Google Now e la sveglia per i pendolari

Il servizio di previsioni e suggerimenti personalizzati di Mountain View si arricchisce di una nuova funzionalità. Creata per mettere fine alla piaga delle fermate mancate

la nuova funzione di google now Roma – Il sistema di analisi e tracciamento delle abitudini compreso in tutti gli smartphone Android (e pure su iOS e PC , anche se con funzioni limitate rispetto all’originale) si arricchisce di una nuova funzione: sfruttando le informazioni raccolte sul proprietario del device sarà in grado di rammentare anche quando scendere dal bus, tram o metro . Le capacità dell’assistente personale intelligente di Android si fanno sempre più incredibili.

Google Now approfitta delle informazioni su geolocalizzazione del terminale e spostamenti del suo proprietario per raccogliere indizi su dove vive, dove lavora, quali sono i suoi orari di ingresso e uscita . Dalle 9 alle 5 orario standard per l’ufficio, l’associazione di un punto GPS alla sede di un’azienda già registrata negli sconfinati database di Mountain View, sono ottime indicazioni che un certo luogo sia la sede di lavoro dell’utente: se poi si trascorre la notte sempre nello stesso posto, basta poco per dedurre anche la localizzazione delle mura domestiche. Di solito bastano tre giorni a Google per ottenere tutte le informazioni necessarie a fissare i parametri base: a quel punto scattano i consigli su tempi di percorrenza, consigli su itinerari alternativi e ogni altro suggerimento utile a semplificare la vita.

Tra questi possono figurare anche le indicazioni sui mezzi pubblici: e se Google Now rileva che ci si trova a bordo di uno di questi, perché è in grado di fare anche questo, ora interpola le informazioni utili a suggerire e ricordare il momento giusto per abbandonare la vettura e non dimenticarsi di scendere. Mai più pisolini imprevisti che causano ritardi in ufficio: Now è in grado di salvare il suo proprietario da divagazioni impreviste in lande sconosciute.

Il funzionamento non è garantito su tutte le piattaforme su cui il servizio è disponibile: su iOS le informazioni a cui può attingere sono limitate (per ora Apple tiene il meglio per sé e Siri, con iOS 8 magari cambierà qualcosa), su PC ovviamente il GPS è una rarità (così come difficilmente si utilizza il PC sull’autobus).

Luca Annunziata

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  • Uno Qualunque scrive:
    Macchestataddi'?
    Posso chiedere di essere rimosso dagli atti pubblici? No!Posso chiedere di essere rimosso dai giornali nelle biblioteche? No!Posso chiedere di essere rimosso dalla memoria (scritta e non) di tutta la gente? No!Ma allora perché rimuovere le informazioni da Google?Perché non anche dai siti indicizzati da Google?Perché non anche dai vari snapshot che stanno in giro?E dai libri, registrazioni video e audio ...Chi chiede di essere rimosso è perché ha da nascondere qualcosa del suo passato (e forse del suo presente).Qualcosa che comunque è sucXXXXX (detto, fatto, baciato, lettera o testamento), che è stato descritto e che per stare su un sito e/o su un indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e ce lo ha messo perché così ha voluto. Era un informazione pubblica.Sono stato condannato/implicato in un fattaccio di 10 anni fa.La cosa era sui giornali, in TV, in radio e, grazziaddio, anche sul web.Ora faccio l'amministratore delegato e quella cosa macchia il mio curriculum.Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più attento a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo non puoi spacciarti per un santo come vorresti fare.Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo delle persone serie che pagano le conseguenze dei propri errori e può fregiarsi delle proprie conquiste. Onori e oneri.Fra dieci anni il capitano di una nave da crociera vorrà essere dimenticato dal web per diventare presidente di una compagnia di navigazione.Un politico che ha preso soldi per una diga marina di protezione vorrà diventare un candido presidente della repubblica.Un banchiere che ha dato denari a destra e a manca affossando la banca che dirigeva vorrà diventare, chessò, presidente della BCE.E uno che ubriaco e fatto al volante ha ucciso tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un cittadino modello e magari aprire una scuola guida.Cancellare l'informazione di un fatto non cancella il fatto e le sue implicazioni.Cancellare e modificare l'informazione serve solo a fare in modo che i cittadini non abbiano facilità di acXXXXX alle informazioni. Serve solo a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino e possibile.
    • Leguleio scrive:
      Re: Macchestataddi'?

      Posso chiedere di essere rimosso dagli atti
      pubblici?
      No!
      Posso chiedere di essere rimosso dai giornali
      nelle biblioteche?
      No!
      Posso chiedere di essere rimosso dalla memoria
      (scritta e non) di tutta la gente?
      No!
      Ma allora perché rimuovere le informazioni da
      Google?Google rimuove i link. Le informazioni rimangono lì dove sono.
      Perché non anche dai siti indicizzati da Google?Anche da lì, certo. Quello dei quotidiani é solo il primo passo.
      Perché non anche dai vari snapshot che stanno in
      giro?Perché non sono ancora così diffusi da costituire un problema. Secondo me in futuro si arriverà anche a quello.
      E dai libri, registrazioni video e audio ...Cosa c'entrano i libri e i film? Qui si parla di documenti presenti sul web, indicizzabili dai motori di Google.
      Chi chiede di essere rimosso è perché ha da
      nascondere qualcosa del suo passato (e forse del
      suo
      presente).E la cosa non è vietata dalla legge.Anzi, il diritto all'oblio consiste anche in questo. Non solo questo, certo, ma una buona parte del concetto ricopre la frase appena espressa.
      Qualcosa che comunque è sucXXXXX (detto, fatto,
      baciato, lettera o testamento), che è stato
      descritto e che per stare su un sito e/o su un
      indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e ce lo
      ha messo perché così ha voluto. Era un
      informazione
      pubblica.Era, appunto.A distanza di anni l'interesse pubblico non esiste più.
      Sono stato condannato/implicato in un fattaccio
      di 10 anni
      fa.
      La cosa era sui giornali, in TV, in radio e,
      grazziaddio, anche sul
      web.
      Ora faccio l'amministratore delegato e quella
      cosa macchia il mio
      curriculum.
      Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più attento
      a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo non
      puoi spacciarti per un santo come vorresti
      fare.Lo fanno tutti, per inciso.E siccome esiste il concetto di riabilitazione, a questo mondo, il tribunale europeo del Lussemburgo ha stabilito che Google deve eliminare i link a materiale non più attuale.
      Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo
      delle persone serie che pagano le conseguenze dei
      propri errori e può fregiarsi delle proprie
      conquiste. Onori e
      oneri.La Corte europea non la pensa come te.
      Fra dieci anni il capitano di una nave da
      crociera vorrà essere dimenticato dal web per
      diventare presidente di una compagnia di
      navigazione.
      Un politico che ha preso soldi per una diga
      marina di protezione vorrà diventare un candido
      presidente della
      repubblica.
      Un banchiere che ha dato denari a destra e a
      manca affossando la banca che dirigeva vorrà
      diventare, chessò, presidente della
      BCE.
      E uno che ubriaco e fatto al volante ha ucciso
      tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un
      cittadino modello e magari aprire una scuola
      guida.In linea di principio è così, ma tieni presente che i personaggi pubblici non godono del diritto alla privacy, e quindi è improbabile che Google cancelli anche i dati che li riguardano. Il provvedimento riguarda i privati cittadini.Non credere che chi gli lascia ricoprire queste cariche non lo sappia, per inciso. Non esiste solo il motore di Google per risalire a certi fatti. Semplicemente sceglie di ignorare il passato.
      Cancellare l'informazione di un fatto non
      cancella il fatto e le sue
      implicazioni.Qui non si tratta nemmeno di cancellare, ma di evitare un link da parte di Google.Se io ricordo esattamente il giorno in cui un certo fatto è accaduto, digito la data nell'archivio de <I
      La stampa </I
      , o del <I
      Corriere della sera </I
      , o di <I
      Repubblica </I
      , e fra le pagine quella notizia la ritrovo come prima.Solo che non compare più fra i risultati di google.
      Cancellare e modificare l'informazione serve solo
      a fare in modo che i cittadini non abbiano
      facilità di acXXXXX alle informazioni. Sí, ma quella che tu chiami facilità d'acXXXXX vista dall'altra parte della barricata si chiama violazione della privacy. Un bilanciamento fra le due esigenze è necessario.
      Serve solo
      a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino e
      possibile.Esagerato.Nel romanzo di Orwell venivano vaporizzati sia gli articoli di giornale sia, spesso, le persone coinvolte. Qui si tratta solo di rimuovere alcuni link, e su richiesta dei cittadini, non dei governi (almeno si spera).
      • webwizard scrive:
        Re: Macchestataddi'?
        - Scritto da: Leguleio
        Anche da lì, certo. Quello dei quotidiani é solo
        il primo passo.Non è che la cosa mi rende più tranquillo...



        Perché non anche dai vari snapshot che
        stanno
        in

        giro?

        Perché non sono ancora così diffusi da costituire
        un problema. Secondo me in futuro si arriverà
        anche a quello.Idem come sopra



        E dai libri, registrazioni video e audio ...

        Cosa c'entrano i libri e i film? Qui si parla di
        documenti presenti sul web, indicizzabili dai
        motori di Google.Eh, no: è una questione di principio. Ovvero, se il principio vale per il web, deve valere per tutto, o meglio, se il principio NON vale per il cartaceo, men che meno deve valere per il web.


        Chi chiede di essere rimosso è perché ha da

        nascondere qualcosa del suo passato (e forse
        del suo presente).

        E la cosa non è vietata dalla legge.
        Anzi, il diritto all'oblio consiste anche in
        questo. Non solo questo, certo, ma una buona
        parte del concetto ricopre la frase appena
        espressa.
        Ever qualcosa da nascondere non è vietato dalla legge, ma nemmeno il diritto all'informazione è vietato, anzi.


        Qualcosa che comunque è sucXXXXX (detto,
        fatto,

        baciato, lettera o testamento), che è stato

        descritto e che per stare su un sito e/o su
        un

        indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e
        ce
        lo

        ha messo perché così ha voluto. Era un

        informazione

        pubblica.

        Era, appunto.
        A distanza di anni l'interesse pubblico non
        esiste più.Se l'interesse pubblico non esiste più non c'è nemmeno la necessità della rimozione. Se qualcuno va a cercare l'informazione, vuol dire che l'interesse c'è ancora.



        Sono stato condannato/implicato in un
        fattaccio di 10 anni

        fa.

        La cosa era sui giornali, in TV, in radio e,

        grazziaddio, anche sul web.

        Ora faccio l'amministratore delegato e quella

        cosa macchia il mio

        curriculum.

        Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più
        attento

        a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo
        non

        puoi spacciarti per un santo come vorresti

        fare.

        Lo fanno tutti, per inciso.
        E siccome esiste il concetto di riabilitazione, a
        questo mondo, il tribunale europeo del
        Lussemburgo ha stabilito che Google deve
        eliminare i link a materiale non più attuale.
        Riabilitazione vuol dire che, ad esempio, hai fatto una XXXXXXX dieci anni fa, hai pagato e ora sei una persona corretta. Ottimo, tutta la storia (e intendo TUTTA, riabilitazione compresa) sarà sul web. Se, invece, hai fatto la XXXXXXX ma NON sei una persona perbene, sarebbe interessante potersi ricordare di certi trascorsi. Pensa, ad esempio, a uno come Primo Greganti...

        Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo

        delle persone serie che pagano le
        conseguenze
        dei

        propri errori e può fregiarsi delle proprie

        conquiste. Onori e

        oneri.

        La Corte europea non la pensa come te.
        La Corte di Giustizia non è Dio, e le informazioni restano indicizzate da Google al di fuori dell'UE (e basta un proxy per recuperarle). L'Avvocato Generale della stessa corte, ad esempio, la pensava in maniera completamente diversa.

        Fra dieci anni il capitano di una nave da

        crociera vorrà essere dimenticato dal web per

        diventare presidente di una compagnia di

        navigazione.

        Un politico che ha preso soldi per una diga

        marina di protezione vorrà diventare un
        candido

        presidente della

        repubblica.

        Un banchiere che ha dato denari a destra e a

        manca affossando la banca che dirigeva vorrà

        diventare, chessò, presidente della

        BCE.

        E uno che ubriaco e fatto al volante ha
        ucciso

        tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un

        cittadino modello e magari aprire una scuola

        guida.

        In linea di principio è così, ma tieni presente
        che i personaggi pubblici non godono del diritto
        alla privacy, e quindi è improbabile che Google
        cancelli anche i dati che li riguardano. Il
        provvedimento riguarda i privati
        cittadini.
        Non credere che chi gli lascia ricoprire queste
        cariche non lo sappia, per inciso. Non esiste
        solo il motore di Google per risalire a certi
        fatti. Semplicemente sceglie di ignorare il
        passato.
        Intanto però hai sdoganato il principio. Queste situazioni sono come aprire il Vaso di Pandora: ne perdi il controllo.

        Cancellare l'informazione di un fatto non

        cancella il fatto e le sue

        implicazioni.

        Qui non si tratta nemmeno di cancellare, ma di
        evitare un link da parte di
        Google.
        Se io ricordo esattamente il giorno in cui un
        certo fatto è accaduto, digito la data
        nell'archivio de <I
        La stampa </I

        , o del <I
        Corriere della sera </I

        , o di <I
        Repubblica </I
        , e fra
        le pagine quella notizia la ritrovo come
        prima.
        Solo che non compare più fra i risultati di
        google.
        Altra XXXXXXX. O cancelli l'informazione alla fonte, o la lasci indicizzabile. E' una decisione che non ha nessuna base logica a sostenerla. Mi ricorda tanto le polemiche sui numeri telefonici 144: tra l'imbroglione che truffa e gli utenti babbei che chiamano, chi riteniamo responsabile? La Telecom, ovvio !


        Cancellare e modificare l'informazione serve
        solo

        a fare in modo che i cittadini non abbiano

        facilità di acXXXXX alle informazioni.

        Sí, ma quella che tu chiami facilità
        d'acXXXXX vista dall'altra parte della barricata
        si chiama violazione della privacy.

        Un bilanciamento fra le due esigenze è necessario.
        Ma XXXXX miseria, come si fa a parlare di violazione della privacy su un contenuto disponibile pubblicamente ??? Poteva (forse) avere un senso se pretendevi la rimozione dal sito originale e POI (forse) dal motore di ricerca, ma rimuovere solo il link da Google e lasciarlo sul sito originale è una XXXXXXX giuridica fatta e finita.


        Serve solo

        a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino
        e

        possibile.

        Esagerato.
        Nel romanzo di Orwell venivano vaporizzati sia
        gli articoli di giornale sia, spesso, le persone
        coinvolte. Qui si tratta solo di rimuovere alcuni
        link, e su richiesta dei cittadini, non dei
        governi (almeno si spera).Togli il "si spera". Se non sei un quattordicenne sprovveduto (e non credo proprio che tu lo sia, anzi) saprai benissimo come vanno queste cose. intanto, cominciano a vaporizzare i link: vediamo quanto ci mettono ad arrivare agli articoli di giornale (perché, una volta passato il principio, ci arrivano eccome). Per le persone, spero di essere già morto quando succederà.
        • Leguleio scrive:
          Re: Macchestataddi'?

          Non è che la cosa mi rende più tranquillo...Le leggi e le sentenze non sono fatte per tranquillizzare.
          Eh, no: è una questione di principio. Ovvero, se
          il principio vale per il web, deve valere per
          tutto, o meglio, se il principio NON vale per il
          cartaceo, men che meno deve valere per il
          web.Non esiste nulla per i film e per i libri che sia paragonabile a Google, che cioè renda accessibile in punta di clic tutte le informazioni immagazzinate sul web.Quando lo inventeranno, immagino che una direttiva europea legifererà anche su quello.
          Ever qualcosa da nascondere non è vietato dalla
          legge, ma nemmeno il diritto all'informazione è
          vietato,
          anzi.Non esiste un vero "diritto all'informazione", inteso come diritto passivo da parte dei cittadini.Esiste il diritto a informare, garantito a quotidiani, radio, tv dalla costituzione, ai siti web un po' meno, e un diritto a leggere quel che si vuole, finché la produzione di quella pubblicazione è legale. Sono due cose disgiunte.

          Era, appunto.

          A distanza di anni l'interesse pubblico non

          esiste più.

