Grooveshark, morto un clone se ne fa un altro

Il sito creato per cavalcare la popolarità della piattaforma che ha ceduto alle major non sopravvive che pochi giorni. L'industria della musica è decisa a sbaragliare tutti gli emuli: la guerra delle ingiunzioni ha inizio

Roma – Grooveshark.com aveva tentato di imporsi sul mercato dello streaming musicale con un modello di business con propositi legali ma fondato su basi illegali: l’industria del copyright l’ha costretto alla resa . All’indomani della chiusura era affiorato in Rete Grooveshrak.io , un sito che ne rivendicava l’eredità riciclando sfacciatamente struttura e contenuti di un altro sito dedicato alla ricerca di contenuti in streaming, osteggiato dai detentori dei diritti, MP3Juices. È bastato il marchio di Grooveshark a catturare le attenzioni delle etichette.

Il sito che si è presentato al mondo come sedicente reincarnazione di Grooveshark è stato colpito da una nuova azione legale avviata delle major: poiché nelle condizioni dell’accordo siglato con gli amministratori dell’originario Grooveshark era previsto che il trademark e tutta la proprietà intellettuale legata al sito fossero inutilizzabili, l’industria della musica si è tempestivamente rivolta a un tribunale di New York per denunciare, oltre che la violazione del copyright perpetrata dal sito e dai suoi operatori, l’uso illegale del marchio e l’impiego di un dominio che non sarebbe più dovuto comparire in Rete.

La giustizia statunitense ha reagito con altrettanta rapidità: considerato “l’immediato e irreparabile danno che risulterebbe dal proseguire delle violazioni” un’ingiunzione ha raggiunto il registrar Namecheap, che ha proceduto a rendere il dominio inaccessibile.

L’amministratore di Grooveshark.io ostenta sicurezza e non mostra di volersi arrendere: il clone di MP3Juices pubblicizzato sotto il marchio di Grooveshark è ricomparso presso grooveshark.vc .
Si tratta però di una fugace riapparizione: anche questo dominio è stato tagliato fuori dalla rete.

Gaia Bottà

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  • bubba scrive:
    why Genuino
    Arduinos announcement of Genuino is even more significant for the global community. An alleged letter sent to all distributors by the in late 2014 instructed them to sign an agreement that they would not purchase Arduino boards from any other manufacturer in order to remain an official Arduino partner, otherwise they would be subject to a fine of 100,000 ($113,000). But it wasnt until the conflict between the two groups came to light that the ramifications of this agreement became apparent rather than protecting the original Arduino group from cheap knockoffs made elsewhere as seemed to be the case, it instead put the distributors in a position where they were unable to support the group they thought they were siding with.While some distributors did not sign the agreement, many found themselves in a challenging position of either purchasing boards from the former partner, or taking a loss to support the original group.The sister brand Genuino (a variation of the -uino suffix used in many Arduino projects, and also the Italian word for genuine) allows the Arduino.cc organization to resume production of boards in all markets, opening an outlet for distributors in markets where legal proceedings are still being determined, and also allowing for more localized manufacturing. The new brand will carry the same products that Arduino users are familiar with, meaning some regions will soon see a Genuino Uno in a familiar teal and white aesthetic.
  • Quasi Espertone scrive:
    Auguri
    E speriamo che gli americani non si rendano conto di quanto vale Arduino come prodotto e soprattutto non vengano mai a sapere che ad un prezzo inferiore si possono comprare un Raspberry PI B+ con tanto di rete, audio, video e sistema operativo.
    • Zack scrive:
      Re: Auguri
      - Scritto da: Quasi Espertone
      soprattutto non vengano mai a sapere che ad un
      prezzo inferiore si possono comprare un Raspberry
      PI B+ con tanto di rete, audio, video e sistema operativo.Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e non ha le stesse fnzionalità. Perché li associate smpre?
      • bubba scrive:
        Re: Auguri
        - Scritto da: Zack
        - Scritto da: Quasi Espertone

