Google inizia a far dimenticare

Il team di Mountain View inizia a vagliare le oltre 40mila richieste di rimozione e a consegnare all'oblio i risultati sgraditi ai cittadini europei

Roma – Google ha iniziato a rimuovere alcuni risultati da quelli offerti dal suo motore di ricerca in rispetto del cosiddetto “diritto all’oblio” riconosciuto dai giudici europei.

Con il termine “diritto all’oblio” si intende, in generale, quella peculiare applicazione del diritto alla privacy che riconosce il diritto a veder “dimenticati” alcuni episodi che secondo l’interessato dovrebbero rimanere sepolti nel passato.

Si tratta di una questione delicata, che chiama in causa l’ equilibrio tra diritto alla cronaca e quello alla privacy : in Europa è stata una decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea a stabilire l’ obbligo da parte dei motori di ricerca di ricevere segnalazioni da parte dei cittadini e di provvedere alla rimozione di tale link qualora il secondo prevarichi sul primo.

Proprio in seguito a tale decisione, Google ha messo a disposizione dei propri utenti un modulo ad hoc per le segnalazioni in questo senso e lo ha attivato , come promesso, entro la fine di giugno.

“Si tratta di un nuovo processo per noi – ha riferito un portavoce di Mountain View – dal momento che ogni richiesta deve essere vagliata individualmente dobbiamo lavorare il più velocemente possibile per smaltire la coda”.
D’altra parte, da quando la Corte di Giustizia ha aperto a tale possibilità, sono già arrivate a Google più di 41mila richiesta di rimozione .

Claudio Tamburrino

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  • tucumcari scrive:
    Statistiche
    Qualcuno (non dico chi) ha prodotto da solo ben 26 post su 76 (al momento non è detto che sia finita qui) pari al 34.21% di tutti i post.Potrebbero sorgere delle domande in merito?Ai posteri l'ardua (mica tanto ardua) sentenza.
    • ... scrive:
      Re: Statistiche
      Ma è mai possibile che Leguleio abbia il potere di eliminare ogni messaggio che gli dia fastidio su questo forum? PI si cala le braghe così velocemente? Schifo
    • dont feed the troll - Back Again scrive:
      Re: Statistiche
      - Scritto da: tucumcari
      Qualcuno (non dico chi) ha prodotto da solo ben
      26 post su 76 (al momento non è detto che sia
      finita qui) pari al 34.21% di tutti i
      post.

      Potrebbero sorgere delle domande in merito?
      Ai posteri l'ardua (mica tanto ardua) sentenza.Sappiamo tutti di chi parli, ha praticamente occupato manu militari i commenti di PI.Praticamtente un "protetto" della redazione che no nsolo ha permesso ed agevolato una tale operazione, ma che addirittura concede allo stesso poteri pressocchè illimitati di censura verso altri utenti sgraditi.La mia teoria del complotto è che sia un "infiltrato" della redazione stessa.
  • toilet man scrive:
    Problema
    Ragazzi, ho un grave problema. Spesso (quasi tutti i giorni) mi viene da XXXXXX al lavoro e sono costretto a XXXXXX nei cessi dell'ufficio (ho anche comprato le salviettine per disinfettare l'asse del XXXXX). Il problema è che la carta igienica che comprano è roba tipo del discount e quando mi pulisco il XXXX con essa si rompe e forma dei pallini che rimangono attaccati. Alcuni riesco a toglierli tenendo l'altra carta in mano ma alcuni mi si infilano nel buco del XXXX e l'unico modo per toglierli sarebbe infilarmi un dito nel XXXX, ma ovviamente non posso farlo anche perché tra il lavandino e il XXXXX c'è una porta e sarei costretto a toccare la maniglia dopo essermi infilato una mano nel XXXX. Come posso fare?
  • Public Domain scrive:
    Petizione contro equo compenso
    Petizione contro il vergognoso equo compenso http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellulari/news/equo-compenso-firma-la-petizione Il libro, in quanto libro, appartiene all'autore, ma in quanto pensiero appartiene - senza voler esagerare - al genere umano. Tutti gli intelletti ne hanno diritto. Se uno dei due diritti, quello dello scrittore e quello dello spirito umano, dovesse essere sacrificato, sarebbe certo quello dello scrittore, dal momento che la nostra unica preoccupazione è l'interesse pubblico e tutti, lo dichiaro, vengono prima di noi. Victor Hugo, Discorso di apertura al congresso letterario internazionale del 1878
    • MacGeek scrive:
      Re: Petizione contro equo compenso
      - Scritto da: Public Domain
      <b
      Petizione contro il vergognoso equo
      compenso </b

      http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellulCon queste petizioni ci si puliscono il c°...Tu pensi che gliene freghi qualcosa se la gente protesta civilmente? Finché continuano ad arrivargli carrettate di sai che gli importa di cosa pensano le pecore che stanno tosando. Purtroppo quel tipo di protesta è tempo perso.
      • Leguleio scrive:
        Re: Petizione contro equo compenso
        - Scritto da: MacGeek
        - Scritto da: Public Domain

        <b
        Petizione contro il vergognoso
        equo

        compenso </b



        http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellul

        Con queste petizioni ci si puliscono il c°...Nemmeno: sono online, impossibile pulirsi coi bit. :DIn alcuni Paesi, ad esempio la Gran Bretagna, le petizioni hanno valore legale in parlamento, esiste una legge: ma vanno presentate su carta.
        • MacGeek scrive:
          Re: Petizione contro equo compenso
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: MacGeek

          - Scritto da: Public Domain


          <b
          Petizione contro il
          vergognoso

          equo


          compenso </b






          http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellul



          Con queste petizioni ci si puliscono il
          c°...

          Nemmeno: sono online, impossibile pulirsi coi
          bit.
          :DOvviamente era un eufemismo. Comunque la sostanza rimane
  • tucumcari scrive:
    Raging Bull (Toro Scatenato)
    Abbiamo ben <b
    26 (fino a ora) </b
    post di Leguleio.Dicasi 26 su 110!Ovvero in pratica ha fatto da solo circa il <b
    24% del totale di tutti i post </b
    (finora ripeto non credo che sia finita).Il bello è che si offende pure se qualcuno insinua il sospetto che abbia un problema di personalità.... :|Mah!
    • ... scrive:
      Re: Raging Bull (Toro Scatenato)
      - Scritto da: tucumcari
      Abbiamo ben <b
      26 (fino a ora) </b

      post di
      Leguleio.
      Dicasi 26 su 110!
      Ovvero in pratica ha fatto da solo circa il
      <b
      24% del totale di tutti i post
      </b
      (finora ripeto non credo che sia
      finita).
      Il bello è che si offende pure se qualcuno
      insinua il sospetto che abbia un problema di
      personalità....
      :|
      Mah!leguleio si nutre del suo stesso ego.un ego per noi fastidioso quanto una mosca tse-tse, e ahimé non vi sono sentenze della cassazione che impediscano al suddetto azzeccagarbugli di auto-celebrarsi in codesto forum.ma se lo conducessimo in acque internazionali e lo riempissimo di scapaccioni sulla nuca non dovremmo temere conseguenze legali
  • SonoIO scrive:
    La cosa odiosa di questa legge...
    ...non è che ci tocca spendere più soldini quando compriamo un supporto di memoria.E` che ci viene tolto il diritto di scegliere a chi darli e viene graziosamente conXXXXX ad un ente burocratico (Siae).Pensateci bene, senza copia privata un artista guadagna quello che vende, cioè quello che la gente liberamente gli compra.Con la copia privata questo collegamento salta, un artista che non vende nulla ma è nelle grazie della Siae guadagna molto di più di uno che vende ma non è bravo a destreggiarsi in queste cose.Qualcuno sa in base a cosa la Siae eroga il compenso agli artisti?A grandi linee, eh.Io ho sentito in merito qualche "artista" - il perché delle virgolette sarebbe lungo da raccontare :-) - e dal quel che mi ha detto non esiste collegamento tra il sucXXXXX e i soldi erogati dalla Siae però erano discorsi vaghi e parecchio qualunquistici ("è tutta un mafia", "un artista sfigato amico loro guadagna molto di più di uno di sucXXXXX non amico", ecc.Sarebbe bello conoscere i criteri reali.
    • Leguleio scrive:
      Re: La cosa odiosa di questa legge...

      E` che ci viene tolto il diritto di scegliere a
      chi darli e viene graziosamente conXXXXX ad un
      ente burocratico
      (Siae).

      Pensateci bene, senza copia privata un artista
      guadagna quello che vende, cioè quello che la
      gente liberamente gli
      compra.
      Con la copia privata questo collegamento salta,
      un artista che non vende nulla ma è nelle grazie
      della Siae guadagna molto di più di uno che vende
      ma non è bravo a destreggiarsi in queste
      cose.No, non è assolutamente così. I compensi vengono ridistribuiti in base al sucXXXXX certificato di anno in anno.Chissà quanti sono gli artisti che non vedono un soldo dall'equo compenso, ma che lo devono pagare lo stesso quando per affari loro acquistano CD o DVD vergini, o apparecchi atti a registrare.
      Qualcuno sa in base a cosa la Siae eroga il
      compenso agli
      artisti?Ne ho parlato qui:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=4039190&m=4040321#p4040321
      Sarebbe bello conoscere i criteri reali.Non sono pubblici. In effetti la SIAE per molti aspetti è una società privata, a cui nessuno è obbligato ad associarsi.
      • tucumcari scrive:
        Re: La cosa odiosa di questa legge...
        Cioè è "pubblica" quando incassa i soldi pubblici e è privata (anzi privatissima) quando vengono distribuiti agli "amici".E fortuna che il "compenso" lo chiamano "equo".
      • SonoIO scrive:
        Re: La cosa odiosa di questa legge...
        - Scritto da: Leguleio
        No, non è assolutamente così. I compensi vengono
        ridistribuiti in base al sucXXXXX certificato di
        anno in
        anno.
        Chissà quanti sono gli artisti che non vedono un
        soldo dall'equo compenso, ma che lo devono pagare
        lo stesso quando per affari loro acquistano CD o
        DVD vergini, o apparecchi atti a
        registrare.Prima di tutto ti ringrazio per il link all'articolo del Corriere che qualche informazione la dà.Però nell'articolo viene confermato quello che mi aveva detto l'"artista":non c'è corrispondenza diretta e proporzionale tra vendite e Siae.Basti dire che quello che ha incassato di più è Michele Guardi che fa il regista televisivo.Ma ci rendiamo conto?Il grosso delle entrate della Siae è il compenso sui supporti perché in teoria potresti metterci musica o film e loro pagano grosse cifre a gente che fa programmi televisivi?Ma nessuno usa una schede SD per registrare Domenica In o Uno Mattina, siamo seri.Immaginati un mondo dove non esiste piraterie né equo compenso, la distribuzione dei profitti sarebbe estremamente diversa e Michele Guardi guadagnerebbe infinitamente meno mentre gli autori che vengono davvero ascoltati di più.
        • Leguleio scrive:
          Re: La cosa odiosa di questa legge...

          Prima di tutto ti ringrazio per il link
          all'articolo del Corriere che qualche
          informazione la
          dà.Prego.
          Però nell'articolo viene confermato quello che mi
          aveva detto l'"artista":non c'è corrispondenza
          diretta e proporzionale tra vendite e
          Siae.
          Basti dire che quello che ha incassato di più è
          Michele Guardi che fa il regista
          televisivo.
          Ma ci rendiamo conto?Sì, ma forse siamo tutti rimasti prigionieri della SIAE come legata esclusivamente a cantanti, compositori, parolieri. Michele Guardì firma programmi televisivi di sucXXXXX (il famoso "format"), che sono protetti dal diritto d'autore tanto quanto il resto.Per il lavoro di regista Guardì è pagato a parte, e lì la SIAE non c'entra. Per i programmi che portano la sua firma gli vengono corrisposti i diritti.
          Il grosso delle entrate della Siae è il compenso
          sui supporti No, assolutamente no. L'importo incassato dalla SIAE ogni anno da equo compenso ammonta a circa il 10 % del totale.
          Immaginati un mondo dove non esiste piraterie né
          equo compenso, la distribuzione dei profitti
          sarebbe estremamente diversa e Michele Guardi
          guadagnerebbe infinitamente meno mentre gli
          autori che vengono davvero ascoltati di
          più.No, quello che incassa un artista dalla SIAE dipende da ciò che la SIAE sostiene... che lui abbia venduto. :L'equo compenso si redistribuisce in base al primo dato, in percentuale. Per quale motivo la SIAE dovrebbe ricompensare un artista che non vende nulla con i soldi dei supporti vergini, che, se e quando sono usati per la copia, contengono file di artisti che vendono?
          • tucumcari scrive:
            Re: La cosa odiosa di questa legge...
            - Scritto da: Leguleio
            Per quale motivo la
            SIAE dovrebbe ricompensare un artista che non
            vende nulla con i soldi dei supporti vergini,
            che, se e quando sono usati per la copia,
            contengono file di artisti che
            vendono?Il motivo?Nessuno lo sa neppure la SIAE dato che nella tua frase (e nella realtà) è tutto ipotetico comprese le copie.
    • Enry scrive:
      Re: La cosa odiosa di questa legge...
      - Scritto da: SonoIO
      ...non è che ci tocca spendere più soldini quando
      compriamo un supporto di
      memoria.

      E` che ci viene tolto il diritto di scegliere a
      chi darli e viene graziosamente conXXXXX ad un
      ente burocratico
      (Siae).

      Pensateci bene, senza copia privata un artista
      guadagna quello che vende, cioè quello che la
      gente liberamente gli
      compra.
      Con la copia privata questo collegamento salta,
      un artista che non vende nulla ma è nelle grazie
      della Siae guadagna molto di più di uno che vende
      ma non è bravo a destreggiarsi in queste
      cose.

      Qualcuno sa in base a cosa la Siae eroga il
      compenso agli
      artisti?
      A grandi linee, eh.Chiederlo alla SIAE troppa fatica?

      Io ho sentito in merito qualche "artista" - il
      perché delle virgolette sarebbe lungo da
      raccontare :-) - e dal quel che mi ha detto non
      esiste collegamento tra il sucXXXXX e i soldi
      erogati dalla Siae però erano discorsi vaghi e
      parecchio qualunquistici ("è tutta un mafia", "un
      artista sfigato amico loro guadagna molto di più
      di uno di sucXXXXX non amico",
      ecc.

      Sarebbe bello conoscere i criteri reali.
  • PIERGIGI BERSANI scrive:
    ROMANO PRODI UOMO DI XXXXX
    CHI VOTA PD E' UNA XXXXXCCIA
  • Il Punto scrive:
    Le tariffe.
    Il fatto di applicare tariffe per la copia privata non fa parlare più di equo compenso ma di truffa,L' equo compenso alla fine serve solamente per dare il più del dovuto all'industria.
    • Leguleio scrive:
      Re: Le tariffe.

      Il fatto di applicare tariffe per la copia
      privata non fa parlare più di equo compenso ma di
      truffa,Una legge-truffa, dici, come quella elettorale del 1953?Ma ci saranno anche stavolta violenti scontri di piazza, con molti feriti e un morto (Francesco Ricci)?
      • tucumcari scrive:
        Re: Le tariffe.
        ovvio chi vuoi che non veda la relazione palese tra equo compenso e una legge elettorale!È chiaro a tutti che si parla delle stesse cose nello stesso contesto e nello stesso periodo storico no?ah queste <b
        "elites" </b
        come sono fortunate a cogliere subito il punto.Che invidia!(rotfl)(rotfl)
  • Gennarino scrive:
    Spiegazione
    Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere l'equo compenso e la lotta alla pirateria, perlomeno quella privata?
    • bradipao scrive:
      Re: Spiegazione
      - Scritto da: Gennarino
      Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere
      l'equo compenso e la lotta alla pirateria,
      perlomeno quella privata?Se rapinano una banca, invece di perseguire i rapinatori, per equo compenso facciamo fare una settimana di galera a ciascun correntista e facciamogli ripagare una percentuale del bottino in proporzione all'entità del conto corrente.
      • Enry scrive:
        Re: Spiegazione
        - Scritto da: bradipao
        - Scritto da: Gennarino

        Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere

        l'equo compenso e la lotta alla pirateria,

        perlomeno quella privata?

        Se rapinano una banca, invece di perseguire i
        rapinatori, per equo compenso facciamo fare una
        settimana di galera a ciascun correntista e
        facciamogli ripagare una percentuale del bottino
        in proporzione all'entità del conto
        corrente.E' quello che avviene se ancora non te ne sei accorto.. e in modo molto più subdolo di quanto credi..
    • Leguleio scrive:
      Re: Spiegazione

      Qualcuno mi può spiegare come possono coesistere
      l'equo compenso e la lotta alla pirateria,
      perlomeno quella
      privata?Quale lotta alla pirateria privata, scusa? :)Negli anni Ottanta si scambiavano audiocassette fra amici, un po' più tardi anche le videocassette. Oggi si scambiano file. Indisturbati negli anni Ottanta, e indisturbati oggi.La lotta è sempre stata al vu' cumprà che queste audiocassette e videocassette le vende sulle spiagge, e, se si riesce a individuare, a chi le produce. Le autorità non si sono mai messe in testa di perseguire l'acquirente.
      • Enjoy with Us scrive:
        Re: Spiegazione
        - Scritto da: Leguleio

        Qualcuno mi può spiegare come possono
        coesistere

        l'equo compenso e la lotta alla pirateria,

        perlomeno quella

        privata?

        Quale lotta alla pirateria privata, scusa? :)
        Negli anni Ottanta si scambiavano audiocassette
        fra amici, un po' più tardi anche le
        videocassette. Oggi si scambiano file.
        Indisturbati negli anni Ottanta, e indisturbati
        oggi.
        La lotta è sempre stata al vu' cumprà che queste
        audiocassette e videocassette le vende sulle
        spiagge, e, se si riesce a individuare, a chi le
        produce. Le autorità non si sono mai messe in
        testa di perseguire
        l'acquirente.Mica vero, anche in Italia provarono qualche anno fa a criminalizzare gli utenti del file sharing e del peer to peer, tant'è che si fece approvare una legge in cui per lucro si intendeva anche il mero risparmio del prezzo di acquisto di un DRM, poi come sta avvenendo anche nel resto del mondo si sono resi conto che non era possibile criminalizzare una quota rilevante della popolazione, vedi vari Hadopi falliti!
        • Leguleio scrive:
          Re: Spiegazione


          Quale lotta alla pirateria privata, scusa? :)

          Negli anni Ottanta si scambiavano
          audiocassette

          fra amici, un po' più tardi anche le

          videocassette. Oggi si scambiano file.

          Indisturbati negli anni Ottanta, e
          indisturbati

          oggi.

          La lotta è sempre stata al vu' cumprà che
          queste

          audiocassette e videocassette le vende sulle

          spiagge, e, se si riesce a individuare, a
          chi
          le

          produce. Le autorità non si sono mai messe in

          testa di perseguire

          l'acquirente.
          Mica vero, anche in Italia provarono qualche anno
          fa a criminalizzare gli utenti del file sharing e
          del peer to peer, tant'è che si fece approvare
          una legge in cui per lucro si intendeva anche il
          mero risparmio del prezzo di acquisto di un DRM,Mi dai gli estremi di questa legge?
          poi come sta avvenendo anche nel resto del mondo
          si sono resi conto che non era possibile
          criminalizzare una quota rilevante della
          popolazione, Nel resto del mondo tranne in Giappone, dove una legge del 2012 punisce il download di opere protette con una pena fino a due anni di carcere, e non mi pare ci siano progetti per modificarla.
          vedi vari Hadopi
          falliti!Non so perché parli di vari Hadopi: quel modello esisteva solo in Francia.
          • Colat scrive:
            Re: Spiegazione
            - Scritto da: Leguleio


            Quale lotta alla pirateria privata,
            scusa?
            :)


            Negli anni Ottanta si scambiavano

            audiocassette


            fra amici, un po' più tardi anche le


            videocassette. Oggi si scambiano file.


            Indisturbati negli anni Ottanta, e

            indisturbati


            oggi.


            La lotta è sempre stata al vu' cumprà
            che

            queste


            audiocassette e videocassette le vende
            sulle


            spiagge, e, se si riesce a individuare,
            a

            chi

            le


            produce. Le autorità non si sono mai
            messe
            in


            testa di perseguire


            l'acquirente.


            Mica vero, anche in Italia provarono qualche
            anno

            fa a criminalizzare gli utenti del file
            sharing
            e

            del peer to peer, tant'è che si fece
            approvare

            una legge in cui per lucro si intendeva
            anche
            il

            mero risparmio del prezzo di acquisto di un
            DRM,

            Mi dai gli estremi di questa legge?http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_21_maggio_2004,_n._128
          • Leguleio scrive:
            Re: Spiegazione



            Mica vero, anche in Italia provarono
            qualche

            anno


            fa a criminalizzare gli utenti del file

            sharing

            e


            del peer to peer, tant'è che si fece

            approvare


            una legge in cui per lucro si intendeva

            anche

            il


            mero risparmio del prezzo di acquisto di un

            DRM,



            Mi dai gli estremi di questa legge?
            http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_21_maggio_2004,In pratica il decreto Urbani.Malgrado alcune parti siano state abrogate, non mi risulta siano mai state previste sanzioni per aver scaricato file protetti dal diritto d'autore, oppure per una copia non autorizzata di un DVD, come sostiene Enjoy with Us.Hai notizie diverse?
          • tucumcari scrive:
            Re: Spiegazione
            "Provarci" ( come sostenuto da Colat) e riuscire nel proprio intento sono cose diverse.In origine la legge aveva sostituito lo "scopo di lucro" con l'espressione "trarne profitto".Ma.... Gli stessi parlamentari che avevano difeso gli emendamenti li riproposero in forma di (indovina un po'?) <b
            petizione </b
            . Il 31 marzo 2005 fu approvata la legge n. 43 che ripristinava lo scopo di lucro in luogo del trarne profitto ed inserì due commi (a-bis e uno dopo il comma f), nell'articolo 171 della legge sul diritto d'autore.... ;)
          • SonoIO scrive:
            Re: Spiegazione
            - Scritto da: Leguleio
            Malgrado alcune parti siano state abrogate, non
            mi risulta siano mai state previste sanzioni per
            aver scaricato file protetti dal diritto
            d'autore, oppure per una copia non autorizzata di
            un DVD, come sostiene Enjoy with
            Us.Scusa ma che c'entra?La legge per esistere esiste, se non la applicano non vuol dire che non esista.Sono contorto ma voglio dire che il fatto che non venga applicata non vuol dire che sia stata abrogata, è lì e la si può applicare quando farà comodo.Hai mai letto Kundera?Quando introdussero nei paesi satelliti dell'Urss le leggi contro la libertà di parola non le applicarono subito e giornalisti ed intellettuali non affini al regime pensavano di essere al sicuro.Però dopo qualche anno iniziarono a suonare il campanello delle case alle 4 di notte...
          • Leguleio scrive:
            Re: Spiegazione


            Malgrado alcune parti siano state abrogate, non

            mi risulta siano mai state previste sanzioni per

            aver scaricato file protetti dal diritto

            d'autore, oppure per una copia non autorizzata
            di

            un DVD, come sostiene Enjoy with

            Us.

            Scusa ma che c'entra?
            La legge per esistere esiste, se non la applicano
            non vuol dire che non
            esista.Parliamoci chiaro: quale legge criminalizza, o criminalizzava, il download di file protetti dal diritto d'autore, come sostiene Enjoy with us? Io ancora non vedo gli estremi.
            Sono contorto ma voglio dire che il fatto che non
            venga applicata non vuol dire che sia stata
            abrogata, è lì e la si può applicare quando farà
            comodo.Dimmi qual è la legge, però.
            Hai mai letto Kundera?
            Quando introdussero nei paesi satelliti dell'Urss
            le leggi contro la libertà di parola non le
            applicarono subito e giornalisti ed intellettuali
            non affini al regime pensavano di essere al
            sicuro.
            Però dopo qualche anno iniziarono a suonare il
            campanello delle case alle 4 di
            notte...Mah, qui qualcuno ha citato una legge del 2004, 10 anni fa...Cosa aspettano?
          • tucumcari scrive:
            Re: Spiegazione
            è stata citata come <b
            "tentativo" </b
            per altro <b
            fallito </b
            .
          • SonoIO scrive:
            Re: Spiegazione
            - Scritto da: Leguleio
            Parliamoci chiaro: quale legge criminalizza, o
            criminalizzava, il download di file protetti dal
            diritto d'autore, come sostiene Enjoy with us? Io
            ancora non vedo gli
            estremi.La legge è sempre quella, il decreto Urbani.Quando è uscita ha scatenato molte polemiche e interpretazioni e si era arrivati alla conclusione che non fosse reato scaricare ma lo fosse il condividere.Si voleva separare che fornisce da chi utilizza.Il problema è che, come tu certamente sai, BitTorrent e reti ED2K condividono automaticamente i file in scaricamento quindi un utilizzatore è contemporaneamente anche un fornitore. Quindi in punto di diritto punibile.
            Mah, qui qualcuno ha citato una legge del 2004,
            10 anni
            fa...
            Cosa aspettano?Mica ti seguo, le leggi non hanno scadenza, ogni tanto applicano anche norme del Codice Rocco che è di prima della repubblica.
          • Leguleio scrive:
            Re: Spiegazione


            Parliamoci chiaro: quale legge criminalizza, o

            criminalizzava, il download di file protetti dal

            diritto d'autore, come sostiene Enjoy with us?
            Io

            ancora non vedo gli

            estremi.

            La legge è sempre quella, il decreto Urbani.Ah, ecco: quindi chiariamo il punto: la legge esiste ancora, e con lo stesso testo.
            Quando è uscita ha scatenato molte polemiche e
            interpretazioni e si era arrivati alla
            conclusione che non fosse reato scaricare ma lo
            fosse il
            condividere.Anche questo è un punto fermo importante: il commento di Enjoy with Us diceva altre cose, e cioè che a un certo punto hanno cercato di criminalizzare gli utenti del file sharing.
            Si voleva separare che fornisce da chi utilizza.
            Il problema è che, come tu certamente sai,
            BitTorrent e reti ED2K condividono
            automaticamente i file in scaricamento quindi un
            utilizzatore è contemporaneamente anche un
            fornitore. Esatto. L'ho ricordato più volte qui. Esistono dei modi per imbrogliare i programmi che distribuiscono i file tra i pari, e che inibiscono il caricamento, ma non li usa nessuno.Legali quindi sono solo i cyberlocker.

            Mah, qui qualcuno ha citato una legge del 2004,

            10 anni

            fa...

