Harry Potter digitale, 14 anni dopo

A quasi un anno dall'annuncio, arriva in ebook la celebre saga del maghetto. Dalle prossime settimane anche in italiano

Roma – I sette libri che seguono le gesta del maghetto Harry Potter arrivano finalmente in formato digitale . E dato il tempo che c’è voluto a convertire il cartaceo in ebook è chiaro che per farlo non è bastato un gesto di bacchetta e una parola magica.

Già a giugno dell’anno scorso J.K. Rowling aveva annunciato la prossima uscita della versione digitale dei volumi che compongono la saga del piccolo mago Harry Potter: a fare resistenza alla versione ebook dei libri sembrava, d’altronde, essere stata inizialmente proprio l’autrice stessa, che solo in seguito si è convinta dell’opportunità di questo mezzo di distribuzione, decidendo inoltre di gestire autonomamente l’operazione attraverso il portale dedicato al mondo da lei creato Pottermore , sito atteso dai fan e ancora in versione beta, e che ora accoglie in via esclusiva il mercato di libri digitali , ebook e audiolibri, che orbitano intorno alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts.

Da quell’inversione di marcia da parte dell’autrice, tuttavia, sono dovuti passare altri 10 mesi, che si aggiungono ai circa 14 anni passati dall’esordio del primo volume della saga: un tempo che appare davvero notevole rispetto alla difficoltà derivanti dal mettere in commercio una versione digitale.

Ora, tuttavia, su Pottermore è finalmente possibile acquistare gli ebook della saga : attraverso questo tipo di distribuzione, la Rowling ha mantenuto il controllo sulla versione digitale della saga, incrementando i suoi guadagni.
Per il momento si tratta di una semplice trasposizione delle versioni cartacee, ad un prezzo compreso tra i 6 euro dei primi tre volumi agli 8,37 degli altri quattro, con una formattazione perfezionata e con le illustrazioni originali: per il prossimo futuro, inoltre, non è esclusa l’ipotesi di nuove versioni con contenuti video ed audio ad hoc.

Essendo disponibili in formato EPUB gli ebook possono essere letti attraverso qualsiasi dispositivo iOS, Android, o sugli e-reader: anche se all’inizio l’intenzione della scrittrice era quella di fare a meno di rapporti diretti con altri distributori , peraltro, accordi permetteranno agli utenti di Amazon, Barnes&Noble e Sony di scaricare i volumi attraverso i propri account direttamente sui rispettivi device. Particolarmente stretta è poi la collaborazione con Google: oltre ad appoggiarsi al suo sistema di pagamento Google Checkout, gli utenti Android troveranno i volumi direttamente su Google Play.

Per il momento sono in vendita solo le versioni in inglese dei volumi, anche se sono state annunciate quelle in francese, italiano, tedesco e spagnolo per le prossime settimane.

Claudio Tamburrino

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  • Funz scrive:
    Non sono invenzioni, sono scoperte
    e in quanto tali non dovrebbero essere brevettabili.
  • NO patents scrive:
    Sblocchiamoli
    Sblocchiamoli Cibo salute e saperi senza brevettihttp://www.sblocchiamoli.org
  • prova123 scrive:
    E' la prima volta che riescono ...
    a capire che è banalmente un caso di prior art.
    • aaa bbb scrive:
      Re: E' la prima volta che riescono ...
      La maggior parte dei brevetti di Myriad sono di proprieta' della Utah University. Dal Bayh-Dole Act in poi pure le universita' devono produrre brevetti, altrimenti non mangiano (almeno negli US). Non solo le case farmaceutiche, purtroppo...
  • eleirbag scrive:
    nemmeno al Diavolo
    sarebbe venuto in mente il brevetto suigeni che Dio ha dato a l'uomo per potertiranneggiare le creature umane.Ma si sa che vi sono soggetti(case farmacutiche)al cui confronto Belzebù sembra un boyscout! :
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