        soprattutto non vengano mai a sapere che ad
        un

        prezzo inferiore si possono comprare un
        Raspberry

        PI B+ con tanto di rete, audio, video e
        sistema
        operativo.
        Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e
        non ha le stesse fnzionalità. Perché li associate
        smpre?sara' un avido lettore di Donna Moderna... arduino e il raspa non sono neanche lontanamente parenti...
      • Adam Kadmon scrive:
        Re: Auguri
        Anche perché sono 2 cose differenti per fare cose differenti: uno è un microcomputer, l'altro è un microcontrollore...
      • Quasi Espertone scrive:
        Re: Auguri
        - Scritto da: Zack
        - Scritto da: Quasi Espertone

        soprattutto non vengano mai a sapere che ad
        un

        prezzo inferiore si possono comprare un
        Raspberry

        PI B+ con tanto di rete, audio, video e
        sistema
        operativo.
        Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e
        non ha le stesse fnzionalità. Perché li associate
        smpre?Scritto da: ZackNon parlo della soluzione specifica, parlo della differenza di prezzo paragonandolo ad un dispositivo noto.Se allo stesso prezzo ti danno da una parte un micro su una basettina e dall'altro un Arm con sistema operativo, rete, usb (vere), flash e 512 mega di ram, vuol dire che o i secondi sono matti o i primi sono fuori mercato.Un micro è un affarino che dovrebbe stare in una radio sveglia o in un apricancello e visto che di fatto non ha hardware esterno, se devi usarlo ti conviene cablarlo direttamente. L'ATMEGA di arduino costa circa 2 Euro al dettaglio.Se invece (e solo se) ti serve più potenza di calcolo di solito si usa un core industriale, lo fa per esempio anche Raspberry e si chiama Compute Module e costa 30E perché segue standard diversi, ma è solo un esempio.Situarsi nella fascia di prezzo di un core con una basettina con un micro che costa 2E è perfetto in Italia, quando poi ci sono trasmissioni come Report che ti sostengono, spacciandolo per un computer universale di fabbricazione italiana (tranne che per i componenti e forse la basetta) , ma sul mercato internazionale ... auguri appunto.
        • Albedo 0,9 scrive:
          Re: Auguri
          - Scritto da: Quasi Espertone
          - Scritto da: Zack

          - Scritto da: Quasi Espertone


          soprattutto non vengano mai a sapere che ad

          un


          prezzo inferiore si possono comprare un

          Raspberry


          PI B+ con tanto di rete, audio, video e

          sistema

          operativo.

          Raspberry PI B+ è più costoso di Arduino (uno) e

          non ha le stesse fnzionalità. Perché li
          associate

          smpre?

          Scritto da: Zack

          Non parlo della soluzione specifica, parlo della
          differenza di prezzo paragonandolo ad un
          dispositivo
          noto.
          Se allo stesso prezzo ti danno da una parte un
          micro su una basettina e dall'altro un Arm con
          sistema operativo, rete, usb (vere), flash e 512
          mega di ram, vuol dire che o i secondi sono matti
          o i primi sono fuori
          mercato.
          Un micro è un affarino che dovrebbe stare in una
          radio sveglia o in un apricancello e visto che di
          fatto non ha hardware esterno, se devi usarlo ti
          conviene cablarlo direttamente. L'ATMEGA di
          arduino costa circa 2 Euro al
          dettaglio.
          Se invece (e solo se) ti serve più potenza di
          calcolo di solito si usa un core industriale, lo
          fa per esempio anche Raspberry e si chiama
          Compute Module e costa 30E perché segue standard
          diversi, ma è solo un
          esempio.
          Situarsi nella fascia di prezzo di un core con
          una basettina con un micro che costa 2E è
          perfetto in Italia, quando poi ci sono
          trasmissioni come Report che ti sostengono,
          spacciandolo per un computer universale di
          fabbricazione italiana (tranne che per i
          componenti e forse la basetta) , ma sul mercato
          internazionale ... auguri
          appunto.Perfettamente d'accordo: Arduino somiglia troppo (come costo) ad un kit di sviluppo per microcontrollore.Per intenderci, gli stessi kit di sviluppo acquistabili direttamente dai produttori dei microcontrollori.Perché se si cerca bene i prezzi arrivano addirittura (e giustamente) a scendere.
          • prova123 scrive:
            Re: Auguri
            - Scritto da: Albedo 0,9
            microcontrollore.
            Per intenderci, gli stessi kit di sviluppo
            acquistabili direttamente dai produttori dei
            microcontrollori.
            Perché se si cerca bene i prezzi arrivano
            addirittura (e giustamente) a
            scendere.Di soliti i kit di sviluppo te li danno gratuitamente quando ci può essere un business ...
          • Quasi Espertone scrive:
            Re: Auguri
            - Scritto da: prova123
            - Scritto da: Albedo 0,9


            microcontrollore.