            Cosa aspettano?

            Mica ti seguo, le leggi non hanno scadenza, Siamo d'accordo, ma non credo che nel romanzo di Milan Kundera che citi abbiano aspettato oltre 10 anni per applicare le disposizioni contro la libertà di parola. :) In ogni caso, quello che dici riguardo alla condivisione online di file è vero: in Italia non ci sono casi noti di condanne solo per quello. Le indagini per ora si concentrano sui grossi, non sui piccoli. Ma ad esempio in Svizzera, dove la legge è simile, è capitato che una giovane venisse condannata per questo:http://www.tio.ch/News/518198/Condivisione-illegale-internauta-condannata/
            ogni
            tanto applicano anche norme del Codice Rocco che
            è di prima della
            repubblica.Il codice Rocco è l'altro nome del Codice penale in vigore oggi (dal nome del guardasigilli Alfredo Rocco). Viene applicato centinaia di volte tutti i giorni, e ininterrottamente dal 1931. :)
          • tucumcari scrive:
            Re: Spiegazione
            No la legge non ha affatto "lo stesso testo" la pretesa sostituzione di "scopo di lucro" con "trarre profitto" è stata abrogata .Legge 31 Marzo 2005 n 43:3-quinquies. All'articolo 171-ter, comma 1, alinea, e comma 2, lettera a-bis), della legge 22 aprile 1941, n. 633, e successive modificazioni, le parole: "per trarne profitto" sono sostituite dalle seguenti: "a fini di lucro"".Per questo si parla di "tentativo" e di "fallimento".Insomma occorre ancora "il fine di lucro"... :D
      • PIERGIGI BERSANI scrive:
        Re: Spiegazione
        - Scritto da: Leguleio

        Qualcuno mi può spiegare come possono
        coesistere

        l'equo compenso e la lotta alla pirateria,

        perlomeno quella

        privata?

        Quale lotta alla pirateria privata, scusa? :)
        Negli anni Ottanta si scambiavano audiocassette
        fra amici, un po' più tardi anche le
        videocassette. Oggi si scambiano file.
        Indisturbati negli anni Ottanta, e indisturbati
        oggi.
        La lotta è sempre stata al vu' cumprà che queste
        audiocassette e videocassette le vende sulle
        spiagge, e, se si riesce a individuare, a chi le
        produce. Le autorità non si sono mai messe in
        testa di perseguire
        l'acquirente.http://www.youtube.com/watch?v=Ks4bD2RL3dM
      • ... scrive:
        Re: Spiegazione
        http://www.youtube.com/watch?v=Ks4bD2RL3dM
  • giuda scrive:
    franceschini
    franceschini è del pd giusto? fino ad oggi vi ricordate anche una sola cosa fatta dal pd che non sia una XXXXXta?
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: franceschini
      - Scritto da: giuda
      franceschini è del pd giusto? fino ad oggi vi
      ricordate anche una sola cosa fatta dal pd che
      non sia una
      XXXXXta?certo, la legge sul conflitto di interessi.L'hanno poi fatta, vero? (newbie)
    • qualcuno scrive:
      Re: franceschini
      - Scritto da: giuda
      franceschini è del pd giusto? fino ad oggi vi
      ricordate anche una sola cosa fatta dal pd che
      non sia una
      XXXXXta?http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_Severino
      • Leguleio scrive:
        Re: franceschini
        - Scritto da: qualcuno
        - Scritto da: giuda

        franceschini è del pd giusto? fino ad oggi vi

        ricordate anche una sola cosa fatta dal pd
        che

        non sia una

        XXXXXta?

        http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_SeverinoVeramente Paola Severino, la proponente, era un'indipendente, mai avuto tessere.Il provvedimento è stato votato da quasi tutti i partiti.
        • qualcuno scrive:
          Re: franceschini
          Senza il PD non sarebbe mai passata. IL PDL l'aveva ostacolata il più possibile, l'ha lasciata passare solo quando è stata annacquata.
          • Leguleio scrive:
            Re: franceschini

            Senza il PD non sarebbe mai passata. Strane considerazioni. La propone un'esterna, ma il merito è del PD, che all'epoca dell'approvazione era in minoranza in parlamento.
            IL PDL
            l'aveva ostacolata il più possibile, l'ha
            lasciata passare solo quando è stata
            annacquata.L'ha votata.E non so che cosa intendi per "annacquata": se per te un minimo di 6 anni di esclusione da ogni carica elettiva è un annacquamento, mi sa che bisogna costruire una macchina del tempo solo per te, e portarti all'epoca di Robespierre, quando a risolvere le questioni giudiziarie dei deputati c'era la ghigliottina.
          • qualcuno scrive:
            Re: franceschini


            L'ha votata.Recepisce una normativa europea. Non poteva non votarla.
          • Leguleio scrive:
            Re: franceschini




            L'ha votata.

            Recepisce una normativa europea. Non poteva non
            votarla.Ah, quindi questa legge non è merito del PD, come sostenevi tu all'inizio, ma di una direttiva europea. Mi pare che ti contraddici da solo.Già che ci sei: mi citi questa direttiva europea?
          • qualcuno scrive:
            Re: franceschini
            In effetti non è una direttiva, ma:http://conventions.coe.int/treaty/Commun/QueVoulezVous.asp?NT=173&CM=8&DF=2/19/2009&CL=ENGFacile contraddirsi in una situazione così complicata, però rmane il fatto il PDL ha ignorato i trattati per anni, solo che quando si è trovato davanti la legge pronte a da votare non poteva votare no.
          • Leguleio scrive:
            Re: franceschini

            In effetti non è una direttiva, Ah, ecco! 8)
            ma:

            http://conventions.coe.int/treaty/Commun/QueVoulezParla di corruzione, per la verità, non di incandidabilità.Ed è una convenzione del Consiglio d'Europa, non della UE. Una cosa totalmente autonoma.
            Facile contraddirsi in una situazione così
            complicata, però rmane il fatto il PDL ha
            ignorato i trattati per anni, solo che quando si
            è trovato davanti la legge pronte a da votare
            non poteva votare
            no.Volendo poteva, la norma sarebbe passata con i voti di PD, Lega, Udc e FLI. Ma non so che senso abbia utilizzare l'approccio controfattuale: la legge non è stata proposta dal PD, e non è stata votata solo dal PD. I fatti, a confronto con le affermazioni su PI.
          • qualcuno scrive:
            Re: franceschini
            Ma tu dove stavi in quei giorni?Con la testa sotto la sabbia o sperduto dentro un tubo catodico?
          • Leguleio scrive:
            Re: franceschini
            In effetti mi chiedevo quando mi avresti attaccato sul personale. Esaurita la vena delle fantasie che si rivelano essere tali in mezzo minuto, non ti restava che questo.E adesso? Ti senti sollevato?
          • qualcuno scrive:
            Re: franceschini
            Non sono un avvocato e non so come cercare su internet le leggi europee, però mi ricordo molto bene come è andata la discussione in quel periodo. Al punto che non ci credo che tu non possa ricordare niente. la smemoratezza in Italia è il più delle volte voluta.
          • Leguleio scrive:
            Re: franceschini

            Non sono un avvocato e non so come cercare su
            internet le leggi europee, però mi ricordo molto
            bene come è andata la discussione in quel
            periodo. Uh, lo vedo come te lo ricordi.Di' piuttosto che per fede politica te lo volevi ricordare in un certo modo, e finiamola lì. Tutti i dati ti danno torto: il nome della proponente, il motivo per cui fu proposta, i numeri in parlamento, chi votò a favore...
            Al punto che non ci credo che tu non
            possa ricordare niente. Come si possono ricordare cose mai avvenute?La legge non ha avuto l'iter che a te piacerebbe avesse avuto. Entrambi siamo d'accordo che il PD la votò, ma tutto il resto diverge.
            la smemoratezza in Italia
            è il più delle volte
            voluta.No, secondo me è autentica: è una memoria corta che aiuta a sopravvivere.Ma non indicare me, ho la memoria di un elefante. Guardati piuttosto allo specchio.Pensa che mi ricordo anche di quella volta che hai iniziato una discussione come XXXXX digitale e poi sei passato a qualcuno:http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3767825&m=3770654#p3770654
          • simel scrive:
            Re: franceschini
            giusto per curiosità, mi sembri una persona intelligente, cosa ci fai in un postaccio come PI?
          • Leguleio scrive:
            Re: franceschini
            Mi tengo in allenamento.
          • ... scrive:
            Re: franceschini
            - Scritto da: qualcuno
            Senza il PD non sarebbe mai passata. IL PDL
            l'aveva ostacolata il più possibile, l'ha
            lasciata passare solo quando è stata
            annacquata.ecco il difensore del pd, tu ci sguazzi nella XXXXX
          • ... scrive:
            Re: franceschini
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: qualcuno

            Senza il PD non sarebbe mai passata. IL PDL

            l'aveva ostacolata il più possibile, l'ha

            lasciata passare solo quando è stata

            annacquata.

            ecco il difensore del pd, tu ci sguazzi nella
            XXXXX[yt]Ks4bD2RL3dM[/yt]
          • qualcuno scrive:
            Re: franceschini
            - Scritto da: ...
            - Scritto da: qualcuno

            Senza il PD non sarebbe mai passata. IL PDL

            l'aveva ostacolata il più possibile, l'ha

            lasciata passare solo quando è stata

            annacquata.

            ecco il difensore del pd, tu ci sguazzi nella
            XXXXXChiariamo le cose. Non di questo PD. Ho scritto tante volte che Renzi è un uomo di Berlusconi e che dopo tanti anni di ingiuste accuse di inciuci che non c'erano ora il PD l'inciucio lo ha fatto sul serio.Io sono più il difensore di un PD che non esiste più sconfitto da Primarie truccate, Grillo e accordi sottobanco.
  • Etype scrive:
    SIA
    In un periodo di crisi la loro logica è aumentare i prezzi :DColpire tutti per colpirne qualcuno :DMa in verità a loro non gli interessa della pirateria,è una scusa per lucrare e veicolare i loro nuovi introiti nelle loro tasche con qualcosa che colpisce tutti.Il concetto è simile alla famosa guerra al terrorismo,ci si fa passare un pò di tutto dentro con la scusa che si vuole.
  • Cerberus10 scrive:
    Equo???
    Non ho mai capito come mai ci obblighino a pagare questa tassa che comprende tutti i dispositivi di memoria e che aumenta ogni anno, ma resta comunque illegale scaricare software e altro coperto da diritto.E' noto che la SIAE guadagna molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie all' "equo compenso".
    • La SIAE scrive:
      Re: Equo???
      - Scritto da: Cerberus10
      Non ho mai capito come mai ci obblighino a pagare
      questa tassa che comprende tutti i dispositivi di
      memoria e che aumenta ogni anno, ma resta
      comunque illegale scaricare software e altro
      coperto da diritto.E' noto che la SIAE guadagna
      molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie
      all' "equo
      compenso".Non ti devi chiedere perché mai dovresti pagare questa tassa, ma ti devi chiedere perché mai non dovresti pagarla. E a questa domanda non c'è alcuna risposta! :@Parola di SIAE
      • Nauseato scrive:
        Re: Equo???
        Hai detto: Non ti devi chiedere perché mai dovresti pagare questa tassa, ma ti devi chiedere perché mai non dovresti pagarla. E a questa domanda non c'è alcuna risposta! E secondo te non ci sarebbe alcuna risposta? Non so in che mondo vivi!
        • Nauseabondo scrive:
          Re: Equo???
          - Scritto da: Nauseato
          Hai detto: Non ti devi chiedere perché mai
          dovresti pagare questa tassa, ma ti devi chiedere
          perché mai non dovresti pagarla. E a questa
          domanda non c'è alcuna
          risposta!

          E secondo te non ci sarebbe alcuna risposta?

          Non so in che mondo vivi!Quello dei troll? (rotfl)
      • io sempre io scrive:
        Re: Equo???
        - Scritto da: La SIAE
        - Scritto da: Cerberus10

        Non ho mai capito come mai ci obblighino a
        pagare

        questa tassa che comprende tutti i dispositivi
        di

        memoria e che aumenta ogni anno, ma resta

        comunque illegale scaricare software e altro

        coperto da diritto.E' noto che la SIAE guadagna

        molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie

        all' "equo

        compenso".

        Non ti devi chiedere perché mai dovresti pagare
        questa tassa, ma ti devi chiedere perché mai non
        dovresti pagarla. E a questa domanda non c'è
        alcuna risposta!
        :@

        Parola di SIAE1. Chi C4770 sei per dire cosa pensare.2. Se una domanda non ha risposta, che motivo c'è per farsela?
      • Cerberus10 scrive:
        Re: Equo???
        Qualche giorno fa' ho letto su una nota rivista per Pc che a confronto con quanto guadagnava la siae quando la gente acquistava cd e musicassette, adesso con questo EQUO compenso intasca parecchio ma parecchio di piu',quindi va bene volete mettere un' altra tassa (l'avete fatto) ma perche' aumentarla ogni anno visti gli incassi.Il fatto e' che ogni volta che servono soldi inventano qualche scusa per mungerci.E' gia' il terzo aumento!!!
        • unaDuraLezione scrive:
          Re: Equo???
          contenuto non disponibile
        • Leguleio scrive:
          Re: Equo???

          Qualche giorno fa' ho letto su una nota rivista
          per Pc che a confronto con quanto guadagnava la
          siae quando la gente acquistava cd e
          musicassette, adesso con questo EQUO compenso
          intasca parecchio ma parecchio di piu',quindi va
          bene volete mettere un' altra tassa (l'avete
          fatto) ma perche' aumentarla ogni anno visti gli
          incassi.Ogni tre anni.È prescritto dalla legge.
      • Cerberus10 scrive:
        Re: Equo???
        Non dovrei pagarla perche':1)Pago ma non posso scaricare2)E' conXXXXX farsi una copia di sicurezza di un software/musica regolarmente acquistato quindi perche' devo pagare la tassa su quel cd vergine visto che l' ho gia' pagata all' acquisto?3)Non e' giusto tassare ogni dispositivo di menoria,conosco un sacco di persone che sono contro la pirateria e sono comunque costretti a pagare questa tassa4)Come mai prima si potevano copiare le musicassette (lo faceva chiunque, anche appartenenti a ogni forza dell' ordine)e i cd con il proprio stereo????La pirateria e' una scusa per inserire l' ennesima tassa e come molte tasse diverra obsoleta,inutile ma continueremo a pagare e come la benzina con il tempo non fara' altro che aumentare.Come se i nostri acquisti non fossero gia' troppo tassati.
        • krane scrive:
          Re: Equo???
          - Scritto da: Cerberus10
          Non dovrei pagarla perche':Sono d'accordo inoltre la reazione delle persone comuni e poco informate e': "ho pagato la tassa quindi ci metto roba pirata"
    • Leguleio scrive:
      Re: Equo???

      Non ho mai capito come mai ci obblighino a pagare
      questa tassa che comprende tutti i dispositivi di
      memoria e che aumenta ogni anno, Ogni tre anni.
      ma resta
      comunque illegale scaricare software e altro
      coperto da diritto.Perché sono cose che nulla c'entrano una con l'altra.L'equo compenso è un risarcimento per le copie private, una facoltà che ora il consumatore ha, se possiede l'originale, ma che non aveva prima del 1992: si doveva comprare due copie dello stesso disco, o della stessa videocassetta, per essere in regola.Comunque è vero che anche se l'equo compenso non è previsto come un bilanciamento delle perdite da pirateria, alla fine lo è diventato, agli occhi di tutti. Credo che perfino la SIAE la pensi così.
      E' noto che la SIAE guadagna
      molto piu' di prima dai diritti d' autore grazie
      all' "equo
      compenso".Non credo che l'aumento sia significativo. Le cifre, riferite a diversi anni fa (non ne ho trovate di più recenti) sono 607 milioni di incassi all'anno, di cui 554 milioni per il diritto d'autore, e 52 milioni di equo compenso. http://www.wallstreetitalia.com/newarticle.aspx?IdPage=1305023
      • ... scrive:
        Re: Equo???
        - Scritto da: Leguleio
        Comunque è vero che anche se l'equo compenso non
        è previsto come un bilanciamento delle perdite da
        pirateria, alla fine lo è diventato, agli occhi
        di tutti.
        Credo che perfino la SIAE la pensi così.Finalmente cominci a capire che conta come le cose stanno di fatto, e non come sono sulla carta.Il prossimo passo sarà smetterla di citarle leggi che tutti già conoscono, visto che non sono quelle che contano, ma solo come vengono applicate/percepite di fatto.
        • Leguleio scrive:
          Re: Equo???


          Comunque è vero che anche se l'equo compenso non

          è previsto come un bilanciamento delle perdite
          da

          pirateria, alla fine lo è diventato, agli occhi

          di tutti.

          Credo che perfino la SIAE la pensi così.

          Finalmente cominci a capire che conta come le
          cose stanno di fatto, e non come sono sulla
          carta.No, contano eccome: ai fini dell'applicazione della legge, e del bilancio della SIAE, e degli artisti da essa rappresentati. La percezione esterna è irrilevante, per questi ambiti.
          Il prossimo passo sarà smetterla di citarle leggi
          che tutti già conoscono, visto che non sono
          quelle che contano, ma solo come vengono
          applicate/percepite di
          fatto.Ma quando mai. I commentatori di PI non sanno cosa dice esattamente la legge, e le attribuiscono fantasiosi intenti, non perché sia difficile leggere l'originale, con due clic si trova il testo ufficiale, ma perché godono a indignarsi anche quando non ce ne sono i presupposti. Il sottile gusto di far parte di una ristretta cerchia, guarda caso l'unica che ha capito come stanno veramente le cose. L'indignazione cercata e coltivata.
          • tucumcari scrive:
            Re: Equo???
            - Scritto da: Leguleio
            presupposti. Il sottile gusto di far parte di una
            ristretta cerchia, guarda caso l'unica che ha
            capito come stanno veramente le cose.(rotfl)(rotfl)Una frase che la dice lunga!Senti ma a parte i tuoi palesi problemi di personalità hai mica mai percepito "il sottile gusto" del fatto che sono le leggi che si adeguano ai tempi e non viceversa?No giusto per sapere se "il sottile gusto" comprende quello del kebab al posto della videoteca e del negozio di CD.Non so in quale articolo di quale legge sia... ma è un fatto di non difficile constatazione anche senza click.
          • tucumcari scrive:
            Re: Equo???
            - Scritto da: Leguleio
            Il sottile gusto di far parte di una
            ristretta cerchia, guarda caso l'unica che ha
            capito come stanno veramente le cose.La frase dice tutto compreso il gigantesco malinteso che qualcuno attribuisca al testo di legge una qualche forma di "sacrale immodificabilità" le leggi vengono cambiate, abrogate o modificate tutti i giorni (a quello serve il parlamento) e le opinioni sulle leggi e la loro natura sono del legittime da parte di chiunque.Per "capire come stanno veramente le cose" occorre guardare la realtà non il testo di una legge che è appunto oggetto della discussione e della critica.
  • Puffo inventore scrive:
    equo compenso
    Perche' non inventare una tassa sull'equo compenso sullo stipendio dei nostri politici e dirigenti? In caso di probabile reato e/o manchevolezza
  • Enjoy with Us scrive:
    Franceschini dimettiti!
    Parlano tanto di conflitto di interessi, ma poi quando tale conflitto è evidente allora si fa finta di nulla?Mi spiegate su che basi un ministro della repubblica istituisce o aumenta delle tasse per girarne il ricavato a dei soggetti privati, quando perfino gli studi commissionati per sostenere tale misura la smentiscono?La magistratura tanto solerte a trovare mazzette nei vari Mose ed Expo, qui non trova nulla di strano?Visto che gli aumenti richiesti non sono supportati da una logica, visto che il gettito è a favore di soggetti privati direi che un'indagine sull'operato del Sig Franceschini sia quantomeno doverosa!
  • La SIAE scrive:
    Giusto
    La SIAE tratterrà per sé oltre 10 milioni di euro a titolo di rimborso per il disturbo che voi pirati ci arrecate. :@Parola di SIAE
    • io sempre io scrive:
      Re: Giusto
      - Scritto da: La SIAE
      La SIAE tratterrà per sé oltre 10 milioni di euro
      a titolo di rimborso per il disturbo che voi
      pirati ci arrecate.
      :@

      Parola di SIAEDei quali 10, 9 ritorneranno indietro.1 basta.
  • caretta scrive:
    Iniquità
    I soldi vanno tirati su.Questo è tempo di lobby, non di equità, di giustizia e nemmeno di onestà.La lobby più forte vince, e dato che il popolo non può costituire lobby perché esautorato e disautorato, il risultato è che Pantalone costituisce il gregge da mungere.In ogni campo è ormai così, non ci sono eccezioni...
    • Leguleio scrive:
      Re: Iniquità

      Questo è tempo di lobby, non di equità, di
      giustizia e nemmeno di
      onestà.
      La lobby più forte vince, e dato che il popolo
      non può costituire lobby perché esautorato e
      disautorato, Il popolo può costituire lobby, eccome. E può fare azioni molto più potenti sul governo (e sul parlamento in generale) delle pressioni verbali tipiche delle lobby dell'industria: lo sciopero generale. Ma su queste bagatelle temo non ci sia interesse.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 27 giugno 2014 14.34-----------------------------------------------------------
      • bradipao scrive:
        Re: Iniquità
        - Scritto da: Leguleio
        Ma su queste bagatelle temo non ci sia interesse.Sono d'accordo: al primo posto c'è la partita e al secondo la bacheca di facebook.
  • Vindicator scrive:
    Svizzera
    Iva 8.6%Niente equo compenso.io ce l'ho a due passi e anche solo serva una chiavetta USB varco il confine, piuttosto spendo in carburante (sempre svizzero), ma la decima alla siae no.
    • Leguleio scrive:
      Re: Svizzera

      Iva 8.6%
      Niente equo compenso.C'è anche in Svizzera, invece:http://www.suisa.ch/it/clienti/utilizzazione/indennita-sui-supporti-vergini.htmlSi chiama indennita sui supporti vergini, è più bassa, ma esiste.
      • tucumcari scrive:
        Re: Svizzera
        Infatti comprarli on line in UK costa meno e oltre a non pagare l'iniquo compenso non si paga neppure la benzina. :D
        • axl2 scrive:
          Re: Svizzera
          ma se compro su amazon.it pago l'equo compenso ?
          • tucumcari scrive:
            Re: Svizzera
            vero ma comunque non è che sia indispensabile comprarli su Amazon. ;)
          • tucumcari scrive:
            Re: Svizzera
            - Scritto da: tucumcari
            vero ma comunque non è che sia indispensabile
            comprarli su
            Amazon.
            ;)Nella città di Tucumcari costano ancora meno.https://www.google.com/maps/place/Tucumcari,+NM+88401/@35.1666379,-103.739228,13z/data=!3m1!4b1!4m2!3m1!1s0x871b3865e7ec4185:0x31feda0f1b630f7c
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Svizzera
            contenuto non disponibile
          • Nauseato scrive:
            Re: Svizzera
            - Scritto da: unaDuraLezione
            - Scritto da: tucumcari

            vero ma comunque non è che sia indispensabile

            comprarli su

            Amazon.

            infatti una delle mie tecniche preferite è
            cercare il prodotto su amazon, vedere quale
            affiliato lo vende al prezzo migliore poi andare
            sul sito ufficiale dell'affiliato, dove, non
            dovendo pagare gabella ad Amazon, l'oggetto costa
            spesso un filino
            meno.Ma difatti!I miei bravi 8 tera come pensate me li sia procacciati, in barba alla SIAE?
    • prova123 scrive:
      Re: Svizzera
      Basta andare ad una della tante fiere dell'elettronica in Italia e trovi chiavette,HD, etc. a prezzi da fare concorrenza ad Amazon ... e con scontrino.
      • Shiba scrive:
        Re: Svizzera
        - Scritto da: prova123
        Basta andare ad una della tante fiere
        dell'elettronica in Italia e trovi chiavette,HD,
        etc. a prezzi da fare concorrenza ad Amazon ... e
        con
        scontrino.In effetti comprai il mio HD da 4TB 2 anni fa a una fiera dell'elettronica, alla modica cifra di 160. Come funziona la cosa della tassa SIAE negli eventi di questo tipo?
  • bradipao scrive:
    delirio di onnipotenza
    " senza le opere dell'ingegno e i contributi dei nostri creativi - avverte il direttore generale della SIAE Gaetano Blandini - i loro device sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di latta "Puro delirio di onnipotenza. Vuoto pezzo di latta sarà il suo. C'è una stragrande maggioranza di utenti che usa i propri smartphone per inviare ricevere email, socializzare sui social network, vedere siti, giocare, usare app, fare foto e filmati. Il tutto senza minimamente violare le opere e i contributi dei LORO creativi.
    • Izio01 scrive:
      Re: delirio di onnipotenza
      - Scritto da: bradipao
      " senza le opere dell'ingegno e i contributi dei
      nostri creativi - avverte il direttore generale
      della SIAE Gaetano Blandini - i loro device
      sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di
      latta
      "

      Puro delirio di onnipotenza. Vuoto pezzo di latta
      sarà il suo. C'è una stragrande maggioranza di
      utenti che usa i propri smartphone per inviare
      ricevere email, socializzare sui social network,
      vedere siti, giocare, usare app, fare foto e
      filmati. Il tutto senza minimamente violare le
      opere e i contributi dei LORO creativi.Veramente: presuntuosi, arroganti, avidi mostriciattoli del tutto privi di conoscenza delle tecnologie che vogliono sfruttare per arricchirsi di più. Sul mio smartphone non ho musica, sul mio tablet sì, ma proviene da eMusic e comunque non lo uso praticamente mai per quello, preferisco il mio lettore mp3, che è ottimizzato per quella finalità.Questi pensano che l'utilizzo primario di un computer sia ascoltare la loro musica... senza parole!
    • Joe Tornado scrive:
      Re: delirio di onnipotenza
      Effettivamente ... il rapporto causa/effetto non è dimostrabile. Del resto, se è giusto pagare i "protetti" della SIAE perchè è grazie a loro che è possibile riempire chip, dischi e supporti vari ... è altresì giusto che anche i "protetti" paghino - e salato ! In proporzione ai proprio guadagni - un obolo alle industrie dell'elettronica e degli strumenti musicali, senza le quali le loro fulgide idee ... sarebbero rimaste tali !Eh no, non vale ribattere "Ho già pagato !" ... perchè loro devono pagare una tantum e il resto del mondo per sempre ?
    • ... scrive:
      Re: delirio di onnipotenza
      - Scritto da: bradipao
      " senza le opere dell'ingegno e i contributi dei
      nostri creativi - avverte il direttore generale
      della SIAE Gaetano Blandini - i loro device
      sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di
      latta"comunque pieni di MIE foto, di MIEI filmati delle vacanze, di backup dei MIEI dati!Mi chiedo come mai nessuno abbia ancora pensato di gambizzare qeusto XXXXXXX.
      • giuda scrive:
        Re: delirio di onnipotenza
        pensato ci ho pensato... ma ha la scorta, quanto sopravviverebbe questa gente (politici inclusi) senza una scorta a proteggerli?
        • il punto scrive:
          Re: delirio di onnipotenza
          Anche la scorta alla fine si stuferà e smetterà do proteggerli, soprattutto quando si accorgeranno di dover sborsare di più per i loro gadget elettronici rispetto a prima.
    • jaro scrive:
      Re: delirio di onnipotenza
      - Scritto da: bradipao
      " senza le opere dell'ingegno e i contributi dei
      nostri creativi - avverte il direttore generale
      della SIAE Gaetano Blandini - i loro device
      sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di
      latta
      "

