Google Play e Apple store pieni di app che spogliano le donne

Google Play e Apple store pieni di app che spogliano le donne

Tech Transparency Project trova oltre 100 app che spogliano le donne su Google Play e App Store, che generano milioni di dollari di entrate.
Google Play e Apple store pieni di app che spogliano le donne
Tech Transparency Project trova oltre 100 app che spogliano le donne su Google Play e App Store, che generano milioni di dollari di entrate.

Google Play e Apple Store sono invasi da app che usano l’intelligenza artificiale per spogliare virtualmente le donne. Il Tech Transparency Project ha scovato 55 app su Google e 48 su Apple, scaricate oltre 705 milioni di volte. Entrate generate: 117 milioni di dollari.

App che spogliano le donne, zero controlli su Google Play e Apple store

Mentre tutti parlavano di Grok, che genera deepfake sessuali di donne e bambini, decine di app simili prosperavano indisturbate sugli store ufficiali di Google e Apple, passando controlli che dovrebbero bloccare esattamente questo tipo di contenuto.

Google ha sospeso diverse app dopo la segnalazione. Apple ne ha rimosse 28, poi ne ha ripristinate 2 (forse erano state bannate per errore). Ma X e Grok, oggetto di indagini in UE, UK, e cause legali, restano liberamente disponibili su entrambi gli store.

Queste non sono app di nicchia usate da pochi pervertiti. Sono mainstream. Disponibili su store ufficiali, con tanto di recensioni, rating, screenshot promozionali. E hanno generato abbonamenti, acquisti in-app, pubblicità. Un business fiorente costruito su deepfake sessuali non consensuali.

Il Tech Transparency Project le ha identificate facilmente. Non erano nascoste, ma lì in bella vista, su Google Play e App Store, accanto a Spotify e Instagram. Con nomi vaghi o acronimi che mascheravano appena la funzione reale.

Quello che fanno queste app è rimuovere virtualmente i vestiti dalle donne e renderle completamente o parzialmente nude, o vestite solo con un bikini o altri abiti succinti, eppure sono passate attraverso i controlli di Google e Apple. Sono state approvate, pubblicate, lasciate prosperare per mesi o anni.

Non è la prima volta e non sarà l’ultima

Nel 2024, 404 Media aveva già segnalato app simili su Google e Apple. Entrambe le aziende avevano risposto rimuovendo alcune app, promettendo controlli più severi. Poi è arrivato questo rapporto del TTP nel 2025, e sorpresa, decine di nuove app, o le stesse ricaricate con nomi diversi, tutte ancora disponibili.

È un loop infinito. Giornalisti o organizzazioni segnalano app problematiche, Google e Apple reagiscono rimuovendo quelle specifiche, gli sviluppatori ricaricano le stesse app con nomi diversi o creano varianti, e il ciclo ricomincia.

Grok e X restano…

Mentre Google e Apple rimuovevano qualche app dopo la segnalazione del TTP, X e Grok sono rimasti disponibili su entrambi gli store. Nonostante tutto. Grok ha generato milioni di immagini sessualizzate non consensuali, principalmente di donne e bambini. È sotto indagine nell’Unione Europea e nel Regno Unito. Ha almeno una causa legale da parte di una vittima. Elon Musk ha difeso il sistema sostenendo che la “libertà di espressione” include il diritto di generare deepfake sessuali. Cose da pazzi…

Ora la domanda è: Google e Apple non riescono a bloccare queste app, o non vogliono? Probabilmente la seconda.

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Pubblicato il
28 gen 2026
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