          Se l'interesse pubblico non esiste più non c'è
          nemmeno la necessità della rimozione. Se qualcuno
          va a cercare l'informazione, vuol dire che
          l'interesse c'è
          ancora.Cerca il nome e cognome, non l'informazione. E va da sé, associato al nome trova l'informazione.Sta' tranquillo che nessuna Corte si pronuncerà mai su una notizia del tipo "un uomo 37 enne residente a Roma...", oppure su notizie che parlano di imprese da parte di animali o esseri immaginari.
          Riabilitazione vuol dire che, ad esempio, hai
          fatto una XXXXXXX dieci anni fa, hai pagato e ora
          sei una persona corretta. Sì.
          Ottimo, tutta la storia
          (e intendo TUTTA, riabilitazione compresa) sarà
          sul web. Se, invece, hai fatto la XXXXXXX ma NON
          sei una persona perbene, sarebbe interessante
          potersi ricordare di certi trascorsi. Pensa, ad
          esempio, a uno come Primo
          Greganti...Era una persona pubblica, non avrebbe mai potuto chiedere la cancellazione dei trascorsi.La vicenda sua, e di altri come lui, è preoccupante per un altro aspetto: come si possono tagliare i ponti con persone a conoscenza di molti segreti su dirigenti ancora in carica, segreti non sempre leciti, e che si è fatto alcuni anni di carcere <B
          anche </B
          per coprirli? Come si fa a dirgli di no quando si propone per un incarico che è in grado di ricoprire, anche se non onestamente?
          La Corte di Giustizia non è Dio, e le
          informazioni restano indicizzate da Google al di
          fuori dell'UE (e basta un proxy per recuperarle).Parliamo dell'UE, qui su questo articolo.Quando un articolo di PI parlerà del trattamento dei dati personali in Bhutan, discuteremo di quello.
          L'Avvocato Generale della stessa corte, ad
          esempio, la pensava in maniera completamente
          diversa.Cosa pensava?
          Intanto però hai sdoganato il principio. Queste
          situazioni sono come aprire il Vaso di Pandora:
          ne perdi il
          controllo.Ma il "controllo" di che cosa?Tu davvero credi che la gente usi il web per informarsi sul passato di un personaggio che è candidato alle elezioni, oppure che sta per vincere un appalto?Lo usano per i pettegolezzi sul vicino, figurati. E se anche vengono a sapere che un certo candidato o un certo vincitore dell'appalto ha un passato dubbio, non cambiano idea e non sollevano il caso con manifestazioni di piazza: se ne infischiano. È sempre andata così.

          Se io ricordo esattamente il giorno in cui un

          certo fatto è accaduto, digito la data

          nell'archivio de <I
          La stampa
          </I


          , o del <I
          Corriere della sera
          </I


          , o di <I
          Repubblica </I
          , e
          fra

          le pagine quella notizia la ritrovo come

          prima.

          Solo che non compare più fra i risultati di

          google.



          Altra XXXXXXX. O cancelli l'informazione alla
          fonte, o la lasci indicizzabile. No, bisogna salvaguardare entrambi i diritti. Quello all'oblio, e quello all'impresa (in questo caso impresa giornalistica).
          E' una decisione
          che non ha nessuna base logica a sostenerla. La legge non prevede solo cose logiche.Lo scopri ora?

          Un bilanciamento fra le due esigenze è
          necessario.



          Ma XXXXX miseria, come si fa a parlare di
          violazione della privacy su un contenuto
          disponibile pubblicamente ??? Adesso stai parlando di contenuto "disponibile pubblicamente" come di un valore in sé, protetto dalle convenzioni internazionali.Anche le immagini dell'impiccagione di Saddam Hussein sono disponibili pubblicamente, malgrado siano stati condannati quelli che le hanno diffuse. Probabilmente anche alcune immagini di XXXXXgrafia con minori lo sono, da qualche parte sul web, e sicuramente lo sono nel deep web. E quindi?Ovviamente non è un caso assimilabile agli articoli di giornale del passato, sto facendo un accostamento volutamente estremo, ma il criterio del "disponibile pubblicamente" non ha alcuna rilevanza ai fini della legge.
          Poteva (forse)
          avere un senso se pretendevi la rimozione dal
          sito originale e POI (forse) dal motore di
          ricerca, ma rimuovere solo il link da Google e
          lasciarlo sul sito originale è una XXXXXXX
          giuridica fatta e
          finita.So che facendo richiesta è possibile farsi cancellare anche dall'articolo dei quotidiani italiani, lo avevo letto tempo fa su <I
          La stampa </I
          online, ma non so se esiste una procedura codificata oppure il tutto avviene a discrezione dei gestori del sito.
          governi (almeno si spera).
          Togli il "si spera". Se non sei un quattordicenne
          sprovveduto (e non credo proprio che tu lo sia,
          anzi) saprai benissimo come vanno queste cose.
          intanto, cominciano a vaporizzare i link:
          vediamo quanto ci mettono ad arrivare
          agli articoli di giornale (perché, una volta
          passato il principio, ci arrivano eccome).
          Per le persone, spero di essere già morto
          quando succederà.Mi sembra che ti fasci la testa prima di essertela rotta...I governi, se lo vogliono, possono impedire l'acXXXXX a Google, banalmente e semplicemente. Possono chiudere i giornali, e i loro siti. Eppure non lo hanno mai fatto, se non per brevi periodi in Cina, e altri Paesi senza l'opposizione. Quando ci saranno proposte di legge che permettono di cancellare da Google la storia del governo passato, protesteremo per quello.Finora si parla di privacy di comuni cittadini, non c'entra nulla.
      • Pippo Lo Cascio scrive:
        Re: Macchestataddi'?
        Tu cosa hai letto sino ad oggi...le favole dei fratelli Grimm...^????. SVEGLIATI !!!- Scritto da: Leguleio

        Posso chiedere di essere rimosso dagli atti

        pubblici?

        No!

        Posso chiedere di essere rimosso dai giornali

        nelle biblioteche?

        No!

        Posso chiedere di essere rimosso dalla
        memoria

        (scritta e non) di tutta la gente?

        No!

        Ma allora perché rimuovere le informazioni da

        Google?

        Google rimuove i link. Le informazioni rimangono
        lì dove
        sono.



        Perché non anche dai siti indicizzati da
        Google?

        Anche da lì, certo. Quello dei quotidiani é solo
        il primo
        passo.



        Perché non anche dai vari snapshot che
        stanno
        in

        giro?

        Perché non sono ancora così diffusi da costituire
        un problema. Secondo me in futuro si arriverà
        anche a
        quello.



        E dai libri, registrazioni video e audio ...

        Cosa c'entrano i libri e i film? Qui si parla di
        documenti presenti sul web, indicizzabili dai
        motori di
        Google.




        Chi chiede di essere rimosso è perché ha da

        nascondere qualcosa del suo passato (e forse
        del

        suo

        presente).

        E la cosa non è vietata dalla legge.
        Anzi, il diritto all'oblio consiste anche in
        questo. Non solo questo, certo, ma una buona
        parte del concetto ricopre la frase appena
        espressa.



        Qualcosa che comunque è sucXXXXX (detto,
        fatto,

        baciato, lettera o testamento), che è stato

        descritto e che per stare su un sito e/o su
        un

        indice, qualcuno ha pagato per mettercelo e
        ce
        lo

        ha messo perché così ha voluto. Era un

        informazione

        pubblica.

        Era, appunto.
        A distanza di anni l'interesse pubblico non
        esiste
        più.



        Sono stato condannato/implicato in un
        fattaccio

        di 10 anni

        fa.

        La cosa era sui giornali, in TV, in radio e,

        grazziaddio, anche sul

        web.

        Ora faccio l'amministratore delegato e quella

        cosa macchia il mio

        curriculum.

        Ottimo! Bene! La prossima volta, stai più
        attento

        a quello che dici, fai, baci ecc. Di certo
        non

        puoi spacciarti per un santo come vorresti

        fare.

        Lo fanno tutti, per inciso.
        E siccome esiste il concetto di riabilitazione, a
        questo mondo, il tribunale europeo del
        Lussemburgo ha stabilito che Google deve
        eliminare i link a materiale non più attuale.




        Hai fatto una stupidata? Benvenuto nel mondo

        delle persone serie che pagano le
        conseguenze
        dei

        propri errori e può fregiarsi delle proprie

        conquiste. Onori e

        oneri.

        La Corte europea non la pensa come te.



        Fra dieci anni il capitano di una nave da

        crociera vorrà essere dimenticato dal web per

        diventare presidente di una compagnia di

        navigazione.

        Un politico che ha preso soldi per una diga

        marina di protezione vorrà diventare un
        candido

        presidente della

        repubblica.

        Un banchiere che ha dato denari a destra e a

        manca affossando la banca che dirigeva vorrà

        diventare, chessò, presidente della

        BCE.

        E uno che ubriaco e fatto al volante ha
        ucciso

        tre pedoni vorrà potersi vantare di essere un

        cittadino modello e magari aprire una scuola

        guida.

        In linea di principio è così, ma tieni presente
        che i personaggi pubblici non godono del diritto
        alla privacy, e quindi è improbabile che Google
        cancelli anche i dati che li riguardano. Il
        provvedimento riguarda i privati
        cittadini.
        Non credere che chi gli lascia ricoprire queste
        cariche non lo sappia, per inciso. Non esiste
        solo il motore di Google per risalire a certi
        fatti. Semplicemente sceglie di ignorare il
        passato.




        Cancellare l'informazione di un fatto non

        cancella il fatto e le sue

        implicazioni.

        Qui non si tratta nemmeno di cancellare, ma di
        evitare un link da parte di
        Google.
        Se io ricordo esattamente il giorno in cui un
        certo fatto è accaduto, digito la data
        nell'archivio de <I
        La stampa </I

        , o del <I
        Corriere della sera </I

        , o di <I
        Repubblica </I
        , e fra
        le pagine quella notizia la ritrovo come
        prima.
        Solo che non compare più fra i risultati di
        google.



        Cancellare e modificare l'informazione serve
        solo

        a fare in modo che i cittadini non abbiano

        facilità di acXXXXX alle informazioni.

        Sí, ma quella che tu chiami facilità
        d'acXXXXX vista dall'altra parte della barricata
        si chiama violazione della privacy.

        Un bilanciamento fra le due esigenze è necessario.



        Serve solo

        a rendere il 1984 di Orwell molto più vicino
        e

        possibile.

        Esagerato.
        Nel romanzo di Orwell venivano vaporizzati sia
        gli articoli di giornale sia, spesso, le persone
        coinvolte. Qui si tratta solo di rimuovere alcuni
        link, e su richiesta dei cittadini, non dei
        governi (almeno si
        spera).
  • ... scrive:
    mah
    ma se io diffondo i dati della carta di credito di qualcuno è diritto di cronaca??e se un medico pubblica su facebook il referto di un suo paziente?
    • Kralizec scrive:
      Re: mah
      Questi casi sono reati e molto gravi, non rientrano neanche lontanamente nel diritto di cronaca- Scritto da: ...
      ma se io diffondo i dati della carta di credito
      di qualcuno è diritto di
      cronaca??

      e se un medico pubblica su facebook il referto di
      un suo
      paziente?
  • prova123 scrive:
    Sono pienamente d'accordo!
    Se il ricordo corrisponde ad una situazione reale supportata da dati oggettivi: condanne, etc. allora non c'è nulla da rimuovere.Se le informazioni fanno riferimenti a situazioni passate in giudicato che si sono dimostrate false allora è giusto cancellarle.Ogni altra situazione è semplificemente mistificazione della realtà.
    • Leguleio scrive:
      Re: Sono pienamente d'accordo!

      Se il ricordo corrisponde ad una situazione reale
      supportata da dati oggettivi: condanne, etc.
      allora non c'è nulla da
      rimuovere.Si rimuovono i precedenti dal casellario giudiziale (il termine tecnico è "riabilitazione"), ma si mantengono le notizie giornalistiche, spesso approssimative e sensazionalistiche.Che bella procedura.
      Se le informazioni fanno riferimenti a situazioni
      passate in giudicato che si sono dimostrate false
      allora è giusto
      cancellarle.La fai facile: se l'imputato A è stato condannato e l'imputato B è stato assolto, quest'ultimo ha diritto di far dimenticare la notizia?E a parte questo, Google dovrebbe passare le giornate a controllare se una notizia del passato ha avuto un esito oppure un altro?
      Ogni altra situazione è semplificemente
      mistificazione della
      realtà.Ha parlato lui!
  • Vindicator scrive:
    Ministero della Verità
    Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.
    • bubba scrive:
      Re: Ministero della Verità
      - Scritto da: Vindicator
      Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi
      controlla il presente controlla il
      passato.e chi controlla il controllore? (altra citazione ;)cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e anche in Parlamento).
      • collione scrive:
        Re: Ministero della Verità
        - Scritto da: bubba
        cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e anche in
        Parlamento).il mio professore d'inglese ce lo fece studiare al liceoma sai la delusione qual è stata? che secondo lui, quel libro si riferiva all'URSSgià all'epoca io gli facevo notare che esiste un'altra dittatura ben peggiore e si chiama USSA aka American Empire
        • Vindicator scrive:
          Re: Ministero della Verità
          - Scritto da: collione
          - Scritto da: bubba


          cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e
          anche
          in

          Parlamento).

          il mio professore d'inglese ce lo fece studiare
          al
          liceo

          ma sai la delusione qual è stata? che secondo
          lui, quel libro si riferiva
          all'URSS
          non solo secondo lui, il riferimento alla russia staliniana è lapalissiano.Se vuoi leggere sulla dittatura americana leggi Huxley.Orwell impone il controllo attraverso la punizione, sofferenza e coercizione. Huxley invece la vede molto più subdola. Ti controlliamo facendoti sentire meglio ed ecco che ti butterai da un ponte per noi.Entrambi avevano ragione, sono solo due modi diversi di ottenere la stessa cosa.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ministero della Verità



            cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e

            anche

            in


            Parlamento).



            il mio professore d'inglese ce lo fece
            studiare

            al

            liceo



            ma sai la delusione qual è stata? che secondo

            lui, quel libro si riferiva

            all'URSS



            non solo secondo lui, il riferimento alla russia
            staliniana è
            lapalissiano.A cominciare dal nome usato per il despota di turno, "grande fratello", una parodia di "piccolo padre", che era il nome con cui bonariamente i russi definivano Stalin. Con la morte di Stalin questo riferimento si è un po' perso, ma per chiunque avesse letto il romanzo quando à apparso, nel 1949, era trasparente.
          • 5648810 scrive:
            Re: Ministero della Verità
            - Scritto da: Vindicator
            Ti controlliamo facendoti sentire meglio
            ed ecco che ti butterai da un ponte per
            noi.Trovami qualcuno che si butta giù da un ponte solo perché si sente un po' meglio, e poi ne riparliamo.
          • unaDuraLezione scrive:
            Re: Ministero della Verità
            contenuto non disponibile
          • webwizard scrive:
            Re: Ministero della Verità
            - Scritto da: 5648810
            - Scritto da: Vindicator


            Ti controlliamo facendoti sentire meglio

            ed ecco che ti butterai da un ponte per

            noi.