      Puro delirio di onnipotenza. Vuoto pezzo di latta
      sarà il suo. C'è una stragrande maggioranza di
      utenti che usa i propri smartphone per inviare
      ricevere email, socializzare sui social network,
      vedere siti, giocare, usare app, fare foto e
      filmati. Il tutto senza minimamente violare le
      opere e i contributi dei LORO
      creativi.Ma anche se fosse vero? Senza l'opera di contadini e allevatori, le nostre stoviglie sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di coccio, ma nessuno si sogna di mettere un equo compenso su questi "device" da destinare, che so, a Coldiretti, perché appunto, contadini e allevatori hanno diritto di vedere il frutto del loro lavoro. Il frutto lo vedono quando io acquisto la loro roba. Basta. Non è che li devo pagare anche quando metto la carne in padella, quando accendo il fuoco, quando la metto nel piatto, quando la taglio e quando la mangio.Allo stesso modo, quando acquisto un'opera dell'ingegno, mi sembra ovvio che sto acquistando il diritto a goderne, e in questo diritto di godimento comprende anche la facoltà di farne delle copie per uso strettamente personale. E non mi interessa se questa cosa non è scritta da nessuna parte, e che una volta era proibito persino farsi delle copie personali. Se questo principio non esiste bisogna stabilirlo. E non parlo nemmeno di adeguamento ai tempi. Anzi, dico che il divieto di copia per uso personale era ingiusto ieri come è ingiusto oggi, anche se certamente non aveva le stesse conseguenze pratiche.
      • Leguleio scrive:
        Re: delirio di onnipotenza

        Allo stesso modo, quando acquisto un'opera
        dell'ingegno, mi sembra ovvio che sto acquistando
        il diritto a goderne, e in questo diritto di
        godimento comprende anche la facoltà di farne
        delle copie per uso strettamente personale. E non
        mi interessa se questa cosa non è scritta da
        nessuna parte, e che una volta era proibito
        persino farsi delle copie personali. Se questo
        principio non esiste bisogna stabilirlo. Tanti auguri! :DSi dice che tuttora nelle carceri italiane, quando un detenuto alza troppo la cresta perché è molto popolare fra gli altri, oppure ha dei presunti appoggi da parte del direttore, gli agenti lo convocano in una stanzetta riservata, dove c'è un superiore con in mano una bastone snodato, che chiede solo: "Chi comanda qui?". Non è necessario far altro, il detenuto torna in cella, il messaggio è arrivato.A costo di renderemi antipatico, mi impersono nel parlamento italiano in seduta plenaria, in un ipotetico incontro con i commentatori urlanti e rivoluzionari di PI. E non sprecherei nemmeno una parola in più dell'ispettore capo del carcere: "Chi comanda qui?". :)
        • jaro scrive:
          Re: delirio di onnipotenza
          - Scritto da: Leguleio

          Tanti auguri! :D
          Si dice che tuttora nelle carceri italiane,
          quando un detenuto alza troppo la cresta perché è
          molto popolare fra gli altri, oppure ha dei
          presunti appoggi da parte del direttore, gli
          agenti lo convocano in una stanzetta riservata,
          dove c'è un superiore con in mano una bastone
          snodato, che chiede solo: "Chi comanda qui?".

          Non è necessario far altro, il detenuto torna in
          cella, il messaggio è
          arrivato.Eppure io resto convinto che parlare delle cose che non vanno sia il primo passo per cambiarle. Magari manderanno a casa mia degli uomini vestiti di nero a strapparmi le unghie, farmi waterboarding e picchiare la mia famiglia per questo, ma io sono così stupido.
          A costo di renderemi antipatico, mi impersono nel
          parlamento italiano in seduta plenaria, in un
          ipotetico incontro con i commentatori urlanti e
          rivoluzionari di PI. E non sprecherei nemmeno una
          parola in più dell'ispettore capo del carcere:
          "Chi comanda qui?".
          :)Impersonare un intero parlamento è una cosa che ti fa capire veramente cosa significa il disturbo di personalità multipla.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Eppure io resto convinto che parlare delle cose
            che non vanno sia il primo passo per cambiarle.
            Magari manderanno a casa mia degli uomini vestiti
            di nero a strapparmi le unghie, farmi
            waterboarding e picchiare la mia famiglia per
            questo, ma io sono così
            stupido.No, nulla di tutto questo.L'Italia ignorerà non solo te, ma tutta la testata <I
            Punto Informatico </I
            .

            "Chi comanda qui?".

            :)
            Impersonare un intero parlamento è una cosa che
            ti fa capire veramente cosa significa il disturbo
            di personalità
            multipla.Dici? :)Il problema è che c'è gente che scrivendo un singolo commento sul forum pensa di innescare una rivoluzione violenta. Non so davvero chi abbia un disturbo di personalità più pronunciato.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio

            Eppure io resto convinto che parlare delle
            cose

            che non vanno sia il primo passo per
            cambiarle.

            Magari manderanno a casa mia degli uomini
            vestiti

            di nero a strapparmi le unghie, farmi

            waterboarding e picchiare la mia famiglia per

            questo, ma io sono così

            stupido.

            No, nulla di tutto questo.
            L'Italia ignorerà non solo te, ma tutta la
            testata <I
            Punto Informatico </I
            .Probabile. In tal caso mi sfugge il senso della tua precedente analogia del carcere, del direttore, del detenuto che alza la cresta, ecc. Mi avevi messo paura, sai?

            Impersonare un intero parlamento è una cosa
            che

            ti fa capire veramente cosa significa il
            disturbo

            di personalità

            multipla.

            Dici? :)
            Il problema è che c'è gente che scrivendo un
            singolo commento sul forum pensa di innescare una
            rivoluzione violenta. Non so davvero chi abbia un
            disturbo di personalità più
            pronunciato.Hai ragione, c'è anche gente del genere. Te l'immagini? Se io avessi pensato ... O persino affermato ... che il mio commento avrebbe indotto milioni di italiani ad afferrare sassi, forconi, coltelli, forchette, scopini del XXXXX ... e gettarsi in una sorta di jihad sanguinaria contro i sostenitori dell'equo compenso ... Sarei proprio da rinchiudere, vero? Oh beh, non ci voglio nemmeno pensare.Beh, mi conforta il fatto che i miei commenti siano dopotutto solo una pacifica espressione del mio pensiero, senza delle vere conseguenze. Penso che continuerò a commentare.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            Se non si fosse capito, l'appunto era al tono, non al contenuto. Anzi, per quanto riguarda il merito del commento: " <I
            Allo stesso modo, quando acquisto un'opera dell'ingegno, mi sembra ovvio che sto acquistando il diritto a goderne, e in questo diritto di godimento comprende anche la facoltà di farne delle copie per uso strettamente personale. E non mi interessa se questa cosa non è scritta da nessuna parte, e che una volta era proibito persino farsi delle copie personali. Se questo principio non esiste bisogna stabilirlo </I
            "Questo principio è già in vigore, ma va precisato: il fatto di possedere un originale non autorizza a caricare su un cyberlocker una copia privata e a diffondere il link ad altri. Non autorizza a dare a terze persone la copia, chiedendo loro di conservarla, in caso di incendio a casa propria almeno rimane. E ovviamente non autorizza nessuno a immetterla nelle reti P2P. Sembrerà lapalissiano, ma quando si comincia con l'adagio "e mio e ne faccio ciò che mi pare" le interpretazioni creative del diritto d'autore si sprecano, qui su PI.
          • tucumcari scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            l'adagio "e mio e ne faccio ciò che mi pare" le
            interpretazioni creative del diritto d'autore si
            sprecano, qui su
            PI.Le interpretazioni "creative" sono più spesso le tue.Le persone "normali" non danno "interpretazioni" esprimono opinioni che è tutt'altra cosa.Naturalmente per uno che ha i tuoi gravi problemi di personalità è difficile da capire.Le leggi cambiano (ti piaccia o meno) e di certo non cambiano in base alle "interpretazioni" ma piuttosto in base alle "opinioni".Non fosse così ci sarebbero ancora lo ius primae noctis e il codice di hammurabi.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            " <I
            Allo stesso modo, quando acquisto
            un'opera dell'ingegno, mi sembra ovvio che sto
            acquistando il diritto a goderne, e in questo
            diritto di godimento comprende anche la facoltà
            di farne delle copie per uso strettamente
            personale. E non mi interessa se questa cosa non
            è scritta da nessuna parte, e che una volta era
            proibito persino farsi delle copie personali. Se
            questo principio non esiste bisogna stabilirlo
            </I

            "

            Questo principio è già in vigore, ma va
            precisato: il fatto di possedere un originale non
            autorizza a caricare su un cyberlocker una copia
            privata e a diffondere il link ad altri. Non
            autorizza a dare a terze persone la copia,
            chiedendo loro di conservarla, in caso di
            incendio a casa propria almeno rimane. E
            ovviamente non autorizza nessuno a immetterla
            nelle reti P2P.Infatti sto parlando di copie "per uso strettamente personale", che è, correggimi se sbaglio, il significato dell'espressione "copia privata", che poi è quella cosa che l'equo compenso (di nuovo, correggimi se sbaglio) andrebbe a indennizzare. E dunque mi chiedo perché dovrei pagare un indennizzo sull'esercizio di un diritto per il quale ho già pagato acquistando l'opera (ricordi? Il principio che ho enunciato più sopra e che secondo te sarebbe già in vigore).
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            il fatto di possedere un
            originale
            non

            autorizza a caricare su un cyberlocker una
            copia

            privata e a diffondere il link ad altri. Non

            autorizza a dare a terze persone la copia,

            chiedendo loro di conservarla, in caso di

            incendio a casa propria almeno rimane. E

            ovviamente non autorizza nessuno a immetterla

            nelle reti P2P.
            Infatti sto parlando di copie "per uso
            strettamente personale", che è, correggimi se
            sbaglio, il significato dell'espressione "copia
            privata", Sai, qui su PI è meglio specificare anche cosa si intende per "strettamente personale". Le inventano tutte! ;)
            che poi è quella cosa che l'equo
            compenso (di nuovo, correggimi se sbaglio)
            andrebbe a indennizzare. E dunque mi chiedo
            perché dovrei pagare un indennizzo sull'esercizio
            di un diritto per il quale ho già pagato
            acquistando l'opera (ricordi? Il principio che ho
            enunciato più sopra e che secondo te sarebbe già
            in
            vigore).Perché il parlamento italiano nel 1992 ha approvato una legge sull'equo compenso che non è mai stata abrogata. La puoi leggere nella gazzetta ufficiale dell'epoca, è a pagina 11:http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/serie_generale/3/pdfPaginato?dataPubblicazioneGazzetta=19920215&numeroGazzetta=38&tipoSerie=SG&tipoSupplemento=GU&numeroSupplemento=0&numPagina=1&edizione=0Qualcuno potrebbe anche chiedere come mai, fra le accise sulla benzina in vigore in italia, ci sia quella sulla guerra d'Etiopia. Son soldi.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio

            che poi è quella cosa che l'equo

            compenso (di nuovo, correggimi se sbaglio)

            andrebbe a indennizzare. E dunque mi chiedo

            perché dovrei pagare un indennizzo
            sull'esercizio

            di un diritto per il quale ho già pagato

            acquistando l'opera (ricordi? Il principio
            che
            ho

            enunciato più sopra e che secondo te sarebbe
            già

            in

            vigore).

            Perché il parlamento italiano nel 1992 ha
            approvato una legge sull'equo compenso che non è
            mai stata abrogata. La puoi leggere nella
            gazzetta ufficiale dell'epoca, è a pagina
            11:

            http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/serie_

            Qualcuno potrebbe anche chiedere come mai, fra le
            accise sulla benzina in vigore in italia, ci sia
            quella sulla guerra d'Etiopia. Son
            soldi.Infatti io mi chiedevo quale ne fosse la giustificazione, non quale ne fosse la causa. "Son soldi" è una risposta che si potrebbe dare anche per giustificare la pirateria. "Eh, se li compro costano, se li scarico sono gratis. Son soldi". Comunque, se la legge vigente contraddice il principio di cui sopra, ciò vuol dire che quel principio non è già in vigore.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            Perché il parlamento italiano nel 1992 ha

            approvato una legge sull'equo compenso che
            non
            è

            mai stata abrogata. La puoi leggere nella

            gazzetta ufficiale dell'epoca, è a pagina

            11:




            http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/serie_



            Qualcuno potrebbe anche chiedere come mai,
            fra
            le

            accise sulla benzina in vigore in italia, ci
            sia

            quella sulla guerra d'Etiopia. Son

            soldi.

            Infatti io mi chiedevo quale ne fosse la
            giustificazione, non quale ne fosse la causa.Non ci sono giustificazioni della legge, oltre all'approvazione da parte del parlamento. Nessuna legge. Esiste una branca del diritto che si occupa di studiare la <I
            ratio </I
            , cioè la finalità di un norma, ma attenzione: non sempre le finalità dichiarate dai parlamentari o comunemente enunciate dalla giurisprudenza sono quelle vere.
            "Son soldi" è una risposta che si potrebbe dare
            anche per giustificare la pirateria. "Eh, se li
            compro costano, se li scarico sono gratis. Son
            soldi". Non che si potrebbe dare: che si dà.Qualcuno qui sostiene che la pratica solo per il gusto di far fallire i videonoleggi, ma non so se la racconta tutta.
            Comunque, se la legge vigente contraddice
            il principio di cui sopra, ciò vuol dire che quel
            principio non è già in
            vigore.Il principio è che prima del 1992 la copia privata non era ammessa dal diritto d'autore. O compravi l'esemplare in due copie, o ne facevi a meno.Dal 1992 è possibile fare la copia personale su un supporto a scelta, nessuno può dire nulla.
          • tucumcari scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Dal 1992 è possibile fare la copia personale su
            un supporto a scelta, nessuno può dire
            nulla.Nel mondo REALEcredo che sia possibile da un pochino prima del 1992...Qui dice "Patented May 18 1880" vedi un pochino te...[img]http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/6/62/PhonographPatentEdison1880.jpg/640px-PhonographPatentEdison1880.jpg[/img]
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio


            Perché il parlamento italiano nel 1992
            ha


            approvato una legge sull'equo compenso
            che

            non

            è


            mai stata abrogata. La puoi leggere
            nella


            gazzetta ufficiale dell'epoca, è a
            pagina


            11:








            http://www.gazzettaufficiale.it/do/gazzetta/serie_





            Qualcuno potrebbe anche chiedere come
            mai,

            fra

            le


            accise sulla benzina in vigore in
            italia,
            ci

            sia


            quella sulla guerra d'Etiopia. Son


            soldi.



            Infatti io mi chiedevo quale ne fosse la

            giustificazione, non quale ne fosse la causa.

            Non ci sono giustificazioni della legge, oltre
            all'approvazione da parte del parlamento. Nessuna
            legge.Non pretendo che ci sia un documento in carta bollata approvato da un ufficio competente che certifichi che quella legge è giusta, fornendone le motivazioni. Quello che chiedevo è il motivo, inteso come entità astratta non fatta di inchiostro su carta e senza timbri, filigrane o sigilli impressi nella ceralacca, che mi spieghi per quale motivo dovrei considerare giusta o compatibile con il principio che ho più sopra enunciato (e che secondo te è in vigore) la legge che istituisce l'equo compenso.

            "Son soldi" è una risposta che si potrebbe
            dare

            anche per giustificare la pirateria. "Eh, se
            li

            compro costano, se li scarico sono gratis.
            Son

            soldi".

            Non che si potrebbe dare: che si dà.
            Qualcuno qui sostiene che la pratica solo per il
            gusto di far fallire i videonoleggi, ma non so se
            la racconta
            tutta.Il problema è che il legislatore, imponendo ai cittadini pagamenti che non trovano giustificazione se non nel fatto che a qualcuno piace far soldi, se non rende valida tale scusa comunque le dà un bel po' di sostanza.

            Comunque, se la legge vigente contraddice

            il principio di cui sopra, ciò vuol dire che
            quel

            principio non è già in

            vigore.

            Il principio è che prima del 1992 la copia
            privata non era ammessa dal diritto d'autore. O
            compravi l'esemplare in due copie, o ne facevi a
            meno.
            Dal 1992 è possibile fare la copia personale su
            un supporto a scelta, nessuno può dire
            nulla.No, il principio di cui parlavo io è che (mi tocca autocitarmi) "quando acquisto un'opera dell'ingegno, [...] sto acquistando il diritto a goderne, e questo diritto di godimento comprende anche la facoltà di farne delle copie per uso strettamente personale". Questa è la frase che citavi poco prima di affermare che tale principio è già in vigore. Ma se io acquisto il diritto di fare copie private nel momento in cui acquisto l'opera, non c'è motivo per cui debba pagare nuovamente per tale diritto che già possiedo. L'esistenza dell'equo compenso dunque contraddice il principio. E il fatto che prima del 1992 la copia privata non fosse ammessa è il motivo per cui dicevo che (mi autocito di nuovo) " ... non mi interessa se questa cosa non è scritta da nessuna parte, e che una volta era proibito persino farsi delle copie personali. Se questo principio non esiste bisogna stabilirlo."
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Non pretendo che ci sia un documento in carta
            bollata approvato da un ufficio competente che
            certifichi che quella legge è giusta, fornendone
            le motivazioni. Quello che chiedevo è il motivo,
            inteso come entità astratta non fatta di
            inchiostro su carta e senza timbri, filigrane o
            sigilli impressi nella ceralacca, che mi spieghi
            per quale motivo dovrei considerare giusta o
            compatibile con il principio che ho più sopra
            enunciato (e che secondo te è in vigore) la legge
            che istituisce l'equo
            compenso.Non si può dimostrare con gli strumenti della logica, della matematica o dell'epistemologia la bontà di una legge.È solo la comunità a cui è diretta, un Comune, se si tratta di regolamento comunale, o gli italiani tutti, se si tratta di una legge dello Stato, che potrà esprimersi in proposito.

            Non che si potrebbe dare: che si dà.

            Qualcuno qui sostiene che la pratica solo
            per
            il

            gusto di far fallire i videonoleggi, ma non
            so
            se

            la racconta

            tutta.
            Il problema è che il legislatore, imponendo ai
            cittadini pagamenti che non trovano
            giustificazione se non nel fatto che a qualcuno
            piace far soldi, se non rende valida tale scusa
            comunque le dà un bel po' di
            sostanza.Questo per la legge è "concorso morale" con chi scarica. Se scaricare fosse un reato.

            Il principio è che prima del 1992 la copia

            privata non era ammessa dal diritto
            d'autore.
            O

            compravi l'esemplare in due copie, o ne
            facevi
            a

            meno.

            Dal 1992 è possibile fare la copia personale
            su

            un supporto a scelta, nessuno può dire

            nulla.

            No, il principio di cui parlavo io è che (mi
            tocca autocitarmi) "quando acquisto un'opera
            dell'ingegno, [...] sto acquistando il diritto a
            goderne, e questo diritto di godimento comprende
            anche la facoltà di farne delle copie per uso
            strettamente personale". Questa è la frase che
            citavi poco prima di affermare che tale principio
            è già in vigore. Ma se io acquisto il diritto di
            fare copie private nel momento in cui acquisto
            l'opera, non c'è motivo per cui debba pagare
            nuovamente per tale diritto che già possiedo.Ora capisco, ma stai facendo un po' di confusione. Il diritto a fare le copie private non lo "acquisti" con il prodotto, che sia libro, CD, DVD o videogioco, anche perché i diritti dei cittadini e dei consumatori non si acquistano. Il diritto alla copia privata è garantito dalla legge sul diritto d'autore, per tutti, gratis.L'equo compenso è una voce contabile, una quota fissa che va dal consumatore alla SIAE per indennizzare gli artisti che guadagnano di meno, perché nessuno, dal 1992 in poi, compra più una doppio esemplare.Dovrebbero metterla direttamente sulle opere, dici, anziché sui dispositivi per le copie? Tecnicamente è fattibile, ma per il consumatore non cambierebbe nulla, costerebbero di più le opere originali; e la SIAE non si può fare un'idea di quante copie si fanno gli italiani a partire dal numero di dispositivi venduti.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Non si può dimostrare con gli strumenti della
            logica, della matematica o dell'epistemologia la
            bontà di una
            legge.Dipende dalla legge, immagino. Non credo si possa affermare che la matematica non debba avere voce su una legge come questa, ad esempio:http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_legge_dell%27Indiana_sul_pi_greco
            È solo la comunità a cui è diretta, un
            Comune, se si tratta di regolamento comunale, o
            gli italiani tutti, se si tratta di una legge
            dello Stato, che potrà esprimersi in
            proposito.La comunità è un'entità astratta. Non ha opinioni. Gli individui hanno opinioni. E' da una qualche forma di sintesi dell'opinione dei singoli che giungiamo a quella che si ritiene essere l'opinione della comunità. Io sono un membro della comunità detta "popolo italiano", e la mia personale opinione è che questa legge sia sbagliata. Quello che posso fare è tentare di convincere gli altri che lo è, tentare con i miei mezzi estremamente limitati di farla abolire (e su questo mi potrai dire "buona fortuna"), e siccome ritengo di avere una certa apertura mentale, cercare argomenti che mi convincano che ho torto. Non devono essere dimostrazioni matematiche. Tutto quello che chiedo è che siano abbastanza persuasivi da farmi cambiare idea.

            Il problema è che il legislatore, imponendo
            ai

            cittadini pagamenti che non trovano

            giustificazione se non nel fatto che a
            qualcuno

            piace far soldi, se non rende valida tale
            scusa

            comunque le dà un bel po' di

            sostanza.

            Questo per la legge è "concorso morale" con chi
            scarica. Se scaricare fosse un
            reato.Ma a quanto pare non lo è, e l'ostinazione dei (di alcuni) creatori di contenuti ad attaccarsi all'equo compenso per me svuota di senso anche la critica morale di tale comportamento ("è legale ma è ingiusto").


            Il principio è che prima del 1992 la
            copia


            privata non era ammessa dal diritto

            d'autore.

            O


            compravi l'esemplare in due copie, o ne

            facevi

            a


            meno.


            Dal 1992 è possibile fare la copia
            personale

            su


            un supporto a scelta, nessuno può dire


            nulla.



            No, il principio di cui parlavo io è che (mi

            tocca autocitarmi) "quando acquisto un'opera

            dell'ingegno, [...] sto acquistando il
            diritto
            a

            goderne, e questo diritto di godimento
            comprende

            anche la facoltà di farne delle copie per uso

            strettamente personale". Questa è la frase
            che

            citavi poco prima di affermare che tale
            principio

            è già in vigore. Ma se io acquisto il
            diritto
            di

            fare copie private nel momento in cui
            acquisto

            l'opera, non c'è motivo per cui debba pagare

            nuovamente per tale diritto che già possiedo.

            Ora capisco, ma stai facendo un po' di
            confusione. Il diritto a fare le copie private
            non lo "acquisti" con il prodotto, che sia libro,
            CD, DVD o videogioco, anche perché i diritti dei
            cittadini e dei consumatori non si acquistano.Perché non si acquistano? La proprietà non è un diritto?
            L'equo compenso è una voce contabile, una quota
            fissa che va dal consumatore alla SIAE per
            indennizzare gli artisti che guadagnano di meno,
            perché nessuno, dal 1992 in poi, compra più una
            doppio
            esemplare.Ok, ma allora non ha senso aumentare le tariffe. Anzi, man mano che passa il tempo e nuove generazioni di artisti rimpiazzano quelli vecchi (artisti che nel 92 non erano ancora nati, e quindi non hanno perso alcun diritto di cui bisogna indennizzarli), le tariffe dovranno diminuire.
            Dovrebbero metterla direttamente sulle opere,
            dici, anziché sui dispositivi per le copie?
            Tecnicamente è fattibile, ma per il consumatore
            non cambierebbe nulla, costerebbero di più le
            opere originali; e la SIAE non si può fare
            un'idea di quante copie si fanno gli italiani a
            partire dal numero di dispositivi
            venduti.Credo che il numero di dispositivi venduti sia un pessimo indicatore del numero di copie che si fanno gli italiani, e che il ricavato dell'equo compenso sia un pessimo indicatore del numero di dispositivi venduti (non è che sulle banconote c'è scritto "dalla vendita di un hard disk" o "dalla vendita di un dvd") e poi non vedo a quale scopo la SIAE si dovrebbe fare un'idea di quante copie private si fanno gli italiani.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Dipende dalla legge, immagino. Non credo si possa
            affermare che la matematica non debba avere voce
            su una legge come questa, ad
            esempio:
            http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_legge_delNon venne approvata. Non so perché mi porti quell'esempio. So che all'epoca dell'Unione Sovietica ci furono ministri al potere che per ideologia cercarono di asservire la natura ai loro decreti. Si tratta comunque di casi estremi, di invasione di campo: il proXXXXX legislativo non è nato per queste cose.
            La comunità è un'entità astratta. Non ha
            opinioni. Gli individui hanno opinioni. E' da una
            qualche forma di sintesi dell'opinione dei
            singoli che giungiamo a quella che si ritiene
            essere l'opinione della comunità. Io sono un
            membro della comunità detta "popolo italiano", e
            la mia personale opinione è che questa legge sia
            sbagliata. Così mi piace.Molto meno mi è piaciuto: "E non mi interessa se questa cosa non è scritta da nessuna parte, e che una volta era proibito persino farsi delle copie personali. Se questo principio non esiste bisogna stabilirlo".
            Quello che posso fare è tentare di
            convincere gli altri che lo è, tentare con i miei
            mezzi estremamente limitati di farla abolire (e
            su questo mi potrai dire "buona fortuna"), e
            siccome ritengo di avere una certa apertura
            mentale, cercare argomenti che mi convincano che
            ho torto. Non devono essere dimostrazioni
            matematiche. Tutto quello che chiedo è che siano
            abbastanza persuasivi da farmi cambiare
            idea.Su questa legge in particolare dubito troverai mai vere opinioni, a favore o contro. È stata inventata in Germania negli anni Sessanta, e progressivamente estesa a molti Stati, fra cui la Svizzera, che non è certo ricordata per l'imposizione di tasse inique (tra l'altro hanno referendum efficacissimi). E oltre la Svizzera, anche il Canada, l'Australia e il Giappone hanno l'equo compenso.Non esistono ideologie o teorie economiche dietro la sua approvazione, come non esistono dietro l'approvazione dell'Iva o della tassa sulla salute (quando c'era): solo la comodità di stornare parte dei guadagni da supporto vergine verso i produttori di contenuti.