            Per intenderci, gli stessi kit di sviluppo

            acquistabili direttamente dai produttori dei

            microcontrollori.

            Perché se si cerca bene i prezzi arrivano

            addirittura (e giustamente) a

            scendere.

            Di soliti i kit di sviluppo te li danno
            gratuitamente quando ci può essere un business
            ...Non proprio gratuitamente, però io per un lavoro, ho preso l'STK500 che è il kit di sviluppo della ATMEL con tanto di schedona con tutto l'hardware necessario, i led per gli stati logici eccetera e compatibile con la maggior parte dei proXXXXXri tipo Arduino, a 60 E.
          • Quasi Espertone scrive:
            Re: Auguri
            Che poi per inciso sarebbe questa :[img]http://www.atmel.com/Images/STK500.jpg[/img]giusto per far capire la differenza !
  • Massimilian o scrive:
    Intervista a Banzi da eletronicaIN
    La produzione non è solo negli USA ma sarà dislocata in vari aree del mondo, compreso l'Italia. Il nome Arduino rimane in USA mentre per il resto si chiamerà Genuino, in attesa che i tribunali facciano la loro parte.Guardate questa intervista a Banzi da parte di ElettronicaIN alla Maker Faire https://www.youtube.com/watch?v=wdzL-toqa4I
    • Massimilian o scrive:
      Re: Intervista a Banzi da eletronicaIN
      link www.youtube.com/watch?v=wdzL-toqa4I
    • Matty scrive:
      Re: Intervista a Banzi da eletronicaIN
      Come al solito Maruccia non ha capito ciò che ha letto...
    • Mario scrive:
      Re: Intervista a Banzi da eletronicaIN
      - Scritto da: Massimilian o
      Guardate questa intervista a Banzi da parte di
      ElettronicaIN alla Maker FaireOooooooMa allora i giornalisti che vanno a fare le domande esistono !!!!
  • Nome e scrive:
    progetto open per un mercato closed
    certo che gli ammericani sono dei bei mafiosettise vuoi vendere da loro devi produrre da loro ... il vantaggio di avere migliaia di testate nucleari puntate contro il resto del mondo
    • Adam Kadmon scrive:
      Re: progetto open per un mercato closed
      Che XXXXXXXta. Perchè era illagale negli USA prima? Ma dai...
      • Nome e scrive:
        Re: progetto open per un mercato closed
        non credo illegale, però avranno reso cmq l'importazione non conveniente per chi vende dall'europa immaginoaltrimentri perchè avrebbero dovuto fare un accordo così poco vantaggioso ?
        • Matty scrive:
          Re: progetto open per un mercato closed
          L'accordo è stato fatto perchè Adafruit è una delle migliori realtà in quel mercato. Poi come hanno detto le varie nuove schede verranno prodotte in varie nazioni. Se vai a vedere il prezzo questo comunque è lo stesso: 20 in Italia e 24$ in USA. I problemi non sono i costi di produzione ma altro...
          • Nome e scrive:
            Re: progetto open per un mercato closed
            quello che dice Banzi nell'intervista è inequivocabile, se vuoi penetrare nel mercato usa, indiano e cinese, devi produrre nei rispettivi paesiquesto con buona pace dei teorici del libero mercato
          • Quasi Espertone scrive:
            Re: progetto open per un mercato closed
            - Scritto da: Nome e
            quello che dice Banzi nell'intervista è
            inequivocabile, se vuoi penetrare nel mercato
            usa, indiano e cinese, devi produrre nei
            rispettivi
            paesi

