Huawei tentò di nascondere le operazioni in Iran

L'agenzia stampa ha visionato documenti che proverebbero il controllo diretto di Skycom Tech avvenuto in passato da parte di Huawei.
L'agenzia stampa ha visionato documenti che proverebbero il controllo diretto di Skycom Tech avvenuto in passato da parte di Huawei.

In seguito alla pubblicazione nel dicembre 2012 del report di Reuters sulle attività commerciali svolte da Huawei in Iran per la fornitura tramite una società intermediaria di componenti informatiche provenienti dagli USA (pratica vietata dagli Stati Uniti), il gruppo di Shenzhen ha cercato di nascondere il proprio coinvolgimento nell’attività. È quanto scrive oggi l’agenzia stampa dopo aver visionato nuovi documenti circolati internamente all’azienda cinese, inclusi appunti, lettere e contratti.

Huawei, Skycom e Iran: nuove rivelazioni da Reuters

Il focus è su Skycom Tech, da sempre descritta da Huawei come un partner locale iraniano. Nuove prove confermerebbero invece il controllo della società cinese su Skycom Tech avvenuto in passato. Uno degli incartamenti in questione testimonierebbe il tentativo messo in atto nel 2013 dal gruppo di separare la propria attività da quella della società iraniana proprio per non incorrere in problemi di natura legale, passando da un avvicendamento al vertice e dalla chiusura dell’ufficio nella capitale Teheran per aprire un’entità separata in cui far confluire contratti dal valore stimato in decine di milioni di dollari.

Una vicenda legata a doppio filo al caso che vede Meng Wanzhou (nell’immagine qui sotto), Chief Financial Officer di Huawei e figlia del fondatore Ren Zhengfei, ancora detenuta in Canada e in attesa del via libera per l’estradizione negli USA in seguito all’arresto di fine 2018. Le manette scattarono proprio per le violazioni in questione.

Meng Wanzhou, CFO Huawei

I documenti citati oggi dall’agenzia, redatti in inglese, cinese e farsi, fanno riferimento a manovre attuate da Huawei al fine di nascondere il proprio stretto legame con Skycom Tech dopo la pubblicazione del report di fine 2012. La compravendita incriminata risale al 2010 e fa riferimento a equipaggiamento HP per un valore complessivo di circa 1,46 milioni di dollari inviato al più importante operatore mobile iraniano. A testimoniare il legame tra le due società la decisione presa nel 2013 di incaricare i dipendenti Hu Mei e Song Kai (in due momenti diversi) di dirigere i lavori di Skycom nel paese mediorientale, anche per far fronte ai problemi legati all’attenzione rivolta al caso dai media.

Interpellato per chiarimenti in merito da Reuters, il gruppo di Shenzhen ha scelto di non rilasciare alcun commento.

Fonte: Reuters
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