            Trovami qualcuno che si butta giù da un ponte
            solo perché si sente un po' meglio, e poi ne
            riparliamo.Intanto di gente che si fa saltare in aria perché sono convinti che poi si sentiranno meglio è pieno il Medio Oriente...
          • webwizard scrive:
            Re: Ministero della Verità
            Posto doppio...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 giugno 2014 11.41-----------------------------------------------------------
        • Quelo scrive:
          Re: Ministero della Verità
          - Scritto da: collione
          - Scritto da: bubba


          cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e
          anche
          in

          Parlamento).

          il mio professore d'inglese ce lo fece studiare
          al
          liceo

          ma sai la delusione qual è stata? che secondo
          lui, quel libro si riferiva
          all'URSS

          già all'epoca io gli facevo notare che esiste
          un'altra dittatura ben peggiore e si chiama USSA
          aka American
          EmpireFu una specie di autocensura manzoniana.Hai presente i Promessi Sposi che raccontavano fatti del 1600 per criticare il 1800 ?Ecco ...Nel 1945, l'anno degli accordi di Jalta, mentre Stalin, Roosevelt e Churchill si spartivano il mondo di comune accordo, il signor Orwell, estremamente critico nei confronti di ciò che il comunismo era diventato con Stalin, scrisse un simpatico libro che si chiamava "La fattoria degli animali".Lì il padrone era un despota, gli animali vi si ribellarono contro e iniziarono a chiamarsi Compagni. Poi alla fine i capi della rivoluzione si scoprono alla stessa mensa del padrone.Notando un lievissimo riferimento alla situazione sovietica e a causa di quella politica, il romanzo fu censurato dagli inglesi e uscì in edizioni successive.Nel 1948 per scrivere il libro "definitivo" e più cattivo che potesse immaginare, Orwell girò le ultime due cifre dell'anno e venne fuori 1984, facendolo passare per un romanzo distopico di fantasia.La cosa curiosa di 1984 è che nella sua forzata astrazione, non descrive solo la Russia di Stalin, ma descrive il "totalitarismo" nella sua purezza e pienezza.La sua incredibile potenza è che quando gli eventi di quel libro si avverano, esattamente come nella Russia di Stalin, si capisce che la libertà e la ragione sono perse.Per esempio nel mio caso fu una esperienza sconvolgente, perché quando lo lessi eravamo in guerra ... anzi no ... scusa ... missione di pace ( o "sguerra" ) .Mentre leggevo della settimana dell'odio , vedevo alla TV, la CNN che mandava i selfie dei nemici mentre si esercitavano e uccidevano cani, con la faccia fissa del cattivo in sovraimpressione.E a mano a mano che leggevo, diventava un terrificante libro di cronaca giornaliera con le notizie televisive e parallelamente sul libro, fino all'uso della tortura sui prigionieri arrestati con accuse fittizie e deportati.E lì mi resi conto della vera differena tra un libro e un capolavoro.Poi il meccanismo Orwelliano in quel caso funzionò così bene che gli americani elessero ancora lo stesso presidente.E lui fu così contento della cosa, che per ringraziare ritirò 1984 dal public domain, prolungandone il copyright e regalando così nuovi quattrini agli eredi di Orwell.Quindi in sintesi, come il libro stesso ci insegna, tutto è bene quel che finisce bene.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ministero della Verità

            E lui fu così contento della cosa, che per
            ringraziare ritirò 1984 dal public domain,
            prolungandone il copyright e regalando così nuovi
            quattrini agli eredi di
            Orwell.???Il romanzo 1984, pubblicato nel 1949, non è mai entrato in pubblico dominio. Il suo autore è morto nel 1950, quindi entrerà in pubblico dominio nel 2020 in Europa, nel 2045 negli Usa, nel 2050 in Messico.
          • Quelo scrive:
            Re: Ministero della Verità
            - Scritto da: Leguleio

            E lui fu così contento della cosa, che per

            ringraziare ritirò 1984 dal public domain,

            prolungandone il copyright e regalando così
            nuovi

            quattrini agli eredi di

            Orwell.


            ???
            Il romanzo 1984, pubblicato nel 1949, non è mai
            entrato in pubblico dominio. Il suo autore è
            morto nel 1950, quindi entrerà in pubblico
            dominio nel 2020 in Europa, nel 2045 negli Usa,
            nel 2050 in
            Messico.Mi spiace contraddirti ma la questione è più complessa di quello che sembra.La legge sul Copyright Americano, fu rinnovata durante il governo Clinton a causa di una serie di pressioni delle Lobby (in primis la Disney) che sfociò nel Copyright Term Extension Act, ma a causa delle polemiche e della sua non immediata applicazione, molti libri ebbero una storia travagliata.1984 rientrava nella categoria dei lavori indipendenti, e non faceva parte del lavoro su commissione. In questo caso per la legge americana antecendente, non si prevedeva 75 anni dopo la pubblicazione dell'opera ma 50 anni dalla morte dell'autore.Dopo la revisione della legge, incominciarono i problemi con le opere che si stavano liberando o si erano già liberate, come 1984, "via col vento" e adirittura il "Mein Kampf".La stretta definitiva sulla legge è di qualche anno più tardi e le librerie furono costrette a "ritirare" le copie a al costo della carta (o a nessun costo nel caso di Ebook) e ripubblicare i prezzi di copertina.1984 nel frattempo era stato addirittura pubblicato su Project Gutenberg per un breve periodo, tanto che Amazon lo fornì gratuitamente nel suo catalogo Kindle.Più tardi fu ritirato immediatamente e la copia rimase disponibile solo su Project Gutenberg Australia, fu addirittura rimosso dal Kindle senza alcun preavviso e Amazon dovette pagare 150.000 dollari di danni.Non ho trovato molto materiale in rete , c'è questo articolo che ne parla però :http://www.dirittodautore.it/ancora-sui-termini-di-estensione-del-diritto-dautore/#.U5g0YqaydyA
          • Leguleio scrive:
            Re: Ministero della Verità


            ???

            Il romanzo 1984, pubblicato nel 1949, non è
            mai

            entrato in pubblico dominio. Il suo autore è

            morto nel 1950, quindi entrerà in pubblico

            dominio nel 2020 in Europa, nel 2045 negli
            Usa,

            nel 2050 in

            Messico.

            Mi spiace contraddirti ma la questione è più
            complessa di quello che
            sembra.

            La legge sul Copyright Americano, fu rinnovata
            durante il governo Clinton a causa di una serie
            di pressioni delle Lobby (in primis la Disney)
            che sfociò nel Copyright Term Extension Act, È del 1998.Anche con la tutela della legge precedente le opere di Orwell non erano ancora entrate in pubblico dominio. 1950 + 50 = 2000, come vedi mancavano ancora due anni.
            ma a
            causa delle polemiche e della sua non immediata
            applicazione, molti libri ebbero una storia
            travagliata.Ma quale non immediata applicazione?A me risulta che dal 27 ottobre 1998 era in vigore a tutti gli effetti.Ci furono opere in pubblico dominio che tornarono ad essere tutelate dal diritto d'autore, ovviamente: ma non quelle di Orwell.
            Non ho trovato molto materiale in rete ,
            c'è questo articolo che ne parla però :http://www.dirittodautore.it/ancora-sui-termini-di...Evidentemente non conosce la data esatta di morte di George Orwell, per fare questi ragionamenti.E in più sul sito del Progetto Gutenberg di opere che non dovrebbero essere lì ce ne sono diverse. Non è da prendere a esempio di sito ligio alle norme.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 11 giugno 2014 14.18-----------------------------------------------------------
          • panda rossa scrive:
            Re: Ministero della Verità
            - Scritto da: Leguleio
            E in più sul sito del Progetto Gutenberg di opere
            che non dovrebbero essere lì ce ne sono diverse.
            Non è da prendere a esempio di sito ligio alle
            norme.Si portano avanti.Se i diritti di una tale opera scadono il giorno X, io mi preparo affinche' il giorno X si possa pubblicare in tutti i formati aperti disponibili, quindi devo cominciare a lavorarci prima, con scanner, revisione di bozze, confronto tra testi diversi, etc...Tu a quelli del progetto Gutemberg li devi solo ringraziare perche' la loro opera meritoria consente di poter salvaguardare e diffondere pubblicazioni che altrimenti andrebbero perdute.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ministero della Verità
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio


            E in più sul sito del Progetto Gutenberg di
            opere

            che non dovrebbero essere lì ce ne sono
            diverse.

            Non è da prendere a esempio di sito ligio
            alle

            norme.

            Si portano avanti.
            Se i diritti di una tale opera scadono il giorno
            X, io mi preparo affinche' il giorno X si possa
            pubblicare in tutti i formati aperti disponibili,
            quindi devo cominciare a lavorarci prima, con
            scanner, revisione di bozze, confronto tra testi
            diversi,
            etc...Quello sì. Ma i testi vanno scambiati privatamente, vanno messi in repository dedicati a queste operazioni. Non vanno lasciati assieme a testi in pubblico dominio, ché poi la gente si confonde, e pensa che lo siano davvero.
          • panda rossa scrive:
            Re: Ministero della Verità
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Leguleio




            E in più sul sito del Progetto
            Gutenberg
            di

            opere


            che non dovrebbero essere lì ce ne sono

            diverse.


            Non è da prendere a esempio di sito
            ligio

            alle


            norme.



            Si portano avanti.

            Se i diritti di una tale opera scadono il
            giorno

            X, io mi preparo affinche' il giorno X si
            possa

            pubblicare in tutti i formati aperti
            disponibili,

            quindi devo cominciare a lavorarci prima, con

            scanner, revisione di bozze, confronto tra
            testi

            diversi,

            etc...

            Quello sì. Ma i testi vanno scambiati
            privatamente, vanno messi in repository dedicati
            a queste operazioni. Non vanno lasciati assieme a
            testi in pubblico dominio, ché poi la gente si
            confonde, e pensa che lo siano
            davvero.La gente non si e' mai confusa.E' sempre stato chiaro questo, e nel rispetto delle norme dei vari paesi.Se cosi' non fosse, la ghigliottina del DMCA sarebbe prontamente calata.Ti ricordo, se mai ce ne fosse bisogno, che in rete NON ESISTE NULLA in violazione delle leggi dei diritti d'autore o che leda la reputazione di chicchessia.Quando questo accade, le autorita' competenti intervengono prontamente oscurando, bloccando o rendendo comunque inaccessibile tale informazione.Se nelle pagine del progetto Gutemberg ci sono dei testi scaricabili, vuol dire che lo possono fare.
          • Leguleio scrive:
            Re: Ministero della Verità


            Quello sì. Ma i testi vanno scambiati

            privatamente, vanno messi in repository
            dedicati

            a queste operazioni. Non vanno lasciati
            assieme
            a

            testi in pubblico dominio, ché poi la gente
            si

            confonde, e pensa che lo siano

            davvero.
            La gente non si e' mai confusa.
            E' sempre stato chiaro questo, e nel rispetto
            delle norme dei vari
            paesi.
            Se cosi' non fosse, la ghigliottina del DMCA
            sarebbe prontamente
            calata.Be', da' tempo al tempo.
            Ti ricordo, se mai ce ne fosse bisogno, che in
            rete NON ESISTE NULLA in violazione delle leggi
            dei diritti d'autore o che leda la reputazione di
            chicchessia.
            Quando questo accade, le autorita' competenti
            intervengono prontamente oscurando, bloccando o
            rendendo comunque inaccessibile tale
            informazione.C'è il "periodo finestra", dal momento in cui l'informazione viene immessa a quando questa viene bloccata dalle autorità competenti.E ci sono anche casi, più rari, in cui un detentore di diritti concede l'uso online di una sua creazione ad un sito non a fini di lucro, ma non accetta che venga copiata da siti terzi.
            Se nelle pagine del progetto Gutemberg ci sono
            dei testi scaricabili, vuol dire che lo possono
            fare.Sì, finché ci sono.Ogni tanto ne tolgono, eh?!?http://www.abc.net.au/radionational/programs/nationalinterest/taking-george-orwell-offline/3410198
          • Leguleio scrive:
            Re: Ministero della Verità


            Anche con la tutela della legge precedente le

            opere di Orwell non erano ancora entrate in

            pubblico dominio.

            1950 + 50 = 2000, come
            vedi

            mancavano ancora due

            anni.






            ma a


            causa delle polemiche e della sua non

            immediata


            applicazione, molti libri ebbero una
            storia


            travagliata.



            Ma quale non immediata applicazione?

            A me risulta che dal 27 ottobre 1998 era in

            vigore a tutti gli

            effetti.

            Ci furono opere in pubblico dominio che
            tornarono

            ad essere tutelate dal diritto d'autore,

            ovviamente: ma non quelle di

            Orwell.[...]
            per cui furono sollevati dubbi di
            costituzionalità di fronte alla corte suprema che
            deliberò 4 anni dopo a ottobre del 2002, in
            seguito ad udienza, considerando la legge del
            tutto costituzionale e fu il momento in cui i
            libri
            sparirono.Ora è più chiaro. Era il gennaio 2003, per essere precisi.Ti ricordo che il tuo commento iniziale era: " <I
            Poi il meccanismo Orwelliano in quel caso funzionò così bene che gli americani elessero ancora lo stesso presidente.E lui fu così contento della cosa, che per ringraziare ritirò 1984 dal public domain, prolungandone il copyright e regalando così nuovi quattrini agli eredi di Orwell </I
            ".L'atto del parlamento del 1998 è stato firmato dal presidente Bill Clinton al secondo mandato, e Bill Clinton non si macchiò di deportazioni illegali di prigionieri di guerra né di attacchi ingiustificati agli Stati. Quando si è espressa la Corte suprema, nel 2003, c'era già dabliù Bush, ancora al primo mandato, con la guerra in Afghanistan appena iniziata e quella in Iraq in preparazione.
        • Funz scrive:
          Re: Ministero della Verità
          - Scritto da: collione
          - Scritto da: bubba


          cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e
          anche
          in

          Parlamento).

          il mio professore d'inglese ce lo fece studiare
          al
          liceo

          ma sai la delusione qual è stata? che secondo
          lui, quel libro si riferiva
          all'URSS

          già all'epoca io gli facevo notare che esiste
          un'altra dittatura ben peggiore e si chiama USSA
          aka American
          EmpireDoubleplusgood quackspeak
      • webwizard scrive:
        Re: Ministero della Verità
        - Scritto da: bubba
        cmq "1984" andrebbe studiato a scuola (e anche in
        Parlamento).No, per amor del cielo ! Di fesserie ne fanno già a sufficienza, senza fargli venire altre idee balorde leggendo Orwell...
  • MacGeek scrive:
    Sempre più vicino alla Cina
    E alla Corea del Nord. Quest'europa è la nuova URSS.
  • Leguleio scrive:
    Strano concetto di privacy
    " Per il fondatore di Wikimedia si tratta di un'applicazione normativa che rappresenta una forma di censura, pure e semplice, mentre "nel caso di un'informazione veritiera, non diffamatoria ed ottenuta legalmente, non dovrebbe sorgere una forma di diritto alla censura". "Jimmy Wales confonde la censura con l'accessibilità in punta di clic a tutti i dati di tutti i cittadini del mondo. Il rispetto della privacy, per definizione, è "censura" di informazioni: nel senso che queste informazioni non possono esser diffuse né rivendute a terzi. A questo punto, tanto vale tacciare ogni legge di protezione della privacy, comprese quelle Usa, come censura della libera informazione, se della libera informazione si ha questa concezione.
    • panda rossa scrive:
      Re: Strano concetto di privacy
      - Scritto da: Leguleio
      " <I
      Per il fondatore di Wikimedia si tratta di
      un'applicazione normativa che rappresenta una
      forma di censura, pure e semplice, mentre "nel
      caso di un'informazione veritiera, non
      diffamatoria ed ottenuta legalmente, non dovrebbe
      sorgere una forma di diritto alla
      censura". </I
      "

      Jimmy Wales confonde la censura con
      l'accessibilità in punta di clic a tutti i dati
      di tutti i cittadini del mondo.Non c'e' nessuna differenza.La tecnologia esiste.La tecnologia va usata.Se la tecnologia e' in grado di fornire a chiunque un immenso potere, ognuno avra' questo immenso potere.Se chi, prima della tecnologia, disponeva di immenso potere di conoscenza e con questo poteva esercitare un controllo sugli altri, oggi non potra' piu' farlo oppure potranno farlo tutti al pari di lui.Se ne faccia una ragione!
      Il rispetto della privacy, per definizione, è
      "censura" di informazioni: nel senso che queste
      informazioni non possono esser diffuse né
      rivendute a terzi. La privacy e' a cura di ciascuno.Se qualcuno decide di diffondere informazioni proprie, peggio per lui.Se una informazione e' conoscibile oggi, deve essere conoscibile sempre.
      A questo punto, tanto vale
      tacciare ogni legge di protezione della privacy,
      comprese quelle Usa, come censura della libera
      informazione, se della libera informazione si ha
      questa concezione.No. La privacy e' un diritto che riguarda l'individuo, il quale se vuole puo' rinunciarvi.La cronaca invece e' cronaca e deve essere salvaguardata.
      • Leguleio scrive:
        Re: Strano concetto di privacy


        Jimmy Wales confonde la censura con

        l'accessibilità in punta di clic a tutti i
        dati

        di tutti i cittadini del mondo.

        Non c'e' nessuna differenza.
        La tecnologia esiste.
        La tecnologia va usata.
        Se la tecnologia e' in grado di fornire a
        chiunque un immenso potere, ognuno avra' questo
        immenso
        potere.La maggioranza delle persone non è d'accordo. Diversamente una legge sulla privacy non sarebbe mai stata approvata.

        Il rispetto della privacy, per definizione, è

        "censura" di informazioni: nel senso che
        queste

        informazioni non possono esser diffuse né

        rivendute a terzi.

