Per mesi i siti web hanno guardato l’intelligenza artificiale di Google come si guarda un tizio che entra in cucina, mangia tutto e poi ringrazia per l’ospitalità. Ora Big G promette di comportarsi meglio, ovvero i link torneranno a farsi vedere più in alto e più spesso.
Google AI Mode e AI Overview: i link nelle risposte AI arrivano più in alto. Cosa vuol dire per i siti
La promessa arriva da un post sul blog di Google. Nelle risposte di AI Overview e AI Mode, i link inseriti direttamente nel testo compariranno più in alto e con maggiore frequenza. Per chi non mastica il gergo, sono quei collegamenti infilati dentro il testo della risposta, non la solita lista blu di una volta.
C’è un motivo se Google si sente in dovere di dirlo. Questi riassunti personalizzati hanno sostituito l’elenco classico di risultati, e gli editori temono che il traffico evapori come una pozzanghera ad agosto. Google risponde di aver già fatto aumenti continui e sostanziali alla presenza dei link, e che la novità servirà a rendere le fonti principali cliccabili proprio quando servono. Resta da vedere se questo basterà a convincere chi si sente derubato.
Il pacchetto di ritocchi
Il link in alto non è l’unica mossa. Google ha messo in cantiere altre modifiche per dare visibilità a siti ed editori dentro le risposte AI.
Link in cima, con un po’ di contesto. Quando un sito è tra i pochi in grado di rispondere a un compito o a un’informazione specifica, Google sta testando la comparsa di quel link all’inizio della risposta, accompagnato da una spiegazione. L’esempio mostrato riguarda una domanda sul rimborso di un volo aereo. Non si fa fatica a immaginare un viaggiatore furioso che ringrazia di non dover scavare tra venti paragrafi.
Carosello per le notizie fresche. I caroselli di link per gli articoli d’attualità, annunciati a maggio, arrivano in più Paesi e in più lingue. Più vetrine, quindi, per chi ha qualcosa di nuovo da raccontare.
Link finali meno timidi. Quelli che chiudono la risposta diventano più coinvolgenti e in evidenza, con miniature di immagini e un design più cliccabile.
Profili cliccabili. Su AI Mode Google sta provando link che portano ai profili di ricerca di editori e creatori. Sono ancora in fase di test.
Soldi in cambio di contenuti
C’è poi il capitolo meno poetico, cioè i soldi. Google dice che oltre 400 editori partecipano al programma pilota “News AI”, annunciato a dicembre. È un accordo di licenza: Google paga per la consegna e l’uso di contenuti avanzati con cui sviluppare nuove funzioni AI. Tra queste ci sono panoramiche approfondite degli articoli nelle pagine degli editori su Google News. Tra i nuovi partner ci sono Axios, CNN e Financial Times. Non proprio tre sconosciuti…