GTA fuorilegge in Australia

Le autorità bloccano la vendita del controverso videogioco a base di sparatorie, rapine e... sesso. L'ufficio censura tuona: contenuti inadatti, è fuorilegge


Sydney – L’ultimo episodio della fortunata serie videoludica prodotta da RockStar Games è stato dichiarato fuorilegge in Australia. L’ufficio censura dell’ex colonia britannica, Office of Film & Literature Classification , ha deciso di ritirare l’autorizzazione alla vendita del controverso “Grand Theft Auto: San Andreas” – la scintilla che ha scatenato le ire dello stato australiano è la presenza di pornografia all’interno del gioco.

Lo scompiglio causato dalla sexy-patch è arrivato anche in Australia e riecheggia nelle parole di Des Clark, direttore dell’ufficio censura: “I negozi dovranno immediatamente ritirare dalla vendita e dal noleggio qualsiasi copia del titolo”. In una nota ufficiale, Clark si rivolge ai genitori ed avverte: “Attenzione a non lasciare i vostri figli di fronte a GTA per troppo tempo, specialmente se hanno accesso alla modifica che aggiunge contenuti erotici”.

Prima dello scandalo causato dalla patch in questione, conosciuta comunemente come ” Hot Coffee “, per acquistare una copia di GTA in Australia bastava avere 15 anni d’età. Ma con le nuove disposizioni “la vendita è illegale”. Secondo quanto emerge dai comunicati ufficiali, la controparte australiana di ESRB sarebbe stata raggirata da RockStar Games. Il Classification Board , formato da rappresentanti delle varie comunità del territorio australiano, non avrebbe avuto accesso ad immagini ed animazioni che avrebbero “senza dubbio influito negativamente sul rating finale”.

Il destino di GTA in Australia non è differente da quello negli Stati Uniti , tanto che è possibile tracciare parallelismi tra le due vicende. Tuttavia l’Australia ha deciso di seguire la propria tradizione adottando misure estremamente drastiche : la messa al bando non è una novità nel mondo dei videogiochi, specialmente quando si tratta dei prodotti marchiati RockStar Games. Manhunt , un altro controverso titolo prodotto dalla software house più sanguinolenta di Manhattan, è stato il primissimo videogioco bandito dal mercato australiano. Neppure agli adulti, cioè, si ritiene debba essere venduto.

Intanto l’industria videoludica è consumata dalla paura – tremano soprattutto le aziende più piccole, in vista di un inasprimento globale nei criteri che determinano la liceità di certi contenuti multimediali: un giro di vite che, a detta di molti, è pressoché scontato e porterà a un crollo della creatività. La paura più grande è che il sistema di rating subisca una mutazione genetica: da semplice scala di riferimento a diktat unidirezionale da parte dello stato, in grado di cambiare arbitrariamente i criteri di un mercato finora libero.