        La privacy e' a cura di ciascuno.
        Se qualcuno decide di diffondere informazioni
        proprie, peggio per
        lui.No, solo una minima parte di dati concernenti la privacy sono stati deliberatemente diffusi dai diretti interessati: tu pensi probabilmente a facebook, che è un caso tipico, ma al mondo non esiste solo Facebook.Le informazioni sul proprio stato di salute, presente o passato, le cause giudiziarie in cui si è rimasti coinvolti proprio malgrado, i titoli di libri presi in prestito in biblioteca gli ultimi anni, sono alcuni esempi di dati sensibili che vanno tenuti sottochiave e forniti solo dietro richiesta scritta dell'autoritá giudiziaria.
        Se una informazione e' conoscibile oggi, deve
        essere conoscibile
        sempre.Come sopra. Se la maggioranza dei cittadino fosse d'accordo con te, una legge non sarebbe mai stata scritta con quella formulazione.
        • panda rossa scrive:
          Re: Strano concetto di privacy
          - Scritto da: Leguleio


          Jimmy Wales confonde la censura con


          l'accessibilità in punta di clic a
          tutti
          i

          dati


          di tutti i cittadini del mondo.



          Non c'e' nessuna differenza.

          La tecnologia esiste.

          La tecnologia va usata.

          Se la tecnologia e' in grado di fornire a

          chiunque un immenso potere, ognuno avra'
          questo

          immenso

          potere.

          La maggioranza delle persone non è d'accordo.
          Diversamente una legge sulla privacy non sarebbe
          mai stata
          approvata.La maggioranza delle persone se ne frega e devi smetterla con questa tiritera.Ci sono migliaia di provvedimenti governativi di secondo piano che non riguardano temi ritenuti importanti e quindi i governi possono legiferare contro la volonta' popolare.


          Il rispetto della privacy, per
          definizione,
          è


          "censura" di informazioni: nel senso che

          queste


          informazioni non possono esser diffuse



          rivendute a terzi.



          La privacy e' a cura di ciascuno.

          Se qualcuno decide di diffondere informazioni

          proprie, peggio per

          lui.

          No, solo una minima parte di dati concernenti la
          privacy sono stati deliberatemente diffusi dai
          diretti interessati: tu pensi probabilmente a
          facebook, che è un caso tipico, ma al mondo non
          esiste solo Facebook.Io non penso a niente in particolare.Io dico solo che tu hai un diritto alla privacy, nel senso che altri non possono diffondere notizie che ti riguardano (a meno che non abbiano a che fare con la cronaca).Se tu rinunci volontariamente a tale diritto e' una scelta tua.
          Le informazioni sul proprio stato di salute,
          presente o passato, le cause giudiziarie in cui
          si è rimasti coinvolti proprio malgrado, i titoli
          di libri presi in prestito in biblioteca gli
          ultimi anni, sono alcuni esempi di dati sensibili
          che vanno tenuti sottochiave e forniti solo
          dietro richiesta scritta dell'autoritá
          giudiziaria.Sacrosanto. Purche' questo non leda il prevalente diritto di cronaca.

          Se una informazione e' conoscibile oggi, deve

          essere conoscibile

          sempre.

          Come sopra. Se la maggioranza dei cittadino fosse
          d'accordo con te, una legge non sarebbe mai stata
          scritta con quella formulazione.La maggioranza della cittadinanza si puo' esprimere solo mediante referendum.Per il resto viene delegati dei rappresentanti parlamentari che NON HANNO VINCOLO DI MANDATO, ti ricordo.Quindi smettila di dire che la situazione attuale e' volonta' della maggioranza.La situazione attuale e' volonta' delle segreterie dei partiti, di funzionari corrotti, di lobby, e tutto il resto.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy




            Jimmy Wales confonde la censura con



            l'accessibilità in punta di clic a

            tutti

            i


            dati



            di tutti i cittadini del mondo.





            Non c'e' nessuna differenza.


            La tecnologia esiste.


            La tecnologia va usata.


            Se la tecnologia e' in grado di fornire
            a


            chiunque un immenso potere, ognuno avra'

            questo


            immenso


            potere.



            La maggioranza delle persone non è d'accordo.

            Diversamente una legge sulla privacy non
            sarebbe

            mai stata

            approvata.

            La maggioranza delle persone se ne frega e devi
            smetterla con questa
            tiritera.Lasciamo fuori la parte che se ne frega, non è pertinente.Quelli a cui la questione interessa sono d'accordo con la legge in vigore. Magari perché hanno scheletri nell'armadio, oppure si vergognano di alcuni aspetti della loro vita, quello che vuoi, non importa: è un dato di fatto.
            Ci sono migliaia di provvedimenti governativi di
            secondo piano che non riguardano temi ritenuti
            importanti e quindi i governi possono legiferare
            contro la volonta'
            popolare.Se la metti su questo piano, anche la cancellazione dei link di Google è una questione di secondo piano.Interessa a me, e a te. E basta. Due su 60 milioni di persone.Poiché la funzione dei governi e dei parlamenti è dare risposte certe a questioni spinose che interessano anche solo a due persone, come il diritto all'oblio, si legifera su quello.


            La privacy e' a cura di ciascuno.


            Se qualcuno decide di diffondere
            informazioni


            proprie, peggio per


            lui.



            No, solo una minima parte di dati
            concernenti
            la

            privacy sono stati deliberatemente diffusi
            dai

            diretti interessati: tu pensi probabilmente a

            facebook, che è un caso tipico, ma al mondo
            non

            esiste solo Facebook.

            Io non penso a niente in particolare.
            Io dico solo che tu hai un diritto alla privacy,
            nel senso che altri non possono diffondere
            notizie che ti riguardano (a meno che non abbiano
            a che fare con la
            cronaca).Ma sai, nella cronaca ci si resta invischiati, a volte, solo per essersi trovati nel luogo sbagliato al momento sbagliato.Una volta esaurita la funzione dell'informazione sui fatti del giorno, la circostanza cessa di avere rilevanza per il pubblico.
            Se tu rinunci volontariamente a tale diritto e'
            una scelta
            tua.Non stavo parlando di chi ha rinunciato a questo diritto, e anche in quell'ambito esiste il diritto di ripensamento, in certi casi. Non è detto che un video idiota messo su Youtube all'età di 15 anni sia visto con lo stesso occhio o con la stessa bonarietà all'età di 30.

            Le informazioni sul proprio stato di salute,

            presente o passato, le cause giudiziarie in
            cui

            si è rimasti coinvolti proprio malgrado, i
            titoli

            di libri presi in prestito in biblioteca gli

            ultimi anni, sono alcuni esempi di dati
            sensibili

            che vanno tenuti sottochiave e forniti solo

            dietro richiesta scritta dell'autoritá

            giudiziaria.

            Sacrosanto. Purche' questo non leda il prevalente
            diritto di
            cronaca.No, il diritto di cronaca non è prevalente. Altrimenti non saremmo a parlarne qui.Il diritto di cronaca soccombe di fronte al diritto all'oblio. Detto in parole più semplici: non è sbagliato conservare archivi di giornali online con tutte le notizie del passato, solo che non possono essere raggiungibili dai motori di ricerca.


            Se una informazione e' conoscibile
            oggi,
            deve


            essere conoscibile


            sempre.



            Come sopra. Se la maggioranza dei cittadino
            fosse

            d'accordo con te, una legge non sarebbe mai
            stata

            scritta con quella formulazione.

            La maggioranza della cittadinanza si puo'
            esprimere solo mediante
            referendum.
            Per il resto viene delegati dei rappresentanti
            parlamentari che NON HANNO VINCOLO DI MANDATO, ti
            ricordo.Non hanno vincolo di mandato, ma hanno tutto l'interesse a rappresentare le idee e il sentore prevalente di una parte degli elettori, perché diversamente non verrebbero rieletti.
            Quindi smettila di dire che la situazione attuale
            e' volonta' della
            maggioranza.Lo è.
            La situazione attuale e' volonta' delle
            segreterie dei partiti, di funzionari corrotti,
            di lobby, e tutto il
            resto.Che sono tutte situazioni assolutamente lecite, e che hanno diritto di rappresentanza esattamente come gli altri. Anche i funzionari corrotti sono condannabili per la corruzione in sé e per i soldi percepiti indebitamente, ma non per il fatto che hanno convinto un parlamentare a votare in un certo modo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio

            Lasciamo fuori la parte che se ne frega, non è
            pertinente.E' pertinente invece.E se la cosa ti infastidisce, e' segno che e' vero.
            Quelli a cui la questione interessa sono
            d'accordo con la legge in vigore.No! Quelli a cui la questione interessa non sono affatto d'accordo.Quelli che dici tu sono gente che ha qualcosa da nascondere.
            Magari perché
            hanno scheletri nell'armadio, oppure si
            vergognano di alcuni aspetti della loro vita,
            quello che vuoi, non importa: è un dato di fatto.Peggio per loro.Non si puo' ostacolare il progresso per un meschino interesse del singolo.

            Ci sono migliaia di provvedimenti
            governativi
            di

            secondo piano che non riguardano temi
            ritenuti

            importanti e quindi i governi possono
            legiferare

            contro la volonta'

            popolare.

            Se la metti su questo piano, anche la
            cancellazione dei link di Google è una questione
            di secondo piano.Infatti lo e' in senso generico.Interessa a noi addetti ai lavori, non certo alla casalinga di Voghera.
            Interessa a me, e a te. E basta. Due su 60
            milioni di
            persone.Non far finta di saper contare, che non sei capace e fai brutta figura.
            Poiché la funzione dei governi e dei parlamenti è
            dare risposte certe a questioni spinose che
            interessano anche solo a due persone, come il
            diritto all'oblio, si legifera su
            quello.Le risposte certe a questioni spinose che riguardano solo due persone non vengono date mai.Si fa allungare il brodo fino allo sfinimento e all'oblio del problema.



            La privacy e' a cura di ciascuno.



            Se qualcuno decide di diffondere

            informazioni



            proprie, peggio per



            lui.





            No, solo una minima parte di dati

            concernenti

            la


            privacy sono stati deliberatemente
            diffusi

            dai


            diretti interessati: tu pensi
            probabilmente
            a


            facebook, che è un caso tipico, ma al
            mondo

            non


            esiste solo Facebook.



            Io non penso a niente in particolare.

            Io dico solo che tu hai un diritto alla
            privacy,

            nel senso che altri non possono diffondere

            notizie che ti riguardano (a meno che non
            abbiano

            a che fare con la

            cronaca).

            Ma sai, nella cronaca ci si resta invischiati, a
            volte, solo per essersi trovati nel luogo
            sbagliato al momento
            sbagliato.Pazienza.La storia siamo noi. Nessuno puo' o deve rimanere escluso! (cit.)
            Una volta esaurita la funzione dell'informazione
            sui fatti del giorno, la circostanza cessa di
            avere rilevanza per il pubblico.Se cessa di avere rilevanza, allora il pubblico smettera' di cercare approfondimenti.Ma se anche ad uno solo interessa ricordare, allora si deve poter ricordare.Del resto la funzione dei governi non e' mica di dare risposte certe a questioni spinose che interessano anche a uno o due persone? Per esempio quei due che non vorrebbero che si dimenticassero alcuni accadimenti...

            Se tu rinunci volontariamente a tale diritto
            e'

            una scelta

            tua.

            Non stavo parlando di chi ha rinunciato a questo
            diritto, e anche in quell'ambito esiste il
            diritto di ripensamento, in certi casi.Ci sono alcuni diritti a cui la gente dovra' rinunciare per sopraggiunta tecnologia.Il diritto al ripensamento e' uno di questi.Il diritto a cancellare il proprio numero di telefono nelle banche dati di chi lo ha memorizzato quando era possibile farlo, e' un altro...
            Non è
            detto che un video idiota messo su Youtube
            all'età di 15 anni sia visto con lo stesso occhio
            o con la stessa bonarietà all'età di 30.Infatti l'errore e' quelli di volerlo vedere con l'occhio di 30 anni.Devi vederlo con l'occhio di 15 anni.In ogni caso chiudere gli occhi o accecare tutti gli altri non e' la soluzione.


            Le informazioni sul proprio stato di
            salute,


            presente o passato, le cause
            giudiziarie
            in

            cui


            si è rimasti coinvolti proprio
            malgrado,
            i

            titoli


            di libri presi in prestito in
            biblioteca
            gli


            ultimi anni, sono alcuni esempi di dati

            sensibili


            che vanno tenuti sottochiave e forniti
            solo


            dietro richiesta scritta
            dell'autoritá


            giudiziaria.



            Sacrosanto. Purche' questo non leda il
            prevalente

            diritto di

            cronaca.

            No, il diritto di cronaca non è prevalente.Si che lo e'.E addirittura adesso si tende pure ad eliminare il segreto di stato in favore del diritto di cronaca.
            Altrimenti non saremmo a parlarne
            qui.
            Il diritto di cronaca soccombe di fronte al
            diritto all'oblio. Questo e' sbagliato.Se cosi' fosse ci muoviamo in funzione di rendere prevalente il diritto di cronaca.
            Detto in parole più semplici:
            non è sbagliato conservare archivi di giornali
            online con tutte le notizie del passato, solo che
            non possono essere raggiungibili dai motori di
            ricerca.Quindi stai paventando un divieto di utilizzare la tecnologia.Gia' che ci sei porta avanti pure la tua battaglia contro medicine, cure antibiotiche, e cose del genere se hai orrore della tecnologia.

            Per il resto viene delegati dei
            rappresentanti

            parlamentari che NON HANNO VINCOLO DI
            MANDATO,
            ti

            ricordo.

            Non hanno vincolo di mandato, ma hanno tutto
            l'interesse a rappresentare le idee e il sentore
            prevalente di una parte degli elettori, perché
            diversamente non verrebbero rieletti.Con la legge elettorale attuale quello che affermi tu non e' vero.Razzi e Scilipoti hanno usato il vincolo di mandato come carta igienica ottenendo in cambio rielezione sicura e parecchi euro sotto banco.Fini invece, tenendo fede al mandato non e' stato rieletto.

            Quindi smettila di dire che la situazione
            attuale

            e' volonta' della

            maggioranza.

            Lo è. Non lo e'.I parlamentari volevano il nucleare, e il referendum ha parlato chiaro.I parlamentari vogliono la TAV, ma ben si guardano dal fare un referendum in proposito.

            La situazione attuale e' volonta' delle

            segreterie dei partiti, di funzionari
            corrotti,

            di lobby, e tutto il

            resto.

            Che sono tutte situazioni assolutamente lecite, e
            che hanno diritto di rappresentanza esattamente
            come gli altri.Il diritto di rappresentanza lo ottieni candidandoti, non andando a ungere gli eletti.
            Anche i funzionari corrotti sono condannabili per
            la corruzione in sé e per i soldi percepiti
            indebitamente, ma non per il fatto che hanno
            convinto un parlamentare a votare in un certo
            modo.Spiegalo all'opinione pubblica.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy

            E' pertinente invece.
            E se la cosa ti infastidisce, e' segno che e'
            vero.Non mi infastidisce, ma non ha alcun senso attribuire ai cittadini posizioni e idee su questioni di cui nemmeno hanno sentore.Parliamo solo di quelli che hanno cognizione di causa.
            Quelli che dici tu sono gente che ha qualcosa da
            nascondere.Mica è proibito avere qualcosa da nascondere. Anche se certi dittatori sono di parere opposto.
            Non si puo' ostacolare il progresso per un
            meschino interesse del
            singolo.Ostacolare no.Si può instradare e incanalare tramite leggi. Che è proprio quello che è avvenuto.

            Poiché la funzione dei governi e dei
            parlamenti
            è

            dare risposte certe a questioni spinose che

            interessano anche solo a due persone, come il

            diritto all'oblio, si legifera su

            quello.

            Le risposte certe a questioni spinose che
            riguardano solo due persone non vengono date
            mai.Ma no, ogni tanto capita... E capita ancora più spesso quando le due o tre persone sono anche a capo del governo.

            Ma sai, nella cronaca ci si resta
            invischiati,
            a

            volte, solo per essersi trovati nel luogo

            sbagliato al momento

            sbagliato.

            Pazienza.
            La storia siamo noi. Nessuno puo' o deve rimanere
            escluso!
            (cit.)Il parlamento europeo, che ha varato la direttiva sulla privacy, evidentemente non la pensa così.

            Una volta esaurita la funzione
            dell'informazione

            sui fatti del giorno, la circostanza cessa di

            avere rilevanza per il pubblico.