            Ora capisco, ma stai facendo un po' di

            confusione. Il diritto a fare le copie
            private

            non lo "acquisti" con il prodotto, che sia
            libro,

            CD, DVD o videogioco, anche perché i diritti
            dei

            cittadini e dei consumatori non si
            acquistano.

            Perché non si acquistano? La proprietà non è un
            diritto?Il diritto di proprietà di beni mobili e immobili è costituzionalmente garantito, dopodiché chi ha i soldi per assicurarsi un bene lo farà, chi di soldi non ne ha ne farà a meno: la proprietà è un diritto, non un obbligo.Ciò che non si può acquistare in Italia è la proprietà su una persona, chiamata comunemente schiavitù: si possono far firmare tutti i documenti possibili, versare i contributi per la pensione, non serve a nulla: un contratto di schiavitù non ha valore in Italia. Aveva valore invece in Mauritania fino al 2007.
            Ok, ma allora non ha senso aumentare le tariffe.L'inflazione arriva per tutto. :|
            Anzi, man mano che passa il tempo e nuove
            generazioni di artisti rimpiazzano quelli vecchi
            (artisti che nel 92 non erano ancora nati, e
            quindi non hanno perso alcun diritto di cui
            bisogna indennizzarli), le tariffe dovranno
            diminuire.Ma no, i diritti non incassati sono tutti quelli che non possono essere percepiti perché la riproduzione dell'originale viene fatta in casa, al di fuori di qualsiasi controllo. Non c'entrano le copie retroattive. Si verificava nel 1992, così come oggi.
            Credo che il numero di dispositivi venduti sia un
            pessimo indicatore del numero di copie che si
            fanno gli italiani, Siamo anche d'accordo, ma nessuno ne ha trovato uno migliore.Anche i dati Auditel si basano su un campione ristretto che comunica i dati di visione della tv ad un centro, e non su tutti gli italiani. Eppure le tariffe pubblicitarie si basano su quelli.
            e che il ricavato dell'equo
            compenso sia un pessimo indicatore del numero di
            dispositivi venduti (non è che sulle banconote
            c'è scritto "dalla vendita di un hard disk" o
            "dalla vendita di un dvd") e poi non vedo a quale
            scopo la SIAE si dovrebbe fare un'idea di quante
            copie private si fanno gli
            italiani.Come fa la SIAE a sostenere, durante gli incontri con i ministri e i parlamentari, che sta perdendo un sacco di soldi a causa della facilità di copia privata? Che dati può mai portare a sostegno?
          • tucumcari scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Come fa la SIAE a sostenere, durante gli incontri
            con i ministri e i parlamentari, che sta perdendo
            un sacco di soldi a causa della facilità di copia
            privata? Che dati può mai portare a
            sostegno?Bella domanda !Infatti non può sostenerlo con i dati.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            http://it.wikipedia.org/wiki/Progetto_di_legge_del

            Non venne approvata. Non so perché mi porti
            quell'esempio.Avrebbe potuto esserlo. Mi risulta che fu approvata dalla camera bassa, e non passò dalla camera alta per il rotto della cuffia, e questo grazie all'intervento fortuito di un matematico al quale la proposta venne mostrata per puro caso.
            So che all'epoca dell'Unione Sovietica ci furono
            ministri al potere che per ideologia cercarono di
            asservire la natura ai loro decreti. Si tratta
            comunque di casi estremi, di invasione di campo:
            il proXXXXX legislativo non è nato per queste
            cose.Già, ma a tenerlo lontano da queste cose ci deve pensare il buon senso del legislatore, quando c'è, o esistono meccanismi nel proXXXXX legislativo che impediscano bravate del genere? Voglio dire, se il Parlamento italiano avesse il cattivo senso di approvare una legge che stabilisce la quadratura del cerchio, questa verrebbe annullata?

            la mia personale opinione è che questa legge
            sia

            sbagliata.

            Così mi piace.
            Molto meno mi è piaciuto: "E non mi interessa se
            questa cosa non è scritta da nessuna parte, e che
            una volta era proibito persino farsi delle copie
            personali. Se questo principio non esiste bisogna
            stabilirlo".Ok, magari avrei dovuto riempire la frase di "secondo me", "ma magari", "forse", "sarebbe carino se" ecc. Ma a parte questo rispecchia la mia opinione.

            Perché non si acquistano? La proprietà non è
            un

            diritto?

            Il diritto di proprietà di beni mobili e immobili
            è costituzionalmente garantito, dopodiché chi ha
            i soldi per assicurarsi un bene lo farà, chi di
            soldi non ne ha ne farà a meno: la proprietà è un
            diritto, non un
            obbligo.Va bene, ma il diritto di proprietà su un determinato bene, io ce l'ho o non ce l'ho. Se non ce l'ho lo posso acquistare. Pago chi già lo detiene, e lui lo trasferisce a me, non è così? Nello stesso senso in cui io ritengo che acquistando una copia di una determinata opera io acquisto contestualmente anche il diritto a farne copie per uso personale.
            Ma no, i diritti non incassati sono tutti quelli
            che non possono essere percepiti perché la
            riproduzione dell'originale viene fatta in casa,
            al di fuori di qualsiasi controllo. Non c'entrano
            le copie retroattive. Si verificava nel 1992,
            così come
            oggi.Non sto parlando di copie retroattive, Posso concedere che se dall'oggi al domani un diritto viene tolto a chi ce l'ha, qualche forma di compensazione è appropriata. Compensare per la perdita di un diritto chi non ne ha mai goduto non ha senso.


            Credo che il numero di dispositivi venduti sia un

            pessimo indicatore del numero di copie che si

            fanno gli italiani,

            Siamo anche d'accordo, ma nessuno ne ha trovato
            uno migliore.
            Anche i dati Auditel si basano su un campione
            ristretto che comunica i dati di visione della tv
            ad un centro, e non su tutti gli italiani. Eppure
            le tariffe pubblicitarie si basano su
            quelli.L'utilizzo di campioni rappresentativi basa la sua validità sulla legge dei grandi numeri, e non essendo un esperto di statistica credi che ci siano criteri abbastanza oggettivi per stabilire la rappresentatività di un campione. L'utilizzo del numero di dispositivi venduti come misura della quantità di copie private che si fanno gli italiani si basa su ipotesi non verificabili. Chi può dire qual'è la percentuale di cd venduti che verrà utilizzata per fare delle copie private? Tra l'altro se riuscissimo a stabilire tale percentuale, immagino che sarebbe diversa per diversi tipi di dispositivi. Allora se nessuno ha trovato un modo migliore, ho la presunzione di suggerirne uno io: la SIAE, anziché farsi mandare soldi, potrebbe farsi mandare i dati sulle vendite dei dispositivi, come si fa con l'Auditel.

            e poi non vedo a
            quale

            scopo la SIAE si dovrebbe fare un'idea di
            quante

            copie private si fanno gli

            italiani.

            Come fa la SIAE a sostenere, durante gli incontri
            con i ministri e i parlamentari, che sta perdendo
            un sacco di soldi a causa della facilità di copia
            privata? Che dati può mai portare a
            sostegno?Dunque mi stai dicendo che l'equo compenso serve a fare le stime, e le stime servono a stabilire l'equo compenso. Allora tagliamo la testa al toro: aboliamo l'equo compenso e le stime non serviranno più a niente.A parte questo, se gli italiani fanno copie private perché ne hanno il diritto, la SIAE non sta perdendo soldi, perché quei soldi, tanto per cominciare, non le sarebbero dovuti.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Avrebbe potuto esserlo. Mi risulta che fu
            approvata dalla camera bassa, e non passò dalla
            camera alta per il rotto della cuffia, e questo
            grazie all'intervento fortuito di un matematico
            al quale la proposta venne mostrata per puro
            caso.È così, anche se non so fino a che punto sia vera la storia del matematico. È una curiosità, non un fatto storico. Se dovessimo basare le nostre analisi sulle leggi sulle proposte italiane, ne vedremo delle belle. :D
            Già, ma a tenerlo lontano da queste cose ci deve
            pensare il buon senso del legislatore, quando
            c'è, o esistono meccanismi nel proXXXXX
            legislativo che impediscano bravate del genere?No, non esistono. O meglio: quasi tutte le proposte di legge passano attraverso una commissione, e la commissione dovrebbe sottoporre la materia ad esperti e ai soggetti interessati, ed eventualmente cassarla, non arriva nemmeno in aula, se si accorge che non ha senso. Ma non sempre fanno così.
            Voglio dire, se il Parlamento italiano avesse il
            cattivo senso di approvare una legge che
            stabilisce la quadratura del cerchio, questa
            verrebbe
            annullata?No. A meno che la Corte Costituzionale vi scorga profili di incostituzionalità, ma non vedo come.

            Il diritto di proprietà di beni mobili e
            immobili

            è costituzionalmente garantito, dopodiché
            chi
            ha

            i soldi per assicurarsi un bene lo farà, chi
            di

            soldi non ne ha ne farà a meno: la proprietà
            è
            un

            diritto, non un

            obbligo.

            Va bene, ma il diritto di proprietà su un
            determinato bene, io ce l'ho o non ce l'ho. Se
            non ce l'ho lo posso acquistare. Pago chi già lo
            detiene, e lui lo trasferisce a me, non è così?Sì.
            Nello stesso senso in cui io ritengo che
            acquistando una copia di una determinata opera io
            acquisto contestualmente anche il diritto a farne
            copie per uso
            personale.È così perché la legge sul diritto d'autore te lo consente. Non certo perché tu hai il diritto di proprietà sul CD, o DVD.A questa stregua, chiunque avrebbe il diritto di costruirsi una casa di tre piani copia della sua, su qualsiasi terreno acquistato. Oppure di costruirne una seconda sopra la prima. Chiunque avrebbe il diritto di fare una copia sui soldi guadagnati onestamente, e poi spenderli.
            Non sto parlando di copie retroattive, Posso
            concedere che se dall'oggi al domani un diritto
            viene tolto a chi ce l'ha, qualche forma di
            compensazione è appropriata. Compensare per la
            perdita di un diritto chi non ne ha mai goduto
            non ha
            senso.La SIAE compensa con l'equo compenso gli artisti che già vendono, e già guadagnano, in precedenza.Magari pensi che ti iscrivi alla SIAE a passi l'esame di autore e compositore, e poi ti arrivano i soldi in automatico ad ogni opera che depositi. ;)Nossignore: i diritti d'autore della SIAE non sono un sussidio di disoccupazione.
            L'utilizzo di campioni rappresentativi basa la
            sua validità sulla legge dei grandi numeri, e non
            essendo un esperto di statistica credi che ci
            siano criteri abbastanza oggettivi per stabilire
            la rappresentatività di un campione. L'utilizzo
            del numero di dispositivi venduti come misura
            della quantità di copie private che si fanno gli
            italiani si basa su ipotesi non verificabili. Ti dirò: io credo di più alle ipotesi sui supporti venduti che alle rilevazioni Auditel.Ci sono in commercio HD da 6 TB. Un consumatore privato che cosa metterà mai dentro sei terabyte di disco rigido, se non film e canzoni di altri?E sottolineo <B
            consumatore privato </B
            , perché è possibile ottenere il rimborso per i soggetti che di questi supporti fanno un uso professionale.
            Chi
            può dire qual'è la percentuale di cd venduti che
            verrà utilizzata per fare delle copie private?Non è nemmeno così importante saperlo, l'equo compenso su un CD vergine è una cifra molto inferiore al prezzo alla fonte di un qualsiasi CD musicale in vendita. E in ogni caso, i CD e i DVD vergini servono per quello.
            Tra l'altro se riuscissimo a stabilire tale
            percentuale, immagino che sarebbe diversa per
            diversi tipi di dispositivi. Allora se nessuno ha
            trovato un modo migliore, ho la presunzione di
            suggerirne uno io: la SIAE, anziché farsi mandare
            soldi, potrebbe farsi mandare i dati sulle
            vendite dei dispositivi, come si fa con
            l'Auditel.Guarda che credo che il meccanismo sia proprio così, già oggi. Poi mi informo meglio.Ogni singolo dispositivo ha una tassa fissa, diversa dagli altri, che non varia, anche in presenza di sconti sul prodotto. In base a queste voci contabili la SIAE può vedere l'andamento di mercato di un ogni tipo di dispositivi. Non è insomma un gran calderone in cui si accumulano indistintamente tutti i soldi dell'equo compenso.

            Come fa la SIAE a sostenere, durante gli
            incontri

            con i ministri e i parlamentari, che sta
            perdendo

            un sacco di soldi a causa della facilità di
            copia

            privata? Che dati può mai portare a

            sostegno?

            Dunque mi stai dicendo che l'equo compenso serve
            a fare le stime, Be', anche questo. Non l'equo compenso come somma di denaro, ma i dati che provengono dalle vendite dei diversi dispositivi.
            e le stime servono a stabilire
            l'equo compenso. No. L'ammontare dell'equo compenso lo stabilisce il ministero, non la SIAE. Questa può solo fare proposte.
            Allora tagliamo la testa al
            toro: aboliamo l'equo compenso e le stime non
            serviranno più a
            niente.Non hai la maggioranza per l'abolizione di una legge che esiste da 22 anni.
            A parte questo, se gli italiani fanno copie
            private perché ne hanno il diritto, la SIAE non
            sta perdendo soldi, perché quei soldi, tanto per
            cominciare, non le sarebbero
            dovuti.La questione è un po' più complessa.Se i produttori di opere dell'ingegno potessero fare in modo che le copie di opere dell'ingegno fossero impossibili, se non a prezzi esorbitanti, come accadeva prima del 1938 (anno della messa in commercio del primo registratore a bobine), lo farebbero.Essendo impossibile disinventare qualcosa, ed essendo la copia domestica alla portata di tutti, gli Stati hanno inventato il principio della copia privata, ammessa per legge, e hanno proibito le copie non autorizzate attraverso pene molto severe. Detto questo, il principio di un indennizzo in base al numero di copie private pagato con i supporti vergini venduti non è in contraddizione con le disposizioni precedenti.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio

            Nello stesso senso in cui io ritengo che

            acquistando una copia di una determinata
            opera
            io

            acquisto contestualmente anche il diritto a
            farne

            copie per uso

            personale.

            È così perché la legge sul diritto d'autore
            te lo consente. Non certo perché tu hai il
            diritto di proprietà sul CD, o
            DVD.Ovvio, stavo solo facendo un analogia. E sì, ho capito, qui su PI bisogna fare i distinguo preventivi.
            Compensare per
            la

            perdita di un diritto chi non ne ha mai
            goduto

            non ha

            senso.

            La SIAE compensa con l'equo compenso gli artisti
            che già vendono, e già guadagnano, in
            precedenza.
            Magari pensi che ti iscrivi alla SIAE a passi
            l'esame di autore e compositore, e poi ti
            arrivano i soldi in automatico ad ogni opera che
            depositi.
            ;)
            Nossignore: i diritti d'autore della SIAE non
            sono un sussidio di disoccupazione.Non era questo il mio discorso. Prima del 1992, come dicevi, gli artisti guadagnavano di più perché la gente non aveva il diritto di farsi copie private e quindi se voleva altre copie doveva acquistarle. Quindi il legislatore ha deciso di compensare questo loro mancato guadagno con l'equo compenso. Può anche essere giusto. Ma se lo è, bisogna considerare che gli artisti che hanno iniziato dopo il 1992 si sono trovati a operare in un mercato in cui il divieto di fare copie private già non esisteva, quindi non hanno subito alcuna perdita, e quindi non c'è nulla di cui compensarli.
            Ti dirò: io credo di più alle ipotesi sui
            supporti venduti che alle rilevazioni
            Auditel.
            Ci sono in commercio HD da 6 TB. Un consumatore
            privato che cosa metterà mai dentro sei terabyte
            di disco rigido, se non film e canzoni di
            altri?"Io credo più a questo" o "Cos'altro vuoi che ... " non mi sono mai sembrati degli ottimi argomenti su cui basare un'analisi. Né tanto meno delle decisioni politiche. Comunque oltre agli HD da 6 TB sono in commercio anche schede di memoria per cellulari, per dirne una. Cosa vuoi che ci metta dentro un consumatore privato? Credo soprattutto selfie, di cui lui stesso detiene i diritti d'autore. Quindi il mio discorso resta valido: per fare una stima credibile non basta sapere quanti dispositivi di memoria vengono venduti, occorrerebbe sapere anche di che tipo di dispositivi si tratta.

            Chi

            può dire qual'è la percentuale di cd venduti
            che

            verrà utilizzata per fare delle copie
            private?

            Non è nemmeno così importante saperlo, l'equo
            compenso su un CD vergine è una cifra molto
            inferiore al prezzo alla fonte di un qualsiasi CD
            musicale in vendita.Se lo scopo è quello di fare delle stime, è importante saperlo.
            la SIAE, anziché farsi
            mandare

            soldi, potrebbe farsi mandare i dati sulle

            vendite dei dispositivi, come si fa con

            l'Auditel.

            Guarda che credo che il meccanismo sia proprio
            così, già oggi. Poi mi informo
            meglio.
            Ogni singolo dispositivo ha una tassa fissa,
            diversa dagli altri, che non varia, anche in
            presenza di sconti sul prodotto. In base a queste
            voci contabili la SIAE può vedere l'andamento di
            mercato di un ogni tipo di dispositivi. Non è
            insomma un gran calderone in cui si accumulano
            indistintamente tutti i soldi dell'equo compenso.Ottimo, ma credo che funzionerebbe altrettanto bene se la SIAE, anziché soldi e dati, ricevesse solo dati.

            e le stime servono a stabilire

            l'equo compenso.

            No. L'ammontare dell'equo compenso lo stabilisce
            il ministero, non la SIAE. Questa può solo fare
            proposte.Allora mi correggo: " ... e le stime servono alla SIAE per supportare le proposte presentate al ministero riguardo alle tariffe dell'equo compenso."

            Allora tagliamo la testa al

            toro: aboliamo l'equo compenso e le stime non

            serviranno più a

            niente.

            Non hai la maggioranza per l'abolizione di una
            legge che esiste da 22
            anni.Lo so. Io intanto propongo.

            A parte questo, se gli italiani fanno copie

            private perché ne hanno il diritto, la SIAE
            non

            sta perdendo soldi, perché quei soldi, tanto
            per

            cominciare, non le sarebbero

            dovuti.

            La questione è un po' più complessa.
            Se i produttori di opere dell'ingegno potessero
            fare in modo che le copie di opere dell'ingegno
            fossero impossibili, se non a prezzi esorbitanti,
            come accadeva prima del 1938 (anno della messa in
            commercio del primo registratore a bobine), lo
            farebbero.
            Essendo impossibile disinventare qualcosa, ed
            essendo la copia domestica alla portata di tutti,
            gli Stati hanno inventato il principio della
            copia pri(ehi, mi sa che metà del tuo discorso è "lost in quotation", comunque ... )Non vedo allora per quale motivo non dovrei pagare un obolo ai fotografi perché da quando esiste la fotografia digitale non ho più bisogno di farmi sviluppare le foto che scatto prima di poterle vedere. Non vedo perché non dovrei pagare una tassa sui frigoriferi ai produttori di alimenti deperibili, perché da quando esistono i frigoriferi il loro prodotto se non lo consumo oggi lo consumo domani e non sono costretto a buttarlo via e ricomprarlo, così ci guadagnano di meno. I produttori di contenuti guadagnavano qualcosa in più a causa di una limitazione che oggi grazie alla tecnologia non esiste più. Non vedo a che titolo dovrebbero continuare a guadagnare in base al fatto che quella limitazione una volta esisteva. Questo è uso della coercizione per continuare a guadagnare denaro che una volta veniva guadagnato tramite un libero scambio tra le parti. Sì, lo so, i creatori di contenuti hanno il diritto di guadagnare sulle loro opere, ma qui non stiamo parlando di pirateria. Se io quell'opera l'ho regolarmente acquistata, la parte di guadagno che l'autore aveva il diritto di ottenere da me, l'ha già avuta. L'ulteriore guadagno dell'equo compenso dunque non si giustifica.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Ovvio, stavo solo facendo un analogia. E sì, ho
            capito, qui su PI bisogna fare i distinguo
            preventivi.Eh sì, aiuterebbe.Per essere ancora più chiari: come proprietario puoi fare quello che vuoi dei tuoi CD e dei DVD: mangiarli, metterli sotto la gamba del tavolo che balla, usarli come pendant degli orecchini. Col contenuto no: lì è la legge sul diritto d'autore che stabilisce cosa puoi e cosa non puoi.

            La SIAE compensa con l'equo compenso gli
            artisti

            che già vendono, e già guadagnano, in

            precedenza.

            Magari pensi che ti iscrivi alla SIAE a passi

            l'esame di autore e compositore, e poi ti

            arrivano i soldi in automatico ad ogni opera
            che

            depositi.

            ;)

            Nossignore: i diritti d'autore della SIAE non

            sono un sussidio di disoccupazione.

            Non era questo il mio discorso. Prima del 1992,
            come dicevi, gli artisti guadagnavano di più
            perché la gente non aveva il diritto di farsi
            copie private e quindi se voleva altre copie
            doveva acquistarle. No, non guadagnavano di più. La massa faceva copie anche prima, se non dall'epoca dei registratori a bobine, almeno da quando sono comparse sul mercato la audiocassette della Philips (1965). Illegale, ma chi controlla quel che ognuno fa a casa propria?
            Quindi il legislatore ha
            deciso di compensare questo loro mancato guadagno
            con l'equo compenso. Può anche essere giusto. Ma
            se lo è, bisogna considerare che gli artisti che
            hanno iniziato dopo il 1992 si sono trovati a
            operare in un mercato in cui il divieto di fare
            copie private già non esisteva, quindi non hanno
            subito alcuna perdita, e quindi non c'è nulla di
            cui
            compensarli.La perdita c'è ogni volta che una persona copia un'opera, anziché comprarla in duplice copia. Prima e dopo il 1992.Solo che dopo il 1992 una copia personale è stata resa lecita, ed è stato inventato un meccanismo per compensare questa perdita.
            Comunque oltre agli HD da 6
            TB sono in commercio anche schede di memoria per
            cellulari, per dirne una. Cosa vuoi che ci metta
            dentro un consumatore privato? Credo soprattutto
            selfie, di cui lui stesso detiene i diritti
            d'autore. Succede che alcune tasse vadano a colpire anche dove non era previsto lo facessero. Questo però non inficia il meccanismo generale.
            Quindi il mio discorso resta valido:
            per fare una stima credibile non basta sapere
            quanti dispositivi di memoria vengono venduti,
            occorrerebbe sapere anche di che tipo di
            dispositivi si
            tratta.Non chiedere a me. Chiedi alla SIAE se questi dati li hanno. Io dico di sì.
            Se lo scopo è quello di fare delle stime, è
            importante
            saperlo.Sono stime alla carlona. E poi lo scopo primario sono i soldi, non i numeri di dispositivi usati per le copie. Un po' è voluto.

            No. L'ammontare dell'equo compenso lo
            stabilisce

            il ministero, non la SIAE. Questa può solo
            fare

            proposte.

            Allora mi correggo: " ... e le stime servono alla
            SIAE per supportare le proposte presentate al
            ministero riguardo alle tariffe dell'equo
            compenso."Facesse così solo la SIAE...Hanno approvato alcuni mesi fa leggi sul cosiddetto femminicio basandosi su "stime" di un aumento dei casi di morte violenta femminili. Aumento che non si è mai verificato: era una bufala. In Italia funziona così, si crede al primo arrivato.

            Non hai la maggioranza per l'abolizione di
            una

            legge che esiste da 22

            anni.

            Lo so. Io intanto propongo.Ah, ecco.Puoi proporre anche senza tutti questi ragionamenti preliminari, sai?!? ;)

            Essendo impossibile disinventare qualcosa, ed

            essendo la copia domestica alla portata di
            tutti,

            gli Stati hanno inventato il principio della

            copia pri
            Non vedo allora per quale motivo non dovrei
            pagare un obolo ai fotografi perché da quando
            esiste la fotografia digitale non ho più bisogno
            di farmi sviluppare le foto che scatto prima di
            poterle vedere. Perché gli sviluppatori di rullini non hanno una SIAE che protegge i loro interessi.
            Non vedo perché non dovrei pagare
            una tassa sui frigoriferi ai produttori di
            alimenti deperibili, perché da quando esistono i
            frigoriferi il loro prodotto se non lo consumo
            oggi lo consumo domani e non sono costretto a
            buttarlo via e ricomprarlo, così ci guadagnano di
            meno. Perché questo presunto calo delle vendite non c'è mai stato. Prima dell'era dei frigoriferi la gente comprava solo il giusto, da consumare in giornata.
            I produttori di contenuti guadagnavano
            qualcosa in più a causa di una limitazione che
            oggi grazie alla tecnologia non esiste più. Non
            vedo a che titolo dovrebbero continuare a
            guadagnare in base al fatto che quella
            limitazione una volta esisteva. Sì, ripeto, la limitazione esisteva, ma non la rispettava nessuno.Anziché fare una guerra ai mulini a vento, devono aver pensato in SIAE, tanto vale permettere per legge la copia personale e tassare i dispositivi che ospitano questa copia. La logica è questa.
            Questo è uso
            della coercizione per continuare a guadagnare
            denaro che una volta veniva guadagnato tramite un
            libero scambio tra le parti. Ah, ma solo la SIAE fa così, neh?!?Avevo fatto l'esempio qualche settimana fa dei mezzi pubblici delle grandi città: il biglietto copre sì e no il 25 % dei costi. In pratica: ogni autista o controllore del traffico della metropolitana è pagato per il 25 % dai viaggiatori, per il 75 % dalle tasse comunali. Anche di coloro che i mezzi non li prendono mai.Pensaci.
            Sì, lo so, i
            creatori di contenuti hanno il diritto di
            guadagnare sulle loro opere, ma qui non stiamo
            parlando di pirateria. Se io quell'opera l'ho
            regolarmente acquistata, la parte di guadagno che
            l'autore aveva il diritto di ottenere da me, l'ha
            già avuta. No, il diritto d'autore, fin dagli esordi, non ha mai funzionato così. Se paghi il biglietto per il teatro non puoi entrare con lo stesso biglietto il giorno dopo. Idem al cinema. Non esiste, almeno in Italia, un diritto d'autore doppio su ogni esemplare venduto: si paga il prezzo dell'originale, e all'artista arriva la percentuali corrispondente a un'unica copia. Chi si vuol far la copia, se la fa, e paga giocoforza l'equo compenso. Non è obbligatoria.
            L'ulteriore guadagno dell'equo
            compenso dunque non si
            giustifica.Non è un "ulteriore guadagno": è una cosa in più, che paga chi fa la copia. Chi é sprovvisto di CD e DVD vergini, masterizzatori, computer con hard disk, di copie non ne può fare. Lui l'equo compenso non lo paga.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Prima del
            1992,

            come dicevi, gli artisti guadagnavano di più

            perché la gente non aveva il diritto di farsi

            copie private e quindi se voleva altre copie

            doveva acquistarle.

