La Ricerca di Google non è più solo una lista di link blu. Ora è una conversazione. Si cerca qualcosa, appare un riassunto generato dall’AI (le AI Overview), e se si vuole approfondire si può passare direttamente a una chat interattiva con AI Mode, la modalità conversazionale di Google.
Dalle AI Overview alla chat di AI Mode, Google trasforma Search con Gemini 3
Non si deve più copiare la domanda, aprire una nuova scheda, riformulare tutto. Si clicca, e la ricerca diventa dialogo. Si chiede, l’AI risponde, si fa una domanda di follow-up, l’AI risponde ancora mantenendo il contesto.
Big G sta trasformando la Ricerca da strumento passivo di consultazione a esperienza interattiva guidata dall’AI. E lo sta facendo integrando Gemini 3, il suo modello più recente, come motore predefinito delle AI Overview a livello globale. L’obiettivo è chiarissimo, vuole che restiamo su Google, parliamo con Google e non andiamo altrove, soprattutto non su ChatGPT…
Da ricerca statica a conversazione fluida
Robby Stein, VP of Product di Google Search, lo spiega così: Le persone si rivolgono alla Ricerca per una gamma incredibilmente vasta di domande: a volte per trovare informazioni rapide, come il risultato di una partita o il meteo, dove basta un semplice risultato. Ma per domande o compiti complessi, dove è necessario approfondire un argomento, si deve poter accedere senza interruzioni a un’esperienza di AI conversazionale
.
Quindi, se si cerca meteo Roma
basta la box con la temperatura. Ma se si cerca come pianificare un viaggio a Milano con bambini piccoli
, si vuole una conversazione, magari per chiedere dove dormire, cosa visitare, quali sono i ristoranti family-friendly, senza ricominciare la ricerca da zero ogni volta. Google vuole diventare un consulente personale a tutti gli effetti.
Gemini 3 diventa il motore predefinito
Google ha annunciato che Gemini 3 sostituirà i modelli precedenti come motore predefinito delle AI Overview a livello globale. Significa risposte più accurate, più veloci, più contestuali.
Gemini 3 è l’ultima versione del modello di Google, quello che dovrebbe competere con GPT-4 e Claude. Non sappiamo esattamente quanto sia migliorato rispetto a Gemini 2 (Google è vaga sui benchmark), ma presumibilmente è più bravo a capire le domande complesse, sintetizzare le informazioni da fonti multiple, mantenere la coerenza nelle conversazioni.
Personal Intelligence, l’AI fruga su Gmail e Foto
Pochi giorni prima di questo annuncio, Google ha integrato la “Personal Intelligence” in AI Mode. Significa che l’AI può attingere a Gmail e Google Foto per rispondere in modo personalizzato. Ad esempio, si può chiedere quando è il compleanno di Marco?
e l’AI cerca nelle email e nelle foto per trovare la risposta. Si chiede Riassumimi le email importanti di questa settimana
e l’AI scansiona la posta in arrivo e fa un riassunto.
È sicuramente comodo, ma dare all’AI accesso a email private, foto personali, cronologia di YouTube, ricerche passate significa anche offrire un quadro completo della propria vita. Google promette privacy e controllo, ma resta il fatto che l’AI sa tutto di di noi.
La Personal Intelligence è stata presentata all’inizio del mese nell’app Gemini e ora si estende a tutto l’ecosistema Google. L’idea è che l’assistente AI si adatti all’utente connettendosi a Gmail, Foto, Ricerca, YouTube, Calendar, Drive, tutto.
Le AI Overview anche su Gmail
Google ha portato le AI Overview anche su Gmail. Ora è possibile interrogare la posta usando linguaggio naturale invece di cercare per keyword. Prima: si cercava “fattura marzo”, con esito incerto se queste parole chiave non erano contenute nell’oggetto, oggi dove è la fattura dell’affitto di marzo
e l’AI scansiona tutte le email, trova quella giusta, e mostra il risultato.
È stato annunciato insieme alla nuova “AI Inbox”, che organizza automaticamente la posta in arrivo con categorie intelligenti e priorità basate sull’AI. Meno spam in evidenza, più email importanti in cima.
Tutto questo non è casuale. Big G sta combattendo una guerra su più fronti contro ChatGPT, Perplexity, e chiunque altro voglia sostituire la Ricerca di Google con l’AI conversazionale. Google risponde trasformando Search in un’esperienza conversazionale nativa. Vuole essere l’unica interfaccia di cui si ha bisogno.