            Se cessa di avere rilevanza, allora il pubblico
            smettera' di cercare
            approfondimenti.Infatti.Ma continuerà a cercare un nome specifico, magari con scopi ben diversi e senza malizia, per carità: e giungerà a una circostanza non più attuale, perché il nome è associato proprio a quella.
            Ma se anche ad uno solo interessa ricordare,
            allora si deve poter
            ricordare.No, le persone con nome e cognome hanno il diritto ad essere dimenticate.Finché le notizie sono anonime, si possono ancora leggere. Le altre no.
            Del resto la funzione dei governi non e' mica di
            dare risposte certe a questioni spinose che
            interessano anche a uno o due persone? Per
            esempio quei due che non vorrebbero che si
            dimenticassero alcuni
            accadimenti...Infatti. Ma non sempre le risposte sono quelle che uno vorrebbe. È la democrazia, bellezza. ;)

            Non stavo parlando di chi ha rinunciato a
            questo

            diritto, e anche in quell'ambito esiste il

            diritto di ripensamento, in certi casi.

            Ci sono alcuni diritti a cui la gente dovra'
            rinunciare per sopraggiunta
            tecnologia.Ma chi lo dice? Forse tu, sicuramente non il parlamento europeo.
            Il diritto al ripensamento e' uno di questi.
            Il diritto a cancellare il proprio numero di
            telefono nelle banche dati di chi lo ha
            memorizzato quando era possibile farlo, e' un
            altro...Le banche dati sono impossibili da cancellare nell'era digitale. Si possono rendere inutilizzabili ai fini legali, e prevedere una punizione per chi le conserva ancora. Di più non si può.E va da sé vale anche per i quotidiani e i loro archivi.
            Infatti l'errore e' quelli di volerlo vedere con
            l'occhio di 30
            anni.
            Devi vederlo con l'occhio di 15 anni.
            In ogni caso chiudere gli occhi o accecare tutti
            gli altri non e' la
            soluzione.Per il parlamento europeo lo è. Io mi riferisco a quello.

            No, il diritto di cronaca non è prevalente.

            Si che lo e'.
            E addirittura adesso si tende pure ad eliminare
            il segreto di stato in favore del diritto di
            cronaca.Ma no, sono solo chiacchiere.Hanno tolto il segreto di Stato su quattro fatterelli, conservandolo su tutti gli altri.

            Altrimenti non saremmo a parlarne

            qui.

            Il diritto di cronaca soccombe di fronte al

            diritto all'oblio.

            Questo e' sbagliato.
            Se cosi' fosse ci muoviamo in funzione di rendere
            prevalente il diritto di
            cronaca.Muoviti, ma ti avverto: non hai la maggioranza parlamentare, e non hai la maggioranza della popolazione con te.


            Detto in parole più semplici:

            non è sbagliato conservare archivi di
            giornali

            online con tutte le notizie del passato,
            solo
            che

            non possono essere raggiungibili dai motori
            di

            ricerca.

            Quindi stai paventando un divieto di utilizzare
            la
            tecnologia.La tecnologia sempre lì sta. Ma non si può usare per certi fini.Gli esplosivi stanno bene nei depositi sorvegliati delle imprese che eseguono scavi di gallerie, ma non nelle mani dei cittadini comuni. È un divieto alla tecnologia degli esplosivi? Niente affatto: si decide a priori quali mani possono maneggiarli, e quali no.

            Non hanno vincolo di mandato, ma hanno tutto

            l'interesse a rappresentare le idee e il
            sentore

            prevalente di una parte degli elettori,
            perché

            diversamente non verrebbero rieletti.

            Con la legge elettorale attuale quello che
            affermi tu non e'
            vero.
            Razzi e Scilipoti hanno usato il vincolo di
            mandato come carta igienica ottenendo in cambio
            rielezione sicura e parecchi euro sotto
            banco.Tutto vero, ma non cambierebbe niente se anche la rappresentanza fosse assicurata.Alla gente non piace che ci si faccia i fatti loro con un clic su Google.
            I parlamentari vogliono la TAV, ma ben si guardano
            dal fare un referendum in proposito. A parte il fatto che i referendum li propongono i cittadini, non il governo, su questa materia non si può fare: il TAV è parte di un accordo transnazionale, in particolare con la Francia che scava dall'altro versante, e non si possono guastare i rapporti internazionali per volere del popolo.
          • Voice of Reason scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: panda rossa
            Peggio per loro.
            Non si puo' ostacolare il progresso per un
            meschino interesse del
            singolo.È un interesse collettivo, e il progresso è anche e soprattutto fare l'interesse della collettività. Non il vuoto, cieco, freddo "progresso" tecnologico. Le persone sono più importanti delle macchine.
            Infatti lo e' in senso generico.
            Interessa a noi addetti ai lavori, non certo alla
            casalinga di
            Voghera.Allora, con rispetto parlando, non interessa a nessuno. Gli "addetti ai lavori" sono una piccola, piccolissima, insignificante minoranza.
            Ci sono alcuni diritti a cui la gente dovra'
            rinunciare per sopraggiunta
            tecnologia.
            La tecnologia deve inchinarsi alla politica. Se la tecnologia metterà in discussione diritti sanciti dalla legge, allora la tecnologia dovrà essere limitata, circoscritta, bandita.Che vi piaccia o no.Infatti Google ha dovuto piegarsi all'Europa. :)Jimmy Wales può sproloquiare finchè vuole: la Società Civile ha parlato, Internet dovrà piegarsi o scomparire. Fine della discussione.
          • giuda scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            no, internet non ha parlato, te lo sarai sognato magari, dai per scontate tante cose, sarai mica piddino?
          • Voice of Reason scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            Ho detto che la Società Civile ha parlato.Internet non ha proprio niente da dire. :)Finalmente la tecnologia ha dovuto sottomettersi alla civiltà: questo è un grande giorno!
          • ... scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Voice of Reason
            - Scritto da: panda rossa


            Peggio per loro.

            Non si puo' ostacolare il progresso per un

            meschino interesse del

            singolo.

            È un interesse collettivo, e il progresso è anche
            e soprattutto fare l'interesse della
            collettività. Non il vuoto, cieco, freddo
            "progresso" tecnologico. Le persone sono più
            importanti delle
            macchine.


            Infatti lo e' in senso generico.

            Interessa a noi addetti ai lavori, non certo
            alla

            casalinga di

            Voghera.

            Allora, con rispetto parlando, non interessa a
            nessuno. Gli "addetti ai lavori" sono una
            piccola, piccolissima, insignificante
            minoranza.



            Ci sono alcuni diritti a cui la gente dovra'

            rinunciare per sopraggiunta

            tecnologia.



            La tecnologia deve inchinarsi alla politica. Se
            la tecnologia metterà in discussione diritti
            sanciti dalla legge, allora la tecnologia dovrà
            essere limitata, circoscritta,
            bandita.

            Che vi piaccia o no.

            Infatti Google ha dovuto piegarsi all'Europa. :)

            Jimmy Wales può sproloquiare finchè vuole: la
            Società Civile ha parlato, Internet dovrà
            piegarsi o scomparire. Fine della
            discussione.[yt]Twsl_kAt8Zo[/yt]
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Voice of Reason
            La tecnologia deve inchinarsi alla politica. Se
            la tecnologia metterà in discussione diritti
            sanciti dalla legge, allora la tecnologia dovrà
            essere limitata, circoscritta,
            bandita.

            Che vi piaccia o no.Tu non hai idea con quale immenso piacere vengo a sbatterti sul muso la sentenza della consulta che proprio oggi alla faccia di tutti i retrogradi moralisti benpensanti come te, stabilisce la VITTORIA DELLA SCIENZA E DELLA TECNOLOGIA contro la medievale legge 40.C'e' ancora un giudice a Berlino!
          • Voice of Reason scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            Cosa c'entra la legge 40, palesemente incostituzionale e retrograda, con la necessità di tutelare la collettività contro il pericolo tecnologico? Fare figli non è reato. Andare contro gli interessi collettivi lo è.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Voice of Reason
            Cosa c'entra la legge 40, palesemente
            incostituzionale e retrograda, con la necessità
            di tutelare la collettività contro il pericolo
            tecnologico? Fare figli non è reato. Andare
            contro gli interessi collettivi lo
            è.C'entra.La legge 40 e' come la legge sul copyright: scritta da vecchi parrucconi benpensanti per proteggere un medievale diritto di casta che divide la societa' in ricchi e poveri.La tecnologia supera queste barriere rendendo inutile il potere della ricchezza.La legge pretendeva di opporsi ed e' stata superata.Lo stesso capitera' in tutti gli altri campi.Le leggi non fermeranno la tecnologia e quelli come te, messi in prima linea a far finta di arrestare la marea verranno sommersi per primi.
          • Voice of Reason scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            Sei patetico. Quante centrali nucleari ci sono in Italia? Nessuna: la Società Civile ha messo al bando la tecnologia nucleare. E visti i recenti sviluppi, il resto del mondo sta facendo le stesso. Presto gli ingegneri nucleari saranno una speci estinta. :)
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Voice of Reason
            Sei patetico. Quante centrali nucleari ci sono in
            Italia? Sei.Caorso, Latina, Trino Vercellese (due), Montalto di Castro e Garigliano.Che non sono attive, ma non sono ancora spente del tutto: il nocciolo di fusione e' ancora caldo, e parecchie scorie sono tuttora da smaltire.
            Nessuna: Facevi miglior figura a startene zitto, invece di parlare e togliere ogni dubbio.
            la Società Civile ha messo al
            bando la tecnologia nucleare. E visti i recenti
            sviluppi, il resto del mondo sta facendo le
            stesso. Presto gli ingegneri nucleari saranno una
            speci estinta.
            :)Prima di far estinguere gli ingegneri nucleari ci sono ancora centinaia di centrali da spegnere, e tonnellate di scorie da seppellire da qualche parte.Per i prossimi due secoli serviranno ancora ingegneri nucleari.
          • Voice of Reason scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            Lo stupido sei tu, evidentemente disperato perchè non sei riuscito a trovare argomenti hai sparato a caso. :)Cosa sarebbe un "nocciolo di fusione"? :)Io ho detto che il mondo sta abbandonando il nucleare, questo è un fatto inconfutabile. Taci
          • Voice of Reason scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            Vedo che rispondi a sproposito, senza ragionare. Evidentemente sei disperato perchè privo di argomenti. :)Cos'è un "nucleo di fusione"? Una cosa di Star Trek? Non ti piace più Matrix? :)La rinuncia al nucleare è un fatto
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Voice of Reason
            Vedo che rispondi a sproposito, senza ragionare.
            Evidentemente sei disperato perchè privo di
            argomenti.
            :)
            Cos'è un "nucleo di fusione"? Ecco perche' c'e' ancora bisogno di ingegneri nucleari.
            Una cosa di Star
            Trek? Non ti piace più Matrix?
            :)
            La rinuncia al nucleare è un fattoUna centrale nucleare non e' una cosa che spegni pigiando un bottone.
          • 5648810 scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            Non è detto che un video idiota messo su Youtube
            all'età di 15 anni sia visto con lo stesso occhio
            o con la stessa bonarietà all'età di 30.Da quando in qua si giudica un 30enne per una marachella che ha combinato 15 anni prima quando era ancora adolescente? Ti sembra forse ragionevole?
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy


            Non è detto che un video idiota messo su Youtube

            all'età di 15 anni sia visto con lo stesso
            occhio

            o con la stessa bonarietà all'età di 30.

            Da quando in qua si giudica un 30enne per una
            marachella che ha combinato <b
            15 anni prima </b

            quando era ancora adolescente? Ti sembra forse
            ragionevole?Il mondo va così, inutile dipingerlo più bello e brillante di quello che è. Per alcuni la cosa è di totale irrilevanza, non si sognerebbero mai di metterci mano, non voglio generalizzare. Per altri invece costituisce la differenza fra trovare un lavoro o no.
          • 5648810 scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            Il mondo va così, inutile dipingerlo più bello e
            brillante di quello che è.Che il mondo sia pieno di gente irragionevole non è novità. Gli si fa notare di essere in errore, e li si invita a crescere e ragionare. Visto che nel torto ci sono loro.Di certo non ci si prostra a 90° dicendo: "eh, il mondo va così!"
            Per altri invece costituisce la
            differenza fra trovare un lavoro o no.Per uno stupido video su youtube postato a 12 anni? Hai qualche link o te le stai inventanto di sana pianta?
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy


            Il mondo va così, inutile dipingerlo più
            bello
            e

            brillante di quello che è.

            Che il mondo sia pieno di gente irragionevole non
            è novità. Gli si fa notare di essere in errore, e
            li si invita a crescere e ragionare. Visto che
            nel torto ci sono
            loro.Impossibile: loro sono truppe, tu sei da solo.La soluzione più semplice è sempre quella preferibile: si elimina il problema alla radice impedendo a Google di indicizzare quel video.
            Di certo non ci si prostra a 90° dicendo:
            "eh, il mondo va
            così!"La moltitudine vince sempre sul singolo. Non è questione di aver ragione o torto: si tratta solo di rapporti di forza.

            Per altri invece costituisce la

            differenza fra trovare un lavoro o no.

            Per uno stupido video su youtube postato a 12
            anni? A 15 anni. E non necessariamente caricato dal diretto interessato, possono essere stati gli amici. Ma nel video c'è lui.
            Hai qualche link o te le stai inventanto di
            sana
            pianta?Se leggi la frase sopra, si tratta di un esempio fra tanti. Sicuramente privati cittadini che hanno pubblicato video di cui poi si sono pentiti ce ne sono molti, ma non sono vicende che finiscono in prima pagina, e ovviamente i protagonisti non vanno a raccontarlo sul web. La legge californiana che permette un colpo di spugna sulle immagini del passato ai minori di 18 anni va proprio in questa direzione:http://www.theverge.com/2013/9/23/4764226/new-california-law-will-let-minors-digitally-erase-their-online-past
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio

            Impossibile: loro sono truppe, tu sei da solo.
            La soluzione più semplice è sempre quella
            preferibile: si elimina il problema alla radice
            impedendo a Google di indicizzare quel video.Questo non e' eliminare il problema alla radice.Questo si chiama nascondere la polvere sotto il tappeto.Eliminare il problema alla radice consiste nel rimuovere il video, lasciando che il link di google punti al nulla.

            Di certo non ci si prostra a 90°
            dicendo:

            "eh, il mondo va

            così!"

            La moltitudine vince sempre sul singolo. Non è
            questione di aver ragione o torto: si tratta solo
            di rapporti di
            forza.Tu sbagli a contare, come sempre.Oggi abbiamo 1000 persone che non vogliono e 1 che vuole.Domani quelle 1000 persone saranno morte e quell'uno invece avra' propagato la sua idea nel tempo, cosi' nel futuro ci saranno zero che non vogliono e milioni che vogliono.Con questa decisione tu hai commesso un sopruso nei confronti delle future generazioni.


            Per altri invece costituisce la


            differenza fra trovare un lavoro o no.



            Per uno stupido video su youtube postato a 12

            anni?

            A 15 anni.Cambia qualcosa?
            E non necessariamente caricato dal
            diretto interessato, possono essere stati gli
            amici. Ma nel video c'è lui.Se non ha dato il consenso, la norma per rispettare il suo diritto c'e' gia'.

            Hai qualche link o te le stai inventanto di

            sana

            pianta?

            Se leggi la frase sopra, si tratta di un esempio
            fra tanti. Sicuramente privati cittadini che
            hanno pubblicato video di cui poi si sono pentiti
            ce ne sono molti,Peggio per loro.Se fai XXXXXXX non puoi pretendere che la legge venga in tuo soccorso.Chi sbaglia, paga.
            ma non sono vicende che
            finiscono in prima pagina, e ovviamente i
            protagonisti non vanno a raccontarlo sul web.Quindi non interessano a nessuno.
            La legge californiana che permette un colpo di
            spugna sulle immagini del passato ai minori di 18
            anni va proprio in questa
            direzione:

            http://www.theverge.com/2013/9/23/4764226/new-caliBenissimo.Ma parliamo di minori, individui che gia' godono di una tutela legislativa particolare.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy

            Impossibile: loro sono truppe, tu sei da
            solo.

            La soluzione più semplice è sempre quella

            preferibile: si elimina il problema alla
            radice

            impedendo a Google di indicizzare quel video.

