I dipendenti IBM vogliono Mac

Alcuni già ce l'hanno ma l'azienda vuole spingere di più. In ballo anche Linux
Alcuni già ce l'hanno ma l'azienda vuole spingere di più. In ballo anche Linux

Il PC “IBM compatibile” ha fatto la storia dell’informatica ma non sembra proprio poter rappresentare il presente e forse anche il futuro della produttività aziendale all’interno di IBM. Che va con sempre maggior energia verso nuove architetture, in particolare il Mac.

È una notizia che rimbalza in queste ore sui siti di settore: la divisione Research Information Services del colosso di Armonk sta studiando la possibilità di spostare su piattaforma Mac un numero elevato di dipendenti, dipendenti che dimostrerebbero peraltro persino entusiasmo per l’iniziativa.

IBM, che da tempo ha lasciato il mondo PC , ha confermato che intende spingere un centinaio di ricercatori verso Mac ma che più in generale intende consentire ai propri dipendenti di scegliere alternative a Windows, Mac ma anche Linux. “Vogliamo dare ai nostri dipendenti – ha dichiarato un portavoce – la possibilità di scegliere le tecnologie più adatte al proprio lavoro. Una piattaforma di computing adatta a tutte le stagioni non fornisce più alle attività globali di IBM la flessibilità per innovare ed essere produttiva garantendo anche un contenimento delle spese IT”.

Tra le altre ragioni citate per cambiare piattaforma la ricerca di una maggiore sicurezza, una migliore interazione con le architetture usate in ambienti accademici, una crescente popolarità dei Mac tra i nuovi assunti.

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17 04 2008
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