IBM e il compilatore intelligente

Intelligenza artificiale per risolvere i problemi delle CPU embedded. Con un cuore e un futuro open source

Roma – I compilatori odierni sono in grado di applicare diversi tipi di ottimizzazione al codice, soprattutto per migliorarne il parallelismo e il supporto alle odierne CPU multicore. Con Milepost , acronimo di MachIne Learning for Embedded PrOgramS opTimization , IBM afferma di essersi spinta ben oltre: e di aver applicato alla compilazione alcune tra le più sofisticate tecniche di intelligenza artificiale.

Basato sul codice della celebre suite di compilatori free software GNU GCC 4.4, Milepost è stato sviluppato da Big Blue nel suo laboratorio di ricerche di Haifa, in Israele, ed è frutto di un progetto finanziato dall’Information Society Technologies ( IST ) dell’Unione Europea. L’obiettivo del progetto è quello di sviluppare tecnologie di compilazione che, tenuto conto dell’architettura hardware su cui deve girare il software, sono in grado di apprendere automaticamente come ottimizzare al meglio le applicazioni.

Sebbene Milepost possa essere utilizzato per ottimizzare qualsiasi tipo di applicazione, incluse quelle desktop, questo compilatore è stato pensato soprattutto per il mondo dei dispositivi embedded, dove l’uso di CPU ad architettura riconfigurabile obbliga produttori e sviluppatori a riadattare e ricompilare frequentemente le proprie applicazioni. In tale ambito, poi, è assai più sentita la necessità di ottimizzare le performance e i consumi del software.

“Milepost utilizza tecniche di intelligenza artificiale e di machine learning per capire quale tipo di ottimizzazioni sono ideali per ogni nuovo design hardware”, ha spiegato Mike O Boyle, professore di informatica presso l’Università di Edimburgo e coordinatore del progetto Milepost. “Questo aiuta ad automatizzare completamente la creazione di un compilatore e a ridurre i tempi di scrittura del codice, riducendo altresì in modo sostanziale il time-to-market dei nuovi sistemi”.

IBM afferma che Milepost può ridurre i tempi di sviluppo delle applicazioni mobili fino a dieci volte e, stando ad alcuni test condotti su un server System P con Linux, migliorane le performance fino al 18 per cento.

Milepost GCC 4.4 può essere scaricato da qui . A partire da agosto l’intero progetto sarà affidato alla comunità open source, che ne porterà avanti lo sviluppo. L’imminente versione 4.5 di GCC, poi, avrà un’interfaccia per i plugin dedicata a Milepost. (A.D.R.)

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  • zamora scrive:
    strano che gli utenti diPI ..???
    non è strano; l'argomento esula dal derby milan-inter... scusa, volevo dire win-linux (o mac-win, o la permutazione che preferisci) e quindi gli ultras denoaltri guardano con bocca aperta e sguardo ebete attendendo che qualcuno citi la loro squadra (S.O.) preferita per partire all'attacco !!!
  • petrestov scrive:
    Re: strano che gli utenti di P-I...
    - Scritto da: petrestov
    come ha ben evidenziato la rivista americana
    wired.com, ho dimenticato di pubblicare il link dell'intero articolo:http://www.wired.com/techbiz/it/magazine/17-07/ff_facebookwall?currentPage=3
  • petrestov scrive:
    strano che gli utenti di P-I...
    stiano finora snobbando questa notizia. eppure il behavioral advertising è la base di accese discussioni riguardanti, tra l'altro, Facebook. come ha ben evidenziato la rivista americana wired.com, il vero valore di Facebook è la sua capacità di creare pubblicità mirate sulla base del profilo comportamentale dell'utente. insomma, chi si iscrive su Facebook, o su altri siti di social network, offre una gamma di dati personali (quali il sesso, l'età, la professione e la residenza) e comportamentali che sono di grande valore per questo emergente modo di indirizzare le pubblicità in base ai gusti personali. the company's future depends on its ability to master the art of behavioral targetingselling customized advertising based on user profiles. In theory, this should be an irresistible opportunity for marketers; Facebook's performance advertising program allows them to design and distribute an ad to as narrow an audience as they would like. (It has also developed a program to create ads that are designed to be spread virally.) questa opportunità si pone in alternativa e in concorrenza con il search advertising promosso dai motori di ricerca e sucXXXXX economico per Google: ... while search ads are great at delivering advertising to users who are seeking specific products, they are less effective at creating demand for stuff users don't yet know they want. Google has tried everything to lure brand advertisersfrom buying and selling radio ads to purchasing YouTube. And it is easy to see why it keeps trying. Today, global online brand advertising accounts for just $50 billion a year. Offline brand advertising, meanwhile, accounts for an estimated $500 billion.
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