Guerra in Ucraina: Anonymous attacca la Russia

Guerra in Ucraina: Anonymous attacca la Russia

Il collettivo Anonymous schierato al fianco dell'Ucraina, nell'ambito del conflitto appena iniziato: cyberattacco al cuore della Russia.
Il collettivo Anonymous schierato al fianco dell'Ucraina, nell'ambito del conflitto appena iniziato: cyberattacco al cuore della Russia.

La guerra in Ucraina, che ha preso il via con un’azione DDoS, vede ora schierato il collettivo Anonynous al fianco di Kiev. La posizione del movimento è ufficiale: nel mirino la Russia e il suo governo. L’annuncio su Twitter, come da prassi. Mai come ora, nell’ambito di un contesto bellico, piattaforme e infrastrutture online diventano obiettivi di importanza strategica.

Anonymous mette la Russia nel mirino

I primi attacchi sono già stati sferrati. Giù per diverse ore il portale di RT (rt.com, ex Russia Today), organo di stampa finanziato direttamente dal Cremlino, rimasto accessibile esclusivamente da coloro in possesso di un IP locale. Presi poi di mira alcuni siti istituzionali. Nel momento in cui viene scritto e pubblicato questo articolo, kremlin.ru (così come la sua versione inglese en.kremlin.ru) risulta tornato online e operativo.

Il collettivo Anonymous è ufficialmente in cyber war contro il governo russo.

Ad accompagnare le azioni sono hashtag come #OpRussia e #StandwithUkraine, rimbalzati da migliaia di bacheche e account sui social.

Il conflitto appena scoppiato nel cuore dell’Europa si combatte anche minando l’integrità delle infrastrutture informatiche. Ieri la notizia dell’impiego di HermeticWiper per mettere fuori uso i sistemi di diverse organizzazioni ucraine, nelle ore immediatamente precedenti all’inizio dell’avanzata russa. Un ennesimo piano su cui si sviluppa lo scontro, parallelo a quelli della diplomazia e del dispiego di forze militari sul territorio.

Le stesse autorità di Kiev hanno lanciato un appello chiamando a raccolta la community di hacker. L’obiettivo dichiarato è far leva sulle competenze dei volontari per proteggere le proprie risorse e condurre operazioni di controspionaggio, nel tentativo di fermare o quantomeno frenare il coordinamento delle truppe al comando di Putin.

Guerra in Ucraina: sanzioni e criptovalute

Mentre l’Occidente minaccia sanzioni che potrebbero concretizzarsi nel blocco dei pagamenti e dell’export di chip, quanto sta accadendo a circa 1.500 chilometri da casa nostra ha già ripercussioni concrete sul mercato finanziario.

Interessate anche le criptovalute, nonostante molti continuino ad affermare quanto la loro natura decentralizzata le renda del tutto indipendenti dalle dinamiche che interessano i mercati tradizionali. Ieri, sia BTC sia ETH hanno perso una percentuale non indifferente del loro valore, rimbalzando poi entrambe per tornare ai livelli di 48 ore fa.

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Pubblicato il 25 feb 2022
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