Google si lancia nello spazio

Partirà a giorni GeoEye-1, un nuovo satellite che condividerà le sue accuratissime riprese con il gigante di Mountain View. Per migliorare Google Earth. Vietato, però, distribuire immagini troppo precise
Partirà a giorni GeoEye-1, un nuovo satellite che condividerà le sue accuratissime riprese con il gigante di Mountain View. Per migliorare Google Earth. Vietato, però, distribuire immagini troppo precise

Un nuovo satellite per la ripresa di immagini è prossimo al lancio: lo ha costruito GeoEye , azienda del settore, con cui Google ha siglato un accordo per migliorare il proprio servizio Google Earth.

Battezzato “GeoEye-1”, il satellite pesa 1950 Kg e porta anche il logo di Google impresso sulle fiancate. Sarà lanciato questa settimana, precisamente giovedì 4 settembre , dalla base californiana dell’aeronautica statunitense di Vandenberg. Volerà a 680 chilometri di altezza dalla superficie terrestre: ciò nonostante, il satellite potrà riprendere con il massimo dettaglio oggetti grandi fino a 41 centimetri . Google, però non potrà impiegare alcun dettaglio più piccolo di 50 cm : lo impedisce un accordo tra GeoEye e il governo americano.

Ogni giorno il GeoEye-1 potrà riprendere una superficie pari alle dimensioni del New Mexico: “Il GeoEye-1 ha la maggior risoluzione finora disponibile commercialmente e produrrà librerie di immagini di alta qualità, georeferenziate con grande precisione”, ha detto Kate Hurowitz, portavoce di Google, precisando che la maggior parte degli altri servizi si limitano ad oggetti non più piccoli di 60 cm. “Vogliamo avere immagini ad alta risoluzione della maggior parte possibile della sfera terrestre e il GeoEye-1 è quel che ci vuole per raggiungere l’obbiettivo”, ha concluso.

Con risoluzioni così elevate, dunque, non ci sarà nulla da temere circa la perdita di dettagli: persino i servizi cartografici avranno risoluzione sufficiente a dirimere qualche “vuoto” o qualche “sovrapposizione di epoche” di cui alcuni sembrano lamentarsi .

Nel frattempo, all’aumentare della fedeltà di ripresa, c’è chi prepara delle BCI ( Brain Computer Interface ) da collegare ai servizi di Google: uno strumento per volare sulla Terra vera , restando seduti davanti al computer, con la sola forza del pensiero. Resta solo da sperare che l’accuratezza non diventi talmente elevata da esporre a rischio di violazione della privacy, come accade per altri segmenti di cui si occupa il gigante di Mountain View.

Marco Valerio Principato

( fonte immagine )

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