Tommaso Lombardi

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  • Anonimo scrive:
    Tanto....
    fanno come vogliono!!!!Basta vedere com'è andata per le banche finora che sono andate avanti senza nessun controllo perché chi di dovere era d'accordo!!!! :@ :@ :@
  • Anonimo scrive:
    3 che è in roaming con tim! :|
    :| Forse proprio per questo, vogliono scoraggiare dall'andare con un operatore che offre sicuramente ovunque almeno quello che offre tim?
    • AnyFile scrive:
      Re: 3 che è in roaming con tim! :|
      Questa è una cosa importante:mettere un'alta tariffa verso un certo operatore scoraggia passare a quell'operatore.Sbaglio o proprio per evitare inciuci l'Autority aveva stabilito che ci dovesse essere separazione tra chi gestiva il fisso e chi gestiva il mobile?Capisco che (sia in Italia) la divisione ci fosse solo sulla carta, ma perché non rendere reale la divisione anziché abolirla, come ha fatto l'Autority (autocontraddicendosi)?
  • KCM scrive:
    Si potrebbe?
    quoto"Per l'associazione indipendente dei consumatori l'Authority deve introdurre al più presto "modalità agili e veloci affinché l'utente possa conoscere che operatore sta chiamando e quanto, in definitiva, sta pagando"Forse la modalità si potrebbe chiamare "Tariffa unica"?Un costo unico (al secondo e senza scatto alla risposta) della chiamata indipendente dall'orario e dall'operatore chiamato, poi, chi vuole, si paga dei fissi per abbassare le tariffe a suo piacimento in base alle offerte dei vari carrier.
    • Anonimo scrive:
      Re: Si potrebbe?
      - Scritto da: KCM
      [cut]
      Forse la modalità si potrebbe chiamare "Tariffa
      unica"?
      [cut]Proposta intelligente... quindi impossibile che possa essere attuata.Troppo semplice, troppo lineare, troppo trasparente, cosa succederebbe alle pubblicità comparative sul costo a minuto rapportate ai famosi 3 minuti? ;) Vuoi togliere lo scatto alla risposta? Vade retro! Sacrilegio! Al rogo! E poi i guadagni dei soliti noti che fine fanno? :@ Purtroppo , come spesso è ripetuto anche nei forum, finché le linee rimarranno di proprietà di Telecom, non esisterà una concorrenza degna di questo nome e le tariffe saranno sempre decise unilateralmente.I commenti del tipo "ma gli altri operatori potrebbero stendersi i cavi" lasciano il tempo che trovano. Ricordiamoci che Telecom ha ereditato l'infrastruttura della SIP e ha steso solo una piccola frazione di linee. L'alternativa rimane sempre l'uso intelligente, anche se non è sempre possible, di ciò che si ha a disposizione, cercando di sfruttare al meglio le offerte attuali.Di interventi decisi credo che ne vedremo molto pochi conoscendo i vari interessi in gioco.Quello che vorrei vedere è un confronto reale delle tariffe rapportato al potere d'acquisto dei paesi presi come campione.Per chi non vuole capire, basterebbe una tabellina con tre colonne: paese, costo medio dei famosi 3 minuti al telefono, STIPENDIO MEDIO. Solo così ci si potrebbe realmente rendere conto delle REALI differenze. Se qui i famosi tre minuti costano 5 e lo stipendio è 10.000, se nel paese X costano 6, ma lo stipendio è 20.000, non è che a loro costa il 20% in più...Io sinceramente un confronto simile non l'ho ancora visto da nessuna parte, se qualcuno ne ha notizia scagli la prima pietra. Meditate gente, meditate.Meglio che vada a dormire, domani bisogna lavorare per pagare la bolletta del telefono :p
      • TomSawyer scrive:
        Re: Si potrebbe?
        - Scritto da: Anonimo
        I commenti del tipo "ma gli altri operatori
        potrebbero stendersi i cavi" lasciano il tempo
        che trovano. Ricordiamoci che Telecom ha
        ereditato l'infrastruttura della SIP e ha steso
        solo una piccola frazione di linee. infatti il rpoblema è tutto lì... privatizzare le infrastrutture, vuol dire fare cassa subito pa prenderelo neldidietro negli anni a venire...privatizzare gli operatori sulla rete dello stato è bene, oppure la rete in mano ad un cosorzio stato-operatori...vabbè ma tanto come al solito siamo a piangere sul latte versato....
    • Anonimo scrive:
      Re: Si potrebbe?

      Forse la modalità si potrebbe chiamare "Tariffa
      unica"?
      Un costo unico (al secondo e senza scatto alla
      risposta) della chiamata indipendente dall'orario
      e dall'operatore chiamato, poi, chi vuole, si
      paga dei fissi per abbassare le tariffe a suo
      piacimento in base alle offerte dei vari carrier.concordo la giungla di tariffe ricorda il latinorum di Manzonianan memoria per l'italico medio che di conto no è abile...Per mè le tariffe possono essere anche più di una o a fasce ma con una notazione consistente: centesimi a secondo rigorosamente senza: scatto, sovrapprezzo per la vendita ricarica, sconti su telefoni amici, sconti dopo il terzo minuto e amenità varie....
    • Anonimo scrive:
      Re: Si potrebbe?
      Ma il trucco sta proprio nel non far sapere alla gente quanto paga!!!!
      • KCM scrive:
        Re: Si potrebbe?
        - Scritto da: Anonimo
        Ma il trucco sta proprio nel non far sapere alla
        gente quanto paga!!!!
        Purtroppo ... hai ragione! :(
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