            No, non guadagnavano di più.Eh, ma tu sei un interlocutore inaffidabile, lo sai? Più sopra dicevi che ..."L'equo compenso è una voce contabile, una quota fissa che va dal consumatore alla SIAE per indennizzare gli artisti che guadagnano di meno, perché nessuno, dal 1992 in poi, compra più una doppio esemplare." (Leguleio)Se gli artisti ora "guadagnano di meno", prima guadagnavano di più, non si scappa.
            Ma

            se lo è, bisogna considerare che gli artisti
            che

            hanno iniziato dopo il 1992 si sono trovati a

            operare in un mercato in cui il divieto di
            fare

            copie private già non esisteva, quindi non
            hanno

            subito alcuna perdita, e quindi non c'è
            nulla
            di

            cui

            compensarli.

            La perdita c'è ogni volta che una persona copia
            un'opera, anziché comprarla in duplice copia.
            Prima e dopo il
            1992.Ecco dove non ci troviamo. Dal mio punto di vista il discorso va ribaltato. Per come la vedo io non c'è una perdita quando una persona copia un'opera legalmente acquistata per uso personale. Piuttosto c'è un guadagno extra quando la persona, anziché farsi una da sé ne acquista un'altra.
            Sono stime alla carlona.
            E poi lo scopo primario sono i soldi, non i
            numeri di dispositivi usati per le copie. Un po'
            è
            voluto.Ah ecco. Visto che lo scopo principale sono i soldi, gonfiamo le stime per ottenerne di più. E continuiamo a chiamarlo "equo", perché non c'è gusto a estorcere denaro se non prendiamo anche per il c*** quelli a cui lo estorciamo.
            Facesse così solo la SIAE...
            Hanno approvato alcuni mesi fa leggi sul
            cosiddetto femminicio basandosi su "stime" di un
            aumento dei casi di morte violenta femminili.
            Aumento che non si è mai verificato: era una
            bufala.Con me su questo sfondi una porta aperta.

            Lo so. Io intanto propongo.

            Ah, ecco.
            Puoi proporre anche senza tutti questi
            ragionamenti preliminari, sai?!?
            ;)I ragionamenti servono per supportare la proposta. La SIAE lo fa con le stime, e funziona. Perché non dovrei farlo anch'io?

            Non vedo allora per quale motivo non dovrei

            pagare un obolo ai fotografi perché da quando

            esiste la fotografia digitale non ho più
            bisogno

            di farmi sviluppare le foto che scatto prima
            di

            poterle vedere.

            Perché gli sviluppatori di rullini non hanno una
            SIAE che protegge i loro
            interessi.(completo la frase) in modo disonesto.
            Perché questo presunto calo delle vendite non c'è
            mai stato. Prima dell'era dei frigoriferi la
            gente comprava solo il giusto, da consumare in
            giornata.Si potrebbe comunque tentare di convincere chi fa le leggi che il calo delle vendite ci sia stato. E se non è possibile si potrebbero trovare altre idee. Che ne pensi di questa: un equo compenso sui gruppi di continuità. Quanta roba si rovinerebbe nei frigoriferi se non ci fossero i gruppi di continuità? E quelli sono guadagni mancati. Bisogna fare qualcosa.

            Questo è uso

            della coercizione per continuare a guadagnare

            denaro che una volta veniva guadagnato
            tramite
            un

            libero scambio tra le parti.

            Ah, ma solo la SIAE fa così, neh?!?E chi l'ha detto che solo la SIAE fa così? Lo so che non solo la SIAE fa così. Ciò non toglie che la SIAE fa così.
            No, il diritto d'autore, fin dagli esordi, non ha
            mai funzionato così. Se paghi il biglietto per il
            teatro non puoi entrare con lo stesso biglietto
            il giorno dopo. Idem al cinema.Quando pago il biglietto del teatro o del cinema non acquisto una copia dell'opera. D'altra parte, se acquisto una copia dell'opera ho il diritto di fruirne quante volte desidero, in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento. Dovrebbe essere del tutto irrilevante se il mio diritto di fruizione lo esercito utilizzando il pezzo di plastica che mi sono comprato o un altro pezzo di plastica su cui ho fatto una copia. O almeno, non tanto rilevante da comportare una spesa extra per quanto minima.

            L'ulteriore guadagno dell'equo

            compenso dunque non si

            giustifica.

            Non è un "ulteriore guadagno": è una cosa in più,(... quindi un ulteriore guadagno ...)
            che paga chi fa la copia.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            (Oops. Ho attaccato la risposta al post sbagliato)
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            Uuuuuups mi sono distratto e ho lasciato indietro il commento. :

            No, non guadagnavano di più.
            Eh, ma tu sei un interlocutore inaffidabile, lo
            sai? Più sopra dicevi che
            ...

            "L'equo compenso è una voce contabile, una quota
            fissa che va dal consumatore alla SIAE per
            indennizzare gli artisti che guadagnano di meno,
            perché nessuno, dal 1992 in poi, compra più una
            doppio esemplare."
            (Leguleio)

            Se gli artisti ora "guadagnano di meno", prima
            guadagnavano di più, non si
            scappa.Hai ragione, ho scelto male le parole. :SQuando nel 1992 è stato stabilito che una copia di riserva ad uso personale era permessa, è stato contestualmente imposto un tributo sui supporti vergini, audiocassette e videocassette (all'epoca non c'era altro, in Italia, nessuno usava i floppy disc per la musica). E la giustificazione addotta era che gli artisti avrebbero guadagnato di meno.Da un punto di vista matematico non faceva una grinza: prima la gente doveva comprare tutto in doppia, o anche tripla copia, se ne aveva bisogno; da allora in poi si duplicava tutto da sé. Peccato che le copie, personali o meno, si facevano già da due decenni, e quindi non è cambiato nulla in realtà per ciò che riguarda gli introiti da originali. Nessun calo. Spero di essermi spiegato ora. :P
            Ecco dove non ci troviamo. Dal mio punto di vista
            il discorso va ribaltato. Per come la vedo io non
            c'è una perdita quando una persona copia un'opera
            legalmente acquistata per uso personale.
            Piuttosto c'è un guadagno extra quando la
            persona, anziché farsi una da sé ne acquista
            un'altra.Punti di vista.La logica del diritto d'autore, fin dalle origini, ha sempre calcolato una copia = un introito; oppure una rappresentazione = un introito. Non a caso nei Paesi anglosassoni si chiama diritto di copia(re): chi non aveva il diritto di copiare, a inizio Settecento, non poteva proprio farlo, era tagliato fuori.
            Ah ecco. Visto che lo scopo principale sono i
            soldi, gonfiamo le stime per ottenerne di più. E
            continuiamo a chiamarlo "equo", perché non c'è
            gusto a estorcere denaro se non prendiamo anche
            per il c*** quelli a cui lo
            estorciamo.Funziona così tutto. Il sistema dei cosiddetti "studi di settore" è poi così diverso? Un introito presuntivo, al di sotto del quale scattano verifiche fiscali pesantissime.Non viviamo nel migliore dei mondi possibili.
            I ragionamenti servono per supportare la
            proposta. La SIAE lo fa con le stime, e funziona.
            Perché non dovrei farlo
            anch'io?No, nel 1992 non c'era alcuna stima, che io sappia: la SIAE ha contattato i politici che contavano allora e la legge è stata approvata.Le stime oggi servono per quanto riguarda il tipo di supporti gravati dall'equo compenso (alcuni cogli anni sono usciti dalla legge) e per gli aumenti.
            Si potrebbe comunque tentare di convincere chi fa
            le leggi che il calo delle vendite ci sia stato.
            E se non è possibile si potrebbero trovare altre
            idee. Che ne pensi di questa: un equo compenso
            sui gruppi di continuità. Quanta roba si
            rovinerebbe nei frigoriferi se non ci fossero i
            gruppi di continuità? E quelli sono guadagni
            mancati. Bisogna fare
            qualcosa.Il paragone non regge. I generi deperibili sono venduti come ancora commestibili, e si parte dal presupposto che il consumatore li voglia mantenere tali fino al consumo, e non che li butti via perché avariati. Capita il malfunzionamento della rete elettrica, ma è un incidente, un caso fortuito. Fare una copia di un'opera dell'ingegno è un'operazione che fino al 1938 era riservata solo ad editori, produttori di pellicole, discografici, e mettiamoci anche pittori e scultori, via. Non riguardava certo gli utenti, le masse.Quando la cosa è diventata davvero di massa hanno dovuto adattare la legge, cercando di tenere intatto il principio: e cioè che ogni esemplare venduto deve generare un introito.Cercando appunto: non so se l'equo compenso vi riesca.

            No, il diritto d'autore, fin dagli esordi,
            non
            ha

            mai funzionato così. Se paghi il biglietto
            per
            il

            teatro non puoi entrare con lo stesso
            biglietto

            il giorno dopo. Idem al cinema.

            Quando pago il biglietto del teatro o del cinema
            non acquisto una copia dell'opera. Acquisti il diritto alla fruizione dell'evento. Che non è ripetibile.
            D'altra parte,
            se acquisto una copia dell'opera ho il diritto di
            fruirne quante volte desidero, in qualsiasi luogo
            e in qualsiasi momento. No, non in qualsiasi luogo: fra le mura di casa tua, e basta.Se lo fai in pubblico, devi pagare (salato) la SIAE. Chiudono un occhio solo con le autoradio coi finestrini aperti (per ora).
            Dovrebbe essere del tutto
            irrilevante se il mio diritto di fruizione lo
            esercito utilizzando il pezzo di plastica che mi
            sono comprato o un altro pezzo di plastica su cui
            ho fatto una copia. O almeno, non tanto rilevante
            da comportare una spesa extra per quanto
            minima.Non lo è. Il diritto d'autore non scherza. Una transazione avvenuta = un introito per l'artista. Principio stabilito nel Settecento e valido ancor oggi.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Da un punto di vista matematico non faceva una
            grinza: prima la gente doveva comprare tutto in
            doppia, o anche tripla copia, se ne aveva
            bisogno; da allora in poi si duplicava tutto da
            sé.

            Peccato che le copie, personali o meno, si
            facevano già da due decenni, e quindi non è
            cambiato nulla in realtà per ciò che riguarda gli
            introiti da originali. Nessun calo.

            Spero di essermi spiegato ora. :PDirei di sì. Per la verità immagino che neanche prima la gente comprasse copie multiple della stessa opera. Quando non c'erano i walkman e le autoradio che se ne faceva la gente di più copie? Magari avevano un grammofono e lo tenevano in salotto. Gli bastava comprare un unico disco, tenerlo là vicino e ascoltarlo quando volevano.
            Funziona così tutto.
            Il sistema dei cosiddetti "studi di settore" è
            poi così diverso? Un introito presuntivo, al di
            sotto del quale scattano verifiche fiscali
            pesantissime.
            Non viviamo nel migliore dei mondi possibili.Ciò vuol dire che viviamo in un mondo migliorabile.
            Il paragone non regge. I generi deperibili sono
            venduti come ancora commestibili, e si parte dal
            presupposto che il consumatore li voglia
            mantenere tali fino al consumo, e non che li
            butti via perché avariati. Capita il
            malfunzionamento della rete elettrica, ma è un
            incidente, un caso fortuito.Come dicevo più sopra, prima dell'invenzione del nastro magnetico, penso che avesse poco senso comprare copie multiple di uno stesso disco.Se c'era un guadagno extra che è stato annullato dalla possibilità di fare copie private, questo non poteva che venire dal fatto che i dischi prima o poi si sarebbero rovinati, e il proprietario di un disco irrimediabilmente rovinato che avesse avuto ancora intenzione di fruirne sarebbe stato costretto a comprarne uno nuovo. Forse se fossi vissuto a quei tempi e qualcuno mi avesse detto che il mercato discografico si basava sul presupposto che il disco che compravo si sarebbe presto rovinato e che sarei stato costretto a comprarne un altro, io non ci avrei creduto. Ma l'esistenza, dell'equo compenso mi dimostra, oggi, che all'epoca le cose stavano così.Questo non vuol dire che i dischi fossero fatti apposta per rovinarsi. Semplicemente era una cosa inevitabile. Era nell'ordine naturale delle cose, e come tale è stata presa come presupposto. Anche il fatto che avvengano dei black out e che una parte degli alimenti venduti finisca per rovinarsi è una cosa inevitabile, che fa parte dell'ordine naturale delle cose, e che provoca sicuramente un aumento, per quanto contenuto, delle vendite.Le due situazioni mi sembrano assolutamente analoghe. Solo che in un caso (alimenti), l'introduzione di rimedi a questo stato di cose, non è visto come un danno che va risarcito. Nell'altro caso (dischi) è visto come tale. E per la verità, non mi vengono in mente molti altri casi in cui il rimedio tecnologico a un problema è trattato come un danno da risarcire. Non mi pare che sugli apparecchi atti a registrare il suono vi sia un equo compenso da devolvere agli stenografi, o che sulle lavatrici si paghi un equo compenso per indennizzare le lavanderie. Possibile che autori ed editori siano l'unica categoria al mondo che ha delle associazioni in difesa dei propri interessi? Non credo. Credo piuttosto che siano l'unica categoria che ha avuto il coraggio di portare avanti delle richieste tanto evidentemente ingiuste e ridicole.
            Fare una copia di un'opera dell'ingegno è
            un'operazione che fino al 1938 era riservata solo
            ad editori, produttori di pellicole,
            discografici, e mettiamoci anche pittori e
            scultori, via. Non riguardava certo gli utenti,
            le
            masse.
            Quando la cosa è diventata davvero di massa hanno
            dovuto adattare la legge, cercando di tenere
            intatto il principio: e cioè che ogni esemplare
            venduto deve generare un
            introito.Forse intendi ogni esemplare ceduto. Se fosse ogni esemplare venduto, le copie private, in quanto non vendute, non dovrebbero generare un introito.
            Cercando appunto: non so se l'equo compenso vi
            riesca.Ecco, appunto. Se le richieste ingiuste e ridicole di cui parlavo più sopra, e il loro accoglimento da parte del legislatore, sono cose che dipendono da questo principio, e come insisti ad argomentare, dal fatto che il diritto d'autore è sempre stato inteso così e ha sempre funzionato così, tutto ciò per me è solo prova che il diritto d'autore è stato concepito male fin dall'inizio, e ha bisogno di essere riformato.

            Quando pago il biglietto del teatro o del
            cinema

            non acquisto una copia dell'opera.

            Acquisti il diritto alla fruizione dell'evento.
            Che non è
            ripetibile.Più che altro mi sembra che in quel caso io stia acquistando un servizio. Una cosa che ha a che fare solo incidentalmente con il diritto d'autore. Insomma, non pago solo per l'opera in sé. Pago per l'opera più la messa a disposizione di mezzi di fruizione di cui a casa mia non posso disporre (tipo gli attori in carne e ossa nel caso del teatro e il grande schermo nel caso del cinema)

            D'altra parte,

            se acquisto una copia dell'opera ho il
            diritto
            di

            fruirne quante volte desidero, in qualsiasi
            luogo

            e in qualsiasi momento.

            No, non in qualsiasi luogo: fra le mura di casa
            tua, e
            basta.
            Se lo fai in pubblico, devi pagare (salato) la
            SIAE. Chiudono un occhio solo con le autoradio
            coi finestrini aperti (per
            ora).E se uso le cuffie? Ma comunque questo non cambia il mio discorso. Nel momento in cui fruisco dell'opera nei tempi e modi in cui sono autorizzato a farlo dovrebbe essere del tutto irrilevante se il mio diritto di fruizione lo esercito utilizzando il pezzo di plastica che mi sono comprato o un altro pezzo di plastica su cui ho fatto una copia.
            Non lo è.Ho detto che lo dovrebbe essere, non che lo è. E se non lo è ... Lo dovrebbe essere.
            Il diritto d'autore non scherza. Una
            transazione avvenuta = un introito per l'artista.
            Principio stabilito nel Settecento e valido ancor
            oggi.Da riformare.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            Spero di essermi spiegato ora. :P

            Direi di sì. Per la verità immagino che neanche
            prima la gente comprasse copie multiple della
            stessa opera. Quando non c'erano i walkman e le
            autoradio che se ne faceva la gente di più copie?I walkman esistono dal 1979, le autoradio anche da prima.Ti posso dire dall'epoca del vinile che era preferibile farsi una copia su cassetta e conservare il disco nella custodia, perché a sentirlo troppe volte si usurava. Era uno dei tanti usi della copia.
            Ciò vuol dire che viviamo in un mondo
            migliorabile.Ci vogliono uomini di buona volontà per migliorarlo.E se guardo la fauna che popola PI, non credo proprio che il cambiamento venga da lì.
            Come dicevo più sopra, prima dell'invenzione del
            nastro magnetico, penso che avesse poco senso
            comprare copie multiple di uno stesso
            disco.Nessuno sostiene che fosse un obbligo avere due copie. Ma chi ne aveva bisogno non aveva altra scelta che quella.
            Se c'era un guadagno extra che è stato annullato
            dalla possibilità di fare copie private, questo
            non poteva che venire dal fatto che i dischi
            prima o poi si sarebbero rovinati, No, il presupposto da cui parti è sbagliato.I dischi a 78 giri in ceralacca erano molto più robusti dei successivi dischi a 33 e 45 giri. Si consumavano con l'uso, ma essendo il suono già in partenza a bassa fedeltà non ci si faceva molto caso.
            Le due situazioni mi sembrano assolutamente
            analoghe. Solo che in un caso (alimenti),
            l'introduzione di rimedi a questo stato di cose,
            non è visto come un danno che va risarcito.Ma anche il paragone che fai è sbagliato. Il danno che fa un black out di lunga durata (quelli brevi sono innocui) riguarda molte cose, non solo i generi deperibili. E si possono intentare cause per danni all'azienda erogatrice.La copia personale non è un danno fortuito, e riguarda solo i detentori di diritti d'autore, nessun altro. Se proprio vogliamo chiamarlo "danno" (ma il termine è improprio), è uno di tipo prevedibile. E in quanto prevedibile, indennizzabile su base regolare.
            Nell'altro caso (dischi) è visto come tale. E per
            la verità, non mi vengono in mente molti altri
            casi in cui il rimedio tecnologico a un problema
            è trattato come un danno da risarcire. Ogni ambito è un caso a sé. Il diritto d'autore fin dalla sua redazione nel Settecento ha trattato ogni singola opera o rappresentazione come singola fonte di introito. La possibilità di riproduzioni casalinghe ha scombussolato questo modello, quindi hanno conXXXXX come deroga al principio generale la copia personale (e non le altre copie, che rimangono illegali), ma con un indennizzo forfettario.
            Non mi
            pare che sugli apparecchi atti a registrare il
            suono vi sia un equo compenso da devolvere agli
            stenografi, Ma perché non esiste un diritto d'autore che protegge il lavoro degli stenografi, che non sono artisti ma lavoratori dipendenti. Sono pagati per quello che gli chiedono di fare, non sono pagati in base al sucXXXXX.
            o che sulle lavatrici si paghi un
            equo compenso per indennizzare le lavanderie.Idem, le lavanderie non sono un'espressione d'arte. Guadagnano finché la gente ha la necessità di un lavaggio diverso da quello che ottiene con la lavatrice di casa, ad esempio il lavaggio a secco.
            Possibile che autori ed editori siano l'unica
            categoria al mondo che ha delle associazioni in
            difesa dei propri interessi? Non è l'unica.Ma qui su PI si vede solo quella. Paraocchi da distorsione cognitiva.
            Non credo. Credo
            piuttosto che siano l'unica categoria che ha
            avuto il coraggio di portare avanti delle
            richieste tanto evidentemente ingiuste e
            ridicole.Talmente ingiuste e ridicole che la raccolta di firme a sostegno dell'aumento ha raggiunto in poco tempo le 5000 adesioni.Un piccolo sforzo per guardare la questione anche dall'altra parte della barricata non guasterebbe, ogni tanto.
            Ecco, appunto. Se le richieste ingiuste e
            ridicole di cui parlavo più sopra, e il loro
            accoglimento da parte del legislatore, sono cose
            che dipendono da questo principio, e come insisti
            ad argomentare, dal fatto che il diritto d'autore
            è sempre stato inteso così e ha sempre funzionato
            così, tutto ciò per me è solo prova che il
            diritto d'autore è stato concepito male fin
            dall'inizio, e ha bisogno di essere
            riformato.Non hai la maggioranza, ripeto.

            No, non in qualsiasi luogo: fra le mura di
            casa

            tua, e

            basta.

            Se lo fai in pubblico, devi pagare (salato)
            la

            SIAE. Chiudono un occhio solo con le
            autoradio

            coi finestrini aperti (per

            ora).

            E se uso le cuffie? Ma comunque questo non cambia
            il mio discorso. Nel momento in cui fruisco
            dell'opera nei tempi e modi in cui sono
            autorizzato a farlo dovrebbe essere del tutto
            irrilevante se il mio diritto di fruizione lo
            esercito utilizzando il pezzo di plastica che mi
            sono comprato o un altro pezzo di plastica su cui
            ho fatto una
            copia.È irrilevante con la legge attuale. Non lo era fino al 1992.Nessuno viene a dirti che stai facendo una cosa sbagliata, ma su quel pezzo di plastica vergine paghi qualcosa in più.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio

            Come dicevo più sopra, prima dell'invenzione del

            nastro magnetico, penso che avesse poco senso

            comprare copie multiple di uno stesso

            disco.

            Nessuno sostiene che fosse un obbligo avere due
            copie. Ma chi ne aveva bisogno non aveva altra
            scelta che
            quella.Lo so. Tuttavia ipotizzo che si stia parlando di un numero molto esiguo di persone.

            Se c'era un guadagno extra che è stato annullato

            dalla possibilità di fare copie private, questo

            non poteva che venire dal fatto che i dischi

            prima o poi si sarebbero rovinati,

            No, il presupposto da cui parti è sbagliato.
            I dischi a 78 giri in ceralacca erano molto più
            robusti dei successivi dischi a 33 e 45 giri. Si
            consumavano con l'uso, ma essendo il suono già in
            partenza a bassa fedeltà non ci si faceva molto
            caso.Dunque all'epoca era raro aver bisogno di copie multiple per uso privato, e ancor più raro aver bisogno di una nuova copia perché la vecchia si era rovinata. Se è così, questo taglia la testa al toro. L'avvento della copia privata non ha tolto alcun guadagno significativo agli autori.

            Nell'altro caso (dischi) è visto come tale. E per

            la verità, non mi vengono in mente molti altri

            casi in cui il rimedio tecnologico a un problema

            è trattato come un danno da risarcire.

            Ogni ambito è un caso a sé.
            Il diritto d'autore fin dalla sua redazione nel
            Settecento ha trattato ogni singola opera o
            rappresentazione come singola fonte di introito.
            La possibilità di riproduzioni casalinghe ha
            scombussolato questo modello, quindi hanno
            conXXXXX come deroga al principio generale la
            copia personale (e non le altre copie, che
            rimangono illegali), ma con un indennizzo
            forfettario.Se ogni caso potesse essere considerato un caso a sé con regole e principi propri, questo aprirebbe la porta a ogni genere di abuso. Ci devono essere dei principi generali, no? E l'idea che io, pagando, ricompenso il venditore/prestatore/autore, per l'utilità del bene/servizio/opera che ho ottenuto da lui, credo sia qualcosa su cui tutti possiamo essere d'accordo. Ebbene, la copia privata di un'opera non ne aumenta l'utilità. Trecento pagine di libro rimangono trecento pagine di libro sia che le legga tutte da un unico libro, sia che ne legga centocinquanta da un libro e centocinquanta da un altro identico. Non è che possedere due copie di un libro aumenta l'informazione che vi è contenuta. Se lascia delle domande in sospeso, posso copiarlo quante volte voglio, ma in nessuna delle copie ci saranno le risposte. Se una canzone la posso ascoltare dieci volte prima che mi venga a noia, potrò ascoltarla dieci volte dal cd originale, oppure due volte dall'originale, cinque da un duplicato e tre da un lettore mp3, ma per me saranno comunque dieci ascolti di una stessa canzone. Si potrebbe argomentare che una canzone è più utile per me se posso ascoltarla mentre passeggio da un lettore mp3 o mentre guido da un cd, senza la preoccupazione lasciandolo sotto il sole si rovini, perché tanto è una copia, ma questo tipo di utilità è del tutto indipendente dall'autore. La copia non me la fa l'autore. L'autore ci mette la composizione, la voce, l'accompagnamento. Questa è l'utilità che mi viene da lui, e questa non può essere copiata.

            Non mi

            pare che sugli apparecchi atti a registrare
            il

            suono vi sia un equo compenso da devolvere
            agli

            stenografi,

            Ma perché non esiste un diritto d'autore che
            protegge il lavoro degli stenografi, che non sono
            artisti ma lavoratori dipendenti. Sono pagati per
            quello che gli chiedono di fare, non sono pagati
            in base al
            sucXXXXX.Bene. Se questo è il principio, la copia privata dovrebbe essere irrilevante ai fini del guadagno di un artista, perché non contribuisce al sucXXXXX. Se cento persone ascoltano il disco di A, e una persona ascolta quello di B, chi tra i due ha avuto più sucXXXXX? A, non si scappa. Questo anche se l'ascoltatore di B si è fatto mille copie del disco e se le ascolta tutte insieme fino a farsi esplodere la testa. Non è il numero di copie che fa il sucXXXXX, ma il numero di persone. Quindi la copia privata non dovrebbe rendere nulla.Tra l'altro, io ritengo che sia un mio diritto non contribuire con i miei soldi al sostentamento di artisti il cui sucXXXXX io contesto. Artisti che tra l'altro mi vengono imposti, quando ad esempio entro in un negozio e sono obbligato a sentire la loro musicaccia, o addirittura le ultime volte che sono andato a pescare in barca con mio padre e anziché godermi il silenzio rotto solo dal lieve sciabordio dell'acqua contro lo scafo, mi sono dovuto sorbire la musicaccia che i villaggi vicini sparavano a palla sulla spiaggia. Sarebbe bello se la SIAE, che ci guadagna da queste cose, pagasse un indennizzo a me, per compensarmi di quello che io ritengo un danno. Non lo pretendo, ma ho almeno il diritto di non dare soldi miei a queste persone?

