Google Translate, interprete mobile

La nuova versione Android del noto traduttore ascolta le conversazioni vocali e rilegge ad alta voce le frasi decifrate. In maniera praticamente istantanea

Roma – Dopo aver introdotto la possibilità di tradurre la parole di un testo inquadrato con la fotocamera dello smartphone, che fonde il riconoscimento OCR di Google Goggles con il noto servizio in linea Google Translate, il colosso di Mountain View torna a puntare sull’input vocale per migliorare l’interazione uomo-macchina e abbattere le barriere linguistiche.

La nuova funzione inserita nel recente aggiornamento mobile di Google Translate usa il microfono del dispositivo per tradurre la conversazione in una diversa lingua. Nella prima fase l’applicazione ascolta le parole scandite dall’utente, alla maniera di software come Dragon . Il dettato viene convertito in testo, tradotto, e letto ad alta voce dal programma che può gestire un botta e risposta tra due persone, in tempo reale.

Per avviare l’interprete robotico è sufficiente selezionare la lingua da convertire, premere sull’icona del microfono e iniziare a parlare. Ovviamente l’applicazione utilizza l’accesso ad un server remoto per riconoscere e convertire il parlato, quindi richiederà una connessione sempre attiva. Per farsi un’idea di come viene gestito un tipico dialogo tra turisti che parlano idiomi differenti, basta osservare il video della dimostrazione pubblica avvenuta all’IFA di Berlino, lo scorso settembre.

Attualmente è possibile utilizzare la nuova modalità conversazione soltanto per tradurre tra inglese e spagnolo, ma nel prossimo futuro la lista delle lingue supportate arriverà a 15. Come sempre, quando si tratta di funzioni mobile progettate direttamente da Google, i primi a beneficiare dell’innovazione sono i dispositivi equipaggiati con il sistema operativo Android. Forse si tratterà di una esclusiva solamente temporanea, ma per ora tutti gli altri dovranno accontentarsi del normale traduttore simultaneo testuale.

Roberto Pulito

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  • Utonto scrive:
    ma lavorare sulla cura?
    com'è possibile che siamo in grado di immaginare e realizzare una tecnologia tanto evveniristica e non avere ancora una cura per il diabete?è un po' come se avessimo automobili dotate di computer di bordo, sistemi si sicurezza avanzati e navigatore gps ma che vanno con un motore la cui tecnologia è vecchia più di un secolo...
    • xav scrive:
      Re: ma lavorare sulla cura?
      eheh
    • Enzo scrive:
      Re: ma lavorare sulla cura?
      - Scritto da: Utonto
      com'è possibile che siamo in grado di immaginare
      e realizzare una tecnologia tanto evveniristica e
      non avere ancora una cura per il
      diabete?Perché il corpo umano è un po' più complicato di un computer (per ora...)
      • Funz scrive:
        Re: ma lavorare sulla cura?
        cut doppione-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 28 gennaio 2011 08.53-----------------------------------------------------------
    • anonimo scrive:
      Re: ma lavorare sulla cura?
      - Scritto da: Utonto
      com'è possibile che siamo in grado di immaginare
      e realizzare una tecnologia tanto evveniristica e
      non avere ancora una cura per il
      diabete?Per molti casi di diabete la cura si chiama: fare movimento e seguire una dieta equilibrata. La diffusione del diabete è proporzionale con il nostro livello di benessere. Poi ci sono quelli che devono farsi l'insulina per forza, ma molti anziani se seguissero la dieta non avrebbero bisogno delle iniezioni. Comunque l'articolo dice che la lente permette di evitare gli esami del sangue. Non credo proprio, al massimo ti eviterebbe di provare la glicemia con le strisce e la macchinetta, ma l'esame del sangue ogni tanto andrà fatto.
  • Jacopo Monegato scrive:
    io sulle mie--
    ho scoperto un paio di giorni fa che c'è stampato un codice di serie univoco per ogni lente O_O
    • anonimo scrive:
      Re: io sulle mie--
      - Scritto da: Jacopo Monegato
      ho scoperto un paio di giorni fa che c'è stampato
      un codice di serie univoco per ogni lente
      O_OLo fanno solo per dimostrarti che con quelle lenti riesci a vedere cose a cui mai avresti pensato.
    • Nessuno scrive:
      Re: io sulle mie--
      - Scritto da: Jacopo Monegato
      ho scoperto un paio di giorni fa che c'è stampato
      un codice di serie univoco per ogni lente
      O_OBe' certo, cosi se uno muore con indosso le lenti, Grissom e company non hanno problemi a sapere chi sei.
  • ephestione scrive:
    E l'alimentazione?
    No, non ditemelo, sicuramente verrà fornita tramite la conversione in elettricità dell'eenergia cinetica del battito palpebrale, con delle mini centrali idroelettriche installate sempre sul bordo della lente.Il dispositivo sarà estremamente trasparente ma dovremo abituarci a chiudere gli occhi con una fetta di qualche mm sopra la cornea... questione di qualche giorno e ci si fa il callo :D (letteralmente)
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