            Questo non e' eliminare il problema alla radice.
            Questo si chiama nascondere la polvere sotto il
            tappeto.
            Eliminare il problema alla radice consiste nel
            rimuovere il video, lasciando che il link di
            google punti al
            nulla.Non si può, nella maggior parte dei casi: chi lo ha caricato sostiene di avere i diritti per averlo fatto a suo tempo, e spesso a ragione, c'era il consenso della persona raffigurata.Se poi parliamo di portali video che hanno sede in Cina o altri Paesi, ci si potrebbe scontrare con le norme locali, che non prevedono il rispetto della privacy.

            La moltitudine vince sempre sul singolo. Non
            è

            questione di aver ragione o torto: si tratta
            solo

            di rapporti di

            forza.

            Tu sbagli a contare, come sempre.
            Oggi abbiamo 1000 persone che non vogliono e 1
            che
            vuole.
            Domani quelle 1000 persone saranno morte e
            quell'uno invece avra' propagato la sua idea nel
            tempo, cosi' nel futuro ci saranno zero che non
            vogliono e milioni che
            vogliono.Parliamo dell'oggi. Non so perché devi sempre riferirti a un futuro che conosci solo tu.



            Per altri invece costituisce la



            differenza fra trovare un lavoro o
            no.





            Per uno stupido video su youtube
            postato a
            12


            anni?



            A 15 anni.

            Cambia qualcosa?Cambia che l'utente cerca di modificare le mie parole.

            E non necessariamente caricato dal

            diretto interessato, possono essere stati gli

            amici. Ma nel video c'è lui.

            Se non ha dato il consenso, la norma per
            rispettare il suo diritto c'e'
            gia'.No, quando il video è stato caricato il consenso c'era. Si può discutere se la firma a 15 anni vale, ma se c'era quella dei genitori.. E il consenso a un video non si può revocare a capriccio.

            Se leggi la frase sopra, si tratta di un
            esempio

            fra tanti. Sicuramente privati cittadini che

            hanno pubblicato video di cui poi si sono
            pentiti

            ce ne sono molti,

            Peggio per loro.
            Se fai XXXXXXX non puoi pretendere che la legge
            venga in tuo
            soccorso.
            Chi sbaglia, paga.La direttiva europea ha idee diverse dalle tue.

            ma non sono vicende che

            finiscono in prima pagina, e ovviamente i

            protagonisti non vanno a raccontarlo sul web.

            Quindi non interessano a nessuno.In un certo senso, sì.Se poi quel "nessuno" capita per sbaglio sul video e fa pubblicità alla cosa fra conoscenti, colleghi e amici, queste stesse cose cominciano improvvisamente a interessare. Anche a troppe persone. Meglio rimuovere il link, così l'eventualità non si presenta.

            La legge californiana che permette un colpo
            di

            spugna sulle immagini del passato ai minori
            di
            18

            anni va proprio in questa

            direzione:




            http://www.theverge.com/2013/9/23/4764226/new-cali

            Benissimo.
            Ma parliamo di minori, individui che gia' godono
            di una tutela legislativa
            particolare.È un primo passo.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            Non si può, nella maggior parte dei casi: chi lo
            ha caricato sostiene di avere i diritti per
            averlo fatto a suo tempo, e spesso a ragione,
            c'era il consenso della persona
            raffigurata.Quindi tu stai facendo un danno a questa persona che sostiene di avere i diritti e gli sottrai visibilita'.
            Se poi parliamo di portali video che hanno sede
            in Cina o altri Paesi, ci si potrebbe scontrare
            con le norme locali, che non prevedono il
            rispetto della privacy.E ti ci scontri ed eventualmente ci rimetti le corna.Esiste anche la sconfitta, e la rassegnazione.

            Domani quelle 1000 persone saranno morte e

            quell'uno invece avra' propagato la sua idea
            nel

            tempo, cosi' nel futuro ci saranno zero che
            non

            vogliono e milioni che

            vogliono.

            Parliamo dell'oggi. Non so perché devi sempre
            riferirti a un futuro che conosci solo tu.Perche' le leggi stanno ormai da tempo abbracciando la filosofia di prospettiva futura.Vedi le leggi anti inquinamento o quelle sulla gestione delle risorse.Comportamenti sbagliati oggi, producono effetti negativi domani.Non sono io quello che si riferisce ad un futuro che conosco solo io.E' la legge che lo fa.Dovresti documentarti un po' di piu' sulla legge, invece di parlare a vanvera di cose che non conosci.

            Cambia qualcosa?

            Cambia che l'utente cerca di modificare le mie
            parole.Ah, gia'. L'utente indica la luna e tu come al solito guardi il dito.Ci sono cascato un'altra volta.


            E non necessariamente caricato dal


            diretto interessato, possono essere
            stati
            gli


            amici. Ma nel video c'è lui.



            Se non ha dato il consenso, la norma per

            rispettare il suo diritto c'e'

            gia'.

            No, quando il video è stato caricato il consenso
            c'era. Si può discutere se la firma a 15 anni
            vale, ma se c'era quella dei genitori..C'e' anche il silenzio assenso.Ci sono accordi verbali.Ci sono mille cose...Se hai qualcosa da dire la dici subito, non dopo anni.
            E il consenso a un video non si può revocare a
            capriccio.Ecco appunto.Hai acconsentito a suo tempo? E adesso ti tieni il video.

            Peggio per loro.

            Se fai XXXXXXX non puoi pretendere che la
            legge

            venga in tuo

            soccorso.

            Chi sbaglia, paga.

            La direttiva europea ha idee diverse dalle tue.La direttiva europea non e' scolpita nella pietra.Le cose cambiano, il pensiero si evolve e con esso le opinioni.L'importante e' sapere che oggi qualcuno ha idee diverse da quelle della direttiva europea. E magari ha gia' dato mandato a nuovi rappresentanti che stanno per insediarsi al parlamento europeo portando nuova linfa.


            ma non sono vicende che


            finiscono in prima pagina, e ovviamente
            i


            protagonisti non vanno a raccontarlo
            sul
            web.



            Quindi non interessano a nessuno.

            In un certo senso, sì.
            Se poi quel "nessuno" capita per sbaglio sul
            video Non si capita mai per sbaglio da nessuna parte, in rete.E' una scusa buona per il giudice, ma non per l'intelligenza di un tecnico.Se hai trovato quel video e' perche' lo hai cercato.Fosse anche una questione di serendipita' ma tu stavi cercando. Non si e' aperto da solo.
            e fa pubblicità alla cosa fra conoscenti,
            colleghi e amici, queste stesse cose cominciano
            improvvisamente a interessare. Si chiama viralita'.
            Anche a troppe persone. Se succede vuol dire che c'e' un interesse collettivo.
            Meglio rimuovere il link, così
            l'eventualità non si presenta.Meglio per chi?Stai affermando che un interesse collettivo debba essere sacrificato per un meschino interesse di un singolo?
          • Avvocato del diavolo scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: panda rossa

            Non si capita mai per sbaglio da nessuna parte,
            in
            rete.
            E' una scusa buona per il giudice, ma non per
            l'intelligenza di un
            tecnico.Beh, adesso stai esagerando...vanaglòria s. f. [dalla locuz. lat. vana gloria «vanteria vuota»]. Sentimento di vanità, di fatuo orgoglio, per cui si ambisce la lode per meriti inesistenti o inadeguati; nella teologia morale cattolica è definita come limmoderato desiderio di manifestare la propria superiorità e di ottenere le lodi degli uomini: peccare di vanagloria.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy

            Quindi tu stai facendo un danno a questa persona
            che sostiene di avere i diritti e gli sottrai
            visibilita'.Si cerca di contenere reciprocamente i due danni. Il danno alla privacy del cittadino, e quello economico all'autore del video, se c'è (non sempre si guadagna coi video).

            Se poi parliamo di portali video che hanno
            sede

            in Cina o altri Paesi, ci si potrebbe
            scontrare

            con le norme locali, che non prevedono il

            rispetto della privacy.

            E ti ci scontri ed eventualmente ci rimetti le
            corna.
            Esiste anche la sconfitta, e la rassegnazione.La Corte europea si è rivolta a Google proprio perché è molto usato in Europa e ha una sede in Irlanda, quindi é sottoposta alle leggi UE.Chiaramente con Baidu potrebbero fare ben poco, ma chi lo usa Baidu per queste ricerche?

            Parliamo dell'oggi. Non so perché devi sempre

            riferirti a un futuro che conosci solo tu.

            Perche' le leggi stanno ormai da tempo
            abbracciando la filosofia di prospettiva
            futura.
            Vedi le leggi anti inquinamento o quelle sulla
            gestione delle
            risorse.Questa sentenza della corte UE riguarda il passato, invece. Non c'entra niente quello che stai dicendo.
            Dovresti documentarti un po' di piu' sulla legge,
            invece di parlare a vanvera di cose che non
            conosci.E adesso vai di farneticazioni.Anzi freneticazioni, come le chiami tu. (rotfl)

            Cambia che l'utente cerca di modificare le
            mie

            parole.

            Ah, gia'.
            L'utente indica la luna e tu come al solito
            guardi il
            dito.
            Ci sono cascato un'altra volta.Io ho scritto 15 anni nell'esempio, e pretendo di ritrovarmi 15 anni anche nella citazione.Né più, né meno.

            No, quando il video è stato caricato il
            consenso

            c'era. Si può discutere se la firma a 15 anni

            vale, ma se c'era quella dei genitori..

            C'e' anche il silenzio assenso.
            Ci sono accordi verbali.
            Ci sono mille cose...
            Se hai qualcosa da dire la dici subito, non dopo
            anni.Non sempre si può sapere quello che si farà 15 anni dopo, chi saranno i colleghi di lavoro, le persone con cui si lavora...Grazie al diritto all'oblio si può far sì che le cose passate non riemergano improvvisamente nel presente.

            E il consenso a un video non si può revocare
            a

            capriccio.

            Ecco appunto.
            Hai acconsentito a suo tempo? E adesso ti tieni
            il
            video.No, la sentenza della Corte Ue è di diverso avviso.Il video non scompare, come detto, ma non è più raggiungibile via Google. Chi sa dove si trova, perché l'ha messo nel segnalibro, o altro, lo può ancora vedere.


            Peggio per loro.


            Se fai XXXXXXX non puoi pretendere che
            la

            legge


            venga in tuo


            soccorso.


            Chi sbaglia, paga.



            La direttiva europea ha idee diverse dalle
            tue.

            La direttiva europea non e' scolpita nella pietra.
            Le cose cambiano, il pensiero si evolve e con
            esso le
            opinioni.Per ora è così.Non ha senso parlare di come potrebbe essere.E ha ancora meno senso parlare di come potrebbe essere secondo Panda Rossa, che ogni volta che invoca un cambiamento della legge sul diritto d'autore questo arriva, ma in senso peggiorativo.
            L'importante e' sapere che oggi qualcuno ha idee
            diverse da quelle della direttiva europea. E
            magari ha gia' dato mandato a nuovi
            rappresentanti che stanno per insediarsi al
            parlamento europeo portando nuova
            linfa.Vediamo cosa fanno i nuovi rappresentanti al parlamento europeo.La maggioranza alla fine è la stessa di prima.


            Quindi non interessano a nessuno.



            In un certo senso, sì.

            Se poi quel "nessuno" capita per sbaglio sul

            video

            Non si capita mai per sbaglio da nessuna parte,
            in
            rete.
            E' una scusa buona per il giudice, ma non per
            l'intelligenza di un
            tecnico.
            Se hai trovato quel video e' perche' lo hai
            cercato.
            Fosse anche una questione di serendipita' ma tu
            stavi cercando. Non si e' aperto da
            solo.Vada per la serendipità. Se ci si capita sopra pensando di trovare tutt'altro, e se il video è gustoso ai fini dei pettegolezzi o dell'umiliazione di qualcuno, viene rapidamente diffuso.Con i link di Google inibiti la serendipità non si verifica più.

            e fa pubblicità alla cosa fra conoscenti,

            colleghi e amici, queste stesse cose
            cominciano

            improvvisamente a interessare.

            Si chiama viralita'.Eh sì.

            Anche a troppe persone.

            Se succede vuol dire che c'e' un interesse
            collettivo.Be', è un video girato all'età di 15 anni. Qualche cretinata è presente di sicuro, più o meno grave, non ci sono le prove giovanili di Stanley Kubrick per 2001 odissea nello spazio. È il diretto interessato che non ha piacere che si generi questo interesse, quando di anni ne ha ormai 30.

            Meglio rimuovere il link, così

            l'eventualità non si presenta.

            Meglio per chi?
            Stai affermando che un interesse collettivo debba
            essere sacrificato per un meschino interesse di
            un
            singolo?Sì.E non è meschino, è diritto alla privacy.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            Chiaramente con Baidu potrebbero fare ben poco,
            ma chi lo usa Baidu per queste
            ricerche?Da oggi qualcuno in piu'. (cylon)

            L'utente indica la luna e tu come al solito

            guardi il

            dito.

            Ci sono cascato un'altra volta.

            Io ho scritto 15 anni nell'esempio, e pretendo di
            ritrovarmi 15 anni anche nella
            citazione.
            Né più, né meno. Come se cambiasse la sostanza...

            Se hai qualcosa da dire la dici subito, non
            dopo

            anni.

            Non sempre si può sapere quello che si farà 15
            anni dopo, chi saranno i colleghi di lavoro, le
            persone con cui si
            lavora...Ma che c'entra? Sono fatti di 15 anni prima!
            Grazie al diritto all'oblio si può far sì che le
            cose passate non riemergano improvvisamente nel
            presente.Se non lo affondi, non puo' riemergere.Lascia le cose a galla ed eviti improvvise riemersioni.


            E il consenso a un video non si può
            revocare

            a


            capriccio.



            Ecco appunto.

            Hai acconsentito a suo tempo? E adesso ti
            tieni

            il

            video.

            No, la sentenza della Corte Ue è di diverso
            avviso.
            Il video non scompare, come detto, ma non è più
            raggiungibile via Google. Chi sa dove si trova,
            perché l'ha messo nel segnalibro, o altro, lo può
            ancora vedere.E potra' condividere il segnalibro con altri, riportando il video a galla.Che cosa hai ottenuto cosi'?un bell'effetto Streisand.

            Le cose cambiano, il pensiero si evolve e con

            esso le

            opinioni.

            Per ora è così.
            Non ha senso parlare di come potrebbe essere.
            E ha ancora meno senso parlare di come potrebbe
            essere secondo Panda Rossa, che ogni volta che
            invoca un cambiamento della legge sul diritto
            d'autore questo arriva, ma in senso
            peggiorativo.Peggiorativo per chi?

            L'importante e' sapere che oggi qualcuno ha
            idee

            diverse da quelle della direttiva europea. E

            magari ha gia' dato mandato a nuovi

            rappresentanti che stanno per insediarsi al

            parlamento europeo portando nuova

            linfa.

            Vediamo cosa fanno i nuovi rappresentanti al
            parlamento europeo.Vediamo.
            La maggioranza alla fine è la stessa di prima.Ma sono entrati molti rappresentanti nuovi.Tutti i movimenti anti euro, nel giro scorso non c'erano.Questa volta sono in quantita' significativa.Magari la prossima volta saranno in maggioranza.Nel frattempo gli elettori anziani saranno morti e i ragazzini di oggi raggiungeranno l'eta' per votare...E tu invecchi.

            Fosse anche una questione di serendipita' ma
            tu

            stavi cercando. Non si e' aperto da

            solo.

            Vada per la serendipità. Se ci si capita sopra
            pensando di trovare tutt'altro, e se il video è
            gustoso ai fini dei pettegolezzi o
            dell'umiliazione di qualcuno, viene rapidamente
            diffuso.Se viene diffuso vuol dire che c'e' un interesse.Il video che ho fatto di me durante la ricompilazione di un kernel non se l'e' filato nessuno.Un altro video dove ho preso a martellate un iphone e' stato visionato centinaia di volte.Vallo a capire che cosa piace alla gente.
            Con i link di Google inibiti la serendipità non
            si verifica più.Tu non hai capito come funziona l'inibizione dei link.Google toglie solo l'associazione al tuo nome non al resto.Se io cerco "Leguleio", il filmino dove la folla ti fischia e ti tira i pomodori in faccia non esce.Ma se io cercassi il nome di quell'altro che era sul palco con te, il filmino esce ancora.Quindi la serendipita' si puo' sempre verificare.


            Anche a troppe persone.



            Se succede vuol dire che c'e' un interesse

            collettivo.