            Non credo. Credo

            piuttosto che siano l'unica categoria che ha

            avuto il coraggio di portare avanti delle

            richieste tanto evidentemente ingiuste e

            ridicole.

            Talmente ingiuste e ridicole che la raccolta di
            firme a sostegno dell'aumento ha raggiunto in
            poco tempo le 5000
            adesioni.Parli di questa?http://www.copiaprivata.it/Se è così gli è occorso ancor meno tempo per dimenticarsi di aggiornare la pagina, visto che io leggo 4.084. D'altra parte qui:http://www.altroconsumo.it/hi-tech/telefoni-cellulari/news/equo-compenso-firma-la-petizioneleggo 26561.Tuttavia ritengo che ciò che rende un principio giusto o ingiusto non sia il numero di suoi sostenitori, ma immagino che tu non sia dello stesso avviso.

            tutto ciò per me è solo prova che il

            diritto d'autore è stato concepito male fin

            dall'inizio, e ha bisogno di essere

            riformato.

            Non hai la maggioranza, ripeto.https://yourlogicalfallacyis.com/bandwagon(E meno male che c'è ancora qualcuno che la giudica una fallacia)

            Nel momento in cui fruisco

            dell'opera nei tempi e modi in cui sono

            autorizzato a farlo dovrebbe essere del tutto

            irrilevante se il mio diritto di fruizione lo

            esercito utilizzando il pezzo di plastica che mi

            sono comprato o un altro pezzo di plastica su cui

            ho fatto una

            copia.

            irrilevante con la legge attuale. Non lo
            era fino al 1992.
            Nessuno viene a dirti che stai facendo una cosa
            sbagliata, ma su quel pezzo di plastica vergine
            paghi qualcosa in più.Se me lo fanno pagare allora non è irrilevante.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 04 luglio 2014 17.33-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            Qui il discorso gira a vuoto, quindi mi concentrerò solo su alcuni punti.
            Può darsi, ma quello che dicono di volerci far
            pagare sono i mancati guadagni dovuti alla copia
            privata. Dunque la domanda è: se la possibilità
            tecnologica della copia privata non ci fosse, la
            gente comprerebbe più dischi? Sì o no? Le leggi non si approvano sulla base di domande e risposte ipotetiche.E ripeto, la situazione nel 1992 era quella: videocassette e audiocassette vendute in gran quantità, e non per metterci le interviste ai filosofi e la festa per la cresima. Questi sono i dati con cui la SIAE e gli operatori di settore sono andati a parlare al ministero, non le domande trabocchetto che fai tu.
            L'esigenza si è allargata a causa delle
            tecnologie che hanno reso possibile la copia
            privata, dici? È così per tutto. Chi parlava di limiti di velocità in città e in campagna nel 1886, anno dell'invenzione dell'auto a combustione interna? Dopo pochi anni se n'è cominciato a parlare. Il progresso tecnologico porta anche inconvenienti e nuovi problemi.
            Le regole arbitrarie aprono sempre la porta agli
            abusi.E chiamali abusi, allora, non cambia nulla. Se la cosa ti fa sentire meglio, se hai bisogno del ruolo del Giusto che combatte le storture della legge, puoi rinominarli, in ordine, ladrocinio, sperequazione, balzello, pizzo. L'equo compenso non si offende. :)
            Nessuno vuole le stesse regole. Ma non devono
            essere arbitrarie, no? Altrimenti non vedo a che
            pro stiamo qui a
            discutere.In una società complessa non sempre è possibile adottare la soluzione giusta. Spesso ci si limita all'unica percorribile. Oppure alla meno peggio.Se in un'aula scolastica vengono imbrattati i muri e non si individuano i responsabili, che però possono essere solo gli studenti di quella classe, le spese di restauro le paga tutta la classe, in egual misura. Il termine giuridico è <I
            in solido </I
            . Nessuno dice che sia giusto, ma le pareti non possono rimanere imbrattate e il restauro nessuno lo fa gratis.Se un'importante banca americana compie operazioni spericolate ed è sull'orlo del fallimento, ma se dai suoi titoli dipende l'erogazione delle pensioni di un terzo degli americani, il governo la salva coi soldi dei contribuenti. Nemmeno qui è giusto, nessuno lo afferma, ma il male minore prevale sul male maggiore.
            Probabilmente con tutte le discussioni a cui
            partecipi spesso ti scordi di cosa si parla in
            una e di cosa si parla nell'altra, e hai bisogno
            che il tuo interlocutore te lo ricordi. Dunque,
            in questa discussione stiamo parlando di soldi
            nostri che ci vengono sottratti per darli agli
            autori. La domanda che ci stiamo ponendo è se
            questa sottrazione sia giustificata o
            no.Puoi evitare di pagare quei soldi non acquistando supporti vergini e usando PC con un vecchio HD. Chi usa quei supporti in ambito professionale può ottenere il rimborso, la legge lo prevede.Fossero questi i Problemi dell'Umanità...
            E non ti sembra che ti stai contraddicendo?
            Probabilmente se il diritto d'autore fa
            guadagnare di più quelli che hanno più sucXXXXX,
            è proprio perché è stato inventato a tale
            scopo.Mi auguro di sì.Mi preoccuperebbe non poco una legge che si premura di far guadagnare agli artisti che di sucXXXXX non ne hanno, e lascia a secco quelli in auge. :)
            Se qualcuno ha argomenti a favore
            dell'equo compenso diversi dagli inesistenti
            mancati guadagni, Ma quali argomenti. Il parlamento ha la maggioranza, la maggioranza vince, non ci sono all'orizzonte forze politiche in grado di abrogare la legge, la legge resta com'è. Fine. Un po' di pragmatismo.
            Almeno il diritto di decidere cosa mi piace e cosa no
            spero di averlo.Sì, ma solo quello. Se un artista che non ti pace ha sucXXXXX, verrà rimborsato con l'equo compenso in proporzione al sucXXXXX. I guadagani suoi non sono affar tuo.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Qui il discorso gira a vuoto, quindi mi
            concentrerò solo su alcuni
            punti.Vediamo.
            Le leggi non si approvano sulla base di domande e
            risposte
            ipotetiche.
            E ripeto, la situazione nel 1992 era quella:
            videocassette e audiocassette vendute in gran
            quantità, e non per metterci le interviste ai
            filosofi e la festa per la cresima. Questi sono i
            dati con cui la SIAE e gli operatori di settore
            sono andati a parlare al ministero, non le
            domande trabocchetto che fai
            tu.Non contesto i dati, ma vanno interpretati, altrimenti facciamo come quelli che credono nelle scie chimiche e ti dicono: "Ma sei cieco? Alza lo sguardo, guarda il cielo!" Grazie, lo vedo benissimo che in cielo ci sono le scie. Quel che contesto non è quello che vedi, ma come lo interpreti, e non è cosa da poco. I dati vanno interpretati, e per farlo dovremmo pur porci delle domande, no? Che non sono "a trabocchetto", come dici tu.

            L'esigenza si è allargata a causa delle

            tecnologie che hanno reso possibile la copia

            privata, dici?

            È così per tutto. Chi parlava di limiti di
            velocità in città e in campagna nel 1886, anno
            dell'invenzione dell'auto a combustione interna?
            Dopo pochi anni se n'è cominciato a parlare. Il
            progresso tecnologico porta anche inconvenienti e
            nuovi
            problemi.Bravo, te li scegli proprio bene i punti su cui concentrarti. Avrai capito che il mio argomento in questo caso era nelle frasi successive, sulle quali hai opportunamente scelto di sorvolare, e alle quali la tua risposta non toglie nulla.

            Le regole arbitrarie aprono sempre la porta
            agli

            abusi.

            E chiamali abusi, allora, non cambia nulla. Se la
            cosa ti fa sentire meglio, se hai bisogno del
            ruolo del Giusto che combatte le storture della
            legge, puoi rinominarli, in ordine, ladrocinio,
            sperequazione, balzello, pizzo. L'equo compenso
            non si offende.
            :)Immagino che il nick che ti sei scelto equivalga a un avvertimento, ma io, pur avvertito, continuo scioccamente a sperare che ti vada di argomentare in modo serio.

            Nessuno vuole le stesse regole. Ma non devono

            essere arbitrarie, no? Altrimenti non vedo a
            che

            pro stiamo qui a

            discutere.

            In una società complessa non sempre è possibile
            adottare la soluzione giusta. Spesso ci si limita
            all'unica percorribile. Oppure alla meno
            peggio.Immagino che questo sia uno dei motivi per cui le regole non sono immutabili. Può sempre accadere che una regola che prima sembrava la migliore, dimostri la sua inadeguatezza. Allora, se il sistema funziona, la si cambia.
            Se in un'aula scolastica vengono imbrattati i
            muri e non si individuano i responsabili, che
            però possono essere solo gli studenti di quella
            classe, le spese di restauro le paga tutta la
            classe, in egual misura.Se io imbratto le pareti di casa mia, e viene qualcuno a dirmi che ho fatto un danno e devo pagare, sono libero di pensare che la pretesa sia ingiusta?

            in questa discussione stiamo parlando di
            soldi

            nostri che ci vengono sottratti per darli
            agli

            autori. La domanda che ci stiamo ponendo è se

            questa sottrazione sia giustificata o

            no.

            Puoi evitare di pagare quei soldi non acquistando
            supporti vergini e usando PC con un vecchio HD.
            Chi usa quei supporti in ambito professionale può
            ottenere il rimborso, la legge lo
            prevede.Certo, e se ci fosse un "equo compenso" sul cibo magari mi consiglieresti di lasciarmi morire di fame.
            Fossero questi i Problemi dell'Umanità...Ma si dà il caso che in questo momento noi stiamo parlando di *questo* problema.

            E non ti sembra che ti stai contraddicendo?

            Probabilmente se il diritto d'autore fa

            guadagnare di più quelli che hanno più
            sucXXXXX,

            è proprio perché è stato inventato a tale

            scopo.

            Mi auguro di sì.
            Mi preoccuperebbe non poco una legge che si
            premura di far guadagnare agli artisti che di
            sucXXXXX non ne hanno, e lascia a secco quelli in
            auge.
            :)Bene, abbiamo stabilito che il diritto d'autore *ha a che fare* con il sucXXXXX. Mi spingerei più oltre ipotizzando che il diritto d'autore sia stato inventato in modo tale da premiare il sucXXXXX mediante il libero scambio tra le parti, in modo analogo a quello che succede con la vendita di prodotti materiali. Se io vendo pomodori, e la gente li compra, guadagno molto e ho sucXXXXX. Se una persona non compra i pomodori da me, però, io dei suoi soldi non vedrò un centesimo, ed è giusto che sia così.

            Almeno il diritto di decidere cosa mi piace
            e cosa no


            spero di averlo.

            Sì, ma solo quello. Se un artista che non ti pace
            ha sucXXXXX, verrà rimborsato con l'equo compenso
            in proporzione al sucXXXXX. I guadagani suoi non
            sono affar
            tuo.Se i guadagni suoi derivano dai soldi miei, sono affar mio eccome.
          • krane scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: jaro OT
            Non contesto i dati, ma vanno interpretati,
            altrimenti facciamo come quelli che credono nelle
            scie chimiche e ti dicono: "Ma sei cieco? Alza lo
            sguardo, guarda il cielo!" Grazie, lo vedo
            benissimo che in cielo ci sono le scie. Quel che
            contesto non è quello che vedi, ma come lo
            interpreti, e non è cosa da poco. I dati vanno
            interpretati, e per farlo dovremmo pur porci
            delle domande, no? Che non sono "a trabocchetto",
            come dici tu.Pazzesco.... Ho letto questa frase a caso di tutto il post e ho capito che stavi parlando con leguleo...
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            E ripeto, la situazione nel 1992 era quella:

            videocassette e audiocassette vendute in gran

            quantità, e non per metterci le interviste ai

            filosofi e la festa per la cresima. Questi
            sono
            i

            dati con cui la SIAE e gli operatori di
            settore

            sono andati a parlare al ministero, non le

            domande trabocchetto che fai

            tu.

            Non contesto i dati, ma vanno interpretati,
            altrimenti facciamo come quelli che credono nelle
            scie chimiche e ti dicono: "Ma sei cieco? Alza lo
            sguardo, guarda il cielo!" Ma cosa vuoi interpretare...Tutte quella audiocassette e videocassette servivano per le copie, poi non escludo che all'epoca abbiano commissionato anche dei sondaggi per sapere quanto fosse diffusa l'abitudine, bisognerebbe spulciare gli atti ufficiali dell'epoca.La gente si fa copie dei dischi e delle cassette VHS? Bene. Basta quello, e la legge si approva. Quante inutili complicazioni ci vorresti aggiungere.

            E chiamali abusi, allora, non cambia nulla.
            Se
            la

            cosa ti fa sentire meglio, se hai bisogno del

            ruolo del Giusto che combatte le storture
            della

            legge, puoi rinominarli, in ordine,
            ladrocinio,

            sperequazione, balzello, pizzo. L'equo
            compenso

            non si offende.

            :)

            Immagino che il nick che ti sei scelto equivalga
            a un avvertimento, ma io, pur avvertito, continuo
            scioccamente a sperare che ti vada di argomentare
            in modo
            serio.No, sono serio.Interventi come il tuo, che insultano un concetto o un articolo di legge per il semplice motivo che non piace, ne ho letti a migliaia su PI. Non è mai cambiato nulla, ma proprio nulla, ma assolutamente nulla.La rivoluzione non si fa con le etichette arbitrarie appiccicate a questo o a quello.E la realtà non si cambia con le contumelie sui forum, compreso il forum di PI.Se credi di poter convincere la gente a mobilitarsi per l'abolizione dell'equo compenso, bene, impegnati, indici comizi e tavole rotonde, sensibilizza strati della popolazione. Un consiglio: non iniziare le tue azioni dicendo "È un abuso!" "È un abuso!". Parti col piede sbagliato.

            In una società complessa non sempre è
            possibile

            adottare la soluzione giusta. Spesso ci si
            limita

            all'unica percorribile. Oppure alla meno

            peggio.

            Immagino che questo sia uno dei motivi per cui le
            regole non sono immutabili. Nessuno dice che lo siano. Semplicemente, e su questo insisto, non muteranno secondo i desideri e le proposte di PI.Guarda la legge sul diritto d'autore dal 1996 (anno di fondazione di PI) ad oggi: è solo peggiorata, introduzione di nuovi reati, equo compenso aumentato, nonostante tutte le maledizioni scritte sul forum di PI.
            Può sempre accadere
            che una regola che prima sembrava la migliore,
            dimostri la sua inadeguatezza. Allora, se il
            sistema funziona, la si
            cambia.Sì, ma su questo non c'è mai stata contestazione.Basta ricordare che l'equo compenso, pur con criteri e tariffe diverse, esiste in molti Paesi, fuori d'Europa e dentro l'Europa, e quindi evidentemente questa stortura non l'hanno vista in molti parlamenti, non solo quello italiano. E magari porsi per un solo attimo nella prospettiva di pensiero che la stortura non c'è.

            Se in un'aula scolastica vengono imbrattati i

            muri e non si individuano i responsabili, che

            però possono essere solo gli studenti di
            quella

            classe, le spese di restauro le paga tutta la

            classe, in egual misura.

            Se io imbratto le pareti di casa mia, e viene
            qualcuno a dirmi che ho fatto un danno e devo
            pagare, sono libero di pensare che la pretesa sia
            ingiusta?Il paragone non regge. Tu possiedi l'oggetto fisico (CD, DVD, anche il file scaricato da iTunes che non è fisico), ma non i diritti connessi al suo contenuto.Tu possiedi i soldi legittimamente guadagnati, ma non hai il diritto di duplicarli e di spenderli, sostituendoti alla zecca di Stato.

            Puoi evitare di pagare quei soldi non
            acquistando

            supporti vergini e usando PC con un vecchio
            HD.

            Chi usa quei supporti in ambito
            professionale
            può

            ottenere il rimborso, la legge lo

            prevede.

            Certo, e se ci fosse un "equo compenso" sul cibo
            magari mi consiglieresti di lasciarmi morire di
            fame.Il paragone non regge. Il cibo è un bisogno primario di tutti gli esseri viventi, impossibile vivere senza.Fino al 1896 vivevamo benissimo senza film. Fino al 1889 senza registrazioni sonore di musica. Fino al 1936 senza la tv. Il diritto d'autore esisteva già allora, ma riguardava i libri e le rappresentazioni sceniche (e la fotografia in B/N).Adesso per un sistema di compensazione simile all'IVA previsto dal diritto d'autore si scomodano i diritti dell'uomo. Ma non ti sembra di esagerare?
            Bene, abbiamo stabilito che il diritto d'autore
            *ha a che fare* con il sucXXXXX. Se la metti su questo piano, anche la legge fiscale e la legge sugli spettacoli all'aperto ha a che fare con il sucXXXXX. :)L'unico nesso è quello che ho indicato. Altri non ne esistono.
            Mi spingerei più
            oltre ipotizzando che il diritto d'autore sia
            stato inventato in modo tale da premiare il
            sucXXXXX mediante il libero scambio tra le parti,
            in modo analogo a quello che succede con la
            vendita di prodotti materiali. Se io vendo
            pomodori, e la gente li compra, guadagno molto e
            ho sucXXXXX. Se una persona non compra i pomodori
            da me, però, io dei suoi soldi non vedrò un
            centesimo, ed è giusto che sia
            così.È proprio così. La legge sul diritto d'autore non falsa il principio, assolutamente no.

            Sì, ma solo quello. Se un artista che non ti
            pace

            ha sucXXXXX, verrà rimborsato con l'equo
            compenso

            in proporzione al sucXXXXX. I guadagani suoi
            non

            sono affar

            tuo.

            Se i guadagni suoi derivano dai soldi miei, sono
            affar mio
            eccome.Andiamo con ordine.Acquistando un CD vergine tu non finanzi mai un artista in particolare. Finanzi <B
            tutti gli artisti </B
            che già hanno introiti da vendita di CD, da trasmissione delle canzoni alla radio e alla tv. E li finanzi in proporzione al sucXXXXX che hanno quell'anno: chi avrà l'1 %, chi lo 0,5 %, chi lo 0,1 %.E ci sarà ovviamente chi di questo equo compenso non vedrà un cent, perché non vende nulla o quasi nulla. La logica non fa una grinza: su un CD vergine l'utente metterà verosimilmente le canzoni di sucXXXXX, non quelle degli sconosciuti. Sul principio generale: non si è mai visto che il singolo cittadino abbia il potere di mettere becco sulla destinazione delle sue tasse, caso per caso. Le tasse si possono modificare o abolire, ma la redistribuzione spetta solo al governo. Chiaro ora?
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            Scritto da: Leguleio
            Ma cosa vuoi interpretare...I dati vanno interpretati, ti sembra così strano? Non è in base a liste di numeri che si prendono le decisioni, ma in base al loro significato. E per giungere dai numeri al significato bisogna in qualche modo interpretarli.
            Tutte quella audiocassette e videocassette
            servivano per le copie,Ecco. Questa è un'interpretazione. E non la sto nemmeno contestando, cosa che non dovrebbe sembrarti strana se hai letto almeno un decimo di quello che ho scritto. L'idea che le copie abbiano comportato un mancato guadagno è una ulteriore interpretazione, e questa sì, la contesto.
            La gente si fa copie dei dischi e delle cassette
            VHS? Bene. Basta quello, e la legge si approva.
            Quante inutili complicazioni ci vorresti
            aggiungere.L'idea apparentemente tanto ovvia da costituire ... l'elefante nella stanza (se non ti piace la similitudine di origine anglosassone ti prego di suggerirne una migliore) è appunto la questione del mancato guadagno. E se tale mancato guadagno esiste si pone l'altra questione: se esso sia di natura tale da giustificarne la remunerazione. O forse quello che stai tentando di dirmi è che le leggi si approvano in base a dei non sequitur? Certo, è possibilissimo, e probabilmente molto comune, ma non dovrebbe essere così.
            No, sono serio.
            Interventi come il tuo, che insultano un concetto
            o un articolo di legge per il semplice motivo che
            non piace, ne ho letti a migliaia su PI.La parola giusta è "criticare". Se poi per te critica = insulto, probabilmente ti troveresti bene in qualche movimento religioso fondamentalista o in qualche regime autoritario. Scegli tu. E sì, di solito si criticano le cose che non piacciono, specialmente se non piacciono a ragion veduta.
            Un
            consiglio: non iniziare le tue azioni dicendo
            "È un abuso!" "È un abuso!". Parti col
            piede sbagliato.Giusto. Come dimostrano Berlusconi prima e Grillo poi (solo per citare i casi più eclatanti) è la moderazione del linguaggio e la sottigliezza del ragionamento che in Italia conquista il consenso popolare. Ma anche se il tuo è un buon consiglio, vale poco se poi ti mettono in bocca cose che non hai detto. Per fortuna il forum, per quanto inefficace come strumento legislativo, ha il vantaggio che le cose dette si possono ritrovare, anche grazie alla funzione di ricerca del browser, dunque ti rinfresco la memoria su dove e come esattamente ho usato la parola "abuso"."Se ogni caso potesse essere considerato un caso a sé con regole e principi propri, questo aprirebbe la porta a ogni genere di abuso.""Le regole arbitrarie aprono sempre la porta agli abusi."A me sembrano due frasi assolutamente lapalissiane, e ti faccio notare che nessuna delle due definisce l'equo compenso un abuso. Nemmeno indirettamente. Infatti rispondevo alle tue affermazioni secondo cui ogni ambito dovrebbe avere regole sue proprie indipendenti dagli altri, e non dovrebbero esistere principi generali.
            le regole non sono immutabili.

            Nessuno dice che lo siano. Semplicemente, e su
            questo insisto, non muteranno secondo i desideri
            e le proposte di
            PI.Che i miei post, qui, non abbiano forza di legge, l'ho capito. Credo che me ne farò una ragione.
            E magari porsi per un solo attimo nella prospettiva
            di pensiero che la stortura non
            c'è.E magari porsi per un solo attimo nella prospettiva di pensiero che il tuo interlocutore ha già considerato con attenzione le ragioni addotte da chi sostiene idee contrarie alle sue, e non gli sono sembrate sufficienti? Tra l'altro quando ti dico che cerco degli argomenti tu mi dici che non servono, che il Parlamento decide e noi possiamo solo starci zitti e obbedire senza fiatare.
            Tu possiedi l'oggetto
            fisico (CD, DVD, anche il file scaricato da
            iTunes che non è fisico), ma non i diritti
            connessi al suo
            contenuto.Bene, e io nel primo post sostenevo che bisognerebbe stabilire il principio che quando acquisto una copia dell'opera, ciò che sto acquistando è il diritto a goderne, privatamente, beninteso, ma senza limiti. Principio che secondo quanto sostenevi sarebbe già in vigore (ma a questo punto abbiamo stabilito che non lo è).
            Tu possiedi i soldi legittimamente guadagnati, ma
            non hai il diritto di duplicarli e di spenderli,
            sostituendoti alla zecca di Stato. Di duplicarli *e di spenderli* ... Non è l'atto di duplicarli in sé che crea il danno da cui la legge intende tutelarci. Certo, nel caso del denaro non ha molto senso creare dei duplicati se non per spenderli, quindi va bene che la legge non faccia distinzione tra i due atti e consideri la duplicazione in sé un reato. Allo stesso modo, quando è stato inventato il diritto d'autore non aveva molto senso considerare la copia e la distribuzione di copie come due atti distinti. Ora però ne ha eccome, e sarebbe il caso di adeguare i principi su cui tale istituto si basa stabilendo che ciò su cui l'autore deve poter lucrare non è la copia in se, ma la distribuzione di copie.

            Certo, e se ci fosse un "equo compenso" sul cibo

            magari mi consiglieresti di lasciarmi morire di

            fame.

