Hillary cambierà la privacy made in USA?

La neocandidata alla presidenza cova il progetto di trasformare l'atteggiamento americano verso la privacy. Già pronta una proposta di legge dal sapore rivoluzionario. Gli esperti sono abbastanza fiduciosi

Washington (USA) – Se il futuro degli Stati Uniti si tingerà di una maggiore attenzione alla privacy dei suoi cittadini ciò potrebbe derivare dall’iniziativa politica della senatrice Hillary Rodham Clinton .

La celeberrima ex first lady non solo è in corsa per le presidenziali, ma anche per rivoluzionare le norme che sottendono alla privacy degli statunitensi, come riporta Wired . Nonostante la forte visibilità di queste settimane, però, Hillary non ha ancora affrontato la questione ma in cantiere c’è un progetto di legge, già argomentato lo scorso giugno . Il problema è il “quando” converrà presentarlo e se trasformarlo, o meno, in un cavallo di battaglia per la campagna elettorale.

La proposta contiene norme che affrontano di petto il problema della privacy elettronica e non solo. Ad esempio è citato il diritto dei cittadini a sapere esattamente che cosa viene fatto con le informazioni personali, e la possibilità di vietarne alcuni usi. “A tutti i livelli, le protezioni per i diritti dei cittadini sono fallaci, inadeguate o vecchie”, aveva dichiarato mesi fa.

Una tesi sostenuta da tempo dai gruppi di consumatori e dalle associazioni per le libertà civili. “Il progetto della senatrice Clinton è ben congeniato e senza dubbio il più sofisticato mai proposto da un candidato presidenziale”, ha dichiarato Chris Hoofnagle, docente di Legge presso School of Law di UC Berkeley . “Vuole rispondere alla frustrazione dei consumatori che patiscono il direct marketing , ma anche soprattutto sottolineare che la mancanza di privacy può portare alla perdita delle vere opportunità ed a un controllo sociale oppressivo”.

la senatrice La posizione della Clinton in qualche modo si è delineata negli anni ’90, quando il Congresso e l’opinione pubblica hanno iniziato a preoccuparsi del controllo sui dati dei consumatori. Da allora ha iniziato a sostenere che le aziende dovrebbero concedere un maggiore controllo sui dati ai cittadini, e che nuove norme dovrebbero semplificare e velocizzare le cause civili frutto di abusi sulla privacy. “Alle società finanziarie, per regola, non dovrebbe essere permessa la condivisione dei dati sulle transazioni dei consumatori senza liberatoria. La legge attuale praticamente lo permette in alcuni casi a insaputa del correntista”, aveva dichiarato la senatrice.

Non tutti, però, concordano sulla capacità della senatrice di ottenere il supporto sufficiente. “La realtà di queste proposte è che al massimo farebbero uscire le informazioni economiche in un altro modo”, ha dichiarato Jim Harper, direttore del think tank The Cato Institute . “È facile da immaginare, ma cambiare il modo in cui si muovono le informazioni in Economia è molto, molto difficile da realizzare”.

“Penso che con il tempo queste idee torneranno a farsi attuali”, ha dichiarato Marc Rotenberg, direttore dell’ Electronic Privacy Information Center .

