa banda e potenza di calcolo degli apparati di rete che ne consentono il transito.Insomma, non è proprio 0 tondo tondo come si vuol far credere, o come ci si illude vista la facilità e la perfezione della copia in digitale.Tuttavia, questo costo è il più basso ottenibile e quindi gli argomenti dell'articolo sono comunque validi.Mario
  • Anonimo scrive:
    I tempi vincono qualsiasi cosa.
    Il problema è ben diverso da come è posto.L'idea è quella dei circoli virtuosi mentre il campo reale è quello dei circoli viziosi.Mi spiego:Moltissimi sanno delle sementi modificate di Monsanto, altrettanti sanno dei CD originali non copiabili (o presunti tali).Il problema è il "perchè" un modello che non è agevole per le masse ?Perchè basta l'1% di profitto in più per portare a far pendere la bilancia dal lato meno utile per la collettività.Diciamocelo chiaro e tondo, in 5000 anni di vita mai nessun governo è stato estremamente interessato ai "governati", bene o male si è sempre cercato di aiutarli ma gli interessi della classe "che decide" ci sono sempre, e le lobby colpiscono lì, permettendo che vengano promulgate leggi appena lesive per le masse, in cambio di enormi vantaggi per i produttori ed un discreto obolo (in termini economici o d'immagine) per chi "aiuta".Ciononostante in 5000 anni siamo passati da dispotismi assurdamente stretti (addirittura idolatrare i regnanti) a una forma imperfetta di democrazia (c'è chi è più indietro ma il discorso è valido), segno che l'evoluzione sociale in generale ha successo (anche con modi poco ortodossi, dalla ghigliottina agli scioperi generali agli aventini).Il produrre musica a costo zero vorrebbe dire in teoria poter offrire a chiunque, liberamente, Mozart, Wagner, Debussy a tutti; purtroppo nella mia email arriva tanto spam ma mai niente di più.Internet ha un grosso pregio: tutti possono essere informati e possono impegnarsi a costo zero.Analogamente ha un grosso svantaggio: non si può/vuole farla decollare in ambiti non entertainment/economy.Se già oggi posso fare spese con la mia carta di credito perchè non potrei usare internet per votare ?Perchè non fare referendum con il sistema delle mail ?La verità è che è pericoloso che la gente prenda coscienza troppo attivamente di essere parte di qualcosa di più grande... in parole povere ci vogliono far dimenticare la seconda parte del paradosso di Zenone: un voto non vale nulla in un elezione ma sono i voti a far vincere le elezioni.Per quel che mi riguarda siamo in un periodo di transizione che, per la loro disomogeneità, le lobby stanno perdendo.L'idea di collettivo che decide e ragiona è oggi presente solo in alcuni punti (anche un forum) ma con la diffusione di internet ed il cambio generazionale nel giro di 15 o 20 anni tutto cambierà radicalmente e in questo lasso le società per fortuna non possono imbrigliare e sottomettere la determinazione "collettiva".In parole povere sono convinto che un futuro non prossimo ma neanche troppo distante vedrà la nascita di un modo completamente diverso di percepire le cose, infondo era da poco iniziato lo scorso secolo quando, davanti ad un prototipo di telefono in mostra a londra il primo ministro affermò che era una buona invenzione per gli americani ma inutile per gli inglesi, che avevano postini a volontà.
  • Anonimo scrive:
    Tienici aggiornati!
    ...e complimenti e grazie per il tuo articolo.
  • Anonimo scrive:
    Bravo
    Queste sono le cose che vorrei sentir dire nei talk-show, altro che quelle cazzate che si dicono al Maurizio Costanzo and Co....Luke
  • Anonimo scrive:
    Re: Bravo Marco
    Mi associo; complimenti!
    • Goul_duKat scrive:
      Re: Bravo Marco
      - Scritto da: Anonimo
      Mi associo; complimenti!pure io e' un dio !!!altro che i beduini che ci sono ingiro nella societa' ed al potere ...ciao
  • Flexer scrive:
    Bravo Marco
    Bell'articolo, complimenti!
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