            Il paragone non regge. Il cibo è un bisogno
            primario di tutti gli esseri viventi, impossibile
            vivere senza.Ma quanto sei cavilloso. E se invece ci fosse sulle lavatrici? Mi consiglieresti di andare a lavare i panni al fiume? Se ci fosse sulle automobili mi consiglieresti di girare in calesse? Se ci fosse sulla carta igienica mi consiglieresti di usare Il Giornale? (Oops, mi è scappato il tasto Shift). E se mi si rompesse l'hard disk e non volessi far avere soldi miei a (per dirne uno) Gigi d'Alessio? Che dovrei fare? Il tizio mi sta cordialmente sui ... Ehm ... Antipatico. Ma io non gli contesto il diritto di esistere, cantare, avere sucXXXXX, avere il suo pubblico, guadagnare dalla sua (chiamiamola) arte. Però gli contesto, e con forza il diritto di ricevere soldi DA ME, che in tal modo contribuirei a perpetuare la sua perniciosa presenza in radio, in tv, su internet, nei centri commerciali, ecc.
            Adesso per un sistema di compensazione simile
            all'IVA previsto dal diritto d'autore si
            scomodano i diritti dell'uomo. Ma non ti sembra
            di esagerare?Non so. Il fatto che l'IVA vada allo stato e non a Gigi d'Alessio me la fa vedere in una luce del tutto diversa.
            Acquistando un CD vergine tu non finanzi mai un
            artista in particolare.Questo non cambia il fatto che io contribuirò, anche se indirettamente, con l'acquisto del mio nuovo HD, al portafoglio, già abbastanza cicciottello, presumo, di Gigi d'Alessio.(continua)
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            I dati vanno interpretati, ti sembra così strano?
            Non è in base a liste di numeri che si prendono
            le decisioni, ma in base al loro significato. E
            per giungere dai numeri al significato bisogna in
            qualche modo
            interpretarli.Ti metteremo a consulente per la prosssima legge di stabilità. Col metodo interpretazione la legge di stabilitá 2014 la approvano a fine 2016.
            L'idea apparentemente tanto ovvia da costituire
            ... l'elefante nella stanza (se non ti piace la
            similitudine di origine anglosassone ti prego di
            suggerirne una migliore) è appunto la questione
            del mancato guadagno. E se tale mancato guadagno
            esiste si pone l'altra questione: se esso sia di
            natura tale da giustificarne la remunerazione. O
            forse quello che stai tentando di dirmi è che le
            leggi si approvano in base a dei non sequitur?
            Certo, è possibilissimo, e probabilmente molto
            comune, ma non dovrebbe essere
            così.Il mancato guadagno di cui parlo non consiste nel fatto che prima dell'era dei supporti magnetici la gente comprava l'opera in doppia copia. La gente con tutta probabilità ne faceva a meno, oppure la prestava.Il mancato guadagno è da una copia che, seguendo la lettera del diritto d'autore, deve essere remunerata. Il diritto d'autore è così, universalmente, laddove esiste. Se ne vuoi inventare un altro devi cambiare universo.
            La parola giusta è "criticare". Se poi per te
            critica = insulto, probabilmente ti troveresti
            bene in qualche movimento religioso
            fondamentalista o in qualche regime autoritario.
            Scegli tu. E sì, di solito si criticano le cose
            che non piacciono, specialmente se non piacciono
            a ragion
            veduta.Ecco la critica:" <I
            Le regole arbitrarie aprono sempre la porta agli abusi </I
            ".Vai a criticare una persona dicendo che compie abusi nel suo lavoro, e poi dicci come è andata.
            Giusto. Come dimostrano Berlusconi prima e Grillo
            poi (solo per citare i casi più eclatanti) è la
            moderazione del linguaggio e la sottigliezza del
            ragionamento che in Italia conquista il consenso
            popolare. Senza un codazzo di adepti adescato per altre vie le parolacce non servono a nulla.Sgarbi è diventato famoso per quelle, ma non è mai stato leader di alcunché che non avesse creato qualcun altro.
            "Se ogni caso potesse essere considerato un caso
            a sé con regole e principi propri, questo
            aprirebbe la porta a ogni genere di
            abuso."

            "Le regole arbitrarie aprono sempre la porta agli
            abusi."

            A me sembrano due frasi assolutamente
            lapalissiane, e ti faccio notare che nessuna
            delle due definisce l'equo compenso un abuso.E di cosa parlava, allora?Di epistemologia della scienza giuridica?
            Nemmeno indirettamente. Infatti rispondevo alle
            tue affermazioni secondo cui ogni ambito dovrebbe
            avere regole sue proprie indipendenti dagli
            altri, e non dovrebbero esistere principi
            generali.Gli unici principi generali sono la Costituzione e le preleggi. Per tutto il resto, ogni legge è un ambito a sé. Basta che non confligga con le altre.
            E magari porsi per un solo attimo nella
            prospettiva di pensiero che il tuo interlocutore
            ha già considerato con attenzione le ragioni
            addotte da chi sostiene idee contrarie alle sue,
            e non gli sono sembrate sufficienti? Tra l'altro
            quando ti dico che cerco degli argomenti tu mi
            dici che non servono, che il Parlamento decide e
            noi possiamo solo starci zitti e obbedire senza
            fiatare.Lo dico per risparmiarti delusioni."Il parlamento è sovrano" non è un modo di dire. E siccome nel parlamento italiano il partito pirata non c'è, e negli altri Paesi ha ottenuto risultati pessimi, l'equo compenso te lo tieni, la maggioranza non è dalla tua parte. Rozza sintesi, ma non ce n'è un'altra.
            Bene, e io nel primo post sostenevo che
            bisognerebbe stabilire il principio che quando
            acquisto una copia dell'opera, ciò che sto
            acquistando è il diritto a goderne, privatamente,
            beninteso, ma senza limiti. Non si può, la legge sul diritto d'autore non lo permette illimitatamente, ma solo in privato, e al chiuso.
            Allo stesso modo,
            quando è stato inventato il diritto d'autore non
            aveva molto senso considerare la copia e la
            distribuzione di copie come due atti distinti.
            Ora però ne ha eccome, e sarebbe il caso di
            adeguare i principi su cui tale istituto si basa
            stabilendo che ciò su cui l'autore deve poter
            lucrare non è la copia in se, ma la distribuzione
            di
            copie.Se fai questa proposta alla SIAE o a chiunque abbia a che fare col diritto d'autore ti risponderanno: "Stiamo bene così, grazie".Il modello che funziona non si cambia.
            Ma quanto sei cavilloso. E se invece ci fosse
            sulle lavatrici? Mi consiglieresti di andare a
            lavare i panni al fiume? Certo che sì, se davvero pagare quel compenso ti fa venire l'orticaria.
            Se ci fosse sulle
            automobili mi consiglieresti di girare in
            calesse? A piedi.In uno Stato questo "compenso" c'è davvero: in Danimarca. C'è una tassa di registrazione del 180 %, oltre all'Iva del 25 %, su tutte le auto, e riguarda anche l'usato.Di forconi però non se ne sono visti.
            E se mi si rompesse
            l'hard disk e non volessi far avere soldi miei a
            (per dirne uno) Gigi d'Alessio? Che dovrei fare?
            Il tizio mi sta cordialmente sui ... Ehm ...
            Antipatico. Ma io non gli contesto il diritto di
            esistere, cantare, avere sucXXXXX, avere il suo
            pubblico, guadagnare dalla sua (chiamiamola)
            arte. Però gli contesto, e con forza il diritto
            di ricevere soldi DA ME, che in tal modo
            contribuirei a perpetuare la sua perniciosa
            presenza in radio, in tv, su internet, nei centri
            commerciali,
            ecc.I soldi che riceve dall'equo compenso sono una conseguenza diretta dei soldi che già riceve direttamente. Non sarebbe possibile uno senza l'altro, la SIAE non regala.I soldi che vanno dal tuo nuovo hard disk a Gigi D'Alessio sono pochi millesimi di cent.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Ti metteremo a consulente per la prosssima legge
            di stabilità. Col metodo interpretazione la legge
            di stabilitá 2014 la approvano a fine
            2016.Non sto dicendo che bisognerebbe interpretare i dati. Sto dicendo che è impossibile non interpretarli, e che l'idea di "prendere i dati per quello che sono" è una pia illusione (che spesso nasconde un'interpretazione sbagliata).
            Il mancato guadagno è da una copia che, seguendo
            la lettera del diritto d'autore, deve essere
            remunerata. Il diritto d'autore è così,
            universalmente, laddove esiste. Se ne vuoi
            inventare un altro devi cambiare universo.E che è? Manco fosse la costante di gravitazione universale!
            Ecco la critica:
            " <I
            Le regole arbitrarie aprono sempre la
            porta agli abusi </I

            ".
            Vai a criticare una persona dicendo che compie
            abusi nel suo lavoro, e poi dicci come è
            andata.Più sopra dicevi che i miei interventi insultano un articolo di legge. Ok, allora, accetto la sfida. Qual'è l'articolo che istituisce l'equo compenso in Italia? Questo, vero?http://www.normattiva.it/atto/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=2&art.versione=1&art.codiceRedazionale=092G0112&art.dataPubblicazioneGazzetta=1992-02-15&atto.tipoProvvedimento=LEGGE&art.idGruppo=0&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=0#artProvo a dirgli: "Sei un abuso", e vediamo che succede (a bassa voce o dall'altra stanza penseranno che sono impazzito) ... Hmmm. Non reagisce. Non sembra che se la sia presa. Provo a dirglielo di nuovo ... Niente.
            E di cosa parlava, allora?
            Di epistemologia della scienza giuridica?Evidentemente il discorso era un po' uscito dai binari.
            Lo dico per risparmiarti delusioni.
            "Il parlamento è sovrano" non è un modo di dire.
            E siccome nel parlamento italiano il partito
            pirata non c'è, e negli altri Paesi ha ottenuto
            risultati pessimi, l'equo compenso te lo tieni,
            la maggioranza non è dalla tua parte. Rozza
            sintesi, ma non ce n'è
            un'altra.E il fatto che non lo posso cambiare dovrebbe farmi smettere di ritenere che sia ingiusto?

            Bene, e io nel primo post sostenevo che

            bisognerebbe stabilire il principio che
            quando

            acquisto una copia dell'opera, ciò che sto

            acquistando è il diritto a goderne,
            privatamente,

            beninteso, ma senza limiti.

            Non si può, la legge sul diritto d'autore non lo
            permette illimitatamente, ma solo in privato, e
            al
            chiuso.Santo Cielo, ho scritto "privatamente"! Allora che l'ho scritto a fare? "privatamente ma senza limiti"! In altre parole (ma davvero lo devo specificare?) i limiti dovrebbero non esserci nell'ambito della fruizione strettamente privata. All'interno di quel piccolo giardino murato, dovrei avere il diritto di muovermi liberamente. Non di uscire dal giardino, ma di circolare senza limiti all'interno del giardino ... E gratis, visto che il giardino me lo sono comprato.
            Se fai questa proposta alla SIAE o a chiunque
            abbia a che fare col diritto d'autore ti
            risponderanno: "Stiamo bene così,
            grazie".
            Il modello che funziona non si cambia.Certo. Chiedi al negoziante se la sua merce non costa troppo, e lui ti dirà che il prezzo è più che onesto.
            In uno Stato questo "compenso" c'è davvero: in
            Danimarca. C'è una tassa di registrazione del
            180 %, oltre all'Iva del 25 %, su tutte
            le auto, e riguarda anche
            l'usato.
            Di forconi però non se ne sono visti.Interessante. E a chi va quella tassa? Quali mancati guadagni intende indennizzare?
            I soldi che riceve dall'equo compenso sono una
            conseguenza diretta dei soldi che già riceve
            direttamente. Non sarebbe possibile uno senza
            l'altro, la SIAE non
            regala.Già se questo meccanismo stile "togli al povero per dare al ricco" mi fa venire l'orticaria, la cosa non dovrebbe stupirti.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 luglio 2014 16.19-----------------------------------------------------------
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Non sto dicendo che bisognerebbe interpretare i
            dati. Sto dicendo che è impossibile non
            interpretarli, e che l'idea di "prendere i dati
            per quello che sono" è una pia illusione (che
            spesso nasconde un'interpretazione
            sbagliata).Invece tu hai l'interpretazione giusta.nel 1992 la gente acquistava musicassette e videocassette a go-go per metterle sotto le gambe dei tavolini, forse?
            E che è? Manco fosse la costante di gravitazione
            universale!È così. Altri modi per garantire agli artisti un guadagno proporzionale al sucXXXXX non esistono.

            Lo dico per risparmiarti delusioni.

            "Il parlamento è sovrano" non è un modo di
            dire.

            E siccome nel parlamento italiano il partito

            pirata non c'è, e negli altri Paesi ha
            ottenuto

            risultati pessimi, l'equo compenso te lo
            tieni,

            la maggioranza non è dalla tua parte. Rozza

            sintesi, ma non ce n'è

            un'altra.

            E il fatto che non lo posso cambiare dovrebbe
            farmi smettere di ritenere che sia
            ingiusto?No, ma non capisco il gusto di ripeterlo qui.Non si diventa maggioranza a ripetere compulsivamente un concetto.
            Santo Cielo, ho scritto "privatamente"! Allora
            che l'ho scritto a fare? "privatamente ma senza
            limiti"! In altre parole (ma davvero lo devo
            specificare?) i limiti dovrebbero non esserci
            nell'ambito della fruizione strettamente privata.
            All'interno di quel piccolo giardino murato,
            dovrei avere il diritto di muovermi liberamente.
            Non di uscire dal giardino, ma di circolare senza
            limiti all'interno del giardino ... E gratis,
            visto che il giardino me lo sono
            comprato.Copia personale, e niente più.Già caricarlo sulle rete P2P, che puoi fare tranquillamente da casa tua, è reato.Idem regalare la copia personale ad un amico che viene a farti visita.

            Se fai questa proposta alla SIAE o a chiunque

            abbia a che fare col diritto d'autore ti

            risponderanno: "Stiamo bene così,

            grazie".

            Il modello che funziona non si cambia.

            Certo. Chiedi al negoziante se la sua merce non
            costa troppo, e lui ti dirà che il prezzo è più
            che
            onesto.Così va il mondo.È meglio capirlo prima dei settanta anni.

            In uno Stato questo "compenso" c'è davvero:
            in

            Danimarca. C'è una tassa di registrazione del

            180 %, oltre all'Iva del 25 %, su
            tutte

            le auto, e riguarda anche

            l'usato.

            Di forconi però non se ne sono visti.

            Interessante. E a chi va quella tassa? Quali
            mancati guadagni intende
            indennizzare?Denaro per le casse statali.Davvero credi che sia necessario inventarsi una finalità per ogni tassa? Sì, quella che va alla SIAE ne ha bisogno, ma le altre...
            Già se questo meccanismo stile "togli al povero
            per dare al ricco" mi fa venire l'orticaria, la
            cosa non dovrebbe
            stupirti.E chi sarebbe il povero qui? :)
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Invece tu hai l'interpretazione giusta.
            nel 1992 la gente acquistava musicassette e
            videocassette a go-go per metterle sotto le gambe
            dei tavolini,
            forse?Ohiohi. Qui mi tocca ricorrere di nuovo alle iconcine carine:https://yourlogicalfallacyis.com/strawmanPer il resto, è inutile che ti ripeta i miei argomenti, specialmente se poi li ignorerai. Se li vuoi sono scritti nei messaggi precedenti.

            E che è? Manco fosse la costante di
            gravitazione

            universale!

            È così. Altri modi per garantire agli
            artisti un guadagno proporzionale al sucXXXXX non
            esistono.Dargli quanto gli spetta dalle vendite dei loro cd è un modo, che esiste ed è già utilizzato.
            No, ma non capisco il gusto di ripeterlo qui.
            Non si diventa maggioranza a ripetere
            compulsivamente un
            concetto.Mah, siccome, appunto, stavamo parlando di questo ... Bene, allora. Immagino che non sia il caso di insistere.
            Copia personale, e niente più.
            Già caricarlo sulle rete P2P, che puoi fare
            tranquillamente da casa tua, è
            reato.
            Idem regalare la copia personale ad un amico che
            viene a farti visita.Sì, ma siccome io sto parlando di utilizzo strettamente personale, è ovvio che non contemplo questi due casi. Poi sarei io quello che ripete i concetti all'infinito.


            Se fai questa proposta alla SIAE o a
            chiunque


            abbia a che fare col diritto d'autore ti


            risponderanno: "Stiamo bene così,


            grazie".


            Il modello che funziona non si cambia.



            Certo. Chiedi al negoziante se la sua merce
            non

            costa troppo, e lui ti dirà che il prezzo è
            più

            che

            onesto.

            Così va il mondo.
            È meglio capirlo prima dei settanta anni.Ok, dunque abbiamo stabilito che "Chiedilo alla SIAE" è un non-argomento.

            Interessante. E a chi va quella tassa? Quali

            mancati guadagni intende

            indennizzare?

            Denaro per le casse statali.
            Davvero credi che sia necessario inventarsi una
            finalità per ogni tassa? Sì, quella che va alla
            SIAE ne ha bisogno, ma le
            altre...Appunto, e siccome il mio problema è con la finalità dell'equo compenso, penso che la tassa sulle automobili che va alle casse statali non abbia alcuna pertinenza con questa discussione.

            Già se questo meccanismo stile "togli al
            povero

            per dare al ricco" mi fa venire l'orticaria,
            la

            cosa non dovrebbe

            stupirti.

            E chi sarebbe il povero qui? :)Parlavamo di Gigi d'Alessio. Io non so quanto guadagna ma ... Ricerchina su Google, ed ecco un interessante indizio:http://it.blastingnews.com/tv-gossip/2014/06/gigi-d-alessio-il-divorzio-dalla-moglie-gli-costa-15000-euro-al-mese-00106365.htmlQuanto deve guadagnare uno perché gli venga imposto un assegno di mantenimento di 15000 euro al mese? Credo sia ragionevole ritenere che la gran maggioranza degli italiani si possa considerare povera, in confronto a lui.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            Invece tu hai l'interpretazione giusta.

            nel 1992 la gente acquistava musicassette e

            videocassette a go-go per metterle sotto le
            gambe

            dei tavolini,

            forse?

            Ohiohi. Qui mi tocca ricorrere di nuovo alle
            iconcine
            carine:
            https://yourlogicalfallacyis.com/strawman

            Per il resto, è inutile che ti ripeta i miei
            argomenti, specialmente se poi li ignorerai. Se
            li vuoi sono scritti nei messaggi
            precedenti.In politica non c'è posto per la meditazione e per questo filosofeggiare sulle interpretazioni che a te piacciono tanto. Se il fenomeno delle copie domestiche con audiocassette e videocassette esiste, la legge si fa. Se non esiste, non si fa, o comunque, ci sono gli estremi per un'opposizione alla legge. <I
            Tertium non datur </I
            .Altro consiglio: una campagna per l'abolizione di questo compenso è meglio che vada al sodo, che si attenga al lato pratico. Le fallacie argomentative le sappiamo riconoscere io e te. ;)
            Dargli quanto gli spetta dalle vendite dei loro
            cd è un modo, che esiste ed è già
            utilizzato.No, il mondo degli autori è molto più complesso di così. Basti pensare che se il cantante A in un concerto dal vivo interpreta la canzone del cantante B, a quest'ultimo dovrebbero arrivare le percentuali. È tutto teorico, chiaramente, ma la SIAE con questo mette il becco anche negli spettacoli in piazza. Idem con le canzoni incluse in film e telefilm, che a volte hanno una "scadenza", e quindi il telefilm non può essere ritrasmesso con quella colonna sonora a distanza di dieci o più anni... a meno di pagare di nuovo.
            Sì, ma siccome io sto parlando di utilizzo
            strettamente personale, è ovvio che non contemplo
            questi due casi. Poi sarei io quello che ripete i
            concetti
            all'infinito.L'ho spiegato in uno dei primi commenti: qui su PI il concetto di uso personale è estremamente elastico, quando si parla di CD e DVD. Meglio una volta in più che una in meno. E ripeto, quando si parla di tasse non si parla di punizioni o di valutazioni sull'uso privato fra le mura di casa. Fino ad alcuni anni fa esisteva una tassa sulle carte da gioco: nessuno l'ha mai intesa come una stigmatizzazione della partita a tressette in famiglia. Era un introito, né più né meno che con l'equo compenso.

            Così va il mondo.

            È meglio capirlo prima dei settanta
            anni.

            Ok, dunque abbiamo stabilito che "Chiedilo alla
            SIAE" è un
            non-argomento.No, attenzione: io ho detto che se fai questa proposta alla SIAE, una proposta di cambiamento concreta, non una domanda più o meno scontata, riceverai un rifiuto. E un rifiuto anche logicamente fondato: nella vita quotidiana non si tocca ciò che funziona.È vero invece che chiedendo a un negoziante se il prezzo non è troppo alto potresti anche sentire risposte poco garbate. :)
            Appunto, e siccome il mio problema è con la
            finalità dell'equo compenso, penso che la tassa
            sulle automobili che va alle casse statali non
            abbia alcuna pertinenza con questa
            discussione.Ah, può darsi.Peccato che la domanda "Se ci fosse sulle automobili mi consiglieresti di girare in calesse?" è uscita dalla tua tastiera, non dalla mia. :DCon 180 % di tasse sulle auto sta' tranquillo che ogni automobilista danese finanzia anche cose che non userà mai, è inevitabile.

            E chi sarebbe il povero qui? :)

            Parlavamo di Gigi d'Alessio. Io non so quanto
            guadagna ma ... Ricerchina su Google, ed ecco un
            interessante
            indizio:
            http://it.blastingnews.com/tv-gossip/2014/06/gigi-
            Quanto deve guadagnare uno perché gli venga
            imposto un assegno di mantenimento di 15000 euro
            al mese? Credo sia ragionevole ritenere che la
            gran maggioranza degli italiani si possa
            considerare povera, in confronto a
            lui.Sono argomenti veterocomunisti che non mi tangono, e anzi, in genere rispondo di prendere una macchina del tempo e tornare in Unione Sovietica, là sapevano bene quanto ciascuno doveva guadagnare, e perché. Ti posso solo dire che se i soldi di Gigi D'Alessio ti fanno così gola inizia a fare il cantante anche tu: vediamo quanto vendi.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Altro consiglio: una campagna per l'abolizione di
            questo compenso è meglio che vada al sodo, che si
            attenga al lato pratico. Le fallacie
            argomentative le sappiamo riconoscere io e te.
            ;)In altre parole mi stai consigliando di usarle, anziché di metterle in evidenza. Su questo temo di doverti dare ragione.

            Dargli quanto gli spetta dalle vendite dei
            loro

            cd è un modo, che esiste ed è già

            utilizzato.

            No, il mondo degli autori è molto più complesso
            di così. Basti pensare che se il cantante A in un
            concerto dal vivo interpreta la canzone del
            cantante B, a quest'ultimo dovrebbero arrivare le
            percentuali. È tutto teorico, chiaramente,
            ma la SIAE con questo mette il becco anche negli
            spettacoli in piazza. Idem con le canzoni incluse
            in film e telefilm, che a volte hanno una
            "scadenza", e quindi il telefilm non può essere
            ritrasmesso con quella colonna sonora a distanza
            di dieci o più anni... a meno di pagare di
            nuovo.Bene. Allora vedi se ti piace questo piccolo emendamento. Nella mia precedente affermazione, dopo le parole "ed è già utilizzato" sono inserite le seguenti: "e non è il solo".
            L'ho spiegato in uno dei primi commenti: qui su
            PI il concetto di uso personale è estremamente
            elastico, quando si parla di CD e DVD. Meglio una
            volta in più che una in meno.L'ho capito. Ma io non sono PI. Io sono io. "Life of PI" non è la mia biografia.
            No, attenzione: io ho detto che se fai questa
            proposta alla SIAE, una proposta di cambiamento
            concreta, non una domanda più o meno scontata,
            riceverai un rifiuto. E un rifiuto anche
            logicamente fondato: nella vita quotidiana non si
            tocca ciò che
            funziona.
            È vero invece che chiedendo a un negoziante
            se il prezzo non è troppo alto potresti anche
            sentire risposte poco garbate.
            :)Non capisco cosa intendi dire quando dici che funziona. Funziona se raggiunge il suo scopo. E qual'è il suo scopo? Far avere agli autori una retribuzione a cui hanno diritto? In tal caso è irrilevante se funziona o no, perché io proprio quel diritto sto contestando. Funziona semplicemente perché fa guadagnare di più? Allora anche il furto funziona. Anche la truffa. Anche l'estorsione.

            Appunto, e siccome il mio problema è con la

            finalità dell'equo compenso, penso che la
            tassa

            sulle automobili che va alle casse statali
            non

            abbia alcuna pertinenza con questa

            discussione.

            Ah, può darsi.
            Peccato che la domanda "Se ci fosse sulle
            automobili mi consiglieresti di girare in
            calesse?" è uscita dalla tua tastiera, non dalla
            mia.
            :DIo intendevo se ci fosse un equo compenso analogo a quello sui supporti di memoria. Ma la tassa di cui mi parli non la ritengo tale.


            E chi sarebbe il povero qui? :)

            Sono argomenti veterocomunisti che non mi
            tangono, e anzi, in genere rispondo di prendere
            una macchina del tempo e tornare in Unione
            Sovietica, là sapevano bene quanto ciascuno
            doveva guadagnare, e perché.E qui l'omino di paglia colpisce ancora. Non ho scritto che Gigi d'Alessio ha tutto il diritto di essere ricco e godersi i proventi della sua musica? Ma ovviamente visto che la cosa ti impedirebbe di descrivermi come uno staliniano, allora è come se non l'avessi scritto.
            Ti posso solo dire che se i soldi di Gigi
            D'Alessio ti fanno così gola inizia a fare il
            cantante anche tu: vediamo quanto
            vendi.Quando mi chiedevi "chi sarebbe il povero" pensavo intendessi dire che siccome posso permettermi di comprare un HD nuovo, allora sono ricco almeno come quel povero diavolo di Gigi d'Alessio ridotto sul lastrico dalla copia privata. Se sono ricco come lui non vedo cosa gli dovrei invidiare.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            No, il mondo degli autori è molto più
            complesso

            di così. Basti pensare che se il cantante A
            in
            un

            concerto dal vivo interpreta la canzone del

            cantante B, a quest'ultimo dovrebbero
            arrivare
            le

            percentuali. È tutto teorico,
            chiaramente,

            ma la SIAE con questo mette il becco anche
            negli

            spettacoli in piazza. Idem con le canzoni
            incluse

            in film e telefilm, che a volte hanno una

            "scadenza", e quindi il telefilm non può
            essere

            ritrasmesso con quella colonna sonora a
            distanza

            di dieci o più anni... a meno di pagare di

            nuovo.

            Bene. Allora vedi se ti piace questo piccolo
            emendamento. Nella mia precedente affermazione,
            dopo le parole "ed è già utilizzato" sono
            inserite le seguenti: "e non è il solo".Così va meglio.L'errore generale tuo, e non solo tuo, è che a situazioni complesse si possa rimediare con soluzioni semplici. Sarebbe bello, ma non accade mai.

            No, attenzione: io ho detto che se fai questa

            proposta alla SIAE, una proposta di
            cambiamento

            concreta, non una domanda più o meno
            scontata,

            riceverai un rifiuto. E un rifiuto anche

            logicamente fondato: nella vita quotidiana
            non
            si

            tocca ciò che

            funziona.

            È vero invece che chiedendo a un
            negoziante

            se il prezzo non è troppo alto potresti anche

            sentire risposte poco garbate.

            :)

            Non capisco cosa intendi dire quando dici che
            funziona. Funziona se raggiunge il suo scopo. E
            qual'è il suo scopo? Far avere agli autori una
            retribuzione a cui hanno diritto? Proprio così.Il diritto d'autore nasce per quello.
            In tal caso è
            irrilevante se funziona o no, perché io proprio
            quel diritto sto contestando. Funziona
            semplicemente perché fa guadagnare di più? Non "di più". Fa guadagnare in base a ciò che viene presumibilmente ascoltato e usufruito. Non esistendo l'auditel degli ascolti di musica in casa propria ci si basa sulle vendite già avvenute.
            Allora
            anche il furto funziona. Anche la truffa. Anche
            l'estorsione.Una maggioranza in parlamento ha stabilito che truffa, estorsione e furto sono contro la legge, e vanno contrastate dalle forze dell'ordine.E una maggioranza ha stabilito nel 1992 che l'equo compenso debba essere introdotto e che debba funzionare in quel modo, e non in un altro.Invece la mera enunciazione di principi non sposta voti, non produce cambiamenti nella società. Non ha nemmeno senso stabilire se funzioni o no, perché è come se non esistesse al di fuori del forum di PI.Ecco in cosa consiste il detto "il parlamento è sovrano".


