HTML5? Ritorno al futuro

Apple vuole fortissimamente HTML 5. Ma c'è chi evidenzia le presunte mancanze dello standard web per eccellenza quando si tratta di produrre e presentare contenuti ricchi e interattivi
Apple vuole fortissimamente HTML 5. Ma c'è chi evidenzia le presunte mancanze dello standard web per eccellenza quando si tratta di produrre e presentare contenuti ricchi e interattivi

Che Apple abbia fatto il passo più lungo della gamba? Steve Jobs ha sollevato un polverone con la sua accusa di obsolescenza nei confronti di Adobe Flash, ma con il diradarsi della nuvola mefitica composta da screzi e dichiarazioni di guerra senza quartiere comincia a farsi strada l’opinione di chi mette in evidenza certi fatti , oltre che le speranze sull’impiego esteso di standard “aperti” per lo sviluppo di applicazioni web ricche e interattive.

È un fatto ad esempio che quando si parla di animazioni e rendering all’interno del browser le prestazioni di HTML5 sono parecchio lontane dall’essere soddisfacenti, e vengono letteralmente annichilite dall’utilizzo del framework di Flash. Lo sviluppatore web Cameron Adams dice che i browser stanno facendo passi avanti notevoli, ma al momento i numeri incoronano il player Adobe.

Sander Kessels ci va giù ancora più pesante, raccogliendo in una sola, eloquente pagina dimostrativa i numeri dello scontro tra Flash (Adobe) e HTML5 (Apple) e facendo un confronto impietoso tra le appliance che secondo Cupertino dovrebbero rappresentare i vantaggi della scelta di HTML5 e gli omologhi programmati in Flash.

Gli utenti iPad/iPhone sono meno dell’1 per cento dei netizen globali, snocciola Kessels, contro il 97 che ha installato il player Flash 10 e l’87 che non è in grado di vedere i video in HTML5 codificati in H.264. HTML5 è un passo indietro che riporta Internet a com’era 8 anni fa, dice Kessels, senza considerare l’estrema difficoltà a suo giudizio (o “impossibilità” nelle parole del designer) di riprodurre tutte le funzionalità offerte dal player Adobe, con i video così come con tutto il resto.

La pagina “Jump back in time with HTML5” andrebbe fatta leggere allo stesso numero di “decision maker” e manager aziendali che hanno visionato le accuse di Jobs pubblicate qualche mese fa, rincara Jason Langdon, esortando la “community” Flash a moltiplicare le azioni lobbistiche sulla falsariga di quella di Kessels per chiarire una volta per tutte “i fatti” di un dibattito tecnologico troppo basato sulle opinioni (di Jobs, soprattutto).

Eppure c’è chi sostiene la linea dura di Jobs contro Flash esaltando il passaggio ad HTML5 come un fattore determinante nell’aumento della partecipazione degli utenti. Lo fa Trip Adler, CEO del servizio di condivisione documenti Scribd che ha recentemente abbandonato Flash in favore della nuova versione del linguaggio ipertestuale del web.

Adler cita espressamente la transizione verso HTML5, assieme alla commercializzazione di iPad e l’integrazione del servizio con Facebook quando spiega la triplicazione del tempo speso dagli utenti sul sito nel corso degli ultimi tre mesi. Nessuna variazione invece, pare, per il numero complessivo di utilizzatori del servizio.

Alfonso Maruccia

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

21 06 2010
Link copiato negli appunti