HP strangola i virus

Un nuovo software presentato in questi giorni dal colosso californiano promette di ostacolare la diffusione di virus e worm studiando i loro comportamenti e prevenendo le loro mosse
Un nuovo software presentato in questi giorni dal colosso californiano promette di ostacolare la diffusione di virus e worm studiando i loro comportamenti e prevenendo le loro mosse


Palo Alto (USA) – Si chiama Virus Throttler, ovvero “strangolatore di virus”, il nuovo software per la sicurezza con cui HP promette di ridurre, anche drasticamente, la pericolosità e l’efficacia dei molteplici worm che scorrazzano per la Rete.

Il sistema, studiato per proteggere le reti aziendali, ha il compito di ostacolare la diffusione dei codici virali anche nei casi in cui antivirus e firewall siano assenti o si rivelino inefficaci: ad esempio, quando un virus non è ancora riconosciuto dagli strumenti per la sicurezza tradizionali.

HP ha spiegato che Virus Throttler è in grado di rilevare una vasta gamma di attività sospette o anomale, quale ad esempio la crescita esponenziale del numero di connessioni ad una particolare porta: comportamenti generalmente riconducibili alla presenza di un virus nel sistema. In tali evenienze il software attiva automaticamente una serie di difese atte ad ostacolare la diffusione del presunto worm verso altre macchine: lo scopo di Virus Throttler, infatti, non è quello di prevenire l’infezione o il danneggiamento del singolo server, ma quello di impedire che la minaccia possa rapidamente propagarsi attraverso tutta la rete locale e su altri host di Internet.

La tecnologia di “strangolamento” dei virus di HP è coperta da 16 brevetti, ma segue un sentiero percorso anche da altre società del settore; un sentiero che si affianca alle tecnologie di autonomic computing e alla ricerche sui cosiddetti ” anticorpi digitali “.

HP commercializzerà Virus Throttler all’inizio del prossimo anno insieme ai suoi server ProLiant e ai suoi dispositivi di rete ProCurve, rilasciandolo anche come aggiornamento per i server ProLiant già in circolazione basati su Windows 2000 e 2003. L’azienda ha detto di non avere piani circa l’eventuale porting del proprio software verso altri sistemi operativi, come Linux, tuttavia ha rivelato di essere al lavoro su di una versione adatta a girare sui computer desktop.

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01 12 2004
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