Dario d’Elia

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  • dancipi scrive:
    In italia la pluralità non ci sara mai!
    Ricordate ilnuovo.it? è stato anche cancellato il dominio qualche mese fà.Era online, dava informazioni in tempo reale.E' morto, come qualsiasi cosa che non fà parte del gruppo di amici.Spesso su un canale toscano europa 7 vi è uno spot contro chi gli ha usurpato i canali su cui tramettere.In italia la pluralità e libertà di comunicare non ci sara mai, i grandi gruppi di comunicazione avranno leggi che oscureranno chiunque farà loro concorrenza.In base a leggi che si inventeranno e si faranno applicare come meglio credono.Diversi di noi che hanno cominciato a lavorare su internet da anni ne sono già stati vittime.Io personalemnte ho seguito oltre al mio diversi casi di abusi di chiusure di siti e volture di domini a pretendenti spesso non legittimati.Servono 2.000. euro e una raccomandata alla naming o a i "loro" enti conduttori delle dispute (bel nome) e un "arbitro" che interpreti a sua discrezione e perdete il dominio.E questa è libertà? se volte vedere i più gravi di questi scempi li potete trovare raccolti su www.copia.it
  • MeX scrive:
    è anche per economia...
    uno già paga come minimo 20 al mese per la connessione ad inernet... un quotidiano costa bene o male 1 al giorno... cioè 7 alla settimana... cioè 28 al mese... chi te lo fa fare?Finchè su internet leggi gratis...-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 30 gennaio 2007 21.30-----------------------------------------------------------
  • Anonimo scrive:
    Senonaltro diminuerà
    il taglio degli alberi per fare la carta. 8)
  • Anonimo scrive:
    Dove arriveremo?
    Arriveremo dove dice Avvelenato. O da una parte o dall'allatra passando attraverso una rivoluzione del lavoro che cambierà la società http://punto-informatico.it/f/m.aspx?m_id=1868051&m_rid=0Ciao avve, lo sai che ti voglio bene! :)
  • Anonimo scrive:
    Basta accomunare le 2 cose
    Ad esempio io mi leggo tutto il giorno "Il Foglio" su Internet...
    • Anonimo scrive:
      Re: Basta accomunare le 2 cose
      - Scritto da:
      Ad esempio io mi leggo tutto il giorno "Il
      Foglio" su
      Internet...Mi raccomando impara proprio tutto cio' che ci scrivono eh...Appena ti stufi passa a Il Giornale.
  • Anonimo scrive:
    "Eh! la bodenza dell'internedde"
    Finche' avremo tecnici informatici di questo calibro la carta stampata non avra' da temere.
  • Anonimo scrive:
    Purtroppo i quotidiani tradizionali...
    Troppo spesso sembra che gli articoli presenti su di essi siano frutto di una liberta' intellettuale non così libera come ci si aspetterebbe.Troppi interessi gravano sull'informazione rischiando di schiacciare e distorcere il messaggio che gli articoli di un giornale dovrebbero fornire.La gente spera che in Internet, se non altro per la pruralita' di fonti, si possa attingere ad un informazione piu' obbiettiva, ovviamente questo non durera'.
    • danieleMM scrive:
      Re: Purtroppo i quotidiani tradizionali.

      Troppo spesso sembra che gli articoli presenti su
      di essi siano frutto di una liberta'
      intellettuale non così libera come ci si
      aspetterebbe.

      Troppi interessi gravano sull'informazione
      rischiando di schiacciare e distorcere il
      messaggio che gli articoli di un giornale
      dovrebbero
      fornire.

      La gente spera che in Internet, se non altro per
      la pruralita' di fonti, si possa attingere ad un
      informazione piu' obbiettiva, ovviamente questo
      non
      durera'.sai cos'ha internet in più?un mondo di blogger..e questoil forum di PI, per quanto infestato da troll è sempre un posto dove chiunque può dir la suafinché su internet ci sarà la possibilità di commentare in modo anonimo le notizie la libertà è garantitaforse più difficile da trovare ma garantita
  • Anonimo scrive:
    Opinioni autorevoli?
    Che se le tengano Le opinioni ce le facciamo da noi, basterebbero un po' di fatti non rimaneggiati
    • Anonimo scrive:
      Re: Opinioni autorevoli?
      - Scritto da:
      Che se le tengano Le opinioni ce le facciamo da
      noi, basterebbero un po' di fatti non
      rimaneggiati...guarda che nessuno ti vieta di comprare un libro di Travaglio (per esempio....) al posto di La Repubblica (per esempio...)
      • Anonimo scrive:
        Re: Opinioni autorevoli?
        - Scritto da:

        - Scritto da:

