Hi-Tech Hate cracca l'ANSA e spiega

Il gruppo ha bucato molti server italiani in questi giorni senza dare spiegazione delle proprie azioni. Ora le cose sono cambiate


Roma – Ieri mattina i cracker di Hi-Tech Hate hanno messo la ciliegina sulla torta dei numerosi attacchi a server italiani di questi giorni, colpendo un server dell’ANSA, campania.ansa.it, sebbene la stessa ANSA online abbia dedicato all’evento poco meno di mezza riga.

Sempre ieri la stessa “crew” di crackers ha “affondato” le home page di www.turismo.regione.calabria.it e www.giubileo.regione.campania.it.

La differenza, rispetto ai crack di Hi-Tech Hate dei giorni scorsi, è che questa volta sotto il proprio logo, gli aggressori hanno lasciato una lunga dichiarazione “Perché colpiamo?”, che spiega le ragioni di queste azioni.

“Noi colpiamo – spiega la nota – perché lottiamo contro la cattiva informazione, non siamo né terroristi né ragazzi stupidi che non sanno quel che fanno. Forse siamo cresciuti in fretta, ma siamo curiosi. E’ un crimine essere interessati ad apprendere?”

“Non vogliamo vivere nella disinformazione o nell’ignoranza – afferma il crew – Non vogliamo che il mondo sia guidato dalle multinazionali, non vogliamo un mondo così”. “Noi – continua la nota – siamo contro ogni forma di guerra, di oppressione, di abuso di potere”.

Di seguito il testo completo in inglese:

“Why do we hack?
We hack ‘cause we r fighting against bad information, all of us ain’t terrorists, or stupid boyz who don’t know what they’re doing. Wère just some guys, maybe wève grown fastly, but wère curious. Is it a crime 2 b interested in learning? Each of us has an own life, which can b good or bad. We don’t like 2 live in misinformation or ignorance. We want a better world; a world where there ain’t inequalities, differences, injustices: a new world! We don’t want that the world will b guided by multinational companies, we don’t want a world like this. Our world has 2 b of everyone who passes his/her own believings, religions, races, politic ideas, social conditions and everything which makes differences between people.”

“We want this, and wère fighting for this. We r against each kind of war, against each kind of oppression, against each form of abuse of power: wère fighting and wèll fight in each place where the individual freedom is threatened. We will fight under each flag besides people we don’t even know but whose idea of freedom is the same of our one. We haven’t open access 2 the means of communication which r false, they say what they want and in the way they prefer, this is the only way 2 spread our ideas. Northern Ireland, Kosovo, Serbia, Iran, Iraq, Afghanistan, Chile, Peru, Myanmar, Brazil, Philippines, Palestine, India, Pakistan, Kurdistan, Turkey, Algeria, South Africa, China, Taiwan, Chechnya r places where freedom is a dream, open your eyes, open your mind, wake up, and all toghether wèll turn freedom from dream 2 reality. You can agree with us or not. If you agree with us let diffuse this message 2 make our ideas become everybody’s ideas.”

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  • Anonimo scrive:
    Mah...
    io una delle prime cose che ho fatto col telefonino è stato DISABILITARE la segreteria....
  • Anonimo scrive:
    Pensasse ad attivare i ripetitori
    Invece di presentare cretinate del genere, forse sarebbe meglio attivare più ripetitori, visto che la copertura lascia alquanto a desiderare
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