IBM e il mainframe ibrido

IBM e il mainframe ibrido

Lanciato zEnterprise, basato su una architettura di nuova generazione capace di integrarsi con i server Power7 e System X: condividendo risorse e servizi, per semplificare la vita nei datacenter
Lanciato zEnterprise, basato su una architettura di nuova generazione capace di integrarsi con i server Power7 e System X: condividendo risorse e servizi, per semplificare la vita nei datacenter

IBM ha introdotto nella sua linea di mainframe un nuovo sistema, lo zEnterprise, basato su un’architettura di nuova generazione. Tale architettura, che alcuni esperti definiscono la più importante novità nel design dei mainframe da almeno un decennio a questa parte, consente per la prima volta a questi sistemi di integrarsi con i server Power7 e x86, condividendo con essi risorse e tool di gestione.

Dopo il loro periodo d’oro, iniziato negli anni ’60 e finito intorno alla metà degli anni ’80, i mainframe sono stati considerati per lungo tempo i dinosauri del mondo IT: questo sia per la loro antiquata architettura monolitica, sia per le dimensioni extra-large. Nell’ultimo decennio IBM ha tentato di modernizzare il concetto stesso di mainframe, adottando architetture hardware più flessibili e migrando buona parte delle sue applicazioni di classe enterprise verso Linux.

Oggi, con l’introduzione del sistema zEnterprise, Big Blue ha reso l’architettura dei suoi mainframe potenzialmente ibrida: le aziende possono infatti integrare la gestione delle risorse zEnterprise come se fossero un unico sistema ed estendere le caratteristiche uniche del mainframe, quali gli elevati livelli di affidabilità e sicurezza, ai carichi di lavoro eseguiti su server blade Power7 e System X.

“La nuova architettura zEnterprise associa il nuovo mainframe (z196) alla nuova tecnologia IBM zEnterprise BladeCenter Extension e IBM zEnterprise Unified Resource Manager, per poter gestire i carichi di lavoro eseguiti tra System z, Power e System x” spiega IBM in un comunicato . “La nuova tecnologia è il risultato di un investimento di oltre 1,5 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo, e più di tre anni di collaborazione con alcuni dei più importanti clienti IBM in tutto il mondo”.

Grazie alla capacità di gestire i carichi di lavoro tra vari sistemi come se fossero uno, IBM afferma che zEnterprise consente una riduzione dei costi di acquisizione fino al 40 per cento e del TCO del 60. Il gigante di Armonk sostiene poi che il suo nuovo mainframe sarebbe “il sistema più potente ed efficiente in termini energetici mai realizzato” e, rispetto al precedente System z10, fornisce il 60 per cento in più di potenza.

“IBM ha progettato zEnterprise System per rispondere alle esigenze dei clienti: i data center sono sempre più un insieme complesso di tecnologie eterogenee stratificate nel corso del tempo” commenta IBM. “La gestione di applicazioni specifiche che operano in compartimenti stagni, talvolta incapaci di comunicare tra loro in tempo reale, richiedono personale e tool software addizionali per la loro gestione. Anche se non si tratta di un problema nuovo per le aziende, ora il costo e la complessità stanno aumentando in maniera esponenziale vista la crescita del volume delle informazioni e di carichi di lavoro sofisticati, ad alta intensità di dati”.

Dal punto di vista delle performance, lo zEnterprise System è il più potente sistema IBM mai realizzato. Il core server – denominato zEnterprise 196 – contiene 96 microprocessori quad-core da 5,2 GHz, supporta fino a 3 TB di RAM (il doppio rispetto allo z10) e può gestire fino a 114 blade a otto core.

Alessandro Del Rosso

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