Google Glass, vietato il riuso

Emergono nuove limitazioni all'utilizzo (e riutilizzo) del nuovo gadget hi-tech di Google, che nelle condizioni d'uso ha vietato espressamente la condivisione di Glass con utenti diversi dall'acquirente originario

Roma – Mentre i primi esemplari di Google Glass sono in via di consegna agli “early adopter”, il quadro dei diritti e doveri degli utenti del nuovo gadget indossabile di Mountain View si fa più nitido. Emergono sorprese spiacevoli, soprattutto sul fronte della condivisione del gingillo Internet-dipendente.

Dopo le specifiche, le API e la censura dell’advertising di terze parti, dai termini di servizio del gadget occhialuto arrivano limitazioni stringenti su chi ha il diritto di possederlo o anche solo di usarlo: non è concesso “rivendere, prestare, trasferire o dare il dispositivo a qualsiasi persona” terza, dice il documento, e se l’utente ci prova Google “si riserva il diritto di disattivare il dispositivo” senza alcun obbligo di rimborsare o supportare il malfattore .

La prima revisione di Glass costa la cifra non proprio economica di 1.500 dollari, e Google è cristallina nel vietare qualsiasi possibilità di rivendita a terzi – magari su eBay. La notizia non farà certo piacere a quanti già pregustavano un piccolo guadagno dalla cessione del loro gadget dopo un periodo di prova iniziale.


Parlando di prove, il numero di occhiali hi-tech/aumentati in circolazione non è al momento particolarmente significativo ma gli early adopter non fanno mancare le prime testimonianze delle capacità di registrazione audio-visiva del gadget: un’esperienza in soggettiva a metà fra il mal di mare e le pellicole cinematografiche pseudo-amatoriali proliferate dall’exploit di The Blair Witch Project in poi.

Alfonso Maruccia

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