            Be', è un video girato all'età di 15 anni.
            Qualche cretinata è presente di sicuro, più o
            meno grave, non ci sono le prove giovanili di
            Stanley Kubrick per 2001 odissea nello spazio.Ad ogni modo in rete si trovano foto scattate da Kubrick quando aveva poco piu' di 15 anni.Perche' nasconderle?
            È il diretto interessato che non ha piacere
            che si generi questo interesse, quando di anni ne
            ha ormai 30.Io non ho piacere che faccia cosi' caldo.Ognuno ha qualcosa che non gli piace.


            Meglio rimuovere il link, così


            l'eventualità non si presenta.



            Meglio per chi?

            Stai affermando che un interesse collettivo
            debba

            essere sacrificato per un meschino interesse
            di

            un

            singolo?

            Sì.
            E non è meschino, è diritto alla privacy.No. Il diritto alla privacy lo eserciti non dando il consenso alla diffusione del tuo video.Non puoi uscirtene 15 anni dopo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy


            Chiaramente con Baidu potrebbero fare ben
            poco,

            ma chi lo usa Baidu per queste

            ricerche?

            Da oggi qualcuno in piu'. (cylon)Non so nemmeno se ha motori di ricerca così efficienti per testi diversi dalla lingua cinese e giapponese.

            Io ho scritto 15 anni nell'esempio, e
            pretendo
            di

            ritrovarmi 15 anni anche nella

            citazione.

            Né più, né meno.

            Come se cambiasse la sostanza...Tanto per cominciare alcuni servizi, ad esempio Youtube, non permettono di caricare video a persone di 12 anni:https://support.google.com/accounts/answer/1350409?hl=itQuindi la rimozione, nel caso specifico, sarebbe doverosa in base ai termini di servizio.Ma poi perché cambiare il senso del mio esempio un commento dopo?

            Non sempre si può sapere quello che si farà
            15

            anni dopo, chi saranno i colleghi di lavoro,
            le

            persone con cui si

            lavora...

            Ma che c'entra? Sono fatti di 15 anni prima!Che ti devo dire? Se certe persone valutano anche queste cose, una importanza finiscono per averla, almeno per alcuni.Negli Stati Uniti era prassi fino a poco tempo fa chiedere agli aspiranti ad un lavoro l'acXXXXX al profilo Facebook personale. Ma che importanza ha? chiederai tu, lì si scrivono solo scemenze fra amici! Evidentemente per alcuni datori di lavoro hanno importanza anche quelle. Ora se ho ben capito l'hanno proibito.

            Grazie al diritto all'oblio si può far sì
            che
            le

            cose passate non riemergano improvvisamente
            nel

            presente.

            Se non lo affondi, non puo' riemergere.
            Lascia le cose a galla ed eviti improvvise
            riemersioni.In effetti stavo pensando soprattutto agli archivi dei giornali, fino a metà degli anni Duemila sepolti nelle emeroteche e nel deposito della tipografia, poi visibili a tutti e per intero.Nulla vieta però che possa accadere anche con portali video. Il servizio di archive.org che ha salvato tutti i contenuti di un servizio di hosting video non più esistente un bel giorno li mette online, e riemergono cose ritenute rimosse per sempre. Benissimo: ma Google può indicizzare solo alcune di queste, non tutte.

            Il video non scompare, come detto, ma non è
            più

            raggiungibile via Google. Chi sa dove si
            trova,

            perché l'ha messo nel segnalibro, o altro,
            lo
            può

            ancora vedere.

            E potra' condividere il segnalibro con altri,
            riportando il video a
            galla.
            Che cosa hai ottenuto cosi'?
            un bell'effetto Streisand.Ma quale effetto Streisand, quello riguarda i VIP, mica i privati cittadini.Google non va a pubblicare i nominativi di quelli che chiedono di essere rimossi dall'indicizzazione. È molto difficile accorgersi di questa omissione, anche perché potrebbe essere un malfunzionamento del motore di ricerca, nulla è perfetto.

            Per ora è così.

            Non ha senso parlare di come potrebbe essere.

            E ha ancora meno senso parlare di come
            potrebbe

            essere secondo Panda Rossa, che ogni volta
            che

            invoca un cambiamento della legge sul diritto

            d'autore questo arriva, ma in senso

            peggiorativo.

            Peggiorativo per chi?Per i commentatori di PI.

            La maggioranza alla fine è la stessa di
            prima.

            Ma sono entrati molti rappresentanti nuovi.
            Tutti i movimenti anti euro, nel giro scorso non
            c'erano.Come no: Nigel Farage è nell'europarlamento dal 1999. Il partito popolare danese idem. Erano di meno, certo, ma esistevano già prima.
            Questa volta sono in quantita' significativa.
            Magari la prossima volta saranno in maggioranza.
            Nel frattempo gli elettori anziani saranno morti
            e i ragazzini di oggi raggiungeranno l'eta' per
            votare...E su certe questioni come la privacy i parlamenti nazionali saranno molto più comprensivi, è ovvio. I problemi arrivano sempre e solo da Bruxelles, e le soluzioni dalla signoria rinascimentale, evolutasi in libero comune.
            Se viene diffuso vuol dire che c'e' un interesse.
            Il video che ho fatto di me durante la
            ricompilazione di un kernel non se l'e' filato
            nessuno.
            Un altro video dove ho preso a martellate un
            iphone e' stato visionato centinaia di
            volte.
            Vallo a capire che cosa piace alla gente.Non parlo di milioni di visualizzazioni. Diffuso nella cerchia dell'interessato. O fra i nemici politici e professionali.
            Tu non hai capito come funziona l'inibizione dei
            link.
            Google toglie solo l'associazione al tuo nome non
            al
            resto.
            Se io cerco "Leguleio", il filmino dove la folla
            ti fischia e ti tira i pomodori in faccia non
            esce.
            Ma se io cercassi il nome di quell'altro che era
            sul palco con te, il filmino esce
            ancora.

            Quindi la serendipita' si puo' sempre verificare.Si farà una richiesta di soppressione doppia: a nome mio, e a nome dell'altro sul palco. L'importante è la tutela della privacy, non il numero di nomi da sottoporre ad ogni richiesta.

            Be', è un video girato all'età di 15 anni.

            Qualche cretinata è presente di sicuro, più o

            meno grave, non ci sono le prove giovanili di

            Stanley Kubrick per 2001 odissea nello
            spazio.

            Ad ogni modo in rete si trovano foto scattate da
            Kubrick quando aveva poco piu' di 15
            anni.
            Perche' nasconderle?Perché non sono compromettenti.Altre potrebbero esserlo.
            Io non ho piacere che faccia cosi' caldo.
            Ognuno ha qualcosa che non gli piace.Però ora c'è la tutela della privacy. Prima non c'era.

            Sì.

            E non è meschino, è diritto alla privacy.

            No. Il diritto alla privacy lo eserciti non dando
            il consenso alla diffusione del tuo
            video.
            Non puoi uscirtene 15 anni dopo.Rimanere inchiodati al passato non aiuta ad evolversi, ad andare avanti.Una cappa protettiva sopra la propria vita giovanile è auspicabile.
        • Avvocato del diavolo scrive:
          Re: Strano concetto di privacy
          - Scritto da: Leguleio

          Come sopra. Se la maggioranza dei cittadino fosse
          d'accordo con te, una legge non sarebbe mai stata
          scritta con quella
          formulazione.dei cittadini
    • il signor rossi scrive:
      Re: Strano concetto di privacy
      - Scritto da: Leguleio
      " Per il fondatore di Wikimedia si tratta di
      un'applicazione normativa che rappresenta una
      forma di censura, pure e semplice, mentre "nel
      caso di un'informazione veritiera, non
      diffamatoria ed ottenuta legalmente, non dovrebbe
      sorgere una forma di diritto alla
      censura". "

      Jimmy Wales confonde la censura con
      l'accessibilità in punta di clic a tutti i dati
      di tutti i cittadini del mondo.

      Il rispetto della privacy, per definizione, è
      "censura" di informazioni: nel senso che queste
      informazioni non possono esser diffuse né
      rivendute a terzi. A questo punto, tanto vale
      tacciare ogni legge di protezione della privacy,
      comprese quelle Usa, come censura della libera
      informazione, se della libera informazione si ha
      questa
      concezione.il problema è questo: poniamo per ipotesi che sulla pagina su Berlusconi di Wikipedia si dica che è stato uno statista italiano, primo ministro dal 91 al 2011 (+ o -), condannato nel 2013 per frode fiscale con interdizione dai pubblici uffici, e si dia conto dei vari procedimenti giudiziari in cui è coinvolto, terminati anche con prescrizioni.Wikipedia è un'enciclopedia, e questa è storia, e ci deve essere.Poniamo che Berlusconi tuttavia non gradisca, in quanto si reputa il più grande statista italiano dopo De Gasperi, e consideri la pagina lesiva della sua reputazione.Non può modificare la pagina di Wikipedia perché giustamente, essendo certe cose come la condanna per frode fiscale accadute, non gli viene consentito di rimuoverle. E qui spero tu sia d'accordo sul fatto che sia giusto che NON vengano rimosse, perché questa sarebbe sicuramente censura.A questo punto B. decide di chiedere a Google di rimuovere dai risultati di ricerca i link alla sua pagina su Wikipedia, in nome del diritto all'oblio, e lo fa anche con altre pagine che citano dati di questo tipo.Avrebbe il diritto di farlo o no? La mia opinione è: NO. La mia opinione è che se una pagina ha il diritto di esistere perché non è diffamatoria, allora ha il diritto di essere cercabile nei motori di ricerca.La distinzione fra diritto all'oblio e censura è molto labile, ma secondo me i motori di ricerca andrebbero tutelati. Se una pagina è stata rimossa o modificata, Google già consente di richiedere la rimozione immediata della copia cache (che comunque verrebbe rimossa col tempo).Poi non si capisce perché Google sì e gli altri no...Aggiungo il fatto che questi sono tutti piccoli passi verso la internet che vorrebbero i governi e le aziende, cioè non un posto in cui esprimere le proprie opinioni, ma un posto dove veicolare solo pubblicità, contenuti eccetera decisi dall'alto. In pratica, prima o poi riusciranno a trasformare Internet nella nuova televisione, cioè luogo di fruizione di contenuti definiti da altri (governi, regimi, aziende) e dove chi esprime le proprie opinioni e inchieste (quali giornalisti, quali politici) viene deciso da poche persone nominate dalla politica (come il CDA RAI). Questo è il rischio: la fine di internet libera come la conosciamo, e il suo diventare la nuova televisione, cambia solo il mezzo.Contro questa eventualità dovremmo tutti lottare con forza.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 giugno 2014 13.11-----------------------------------------------------------
      • Leguleio scrive:
        Re: Strano concetto di privacy


        Il rispetto della privacy, per definizione, è

        "censura" di informazioni: nel senso che queste

        informazioni non possono esser diffuse né

        rivendute a terzi. A questo punto, tanto vale

        tacciare ogni legge di protezione della privacy,

        comprese quelle Usa, come censura della libera

        informazione, se della libera informazione si ha

        questa

        concezione.

        il problema è questo: poniamo per ipotesi che
        sulla pagina su Berlusconi di Wikipedia si dica
        che è stato uno statista italiano, primo ministro
        dal 91 al 2011 (+ o -), La tua memoria vacilla un po'.In Italia non esiste il primo ministro, ma il presidente del consiglio dei ministri. È stato presdelcons dal 1994 al 1995, di nuovo dal 2001 al 2006, e infine dal 2008 al 2011.
        condannato nel 2013 per
        frode fiscale con interdizione dai pubblici
        uffici, e si dia conto dei vari procedimenti
        giudiziari in cui è coinvolto, terminati anche
        con
        prescrizioni.
        Wikipedia è un'enciclopedia, e questa è storia, e
        ci deve
        essere.
        Poniamo che Berlusconi tuttavia non gradisca, in
        quanto si reputa il più grande statista italiano
        dopo De Gasperi, e consideri la pagina lesiva
        della sua
        reputazione.
        Non può modificare la pagina di Wikipedia perché
        giustamente, essendo certe cose come la condanna
        per frode fiscale accadute, non gli viene
        consentito di rimuoverle. E qui spero tu sia
        d'accordo sul fatto che sia giusto che NON
        vengano rimosse, Non verranno rimosse, perché il diritto all'oblio in genere non prevede la rimozione, ma solo la non raggiungibilità.E non verranno nemmeno toccate dalla recente sentenza della Corte europea del Lussemburgo perché chi è un personaggio pubblico ha rinunciato in gran parte al diritto alla privacy, e quindi anche al diritto all'oblio.
        perché questa sarebbe
        sicuramente
        censura.
        A questo punto B. decide di chiedere a Google di
        rimuovere dai risultati di ricerca i link alla
        sua pagina su Wikipedia, in nome del diritto
        all'oblio, e lo fa anche con altre pagine che
        citano dati di questo
        tipo.
        Avrebbe il diritto di farlo o no? No, vedi sopra.Politici, sportivi, uomini di spettacolo e famiglie reali non godono degli stessi diritti dei privati cittadini per ciò che riguarda la privacy.
        Poi non si capisce perché Google sì e gli altri
        no...Gli altri seguiranno a ruota, che discorsi.Siccome Google è il motore più usato, in Europa, con uno share di oltre l'80 %, si parte da lì.Se fossimo in Cina, si partirebbe da Baidu.-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 10 giugno 2014 13.23-----------------------------------------------------------
        • il signor rossi scrive:
          Re: Strano concetto di privacy
          - Scritto da: Leguleio
          Non verranno rimosse, perché il diritto all'oblio
          in genere non prevede la rimozione, ma solo la
          non
          raggiungibilità.
          E non verranno nemmeno toccate dalla recente
          sentenza della Corte europea del Lussemburgo
          perché chi è un personaggio pubblico ha
          rinunciato in gran parte al diritto alla privacy,
          e quindi anche al diritto all'oblio.Spero tanto che tu abbia ragione.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: il signor rossi
            - Scritto da: Leguleio

            Non verranno rimosse, perché il diritto
            all'oblio

            in genere non prevede la rimozione, ma solo
            la

            non

            raggiungibilità.

            E non verranno nemmeno toccate dalla recente

            sentenza della Corte europea del Lussemburgo

            perché chi è un personaggio pubblico ha

            rinunciato in gran parte al diritto alla
            privacy,

            e quindi anche al diritto all'oblio.

            Spero tanto che tu abbia ragione.Ovviamente chi vivrà vedrà.Ma per quanto riguarda i personaggi pubblici, si parla di una giurisprudenza consolidata da decenni, non è una cosa nuova. La cosa nuova sono solo gli archivi online dei quotidiani, impensabili fino ad alcuni anni fa per gli alti costi di gestione dei server.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            La cosa nuova sono
            solo gli archivi online dei quotidiani,
            impensabili fino ad alcuni anni fa per gli alti
            costi di gestione dei
            server.Impensabili per te!Gia' negli anni '60 era evidente dove saremmo andati a finire con l'evoluzione tecnologica.Non puoi pensare di fermare la marea per legge.Quello che puoi fare e' solo informare la gente che c'e' pericolo di marea.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio

            La cosa nuova sono

            solo gli archivi online dei quotidiani,

            impensabili fino ad alcuni anni fa per gli
            alti

            costi di gestione dei

            server.


            Impensabili per te!
            Gia' negli anni '60 era evidente dove saremmo
            andati a finire con l'evoluzione
            tecnologica.Sì, ma i costi dei server li pagano i quotidiani, non la Nasa. Finché era tecnicamente fattibile ma economicamente controproducente, non si faceva.
          • krane scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Leguleio


            La cosa nuova sono


            solo gli archivi online dei quotidiani,


            impensabili fino ad alcuni anni fa per
            gli

            alti


            costi di gestione dei


            server.





            Impensabili per te!

            Gia' negli anni '60 era evidente dove saremmo

            andati a finire con l'evoluzione

            tecnologica.

            Sì, ma i costi dei server li pagano i quotidiani,
            non la Nasa.

            Finché era tecnicamente fattibile ma
            economicamente controproducente, non si
            faceva.E siccome e' la prima volta nella storia che i costi scendono quando le cose raggiungono la massa...
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy




            La cosa nuova sono



            solo gli archivi online dei
            quotidiani,



            impensabili fino ad alcuni anni fa
            per

            gli


            alti



            costi di gestione dei



            server.








            Impensabili per te!


            Gia' negli anni '60 era evidente dove
            saremmo


            andati a finire con l'evoluzione


            tecnologica.



            Sì, ma i costi dei server li pagano i
            quotidiani,

            non la Nasa.



            Finché era tecnicamente fattibile ma

            economicamente controproducente, non si

            faceva.

