Tre anni fa, quando ChatGPT è esploso tra il grande pubblico, gli insegnanti erano in trincea, mentre gli studenti che facevano scrivere temi e riassunti all’intelligenza artificiale. La guerra santa contro la tecnologia che rendeva obsoleto il concetto stesso di “compito fatto a casa”. Oggi, la situazione si è ribaltata. Adesso sono i professori a usare l’AI per dare feedback sui compiti degli studenti. Che magari quei compiti li hanno scritti con l’AI…
Big G ha lanciato su Google Classroom una nuova funzione basata su Gemini che permette agli insegnanti di generare feedback personalizzati sui compiti scritti degli studenti. Non è un correttore automatico, né un sistema di voti, l’insegnante resta al comando, ma è un assistente che analizza il lavoro dello studente e produce bozze di suggerimenti di miglioramento.
Google Classroom: Gemini aiuta i prof a dare feedback sui compiti, come funziona
Il meccanismo è integrato nella sezione dei commenti privati di ogni compito. L’insegnante clicca “Help me write“, imposta il livello scolastico dello studente e, facoltativamente, indica un’area di focus, come grammatica, solidità dell’argomentazione, struttura del testo. Gemini analizza il compito e genera bozze di feedback che l’insegnante può rivedere, modificare e poi pubblicare per lo studente.

È pensato per risparmiare tempo, soprattutto per chi gestisce classi numerose, dove scrivere commenti individualizzati per ogni compito è un lavoro mastodontico. Invece di partire da zero, l’insegnante parte da una bozza, che deve solo limare.
C’è però un’insidia da non sottovalutare. I modelli AI producono sempre una risposta, indipendentemente dalla qualità dell’input. Se uno studente consegna un compito pessimo, Gemini genererà comunque un feedback educato e strutturato, perché è quello che fa, è quello per cui è stato progettato. Il rischio è che l’insegnante, fidandosi troppo dell’output generato, finisca per fornire un riscontro fin troppo gentile per essere davvero costruttivo, quando magari il lavoro meriterebbe un commento molto più diretto.
L’insegnante quindi, potrebbe trovarsi nella situazione paradossale di dover correggere i suggerimenti dell’AI impiegando più tempo del dovuto. A quel punto, è meglio scrivere il feedback da zero. Lo strumento funziona bene per i compiti nella media, quelli che hanno margini di miglioramento chiari e specifici. Per i compiti eccellenti o per quelli disastrosi, il giudizio umano resta insostituibile.
E quando il compito è scritto dall’AI?…
Ma cosa succede quando Gemini valuta un compito scritto da ChatGPT? Un’AI che dà feedback a un’altra AI è quasi comico. Google ha ottimizzato Gemini per riconoscere e penalizzare il testo generato con l’intelligenza artificiale? O un compito scritto dall’AI riceverà feedback entusiasti, nonostante tutto? La risposta non è ancora chiara, e potrebbe essere il tallone d’Achille della funzione.
Disponibilità e costi
La funzione è in fase di roll out da subito nei domini Rapid Release e Scheduled Release, con distribuzione graduale nei prossimi 15 giorni. Per ora è disponibile solo per educatori di lingua inglese maggiorenni, gli studenti non hanno accesso allo strumento. Google Classroom di base è gratuito, ma il feedback AI richiede un abbonamento Google Workspace for Education Plus o il componente aggiuntivo Teaching and Learning.