            questo con buona pace dei teorici del libero
            mercatoSi, soprattutto perché in Cina per 5 dollari ti danno un tablet e non un micro.
          • SonoIO scrive:
            Re: progetto open per un mercato closed
            - Scritto da: Nome e
            quello che dice Banzi nell'intervista è
            inequivocabile, se vuoi penetrare nel mercato
            usa, indiano e cinese, devi produrre nei
            rispettivi
            paesiAvevo scritto una risposta più articolata ma PI ha problemi e ricarica la pagina azzerando tutto periodicamente.Comunque hai equivocato, non esistono particolari dazi o blocchi all'import elettronico in USA, Banzi dice tutt'altro, che i consumatori preferiscono comprare roba prodotta in loco.
  • Matty scrive:
    Fesserie
    Arduino non è di banza ma è il frutto del lavoro di molte persone, specialmente di molte persone non coinvolte nel core del progetto.Hanno semplicemente litigato per via del marchio (che non era solo di Banzi) e per via delle scelte strategiche future. In parte sono daccordo: avere una mentalità ristretta per certe operazioni è un modo per autocastrarsi già dall'inizio. Certo che mi rammarica vedere un'altra punta di diamante che se ne va perchè in Italia non vi è una politica di incentivi verso le aziende innovative.Ricordiamoci che è un prodotto Open e che bisogna rendere graie a tutte le persone che ci hanno lavorato
    • Yeah scrive:
      Re: Fesserie
      Sono d'accordo con te Matty. E' il frutto del lavoro di tanti che non fanno parte di quelli che controllano il core del progetto. Ma fino ad ora hanno prodotto ed esportato in tutto il mondo senza particolari problemi, mi pare, anche dai video da tutto il mondo su youtube e dalla diffusione delle schede. Ma non è che il vero succo della diatriba sia proprio questo? Qualcuno voleva continuare a produrre in Italia e qualcun'altro no?
      • Quasi Espertone scrive:
        Re: Fesserie
        - Scritto da: Yeah
        Ma non è che il vero
        succo della diatriba sia proprio questo? Qualcuno
        voleva continuare a produrre in Italia e
        qualcun'altro
        no?Di grazia, quale sarebbe la componentistica di Arduino prodotta in Italia ?
        • Yeah scrive:
          Re: Fesserie
          Le schede riportano il marchio Made in Italy, almeno quelle che ho io.
          • Quasi Espertone scrive:
            Re: Fesserie
            - Scritto da: Yeah
            Le schede riportano il marchio Made in Italy,
            almeno quelle che ho
            io.Quindi la schedina di vetronite da 1 euro (che non è propriamente un componente) è italiana ?Meno male, perché l'ATMEGA è dell'ATMEL, gli altri componenti vengono dall'Asia, il GCC non mi sembrano l'abbiano fatto loro e il resto è open source.
          • Riot scrive:
            Re: Fesserie
            - Scritto da: Quasi Espertone
            - Scritto da: Yeah

            Le schede riportano il marchio Made in Italy,

            almeno quelle che ho io.

            Quindi la schedina di vetronite da 1 euro (che
            non è propriamente un componente) è italiana ?

            Meno male, perché l'ATMEGA è dell'ATMEL, gli
            altri componenti vengono dall'Asia, il GCC non mi
            sembrano l'abbiano fatto loro e il resto è open
            source.E se chi l'ha assemblata pur sul nostro territorio è un marocchino ?Quindi le fiat degli anni 60 erano africane visto che il metallo veniva da là ?
  • Yeah scrive:
    Open e made in Itay
    Riassumiamo, il Banzi ha una idea geniale che chiama Arduino ed è made in Italy ed Open (Ivrea, le ceneri di Olivetti, etc.). Le schede Arduino hanno sucXXXXX (forse anche per il made in Italy e l'Open?). Poi stringe alleanze con Intel, Microsoft, Samsung, i paladini dell'Open insomma. Poi la svolta: spostiamo la produzione in USA e ti saluto anche made in italy. Boh. Staremo a vedere.
  • prova123 scrive:
    Quindii anche Arduino
    sarà inzeppato di backdoor, altrimenti non potrà vendere. Peccato un altro bel progetto finito nella merd*. Anche Arduino ora è da boicottare.
    • cicci scrive:
      Re: Quindii anche Arduino
      Oggi il bot genera commenti è un po' fiacco...
    • fabpolli scrive:
      Re: Quindii anche Arduino
      Trollata scarsa.Non sai di cosa stai parlando... che backdoor vuoi mettere in un micro 8bit riprogrammabile che non ha capacità computazionali rilevanti? Con la shield lo puoi connettere ad internet ma visto le capacità di calcolo non puoi criptare nulla neanche volendo (a meno che tu non ritenga il cifrario di Cesare ancora un buon sistema di criptazione)... riprovaci...
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