Google chiede scusa per Michelle

Un'immagine denigratoria della moglie del Presidente USA ricompare nelle pagine di BigG. La soluzione per ora è nell'informazione
Un'immagine denigratoria della moglie del Presidente USA ricompare nelle pagine di BigG. La soluzione per ora è nell'informazione

Dopo aver provato inutilmente a rimuovere un’immagine offensiva della first lady statunitense Michelle Obama, Google ha optato per una decisione drastica, acquistando uno spazio pubblicitario da utilizzare per scusarsi e spiegare le motivazioni che hanno vanificato gli sforzi di BigG nell’eliminare i contenuti offensivi nei confronti della moglie del Presidente.

L’immagine in questione era comparsa per la prima volta nei risultati di ricerca di Google la scorsa settimana: viste le enormi difficoltà incontrate per occultarla alla vista degli utenti si è deciso di riproporre uno stratagemma già usato in passato per i tentativi di googlebombing , una pratica utilizzata per influenzare il ranking con cui la grande G stila le sue classifiche di ricerca.

Qualche anno fa tenne banco la questione di Jew Watch, un portale dichiaratamente antisemita. Google in quell’occasione scelse un comportamento simile, decidendo di non rendere inaccessibile il sito dai risultati di ricerca, piazzando però degli avvisi e lasciando alle amministrazioni dei singoli stati la possibilità di agire secondo la propria legge.

Tuttavia la moglie di Barack Obama è statunitense tanto quanto Google. Possibile quindi che la giustificazione di Mountain View sia stata in qualche modo ispirata dallo stesso motivo che aveva indotto BigG a modificare i risultati di ricerca per l’ex presidente Bush.

Giorgio Pontico

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25 11 2009
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