IBM: i computer siano macchine autonome

Un nuovo lab IBM si getta anima e corpo nella progettazione di tecnologie che rendano computer e reti sempre meno dipendenti dall'intervento umano e capaci di configurarsi, aggiornarsi e ripararsi in modo autonomo


Armonk (USA) – Con la costituzione di un nuovo gruppo specificamente dedicato alla ricerca e allo sviluppo di tecnologie e prodotti relativi al cosiddetto autonomic computing (computing autonomo), IBM vara uno dei suoi progetti più ambiziosi: trasformare reti e computer in entità sempre più “intelligenti” in grado di badare a sé stesse.

Un obiettivo, quello di minimizzare l’intervento umano nella configurazione, manutenzione e gestione delle risorse informatiche, che IBM persegue, insieme ad altri grossi rivali come Sun e HP, da oltre un anno: in questo mosaico di software e tecnologie per l’autonomic computing rientra ad esempio il progetto eLiza , attraverso cui Big Blue dichiara di voler rendere i server e le reti aziendali facili da gestire come i normali elettrodomestici.

Fra i primi software di autonomic computing IBM ha rilasciato, lo scorso anno, Software Rejuvenation , una tecnologia che, avvalendosi di algoritmi di intelligenza artificiale, è in grado di prevenire e porre rimedio ad una grande varietà di errori generati dal software.

Big Blue sostiene che quella di macchine più intelligenti ed in grado di badare a sé stesse è un’esigenza sentita ormai da moltissimi dei suoi clienti, sia a causa dell’aumentare della complessità e del numero delle tecnologie e dei dispositivi da gestire, sia per quella temibile carenza di amministratori di sistema che nei prossimi cinque anni, soltanto in USA, potrebbe tradursi in un vuoto di un milione di specialisti (ma anche in Italia le cifre sono preoccupanti).

Il progetto eLiza, dedicato allo sviluppo di tecnologie hardware e software per i server, e in modo particolare per l’e-business, è però soltanto un tassello dell’autonomic computing: questo recente campo della ricerca si occuperà infatti di espandere concetti come quello del self-healing (auto-cura) e del self-managing (auto-gestione) a tutta la fascia di prodotti di IBM, da quelli desktop a quelli enterprise.

Nel campo delle reti, le tecnologie di autonomic computing saranno impiegate per bilanciare autonomamente il carico di lavoro, prevenire i guasti, aggiornare automaticamente il software, combattere con più efficacia i virus e le altre minacce all’integrità dei sistemi. In particolare, IBM impiegherà sempre più massicciamente queste tecnologie in congiunzione con i grid computer, dove le risorse condivise fra più computer e reti di calcolo potranno essere gestite in automatico da sistemi intelligenti per l’amministrazione centralizzata, il backup dei dati o la distribuzione del lavoro.

IBM considera questo nuovo campo del computing di cruciale importanza per il futuro dell’IT, non meno di altri settori chiave come quello dei web service: per questa ragione il colosso sostiene di voler lavorare insieme al resto dell’industria per lo sviluppo di standard aperti che permettano ai computer e ai software “autonomi” di interagire indifferentemente dal loro produttore.

IBM rilascerà presto nuovi prodotti per l’autonomic computing all’interno della sua linea di sistemi X-Series e nel software di gestione Tivoli Systems. Una nuova unità dell’IBM Global Services assisterà inoltre i clienti nel progettare reti a prova di disastri e nel provare, attraverso centri specializzati, soluzioni di computing autonomo.

Big Blue sostiene che per arrivare alla creazione di reti e sistemi di computing completamente autonomi occorreranno ancora diversi anni, ma nel frattempo sarà possibile avvalersi di ogni singolo passo tecnologico verso il raggiungimento di quella che, almeno oggi, appare come una meta assai ambiziosa.

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Francesco Ciani scrive:
    richiesta di requisiti minimi
    Richiedo requisiti minimi versione "linux 8.1" per installazione sovrascritta in windows xp processore 5.12 ram circa 512mg
Chiudi i commenti