I primi sette laureati via internet

Ieri al Politecnico di Milano il rettore ha proclamato dottori i primi sette studenti che hanno seguito i corsi di ingegneria informatica e che attraverso la rete hanno potuto giungere alla laurea
Ieri al Politecnico di Milano il rettore ha proclamato dottori i primi sette studenti che hanno seguito i corsi di ingegneria informatica e che attraverso la rete hanno potuto giungere alla laurea


Milano – In sei semestri di duro lavoro, sette iscritti al corso di ingegneria informatica online sono giunti alla laurea. Roberto Müller, Roberto Bombardi, Paolo Alfisi, Tiziano Radice, Mauro Noventa, Marzio Della Giovanna e Gianfranco Mazzuccato sono i primi italiani laureati online.

Ieri i sette sono stati proclamati dottori dal Magnifico Rettore del Politecnico di Milano Giulio Ballio, nel corso di una cerimonia ufficiale alla quale ha partecipato anche il ministro all’Innovazione Lucio Stanca.

Il caso del corso di ingegneria informatica online del Politecnico sembra emblematico del rilievo che può assumere l’ università telematica , visto che, dopo essere stato varato nel settembre del 2000, al corso sono ora iscritti in 400.

Si tratta di un corso realizzato nell’ambito della riforma universitaria sancita dal decreto Moratti-Stanca e che può essere seguito da tutti coloro che per motivi di lavoro, salute o distanza dalle sedi non possono fruire delle opportunità offerte dai corsi universitari tradizionali.

“Il corso di laurea online o IOL, come lo chiamiamo al Politecnico di Milano – ha affermato Ballio – è identico in tutte le modalità ad un corso di laurea tradizionale, ma consente a chi lavora di frequentare le lezioni attraverso classi virtuali. La piattaforma didattica e la struttura dei corsi online mantengono infatti inalterato l’eccellente livello delle proposte formative offerte dal Politecnico di Milano, assegnando inoltre allo studente un ruolo particolarmente attivo e maggiori responsabilità”.

Stanca, invece, ha affermato che “l’università a distanza è estremamente democratica, in quanto inclusiva, è economica ed i suoi studenti non sono assolutamente di serie B, ma fruitori di un moderno sistema didattico in grado di creare molte opportunità per accrescere il livello di istruzione nazionale”. E ha ricordato come “un quarto degli italiani che lavora ha la sola licenza elementare; appena il 42% della popolazione tra i 25 ed i 64 anni ha un diploma di istruzione secondaria superiore (il 60% in Francia, l’84% in Germania, il 60,37% in Europa), mentre negli ultimi 40 anni, su 10 milioni di iscritti all’università, solo 3 milioni si sono laureati e una buona parte di essi sono studenti lavoratori”. Da qui, ha affermato, le potenzialità dell’e-learning in Italia.

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21 07 2003
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