I Quattro Moschettieri di Linux

Caldera, Conectiva, SuSE e Turbolinux si alleano per dar vita ad una versione unificata di Linux con cui conquistare il mercato aziendale e contrastare l'effetto frammentazione. Assalto a Red Hat e baionettate a Windows
Caldera, Conectiva, SuSE e Turbolinux si alleano per dar vita ad una versione unificata di Linux con cui conquistare il mercato aziendale e contrastare l'effetto frammentazione. Assalto a Red Hat e baionettate a Windows


Nuremberg (Germania) – Tutti per uno, uno per tutti. Un motto che potrebbe ben adattarsi a quei “quattro moschettieri” del Pinguino – SuSE Linux , Turbolinux , Caldera e Conectiva – che ieri hanno ufficialmente annunciato la nascita di UnitedLinux , un’iniziativa che ha per obiettivo la semplificazione dello sviluppo e della certificazione di Linux attraverso la creazione di un’unica distribuzione indirizzata alle imprese.

In base ai termini dell?accordo, i quattro partner collaboreranno allo sviluppo di un ambiente operativo Linux comune denominato UnitedLinux. Ognuno di loro potrà poi offrire autonomamente prodotti e servizi aggiuntivi insieme al sistema operativo. Tale offerta verrà commercializzata da ognuna delle quattro aziende partner con i rispettivi marchi.

I quattro partner, che prevedono di rendere disponibili i propri prodotti server basati su UnitedLinux entro la fine del 2002, si impegneranno a mettere in piedi strutture globali di vendita, localizzazione, formazione e supporto del prodotto, rafforzando così l’offerta di servizi professionali e coprendo un’area geografica ben più ampia di quella oggi raggiunta dai singoli distributori.

Sotto l’ombrello di questa alleanza – aperta alla partecipazione di altre aziende – i quattro distributori sperano di accelerare l’adozione di Linux nel mercato enterprise rispondendo all’esigenza, da parte delle aziende, di disporre di una distribuzione Linux standard, orientata al mondo business e certificata per funzionare su diverse piattaforme hardware e software.

Con l’arrivo di UnitedLinux, gli analisti sostengono che le principali distribuzioni sul mercato scenderanno a cinque, e comprenderanno, oltre alla stessa UnitedLinux, Red Hat, Mandrake, Debian e Slackware. Questa minor frammentazione faciliterà la vita agli sviluppatori e consentirà alle quattro aziende promotrici di ridurre i costi, sommare i rispettivi know-how e, in ultima analisi, divenire maggiormente competitive sul mercato aziendale. Unito, il quartetto conta infatti di acquistare forza sufficiente per attaccare la forte posizione dominante di Red Hat, che proprio pochi mesi fa ha rilasciato il suo sistema operativo Advanced Server destinato al mercato hi-end.


Uno dei risultati più interessanti di UnitedLinux è l’unione delle esperienze di distributori che hanno punti di forza e operano in aree geografiche fra loro differenti: la brasiliana Conectiva, specializzata in distribuzioni facili da usare, opera prevalentemente sul mercato sudamericano; la statunitense Caldera, che fornisce soluzioni Linux/Unix per il mercato server e education, ha una forte presenza in Nord America, ma può contare su filiali in altri 20 paesi; la tedesca SuSE, che vanta il team di sviluppo più grande e un’importante esperienza nel settore dell’e-commerce, è particolarmente radicata in Europa; la giapponese Turbolinux, specializzata in cluster di server e calcolo distribuito, è la distribuzione dominante sul mercato dell’Asia del Pacifico.

Sono già diversi i grossi nomi dell’IT ad aver offerto il proprio supporto a UnitedLinux: fra questi AMD, Borland, Computer Associates, Fujitsu Siemens, Fujitsu Japan, Hewlett-Packard, IBM, Intel, NEC e SAP.

“I fornitori di hardware e software – si legge nel comunicato di UnitedLinux – impiegano infatti un gran numero di risorse nella certificazione dei loro prodotti e servizi sulle diverse distribuzioni di Linux per poter garantire ai clienti la piena compatibilità”.

Alan Cox, noto braccio destro di Linus Torvalds e sviluppatore di Red Hat, ha affermato che questa alleanza, se riuscirà effettivamente a ridurre il numero di distribuzioni in circolazione, potrebbe dare una mano all’intero mercato Linux. Tuttavia Cox si domanda, non senza una punta di malizia, se i membri di UnitedLinux “riusciranno a mettere insieme un singolo prodotto coerente o, piuttosto, una collezione di fallimenti”.

SuSE, Caldera e Turbolinux partecipano parallelamente anche alla Linux Standards Base (LSB), un progetto del Free Standards Group a cui partecipano tutti i maggiori soggetti del mercato Linux – fra cui Red Hat – e che ha l’obiettivo di standardizzare le funzionalità base di Linux e degli strumenti GNU, fra cui la struttura del file system, il formato binario degli eseguibili e delle librerie, i comandi di sistema e gli script.

Nonostante LSB lavori con solerzia, e lo scorso gennaio abbia annunciato il rilascio delle specifiche 1.1 , l’adozione di questo standard sembra destinato a procedere con molta lentezza, e questo soprattutto per gli attriti fra distributori.

UnitedLinux renderà disponibile un codice Linux unificato per l?intera linea di prodotti eServer di IBM, per i microprocessori a 32 e 64 bit di AMD e per le famiglie di processori x86 a 32 bit e Itanium di Intel.
Questa distribuzione supporterà inoltre gli standard LSB, Li18nux e GB18030 e supporterà un certo numero di lingue, fra cui l’italiano.

La versione 1.0 di UnitedLinux, che potrà essere scaricata liberamente dal Web, dovrebbe essere rilasciata durante il quarto trimestre del 2002.

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30 05 2002
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