I trojan pechinesi assaltano l'Isola

Il capo dell'MI5 ha inviato una comunicazione confidenziale a trecento aziende inglesi: la minaccia cinese è alle porte. Obiettivo dei sinoguerrieri: i segreti delle società più quotate in UK

Londra – La Cina sta conducendo un attacco senza quartiere contro le organizzazioni e le aziende del Regno Unito. A lanciare l’allarme è stato Jonathan Evans (nella foto), capo dell’ intelligence al servizio di Sua Maestà, che ha vergato e inviato 300 lettere estremamente confidenziali , indirizzate ai vertici di aziende, banche, studi legali britannici.

Il capo dell'intelligence UK Li ha allertati, scrive il Times , per il montante “attacco di spionaggio elettronico” sponsorizzato dalle “organizzazioni statali cinesi” interessate ad abbattere i sistemi di sicurezza delle aziende del Regno Unito che intrattengono relazioni commerciali con le imprese della Repubblica Popolare. L’intento dello spionaggio di stato cinese sarebbe quello di impossessarsi dei dati e delle informazioni relative alle transazioni commerciali e alle negoziazioni che le società britanniche intrattengono sul mercato cinese o in competizione con compagnie cinesi. Delle informazioni preziose per avvantaggiare partner commerciali e competitor che operano dalla Repubblica Popolare .

Le armi impugnate dai cracker cinesi, spiega Evans, sarebbero trojan in grado di monitorare e rispedire oltre la Grande Muraglia i dettagli delle informazioni che fluiscono sulle reti interne alle aziende. Nella lettera indirizzata alle imprese inglesi il capo del MI5 snocciola qualche consiglio per tentare di difendersi, spiegando come individuare eventuali tracce delle minacce che possono essersi infiltrate nei sistemi business.

Ma gli accorati avvertimenti del dirigente dei servizi segreti pare non siano serviti a proteggere Rolls Royce e Shell : è sempre il Times a rivelare che i sistemi delle due società sono stati bucati dai cracker militanti dell’Esercito Popolare di Liberazione cinese. Gli obiettivi delle offensive sarebbero sempre di natura economica.

Questa realtà sembra essere confermata dagli studi e dalle indagini che si sono moltiplicati negli ultimi mesi: McAfee, segnala ZDNet , ha appena rilasciato un report nel quale si descrive esplicitamente una “cyber guerra fredda” che aziende e governi stanno combattendo in rete con l’intento di avvantaggiarsi sullo scacchiere economico mondiale. Ma se la security company descrive l’atteggiamento cyber-guerresco come comune a tutte le potenze, è la Cina ad essere protagonista delle cronache recenti per i suoi tentativi di espugnare i sistemi di ditte e istituzioni occidentali.

Se ne era discusso in Italia e in Germania e gli Stati Uniti hanno a più riprese allertato istituzioni e cittadini riguardo alla cyberwar in corso scatenata dalla Cina. Denunce internazionali a cui i rappresentanti della Repubblica Popolare hanno ribattuto negando ogni coinvolgimento e anzi rispedendo le accuse al mittente. Anche nel caso dell’ardita denuncia lanciata dal capo dell’intelligence UK la smentita della Cina è giunta tempestiva.

Gaia Bottà

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • avve scrive:
    beh i volt non significano niente
    senza dire gli ampere e la durata dell'impulso.L'unica cosa che mi rende scettico sui 900000 volt è che la rigidità diettrica del materiale fra i due elettrodi difficilmente sarà tanto grande da impedire che la corrente scorra attraverso di esso, piuttosto che scorrere attraverso il bersaglio.
Chiudi i commenti