Google Map Maker, la riforma è impellente

Per scongiurare incidenti diplomatici e spam, Mountain View si ripromette di esercitare un controllo più efficace sui contributi degli utenti

Roma – Non ci sono mai stati dubbi sul fatto che l’area verde che per una manciata di ore si è stagliata nei pressi della cittadina pakistana di Rawalpindi non fosse opera di un progettista di paesaggi: solo il sarcasmo di un netizen avrebbe potuto sagomare a mezzo Map Maker un robottino Android nell’atto di oltraggiare fisiologicamente la Mela di Apple.


L’utente nitricboy , appassionato e accreditato contributore delle mappe di Google, con all’attivo numerosi interventi più o meno leciti, ha operato per gradi, dando vita all’immagine segmento per segmento: sorprende però come certe modifiche siano passate inosservate alla community dei revisori. Google ha sempre confidato nel fatto che coloro che si prendano la briga di investire del tempo su Map Maker per operare sulle mappe e per monitorare le operazioni degli altri utenti lo facciano con la migliore delle intenzioni.

La maggior parte degli utenti che lavora su Maps mette in atto delle “buone modifiche” ha spiegato una portavoce di Google, a in questo caso il contenuto era evidentemente “inappropriato”. “Gestire lo spam è una questione complessa e lavoriamo costantemente per migliorare i nostri sistemi, a partire da nuovi modi per prevenire, individuare, gestire e rimuovere le modifiche non corrette” ha spiegato Mountain View senza entrare nei dettagli: il processo di amministrazione di Map Maker, per ora, è facilmente aggirabile con la semplice creazione di account che abbiano il solo scopo di approvare le modifiche.

Gaia Bottà

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