IBM legge e scrive in OpenDocument

Il gigante blu si accinge a lanciare sul mercato la sua prima applicazione in grado di aprire e salvare i documenti nel giovane formato OpenDocument, sfidante open source dell'altrettanto giovane Open XML di Microsoft


Delhi (India) – Su OpenDocument IBM ha deciso di passare dalle parole ai fatti. Tra le prime sostenitrici del giovane formato aperto, Big Blue si accinge ora ad integrarne il supporto nella propria suite di applicazioni per l’ufficio web-based Workplace .

La prima applicazione di IBM ad abbracciare OpenDocument sarà Workplace Managed Client 2.6 , il cui lancio sul mercato è atteso per l’inizio del prossimo anno. Questo programma, che permette di creare e condividere attraverso il Web documenti di testo, fogli di calcolo e presentazioni, sarà in grado di importare, esportare e modificare i documenti salvati nel giovane formato XML promosso da Sun e dalla comunità OpenOffice.org.

Va detto che l’attuale versione di Workplace Managed Client supporta già i formati di OpenOffice 1.0 e quelli di MS Office. Al momento non è chiaro se IBM abbia intenzione di supportare anche il neo formato Open XML di Microsoft che, come noto, si troverà alla base dell’imminente Office 12 .

Secondo IBM, l’utilizzo di standard aperti e liberi come OpenDocument permette alle aziende di proteggere i propri investimenti a lungo termine e di conservare libero arbitrio nella scelta dei fornitori di software.

“I formati file proprietari possono a volte costringere le aziende ad un ciclo di costante pagamento di royalty e licenze, vincolandole a mantenere il software originale solo per assicurare il futuro accesso ai loro documenti”, si legge in un comunicato di IBM. “Gli standard aperti come ODF assicurano interoperabilità e accessibilità tra i sistemi indipendentemente da piattaforma o software adottato, offrendo la possibilità e la flessibilità di utilizzare strumenti IT solo sulla base delle reali esigenze di business”.

Il colosso di Armonk sostiene che l’appoggio ai formati aperti sia particolarmente importante nei mercati ad economia emergente, come ad esempio l’India e la Cina, dove i governi tendono a favorire tecnologie capaci di ridurre il digital divide e impattare il meno possibile sulla spesa pubblica.

La specifica OpenDocument 1.0 è stata ratificata dall’OASIS e, più di recente, sottoposta all’approvazione dell’ISO . Tra le prime amministrazioni pubbliche ad aver espresso interesse verso il neo standard c’è quella dello Stato del Massachusetts, che proprio di recente, tuttavia, sembra aver fatto un mezzo dietrofront : sarà proprio qui, a quanto pare, che nei prossimi mesi si disputerà la prima e più interessante contesa tra OpenDocument e Open XML.

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