Google Analytics: restarne fuori si può

Google ha finalmente distribuito il componente aggiuntivo per l'opt-out dal servizio di tracking delle visite per siti web. Admin e webmaster stiano sereni: l'useranno in pochi, secondo BigG
Google ha finalmente distribuito il componente aggiuntivo per l'opt-out dal servizio di tracking delle visite per siti web. Admin e webmaster stiano sereni: l'useranno in pochi, secondo BigG

Google mantiene la promessa fatta due mesi or sono, e distribuisce un addon pro-privacy per i principali browser web. Obiettivo: facilitare quanto più è possibile l’ opt-out dal servizio di tracking di Google Analytics per quegli utenti timorosi della possibilità di essere “individuabili” con precisione all’interno dell’enorme mole di dati processata quotidianamente dai server di Mountain View.

La vicenda è nota: a Google è stato contestato il fatto che Analytics rappresenta lo strumento di tracking e analisi del traffico più utilizzato da webmaster, admin e blogger presenti con una propria “casa” personale sul web. Gli utenti visitano i siti che implementano il codice JavaScript del servizio e vengono automaticamente catalogati (con tanto di indirizzo IP per la geolocalizzazione) dai server di Google, che a sua volta dispone dell’ennesimo, gigantesco database di dati sulle abitudini di navigazione dei netizen.

Google ha risposto dicendo di essere al corrente della preoccupazione, e di voler facilitare l’eventuale blocco di Analytics con un plugin “globale” che viene infine rilasciato in queste ore. Gli utenti di Internet Explorer (7 e 8), Firefox (3.5+) e Chrome (4+) hanno dunque la possibilità di chiamarsi fuori dal tracking implementato sui siti web più disparati se lo desiderano , anche se Google ribadisce il fatto che i Termini di Servizio di Analytics proibiscono la raccolta di informazioni personali assieme a quelle strettamente necessarie per il tracking.

Non bastasse il plugin, Google ha approntato un altro strumento per admin e webmaster utile per proteggere la privacy dei visitatori, vale a dire la possibilità di nascondere l’ultima parte degli indirizzi IP prima della loro raccolta. In questo modo la riservatezza degli utenti verrà preservata, spiega Google, avvertendo però che la funzionalità di geolocalizzazione delle visite (basata appunto sull’analisi degli IP) sarà meno accurata che in passato.

E per chi invece si preoccupa della perdita di utilità di un importante strumento di analisi del traffico web? Nessun problema, dice ancora Google, perché l’impatto del plugin dovrebbe essere moderato : il numero di utenti che in passato ha scelto di chiamarsi fuori dal programma di advertising personalizzato di Mountain View è nell’ordine di 1 su 15.

Alfonso Maruccia

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26 05 2010
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