        Che se le tengano Le opinioni ce le facciamo da

        noi, basterebbero un po' di fatti non

        rimaneggiati

        ...guarda che nessuno ti vieta di comprare un
        libro di Travaglio (per esempio....) al posto di
        La Repubblica (per
        esempio...)Esatto :)Tanto fan pena tutti e due :)
    • Anonimo scrive:
      Re: Opinioni autorevoli?
      Non sei qualificato ad avere un'opinione tua. Leggi il giornale e ripeti quello che ti viene comunicato senza farti domande a cui non puoi risponderti.
  • nauseata scrive:
    Embè?
    tsk... capirai che novità sta cosa.. (rotfl)ma possibile che ogni volta che avviene una naturale, fisiologica mutazione nelle abitudini della società, c'è sempre qualcuno che si deve allarmare? Internet attira di più della carta stampata: mi stupirei del contrario, senonaltro per l'interattività e la velocità nell'aggiornamento che tutto ciò che è stampato nn può offrire.Però non è il caso di essere così melodrammatici (rotfl)signori dei giornali! un pò di spirito dell'umorismo! mettetevi a lavorare più seriamente, e cogliete l'opportunità stimolante di competere con questo "nuovo" media, invece che piangervi addosso! E vedrete che con un pò di buona volontà si possono soddisfare le esigenze di tutti, come è giusto che sia.
    • Anonimo scrive:
      Re: Embè?
      Nauseata finalmente un ottimo intervento!Io non avrei saputo scriverlo meglio. ;)
      • nauseata scrive:
        Re: Embè?
        - Scritto da:
        Nauseata finalmente un ottimo intervento!
        Io non avrei saputo scriverlo meglio.
        ;)ihi, grazie, ammetto che quel messaggio l'ho scritto di getto e magari sono stata un pò troppo pungente, ma sono fatta così.. :$ dico sempre quello che penso. (rotfl)
    • Anonimo scrive:
      Re: Embè?
      - Scritto da: nauseata
      tsk... capirai che novità sta cosa.. (rotfl)
      ma possibile che ogni volta che avviene una
      naturale, fisiologica mutazione nelle
      abitudini della società, c'è sempre qualcuno
      che si deve allarmare? Pensa che ai tempi delle prime fabbriche di lampadine molte sono state fatte saltare in aria dai fabbricanti.
      Internet attira di più della carta stampata:
      mi stupirei del contrario, senonaltro per
      l'interattività e la velocità
      nell'aggiornamento che tutto ciò che è
      stampato nn può offrire.
      Però non è il caso di essere così
      melodrammatici (rotfl) signori dei
      giornali! un pò di spirito dell'umorismo!
      mettetevi a lavorare più seriamente,
      e cogliete l'opportunità stimolante di
      competere con questo "nuovo" media, invece che
      piangervi addosso! E vedrete che con un pò di
      buona volontà si possono soddisfare le
      esigenze di tutti, come è giusto che sia.E' lo stesso discorso delle mayor della musica, e che secondo me vedremo anche peggio quando sara' il momento degli Ebook.Sempre che lo sviluppo degli Ebook non stia gia' venendo artificialmente rallentato dalle mayor dell'editoria.
      • nauseata scrive:
        Re: Embè?
        - Scritto da:
        Pensa che ai tempi delle prime fabbriche di
        lampadine molte sono state fatte saltare in

        aria dai fabbricanti. Sinceramente non lo sapevo, mi documenterò a riguardo. grazie per l'info. :)- Scritto da:
        E' lo stesso discorso delle mayor della musica, e
        che secondo me vedremo anche peggio quando sara'
        il momento degli
        Ebook.
        Sempre che lo sviluppo degli Ebook non stia gia'
        venendo artificialmente rallentato dalle mayor
        dell'editoria.Bhè, ma gli ebook ormai non sono più una novità, e anzi, io sono favorevole sempre alle nuove tecnologie se possono aiutare la diffusione della cultura e aumentare le possibilità di accesso per tutti alle fonti. Per questo penso che quello dei libri elettronici sia ancora una possibilità molto poco sfruttata, non come invece dovrebbe. ;)CmqUn'accusa ricorrente ai nuovi media è sempre la solita scusa della paura che i nuovi possano danneggiare i vecchi.In questo caso penso proprio che sia un timore infondato: anzitutto perché un libro elettronico non potrà mai dare lo stesso piacere del libro normale, ma semmai è un mezzo in più per leggere. Secondariamente, anche se fosse (cosa che non credo) è semplicemente questione di accettare che la società cambia, tutto è mutevole: se non fosse così saremmo ancora tutti all'età della pietra. I cambiamenti sono un bene, vanno accettati per forza, a meno che non siano gravemente dannosi per la collettività, ma ripeto, non ci si può fare niente. Cambia la società, cambiano i modelli, ma i drammi non servono, serve invece cercare di adeguarsi con un minimo di filosofia e cercare di aggionare gli obiettivi alle possibilità del momento.
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