            Ah, può darsi.

            Peccato che la domanda "Se ci fosse sulle

            automobili mi consiglieresti di girare in

            calesse?" è uscita dalla tua tastiera, non
            dalla

            mia.

            :D

            Io intendevo se ci fosse un equo compenso analogo
            a quello sui supporti di memoria. Ma la tassa di
            cui mi parli non la ritengo
            tale.Il principio generale è che finanzia cose che con la viabilità, la sicurezza del trasporto, il progresso tecnologico della auto nulla hanno a che fare. Poi certo, non va a finanziare una società che redistribuisce i diritti d'autore, quello no. Magra consolazione. :

            Sono argomenti veterocomunisti che non mi

            tangono, e anzi, in genere rispondo di
            prendere

            una macchina del tempo e tornare in Unione

            Sovietica, là sapevano bene quanto ciascuno

            doveva guadagnare, e perché.

            E qui l'omino di paglia colpisce ancora. Non ho
            scritto che Gigi d'Alessio ha tutto il diritto di
            essere ricco e godersi i proventi della sua
            musica? Ma ovviamente visto che la cosa ti
            impedirebbe di descrivermi come uno staliniano,
            allora è come se non l'avessi
            scritto.No guarda, questo mettere avanti le mani funziona forse con altri partecipanti al forum, non con me.Negare a Gigi D'Alessio la possibilità di vivere della propria musica oppure stabilire quanto debba legittimamente guadagnare sono la stessa cosa, dal punto di vista economico. Esattamente la stessa. È veterocomunismo, da lì non si sfugge.Nota che malgrado l'Italia non sia mai stata a governo comunista, in almeno due occasioni ha messo in pratica questo principio veterocomunista, ovviamente con conseguenze catastrofiche sul mercato: con l'invenzione dell'equo canone sugli affitti, nel 1978, e con il calmiere sui prodotti base della panificazione. Guarda caso aboliti, senza che nessuno li rimpianga. Al di fuori dei regimi comunisti nessuno ha il diritto di stabilire quanto debba guadagnare una persona terza, e perché.

            Ti posso solo dire che se i soldi di Gigi

            D'Alessio ti fanno così gola inizia a fare il

            cantante anche tu: vediamo quanto

            vendi.

            Quando mi chiedevi "chi sarebbe il povero"
            pensavo intendessi dire che siccome posso
            permettermi di comprare un HD nuovo, allora sono
            ricco almeno come quel povero diavolo di Gigi
            d'Alessio ridotto sul lastrico dalla copia
            privata. Se sono ricco come lui non vedo cosa gli
            dovrei
            invidiare.Ah, queste sono questioni che saprai tu, a me non importano.Dico solo che chi acquista un HD interno da 2 TB povero non è, e non tanto per il costo del dispositivo, ma per il PC che con quell'HD funzionerà.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza

            Acquistando un CD vergine tu non finanzi mai un
            artista in particolare.Questo non cambia il fatto che io contribuirò, anche se indirettamente, con l'acquisto del mio nuovo HD, al portafoglio, già abbastanza cicciottello, presumo, di Gigi d'Alessio.
            E ci sarà ovviamente chi di questo equo compenso
            non vedrà un cent, perché non vende nulla o quasi
            nulla. Non posso fare a meno di notare il contrasto tra una simile logica e la seguente frase tratta dalla solita http://www.copiaprivata.it/"Grazie alla copia privata [...] migliaia di autori ricevono un compenso che permette loro di creare liberamente le proprie opere ..."Ecco, è così che la propagandano. Salvo poi dare gran parte di questo compenso a chi già avrebbe mezzi a sufficienza per creare liberamente. Non è forse una presa in giro?
            Le tasse si possono modificare o
            abolire, ma la redistribuzione spetta solo al
            governo.Ok, vada per la seconda ... Abolire.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            Acquistando un CD vergine tu non finanzi mai
            un

            artista in particolare.

            Questo non cambia il fatto che io contribuirò,
            anche se indirettamente, con l'acquisto del mio
            nuovo HD, al portafoglio, già abbastanza
            cicciottello, presumo, di Gigi
            d'Alessio.Se vuoi evitare che Gigi D'Alessio abbia sucXXXXX devi acquistare quantità industriali di CD di un cantante che gli fa concorrenza sul suo stesso terreno. Piano piano i fan si spostano verso il nuovo.Altro sistema non c'è.

            E ci sarà ovviamente chi di questo equo
            compenso

            non vedrà un cent, perché non vende nulla o
            quasi

            nulla.

            Non posso fare a meno di notare il contrasto tra
            una simile logica e la seguente frase tratta
            dalla solita
            http://www.copiaprivata.it/
            "Grazie alla copia privata [...] migliaia di
            autori ricevono un compenso che permette loro di
            creare liberamente le proprie opere
            ..."
            Ecco, è così che la propagandano. Salvo poi dare
            gran parte di questo compenso a chi già avrebbe
            mezzi a sufficienza per creare liberamente. Non è
            forse una presa in
            giro?Lo è, ma la pubblicità è così.Sta al lettore capire che si tratta di un messaggio di parte, e teso ad un certo scopo: non è una comunicazione istituzionale.

            Le tasse si possono modificare o

            abolire, ma la redistribuzione spetta solo al

            governo.

            Ok, vada per la seconda ... Abolire.Non hai la maggioranza.Tra l'altro sottovaluti l'effetto "vacatio legis". Anche se togli i soldi da quella parte lì, lo Stato farà subito una legge per farli arrivare da un'altra. Cosa cambia, all'atto pratico, lo sai solo tu.
          • krane scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Se vuoi evitare che Gigi D'Alessio abbia sucXXXXX
            devi acquistare quantità industriali di CD di un
            cantante che gli fa concorrenza sul suo stesso
            terreno. Piano piano i fan si spostano verso il
            nuovo.
            Altro sistema non c'è. Speriamo nel sistema Baboom promesso da kim dotcom allora.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: krane
            - Scritto da: Leguleio


            Se vuoi evitare che Gigi D'Alessio abbia
            sucXXXXX

            devi acquistare quantità industriali di CD
            di
            un

            cantante che gli fa concorrenza sul suo
            stesso

            terreno. Piano piano i fan si spostano verso
            il

            nuovo.

            Altro sistema non c'è.

            Speriamo nel sistema Baboom promesso da kim
            dotcom
            allora.Se non lo estradano prima...
          • krane scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: krane

            - Scritto da: Leguleio

            Speriamo nel sistema Baboom promesso

            da kim dotcom allora.
            Se non lo estradano prima...Non e' un problema, non e' il socio unico, ma ci sono news ? Comincia a somigliare alla storia dell'E-cat !
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Non
            è

            forse una presa in

            giro?

            Lo è, ma la pubblicità è così.
            Sta al lettore capire che si tratta di un
            messaggio di parte, e teso ad un certo scopo: non
            è una comunicazione
            istituzionale.Già, ma di solito la pubblicità viene usata per vendere un prodotto, e che prodotto dovrebbero venderci, con questa pubblicità ingannevole, se il "compratore" è il Ministero, e noi non possiamo mettere becco? Non credo che quel sito sia rivolto al Ministero, e se lo è, allora è il Ministero che stanno prendendo in giro.

            Ok, vada per la seconda ... Abolire.

            Non hai la maggioranza.
            Tra l'altro sottovaluti l'effetto "vacatio
            legis". Anche se togli i soldi da quella parte
            lì, lo Stato farà subito una legge per farli
            arrivare da un'altra. Cosa cambia, all'atto
            pratico, lo sai solo
            tu.Non vedo quale necessità impellente ha lo stato di far arrivare più soldi a gente che di soldi ne ha più che a sufficienza. Tra l'altro mi viene in mente una cosa ... In tutta l'Unione Europea c'è l'equo compenso? E chissà quanti incassi ci ha fatto Gerard Depardieu prima di andarsene in Russia perché non voleva pagare le tasse?
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            Lo è, ma la pubblicità è così.

            Sta al lettore capire che si tratta di un

            messaggio di parte, e teso ad un certo
            scopo:
            non

            è una comunicazione

            istituzionale.
            Già, ma di solito la pubblicità viene usata per
            vendere un prodotto, e che prodotto dovrebbero
            venderci, con questa pubblicità ingannevole, se
            il "compratore" è il Ministero, e noi non
            possiamo mettere becco? Il compratore non è il Ministero.Il compratore sono gli associati alla SIAE, quelli attuali, e quelli futuri.Credi che sarebbe utile una pubblicità col testo "Associati a noi! Perderai i pochi soldi che possiedi, e molto probabilmente non vedrai un soldo di diritti d'autore"?


            Ok, vada per la seconda ... Abolire.



            Non hai la maggioranza.

            Tra l'altro sottovaluti l'effetto "vacatio

            legis". Anche se togli i soldi da quella
            parte

            lì, lo Stato farà subito una legge per farli

            arrivare da un'altra. Cosa cambia, all'atto

            pratico, lo sai solo

            tu.

            Non vedo quale necessità impellente ha lo stato
            di far arrivare più soldi a gente che di soldi ne
            ha più che a sufficienza. Tutela del lavoro altrui. Articolo 35 comma 1 della Costituzione.
            Tra l'altro mi viene in
            mente una cosa ... In tutta l'Unione Europea c'è
            l'equo compenso? Tutti gli Stati membri, tranne Gran Bretagna, Eire, Lussemburgo, Malta e Cipro.
            E chissà quanti incassi ci ha
            fatto Gerard Depardieu prima di andarsene in
            Russia perché non voleva pagare le
            tasse?Tutti se ne vanno all'estero, che discorsi, anche Aznavour risiede in Svizzera, e Michel Polnareff ha risieduto a lungo negli Usa, accusato anche lui di reati fiscali.Comunque artisti di questa levatura non guadagnano <B
            solo </B
            dal diritto d'autore. Anche da quello, ma hanno altre risorse.
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Il compratore non è il Ministero.
            Il compratore sono gli associati alla SIAE,
            quelli attuali, e quelli
            futuri.Una pubblicità che elogia i meriti dell'equo compenso mi sembra più rivolta a chi l'equo compenso lo deve accettare e approvare. Ma in effetti, in modo indiretto, può essere rivolta anche agli associati.

            Non vedo quale necessità impellente ha lo
            stato

            di far arrivare più soldi a gente che di
            soldi
            ne

            ha più che a sufficienza.

            Tutela del lavoro altrui. Articolo 35 comma 1
            della
            Costituzione.Che per come la vedo io, non c'entra niente. Il lavoro per la copia privata lo faccio io. Il lavoro degli autori è tutelato se gli arrivano i soldi delle copie vendute.
            Tutti se ne vanno all'estero, che discorsi, anche
            Aznavour risiede in Svizzera, e Michel Polnareff
            ha risieduto a lungo negli Usa, accusato anche
            lui di reati
            fiscali.
            Comunque artisti di questa levatura non
            guadagnano <B
            solo </B
            dal
            diritto d'autore. Anche da quello, ma hanno altre
            risorse.Sì, in effetti forse me la prendo con l'unico che ha parlato chiaro anziché andarsene alla chetichella, ma il fatto di dover pagare una tassa per dare qualche soldo in più a gente che si lamenta e se ne va perché i ricchi pagano troppe tasse ... Di nuovo, direi che l'orticaria è più che giustificata.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza


            Il compratore non è il Ministero.

            Il compratore sono gli associati alla SIAE,

            quelli attuali, e quelli

            futuri.

            Una pubblicità che elogia i meriti dell'equo
            compenso mi sembra più rivolta a chi l'equo
            compenso lo deve accettare e approvare. Non è il ministero in ogni caso. Il ministero deve, su disposizione della legge, stabilire gli adeguamenti delle tariffe ogni tre anni, ho scoperto ora che era in ritardo di 30 mesi; niente di più.L'abrogazione della legge, o al contrario una legge che introduca un nuovo equo compenso, stavolta sulle canzoni fischiettate sotto la doccia, spetta al parlamento.


            Non vedo quale necessità impellente ha
            lo

            stato


            di far arrivare più soldi a gente che di

            soldi

            ne


            ha più che a sufficienza.



            Tutela del lavoro altrui. Articolo 35 comma 1

            della

            Costituzione.

            Che per come la vedo io, non c'entra niente. Il
            lavoro per la copia privata lo faccio io. Il
            lavoro degli autori è tutelato se gli arrivano i
            soldi delle copie
            vendute.Con le copie personali è tutelato ancora meglio. Il diritto d'autore è nato molto prima della Costituzione, quindi in quell'articolo sono implicitamente compresi l'artista e il creativo come mestieri a tutti gli effetti, con principi di remunerazione peculiari legittimi e riconosciuti.

            Comunque artisti di questa levatura non

            guadagnano <B
            solo </B
            dal

            diritto d'autore. Anche da quello, ma hanno
            altre

            risorse.

            Sì, in effetti forse me la prendo con l'unico che
            ha parlato chiaro anziché andarsene alla
            chetichella, ma il fatto di dover pagare una
            tassa per dare qualche soldo in più a gente che
            si lamenta e se ne va perché i ricchi pagano
            troppe tasse ... Di nuovo, direi che l'orticaria
            è più che
            giustificata.Non credo che sia mai esistita un'epoca storica in cui i poveri erano contenti di essere tali, e non avevano qualche recriminazione verso i ricchi. È dinamica sociale universale. Non so però se è il caso di farne un motivo di rivoluzione.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 12 luglio 2014 23.04-----------------------------------------------------------
          • jaro scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio


            Tutela del lavoro altrui. Articolo 35
            comma
            1


            della


            Costituzione.



            Che per come la vedo io, non c'entra niente.
            Il

            lavoro per la copia privata lo faccio io. Il

            lavoro degli autori è tutelato se gli
            arrivano
            i

            soldi delle copie

            vendute.

            Con le copie personali è tutelato ancora meglio.E certo. Se vogliamo tutelare a tutto tondo il lavoro di qualcuno, tuteliamo anche il lavoro che non fa.
            Il diritto d'autore è nato molto prima della
            Costituzione, quindi in quell'articolo sono
            implicitamente compresi l'artista e il creativo
            come mestieri a tutti gli effetti, con principi
            di remunerazione peculiari legittimi e
            riconosciuti.Se così fosse, qualsiasi riforma del diritto d'autore sarebbe incostituzionale. Sono certo che non è così.
            Non credo che sia mai esistita un'epoca storica
            in cui i poveri erano contenti di essere tali, e
            non avevano qualche recriminazione verso i
            ricchi. È dinamica sociale universale. Non
            so però se è il caso di farne un motivo di
            rivoluzione.Ma perché? Per abolire un articolo di legge ci vuole una nuova Rivoluzione Francese? (Che poi, per inciso, credo che avesse tra i suoi fattori scatenanti, lo scontento dei poveri).
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza




            Tutela del lavoro altrui. Articolo
            35

            comma

            1



            della



            Costituzione.





            Che per come la vedo io, non c'entra
            niente.

            Il


            lavoro per la copia privata lo faccio
            io.
            Il


            lavoro degli autori è tutelato se gli

            arrivano

            i


            soldi delle copie


            vendute.



            Con le copie personali è tutelato ancora
            meglio.

            E certo. Se vogliamo tutelare a tutto tondo il
            lavoro di qualcuno, tuteliamo anche il lavoro che
            non
            fa.O piuttosto: tuteliamo i proventi da lavoro di cui altrimenti non godrebbe.Nessuno sostiene che il lavoro di fare copie spetti all'artista, quella è un'azione meccanica che esula dal suo compito ed è calcolata a parte. Il diritto d'autore sancisce il principio che ogni copia effettuata e utilizzata effettivamente produca un introito per l'artista.

            Il diritto d'autore è nato molto prima della

            Costituzione, quindi in quell'articolo sono

            implicitamente compresi l'artista e il
            creativo

            come mestieri a tutti gli effetti, con
            principi

            di remunerazione peculiari legittimi e

            riconosciuti.

            Se così fosse, qualsiasi riforma del diritto
            d'autore sarebbe incostituzionale. Sono certo che
            non è
            così.No, perché qualsiasi riforma?Sarebbe incostituzionale non riconoscere più i proventi ai lavori creativi, quello sì; così come abolire il diritto di guadagnare vendendo pane per quanto riguarda i panettieri. Poi ogni legge scelga il modello più consono alla materia a cui si applica.

            Non credo che sia mai esistita un'epoca
            storica

            in cui i poveri erano contenti di essere
            tali,
            e

            non avevano qualche recriminazione verso i

            ricchi. È dinamica sociale universale.
            Non

            so però se è il caso di farne un motivo di

            rivoluzione.

            Ma perché? Per abolire un articolo di legge ci
            vuole una nuova Rivoluzione Francese? (Che poi,
            per inciso, credo che avesse tra i suoi fattori
            scatenanti, lo scontento dei
            poveri).No, non è indispensabile una rivoluzione, ma coloro che auspicano l'abolizione di quell'articolo di legge auspicano anche l'abolizione del diritto d'autore per intero, e poi anche dei brevetti, e delle indennità ai parlamentari, e della professione di avvocato, e delle rendite finanziarie...Leggo PI da tempo, so di che parlo.Per tutte queste cose ci vuole una rivoluzione, sì sì. :)
        • Sg@bbio scrive:
          Re: delirio di onnipotenza
          Insomma, odi chi la pensa diversamente da te.
          • Leguleio scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            Censura!Bavaglio!Dito e Luna!Divagazioni!Frittata e padella!
          • tucumcari scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            e.... kebab....Nel tuo mondo non so ma in quello reale e nonostante le "interpretazioni" è così che finisce.Invece di "interpretare" è meglio che apri gli occhi e guardi la realtà che c'è attorno a te.
          • Funz scrive:
            Re: delirio di onnipotenza
            - Scritto da: Leguleio
            Censura!
            Bavaglio!
            Dito e Luna!
            Divagazioni!
            Frittata e padella!imbe*****cille! :p
    • ... scrive:
      Re: delirio di onnipotenza
      Bello farsi grande col lavoro altrui.Se un artista di cui leggo i libri mi dicesse "lo sfrutteresti di meno il tuo tablet" o "senza le mie opere ti mancherebbe qualcosa" o una cosa del genere, è vero, sarebbe così. Ma se lo dice un ******* che non fa altro che sfruttare il lavoro altrui per arricchirsi, imponendo balzelli vari per ogi tipo di utilizzo del suddetto lavoro altrui... bè... patetico... e son gentile...
    • Enry scrive:
      Re: delirio di onnipotenza
      - Scritto da: bradipao
      " senza le opere dell'ingegno e i contributi dei
      nostri creativi - avverte il direttore generale
      della SIAE Gaetano Blandini - i loro device
      sarebbero solo vuoti e scintillanti pezzi di
      latta
      "

      Puro delirio di onnipotenza. Vuoto pezzo di latta
      sarà il suo. C'è una stragrande maggioranza di
      utenti che usa i propri smartphone per inviare
      ricevere email, socializzare sui social network,
      vedere siti, giocare, usare app, fare foto e
      filmati. Il tutto senza minimamente violare le
      opere e i contributi dei LORO
      creativi.Perchè c'è qualcuno che "paga" per te e permette a te di usare i contenuti sul telefonino, babbeo. Senza i "contenuti" il telefono (cosi come qualunque altro dispositivo), è vuoto. Un pezzo di latta. Poi possiamo discutere se quello che ci va dentro ha diritto di starci o meno... ma è un'altra storia che non affronto visto che manco arrivi a comprendere l'inzio della storia ...
  • Leguleio scrive:
    Equo compenso in Europa
    " ...in Europa, nei paesi in cui è previsto un sistema di prelievo proporzionale alla capacità di memoria (e ad eccezione di Regno Unito, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Cipro e Spagna, che non prevedono l'imposizione) "In Spagna mi risulta che la compensación equitativa por copia privada era stata annullata, ma è stata reintrodotta su presupposti nuovi:http://www.eikenlex.com/index.php?option=com_content&task=view&id=1295&Itemid=253I paesi in Europa occidentale che ne sono privi sono solo cinque: Gran Bretagna, Irlanda, Cipro, Malta e Lussemburgo.
    • tucumcari scrive:
      Re: Equo compenso in Europa
      E quelli col "bollino"? :Dhttp://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2012-02-12/siae-perde-bollini-rimborsa-180525.shtml?uuid=AabUBoqE
    • panda rossa scrive:
      Re: Equo compenso in Europa
      - Scritto da: Leguleio
      I paesi in Europa occidentale che ne sono privi
      sono solo cinque: Gran Bretagna, Irlanda, Cipro,
      Malta e
      Lussemburgo.Molto bene.Ora sappiamo dove fare i nostri acquisti.
      • Leguleio scrive:
        Re: Equo compenso in Europa


        I paesi in Europa occidentale che ne sono
        privi

        sono solo cinque: Gran Bretagna, Irlanda,
        Cipro,

        Malta e

        Lussemburgo.

        Molto bene.
        Ora sappiamo dove fare i nostri acquisti.Alcuni in una discussione precedente sostengono che a causa dell'alto tenore di vita i CD e DVD vergini sono cari lo stesso. Ma non ho controllato i prezzi.
        • panda rossa scrive:
          Re: Equo compenso in Europa
          - Scritto da: Leguleio


          I paesi in Europa occidentale che ne
          sono

          privi


          sono solo cinque: Gran Bretagna,
          Irlanda,

          Cipro,


          Malta e


          Lussemburgo.



          Molto bene.

          Ora sappiamo dove fare i nostri acquisti.

          Alcuni in una discussione precedente sostengono
          che a causa dell'alto tenore di vita i CD e DVD
          vergini sono cari lo stesso. Ma non ho
          controllato i
          prezzi.La soddisfazione di non versare un centesimo ai parassiti italiani non ha prezzo.
          • MicroShit Supporter scrive:
            Re: Equo compenso in Europa



            Molto bene.


            Ora sappiamo dove fare i nostri
            acquisti.



            Alcuni in una discussione precedente
            sostengono

            che a causa dell'alto tenore di vita i CD e
            DVD

            vergini sono cari lo stesso. Ma non ho

            controllato i

            prezzi.

            La soddisfazione di non versare un centesimo ai
            parassiti italiani non ha
            prezzo.Concordo.Toglire quanto piu'possibile oggineno ai parassiti e' un dovere morale.
          • MicroShit Supporter scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            *togliere*ossigenoMattina presto... :D
          • ruppolo scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio



            I paesi in Europa occidentale che
            ne

            sono


            privi



            sono solo cinque: Gran Bretagna,

            Irlanda,


            Cipro,



            Malta e



            Lussemburgo.





            Molto bene.


            Ora sappiamo dove fare i nostri
            acquisti.



            Alcuni in una discussione precedente
            sostengono

            che a causa dell'alto tenore di vita i CD e
            DVD

            vergini sono cari lo stesso. Ma non ho

            controllato i

            prezzi.

            La soddisfazione di non versare un centesimo ai
            parassiti italiani non ha
            prezzo.Ha un prezzo molto alto, invece. Ma solitamente un parassita non si prende cura dell'organismo da cui dipende.
          • Sg@bbio scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            Si vede che non hai argomenti.
          • ruppolo scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            - Scritto da: Sg@bbio
            Si vede che non hai argomenti.Non puoi capire perché non ho parlato a te.
          • cicciobello scrive:
            Re: Equo compenso in Europa

            Ha un prezzo molto alto, invece.Quale sarebbe tale prezzo? Tanto sei tu che lo paghi.
            Ma solitamente
            un parassita non si prende cura dell'organismo da
            cui
            dipende.Chi scarica mica dipende dalla siae.
          • ruppolo scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            - Scritto da: cicciobello

            Ha un prezzo molto alto, invece.


            Quale sarebbe tale prezzo? Tanto sei tu che lo
            paghi.Il prezzo lo paghi anche tu.


            Ma solitamente

            un parassita non si prende cura
            dell'organismo
            da

            cui

            dipende.

            Chi scarica mica dipende dalla siae.Chi scarica si tira la zappa sul cranio, e se lo spacca. Purtroppo.
          • Gigetto scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            Concordo.
        • Funz scrive:
          Re: Equo compenso in Europa
          - Scritto da: Leguleio


          I paesi in Europa occidentale che ne
          sono

          privi


          sono solo cinque: Gran Bretagna,
          Irlanda,

          Cipro,


          Malta e


          Lussemburgo.



          Molto bene.

          Ora sappiamo dove fare i nostri acquisti.

          Alcuni in una discussione precedente sostengono
          che a causa dell'alto tenore di vita i CD e DVD
          vergini sono cari lo stesso. Ma non ho
          controllato i
          prezzi.Vai su nierle.it (base: LUX) e fatti un'idea
      • anverone99 scrive:
        Re: Equo compenso in Europa
        - Scritto da: panda rossa
        - Scritto da: Leguleio


        I paesi in Europa occidentale che ne sono
        privi

        sono solo cinque: Gran Bretagna, Irlanda,
        Cipro,

        Malta e

        Lussemburgo.

        Molto bene.
        Ora sappiamo dove fare i nostri acquisti.Date i link ai migliori negozi online, se ne sapete, please
        • Passante scrive:
          Re: Equo compenso in Europa
          - Scritto da: anverone99
          - Scritto da: panda rossa

          - Scritto da: Leguleio




          I paesi in Europa occidentale che ne sono

          privi


          sono solo cinque: Gran Bretagna, Irlanda,

          Cipro,


          Malta e


          Lussemburgo.



          Molto bene.

          Ora sappiamo dove fare i nostri acquisti.

          Date i link ai migliori negozi online, se ne
          sapete, pleaseMa dal prossimo anno l'Europa dovrebbe regolarizzare in modo che si paghino le tassazioni del paese di arrivo o sbagio ?
          • panda rossa scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            - Scritto da: Passante
            - Scritto da: anverone99

            - Scritto da: panda rossa


            - Scritto da: Leguleio






            I paesi in Europa occidentale che
            ne
            sono


            privi



            sono solo cinque: Gran Bretagna,
            Irlanda,


            Cipro,



            Malta e



            Lussemburgo.





            Molto bene.


            Ora sappiamo dove fare i nostri
            acquisti.



            Date i link ai migliori negozi online, se ne

            sapete, please

            Ma dal prossimo anno l'Europa dovrebbe
            regolarizzare in modo che si paghino le
            tassazioni del paese di arrivo o sbagio
            ?"Il pizzo compenso non e' una tassa." (cit. SIAE)
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Equo compenso in Europa
            contenuto non disponibile
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