            E siccome e' la prima volta nella storia che i
            costi scendono quando le cose raggiungono la
            massa...No, non è la prima volta e non sará l'ultima.Però non sapendo in anticipo quando sarebbe avvenuto la legge non ha seguito il percorso canonico, è dovuta intervenire la Corte europea su sollecitazione di una corte spagnola per far chiarezza.Di fatto il "diritto all'oblio" ancora non è codificato per iscritto.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            Di fatto il "diritto all'oblio" ancora non è
            codificato per
            iscritto.Perche' non e' un diritto.E' una pretesa di chi ha qualcosa da nascondere.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: panda rossa
            - Scritto da: Leguleio


            Di fatto il "diritto all'oblio" ancora non è

            codificato per

            iscritto.

            Perche' non e' un diritto.
            E' una pretesa di chi ha qualcosa da nascondere.Ma no, prima o poi il parlamento europeo scriverà una direttiva chiara e in 333 articoli che andavano a Trento. Per ora si va a tentoni.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: panda rossa

            - Scritto da: Leguleio




            Di fatto il "diritto all'oblio" ancora
            non
            è


            codificato per


            iscritto.



            Perche' non e' un diritto.

            E' una pretesa di chi ha qualcosa da
            nascondere.

            Ma no, prima o poi il parlamento europeo scriverà
            una direttiva chiara e in 333 articoli che
            andavano a Trento.

            Per ora si va a tentoni.Il diritto non deve andare a tentoni.E' dai tempi di Hamurrabi che le leggi vengono scritte proprio perche' nessuno possa inventarsi le cose a piacimento.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy



            - Scritto da: Leguleio






            Di fatto il "diritto all'oblio"
            ancora

            non

            è



            codificato per



            iscritto.





            Perche' non e' un diritto.


            E' una pretesa di chi ha qualcosa da

            nascondere.



            Ma no, prima o poi il parlamento europeo
            scriverà

            una direttiva chiara e in 333 articoli che

            andavano a Trento.



            Per ora si va a tentoni.

            Il diritto non deve andare a tentoni.

            E' dai tempi di Hamurrabi che le leggi vengono
            scritte proprio perche' nessuno possa inventarsi
            le cose a
            piacimento.Non dovrebbe essere così, ma a volte capita. Quando alcune azioni si trovano nella zona grigia della legge, tocca ai tribunali fare chiarezza.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio

            Non dovrebbe essere così, ma a volte capita.
            Quando alcune azioni si trovano nella zona grigia
            della legge, tocca ai tribunali fare
            chiarezza.Certamente, ma non essendoci in pericolo incolumita' di persone o cose, la chiarezza i tribunali la possono fare con tutta la calma necessaria, coi canonici tre gradi di giudizio istituzionali, poi, qualora una delle parti sia anche un parlamentare occorre il benestare delle camere, per evitare un fastidioso fumus perscutionis, e se ancora non bastasse, si puo' ricorrere al pronunciamento della corte europea, dell'onu, del tribunale interstellare, e se poi, malauguratamente dovessero sopraggiungere i termini di prescrizione, si festeggia a tarallucci e vino.
    • webwizard scrive:
      Re: Strano concetto di privacy
      - Scritto da: Leguleio
      " <I
      Per il fondatore di Wikimedia si tratta di
      un'applicazione normativa che rappresenta una
      forma di censura, pure e semplice, mentre "nel
      caso di un'informazione veritiera, non
      diffamatoria ed ottenuta legalmente, non dovrebbe
      sorgere una forma di diritto alla
      censura". </I
      "

      Jimmy Wales confonde la censura con
      l'accessibilità in punta di clic a tutti i dati
      di tutti i cittadini del mondo.

      Il rispetto della privacy, per definizione, è
      "censura" di informazioni: nel senso che queste
      informazioni non possono esser diffuse né
      rivendute a terzi. A questo punto, tanto vale
      tacciare ogni legge di protezione della privacy,
      comprese quelle Usa, come censura della libera
      informazione, se della libera informazione si ha
      questa concezione.Capisco il concetto ma, a mio parere, c'è un errore di fondo. Qui si parla di informazioni disponibili pubblicamente, non di dati protetti dalla privacy. Si colpisce solo che indirizza a quelle informazioni, un po' come se si vietasse al sito di paginebianche.it di indicizzare un numero d'utente pubblicato sull'elenco cartaceo. Se vuoi riservare il numero, lo elimini SIA dal cartaceo, SIA dal sito web, non solo dal secondo.
      • webwizard scrive:
        Re: Strano concetto di privacy
        - Scritto da: webwizard
        Capisco il concetto ma, a mio parere, c'è un
        errore di fondo. Qui si parla di informazioni
        disponibili pubblicamente, non di dati protetti
        dalla privacy. Si colpisce solo che indirizza a
        quelle informazioni, un po' come se si vietasse
        al sito di paginebianche.it di indicizzare un
        numero d'utente pubblicato sull'elenco cartaceo.
        Se vuoi riservare il numero, lo elimini SIA dal
        cartaceo, SIA dal sito web, non solo dal
        secondo.Scusatemi tutti, ma oggi con la tastiera non è giornata...
      • Leguleio scrive:
        Re: Strano concetto di privacy


        " <I
        Per il fondatore di Wikimedia si
        tratta
        di

        un'applicazione normativa che rappresenta una

        forma di censura, pure e semplice, mentre
        "nel

        caso di un'informazione veritiera, non

        diffamatoria ed ottenuta legalmente, non
        dovrebbe

        sorgere una forma di diritto alla

        censura". </I
        "



        Jimmy Wales confonde la censura con

        l'accessibilità in punta di clic a tutti i
        dati

        di tutti i cittadini del mondo.



        Il rispetto della privacy, per definizione, è

        "censura" di informazioni: nel senso che
        queste

        informazioni non possono esser diffuse né

        rivendute a terzi. A questo punto, tanto vale

        tacciare ogni legge di protezione della
        privacy,

        comprese quelle Usa, come censura della
        libera

        informazione, se della libera informazione
        si
        ha

        questa concezione.

        Capisco il concetto ma, a mio parere, c'è un
        errore di fondo. Qui si parla di informazioni
        disponibili pubblicamente, non di dati protetti
        dalla privacy. Sul concetto di "disponibili pubblicamente" ti ho risposto sotto.Aggiungo solo che le informazioni rese disponibili dai quotidiani non lo sono per amor della verità o per una circolare ministeriale che obbliga alla "trasparenza sul passato", o cose del genere.I quotidiani hanno guadagnato da quelle notizie a suo tempo con le inserzioni pubblcitarie e le vendite in edicola, e guadagnano sull'archivio storico ora, con i banner. Ci sono di mezzo i soldi. E quindi la legge sulla privacy ci mette il naso.
        Si colpisce solo che indirizza a
        quelle informazioni, un po' come se si vietasse
        al sito di paginebianche.it di indicizzare un
        numero d'utente pubblicato sull'elenco cartaceo.Guarda che nulla vieta di fare una legge di questo tipo, se avesse una minima utilità. Non credo proprio sia necessaria: se anche un utente non vuole comparire nell'elenco online per questioni sue lo comunica a paginebianche.it, e lo tolgono senza problemi.La legge non ha limiti.
        Se vuoi riservare il numero, lo elimini SIA dal
        cartaceo, SIA dal sito web, non solo dal
        secondo.L'esempio è scelto male, perché la società che gestisce le Pagine Bianche su carta e online è la stessa. Il bene protetto dal concetto ancora tutto da definire di "diritto all'oblio" non è la notizia storica su di un cittadino, che è un fatto pacificamente accettato e che non stride con alcuna legge. Ma la sua reperibilità in punta di clic oggi.
        • panda rossa scrive:
          Re: Strano concetto di privacy
          - Scritto da: Leguleio
          Aggiungo solo che le informazioni rese
          disponibili dai quotidiani non lo sono per amor
          della verità o per una circolare ministeriale che
          obbliga alla "trasparenza sul passato", o cose
          del genere.
          I quotidiani hanno guadagnato da quelle notizie a
          suo tempo con le inserzioni pubblcitarie e le
          vendite in edicola, e guadagnano sull'archivio
          storico ora, con i banner. Ci sono di mezzo i
          soldi. E quindi la legge sulla privacy ci mette
          il naso.Quindi basta che spariscano i soldi e il problema scompare?Se io aprissi un server a mie spese, senza banner, senza ricavi ne' diretti ne' indiretti sono finalmente libero di scrivere quello che mi pare senza temere ritorsioni?

          Si colpisce solo che indirizza a

          quelle informazioni, un po' come se si
          vietasse

          al sito di paginebianche.it di indicizzare un

          numero d'utente pubblicato sull'elenco
          cartaceo.

          Guarda che nulla vieta di fare una legge di
          questo tipo, se avesse una minima utilità. Non
          credo proprio sia necessaria: se anche un utente
          non vuole comparire nell'elenco online per
          questioni sue lo comunica a paginebianche.it, e
          lo tolgono senza
          problemi.
          La legge non ha limiti. Certo. La legge puo' anche ordinare che non piova dalle 7:00 alle 10:00 per questioni di ordine pubblico.Non ha limiti.
          Il bene protetto dal concetto ancora tutto da
          definire di "diritto all'oblio" non è la notizia
          storica su di un cittadino, che è un fatto
          pacificamente accettato e che non stride con
          alcuna legge. Ma la sua reperibilità in punta di
          clic oggi.Oggi? Oggi non si clicca piu'.Oggi ci sono i tablet e gli smartphone, e tu sei rimasto indietro, come sempre.La legge, quando arriva a chiudere il recinto, i buoi sono gia' scappati, si sono riprodotti allo stato brado e si sono nuovamente inselvatichiti.Ma sul recinto ormai vuoto c'e' il cartello del legislatore che dice "VIETATO APRIRE IL RECINTO."
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy


            Aggiungo solo che le informazioni rese

            disponibili dai quotidiani non lo sono per
            amor

            della verità o per una circolare
            ministeriale
            che

            obbliga alla "trasparenza sul passato", o
            cose

            del genere.

            I quotidiani hanno guadagnato da quelle
            notizie
            a

            suo tempo con le inserzioni pubblcitarie e le

            vendite in edicola, e guadagnano
            sull'archivio

            storico ora, con i banner. Ci sono di mezzo i

            soldi. E quindi la legge sulla privacy ci
            mette

            il naso.

            Quindi basta che spariscano i soldi e il problema
            scompare?I soldi non spariscono, sta' certo, nessuno fa nulla gratis quando le banche dati sono così grosse.La legge sulla privacy è più mite nel caso non vi sia il fine di lucro, ma non farmela consultare di nuovo. Non ho voglia. :P
            Se io aprissi un server a mie spese, senza
            banner, senza ricavi ne' diretti ne' indiretti
            sono finalmente libero di scrivere quello che mi
            pare senza temere
            ritorsioni?No.E non hai i soldi per aprire un server in perdita.


            Si colpisce solo che indirizza a


            quelle informazioni, un po' come se si

            vietasse


            al sito di paginebianche.it di
            indicizzare
            un


            numero d'utente pubblicato sull'elenco

            cartaceo.



            Guarda che nulla vieta di fare una legge di

            questo tipo, se avesse una minima utilità.
            Non

            credo proprio sia necessaria: se anche un
            utente

            non vuole comparire nell'elenco online per

            questioni sue lo comunica a
            paginebianche.it,
            e

            lo tolgono senza

            problemi.

            La legge non ha limiti.

            Certo. La legge puo' anche ordinare che non piova
            dalle 7:00 alle 10:00 per questioni di ordine
            pubblico.
            Non ha limiti.E tu puoi solo chiederne l'abrogazione.Non puoi fare altro.

            Il bene protetto dal concetto ancora tutto da

            definire di "diritto all'oblio" non è la
            notizia

            storica su di un cittadino, che è un fatto

            pacificamente accettato e che non stride con

            alcuna legge. Ma la sua reperibilità in
            punta
            di

            clic oggi.

            Oggi?
            Oggi non si clicca piu'.
            Oggi ci sono i tablet e gli smartphone, e tu sei
            rimasto indietro, come
            sempre.Che noioso che sei con questi elogi del futuro, Panda Rossa. Tra l'altro tu clicchi ancora, non usi né tavolette né smartphone.Come se accedere ad un documento attraverso il clic del mouse o con lo schermo tattile cambiasse qualcosa.
            La legge, quando arriva a chiudere il recinto, i
            buoi sono gia' scappati, si sono riprodotti allo
            stato brado e si sono nuovamente
            inselvatichiti.Bene, allora di che ti lamenti qui?I buoi sono scappati, prendine quanti ne vuoi. Non capisco quale sia l'oggetto del contendere.
            Ma sul recinto ormai vuoto c'e' il cartello del
            legislatore che dice "VIETATO APRIRE IL
            RECINTO."Vedi? Qualcuno che pensa ai cittadini ancora c'è.
          • panda rossa scrive:
            Re: Strano concetto di privacy
            - Scritto da: Leguleio

            Quindi basta che spariscano i soldi e il
            problema

            scompare?

            I soldi non spariscono, sta' certo, nessuno fa
            nulla gratis quando le banche dati sono così
            grosse.Quando le banche dati sono cosi' grosse, vuol dire che e' tutto automatizzato e i soldi potrebbero benissimo sparire non essendoci ulteriore lavoro da fare.
            La legge sulla privacy è più mite nel caso non vi
            sia il fine di lucro, ma non farmela consultare
            di nuovo. Non ho voglia.
            :PStai diventando inutile.

            Se io aprissi un server a mie spese, senza

            banner, senza ricavi ne' diretti ne'
            indiretti

            sono finalmente libero di scrivere quello
            che
            mi

            pare senza temere

            ritorsioni?

            No.
            E non hai i soldi per aprire un server in perdita.Se io abbia o meno i mezzi per farlo non e' un problema tuo.A me interessa solo sapere in che condizioni mettermi per poter fruire della totale impunita'.

            Certo. La legge puo' anche ordinare che non
            piova

            dalle 7:00 alle 10:00 per questioni di ordine

            pubblico.

            Non ha limiti.

            E tu puoi solo chiederne l'abrogazione.
            Non puoi fare altro. No, no, io la lascio li' la legge che vieta la pioggia dalle 7:00 alle 10:00, e verro' a sporgere denuncia ogni volta che piove.Non chiedo l'abrogazione. Chiedo che la legge venga rispettata!O in subordine, la testa dei responsabili che non la fanno rispettare.Vedrai che il problema si risolve internamente, senza bisogno di chiedere abrogazioni.

            Oggi?

            Oggi non si clicca piu'.

            Oggi ci sono i tablet e gli smartphone, e tu
            sei

            rimasto indietro, come

            sempre.

            Che noioso che sei con questi elogi del futuro,
            Panda Rossa.Pazienza. Ti tocchera' sorbire la noia per i pochi giorni che ti restano.Io, a differenza tua, sono immortale e quindi tendo per natura a guardare le cose almeno un secolo avanti, come minimo.
            Tra l'altro tu clicchi ancora, non
            usi né tavolette né
            smartphone.Io sono una insignificante minoranza di tecnici.Non la massa.
            Come se accedere ad un documento attraverso il
            clic del mouse o con lo schermo tattile cambiasse
            qualcosa.Cambia tutto.Ci vuole uno schermo touch screen.Ci vuole un sistema operativo in grado di gestire eventi touch.Ci vuole una interfaccia con un paradigma pensato per il touch.Legu', non sei su questo forum da ieri, mi pare che da queste parti bazzichi da un pezzo, e vieni a fare sparate del genere?Sei peggio di un tavolino a 15 gambe tutte di lunghezza diversa.

            La legge, quando arriva a chiudere il
            recinto,
            i

            buoi sono gia' scappati, si sono riprodotti
            allo

            stato brado e si sono nuovamente

            inselvatichiti.

            Bene, allora di che ti lamenti qui?
            I buoi sono scappati, prendine quanti ne vuoi.
            Non capisco quale sia l'oggetto del
            contendere.L'oggetto del contendere e' scritto tra tre righe.

            Ma sul recinto ormai vuoto c'e' il cartello
            del

            legislatore che dice "VIETATO APRIRE IL

            RECINTO."

            Vedi? Qualcuno che pensa ai cittadini ancora c'è.Qualcuo che pensa a far mettere un cartello di divieto su un recinto vuoto, dovi i buoi sono scappati da un pezzo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Strano concetto di privacy

            Io, a differenza tua, sono immortale e quindi
            tendo per natura a guardare le cose almeno un
            secolo avanti, come
            minimo.Anche questa è da mettere nella lista.
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