Google Chrome, estensioni e violazioni

Due popolari estensioni per il browser di Google cambiano proprietà e si trasformano in dispensatrici di spam. Gli ignari utenti protestano e Google cala la mannaia facendole sparire dallo store
Due popolari estensioni per il browser di Google cambiano proprietà e si trasformano in dispensatrici di spam. Gli ignari utenti protestano e Google cala la mannaia facendole sparire dallo store

Weekend di passione per gli utenti di Google Chrome, costretti loro malgrado a ricevere una quantità di pubblicità indesiderata superiore alla media. L’origine del problema? Un paio di popolari estensioni passate di mano e modificate in funzione spara-spam senza avvertire nessuno. Che rappresentano una chiara violazione della nostra policy, ha poi confermato Google.

Le due estensioni incriminate, “Add to Feedly” e “Tweet This Page”, sono state acquistate dagli spammer che ne hanno modificato il codice per visualizzare link affiliati sulle pagine web visitate dagli utenti, e la modifica è stata imposta in modo trasparente agli utenti grazie alla possibilità di aggiornare automaticamente le estensioni in Chrome.

Gli utenti si sono naturalmente lamentati e in gran numero, denunciando tra le altre cose la difficoltà di eliminare un’estensione una volta installata sul browser di Mountain View. A questo punto è dovuta quindi intervenire la corporation con un’azione di forza, forte della policy recentemente modificata e che impone delle restrizioni aggiuntive agli sviluppatori di estensioni.

Le estensioni incriminate hanno violato la policy laddove essa proibisce di implementare funzionalità differenti e discordanti (come la visualizzazione di advertising e di recensioni o rating di prodotti), ha confermato Google, ragion per cui le estensioni sono state rimosse dallo store web di Chrome.

Il fattaccio ha ovviamente portato la classificazione delle estensioni spara-spam verso i piani più bassi della classifica, e lo sviluppatore di Add to Feedly ha in seguito confessato pentimento per aver deciso di vendere la sua app a qualcuno che ha deciso di abusarne in questo modo.

Alfonso Maruccia

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20 01 2014
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