I cinesi attaccano le PMI italiane

Lo suggerisce uno studio della società di sicurezza nostrana Yarix, secondo cui delle aggressioni telematiche registrate da 500 piccole e medie imprese nel 2007, quasi la metà proviene dalla Cina. Spionaggio industriale al centro

Roma – Spam, phishing e virus, ma anche trojan e keylogger: arriva di tutto sulla rete italiana e una percentuale di software malevoli arrivano anche alle piccole e medie imprese, malware che se riesce nell’intento di penetrare le difese informatiche, può danneggiare anche pesantemente le capacità competitive di una PMI. L’allarme arriva da Yarix , società specializzata nella sicurezza informatica, secondo cui molti attacchi provengono dalla Cina .

“Da una indagine compiuta su un campione di 500 PMI italiane del nordest – spiega Mirko Gatto di Yarix – si evidenzia come addirittura il 49% dei casi provenga dalla Cina. Un dato preoccupante, che può essere a nostro avviso spiegato con il tentativo da parte di pirati cinesi di penetrare i sistemi informatici delle aziende italiane per copiare modello, design, brevetti”.

Lo spettro dello spionaggio industriale telematico si è già affacciato in passato non solo in Italia ma in particolare qui da noi, dove la vita di molte aziende medio-piccole, ovvero la grande maggioranza delle ditte italiane, dipende da delicati equilibri competitivi internazionali. “Già qualche tempo fa – sottolinea Gatto – molti imprenditori espressero una certa preoccupazione per il grande numero di visite sui loro siti provenienti dalla Cina. Ma qui si tratta di qualcosa di ben più grave: si può parlare di un vero attacco alle imprese italiane. Un attacco che non sembra mirato a danneggiare i sistemi informatici delle imprese, ma proprio a penetrarli illegalmente per sottrarre dati riservati”.

In particolare, sul campione di 500 PMI analizzato dal Security Operation Center di Yarix, sono stati registrati 122.500 attacchi nei primi sei mesi del 2007. In particolare attacchi:
– Cross site Scripting
– Sql Injection
– Exploit Zero day
– Insider

I paesi di provenienza degli attacchi registrati sono:
– Cina 49%
– Turchia 25%
– Brasile 15%
– Altri 11%

L’allarme lanciato dagli esperti, che si aggancia alle vivacissime polemiche di questi giorni sul ruolo di Pechino nelle aggressioni telematiche al Pentagono , secondo Yarix deve essere valutato con attenzione. “Occorre – conclude Gatto – un intervento immediato da parte delle autorità per tentare di arginare questo fenomeno, finora passato sotto silenzio. E nel frattempo le imprese è bene che si premuniscano con adeguati sistemi di sicurezza”.

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  • Alessandrox scrive:
    Pfizer al tappeto...
    Dopo queste notizie sarebbe interessante vedere in che stato e' la sua quotazione in borsa...Ma con tutto quello che guadagna uno StraCa§§o di sistemista con competenze nei limiti della decenza se lo sarebbe potuto anche permettere no?
  • ... scrive:
    Re: che dire
    Stiamo parlando di una nuova disciplina olimpica da affiancare al lancio del giavellotto ?
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