I fan contro la chiusura di Google Reader

Mobilitazione per trovare un surrogato o convincere BigG a ripensarci. In Iran è praticamente l'unico strumento per leggere le notizie censurate dal regime
Mobilitazione per trovare un surrogato o convincere BigG a ripensarci. In Iran è praticamente l'unico strumento per leggere le notizie censurate dal regime

L’appello firmato dai responsabili della piattaforma di social bookmarking Digg, aperti ai consigli degli utenti per la costruzione di un nuovo Reader sulle ceneri annunciate dal gigante Google. Dopo l’esperimento News.me , i vertici di Digg non vogliono accettare la ghigliottina mostrata dall’azienda di Mountain View al suo amatissimo servizio di raccolta fonti attraverso i feed RSS.

Spostato in cima nella lista delle priorità della piattaforma statunitense, il progetto di sviluppo annunciato da Digg dovrebbe concretizzarsi entro la seconda metà di quest’anno . “Speriamo di identificare e ricostruire le migliori tra le feature di Google Reader, comprese le sue API – si legge in un comunicato pubblicato sul blog ufficiale di Digg – ma anche di renderle più avanzate per adattarle alla Rete di oggi, dove reti e comunità come Facebook, Twitter, Tumblr, Reddit e Hacker News offrono potenti ma spesso schiaccianti segnali per ciò che risulta interessante agli utenti”.

Mentre Digg pensa alla clonazione di Reader – una mossa già annunciata dai creatori dell’applicazione mobile Feedly a partire dalle API della piattaforma RSS di Mountain View – un altro aggregatore di contenuti, Zite , sta modificando le sue caratteristiche tecniche per rendersi totalmente indipendente dalle infrastrutture del servizio californiano . Come molte altre applicazioni terze, quella di Zite si è interrogata sui motivi dell’abbandono di una tecnologia divenuta de facto uno standard nella raccolta di blog e siti d’informazione.

Rappresentando ancora una porzione consistente di tutto il traffico – più del social network G+, almeno secondo i dati diramati da BuzzFeed – Reader mancherà a tutti quegli aficionados che saranno ora costretti a trovare un’alternativa valida, pur non abbandonando la speranza grazie alla petizione avviata su Change.org . Esistono però degli utenti, come ad esempio quelli iraniani, che non avranno le stesse possibilità di sostituzione a partire dal prossimo 1 luglio .

“Mio Dio, Google chiuderà il suo reader? – si chiede sconvolto un utente persiano – È una delle poche soluzioni a nostra disposizione per accedere ai blog, alle informazioni nella Rete filtrata iraniana”. Più volte bloccati dal governo locale, i servizi della Grande G restano fondamentali per il libero accesso alle informazioni internazionali da parte dei netizen in quell’Iran che mira alla completa autarchia cibernetica con la rete nazionale Halal .

Mauro Vecchio

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15 03 2013
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