IBM libera 500 brevetti software

Rimangono suoi ma chiunque potrà utilizzarli senza pagare per sviluppare progetti alternativi e open source. L'azienda promette presto nuove aperture. Pesanti critiche all'annuncio


Armonk (USA) – IBM ieri ha deciso di scuotere il settore annunciando di aver liberato 500 dei propri brevetti sul software, una montagna di soluzioni per la realizzazione di progetti informatici che da oggi possono essere utilizzate senza pagare alcuna royalty all’azienda .

Sul piano tecnico quei brevetti rimangono in mano ad IBM ma il colosso di Armonk ha specificato che non chiederà alcunché agli sviluppatori indipendenti o alle imprese che decideranno di utilizzarli per sviluppare prodotti e applicativi open source . In particolare IBM garantirà l’uso libero da royalty dei suoi 500 brevetti agli sviluppatori e progetti che utilizzano, per il proprio software, una licenza approvata dall’Open Source Initiative ( OSI ): tra queste vi sono, come noto, la GPL, l’Apache e la BSD.

Due, dunque, i principali connotati della decisione di IBM: da un lato un primo impulso in una direzione del tutto inedita, quella che tradisce la natura proprietaria del brevetto trasformandolo in un oggetto di pubblico utilizzo ma solo per lo sviluppo di software libero; dall’altro un nuovo attacco alla logica del software proprietario . Pur essendo campione di quest’ultimo, IBM da anni ha intrapreso un percorso di avvicinamento all’open source sfociato ormai da tempo in un impegno concreto in molte delle proprie linee di produzione. In questo senso la mossa sui brevetti potrebbe apparire congruente.

Che si tratti dell’ alba di qualcosa di nuovo lo ha voluto dichiarare uno dei senior vice president di IBM, John Kelly, secondo cui “la leadership nella vera innovazione va ben al di là del numero di brevetti che si riesce a registrare. Riguarda innovare per dare opportunità ai clienti, ai partner e alla società. Noi oggi ci lanciamo in una nuova era nel come IBM gestirà la propria proprietà intellettuale”.

Venendo da IBM una cosa così suscita sensazione, visto che l’azienda detiene ormai da anni il record nella brevettazione . Nessun’altra tra le imprese americane negli ultimi 12 anni ha superato il numero di brevetti registrati ogni anno da IBM. Solo nel 2004 sono più di 3.200 quelli che l’azienda è riuscita a portare a casa.

Ma proprio perché arriva da IBM c’è anche chi non crede affatto alla buona fede dell’azienda . Con diffidenza le novità sono state accolte proprio da coloro che combattono in Europa ormai da lungo tempo contro la direttiva che vorrebbe introdurre anche nell’Unione la brevettazione all’americana: su NoSoftwarePatents.com , infatti, uno dei motori della campagna antibrevetti, Florian Mueller, ha criticato IBM sostenendo che l’annuncio dell’azienda “è un diversivo” .


“Vediamola in prospettiva – ha affermato Mueller riferendosi ai 500 brevetti – stiamo parlando di meno dell’1 per cento del portfolio brevetti di IBM. Ci mettono circa un mese a chiedere la registrazione di un tale numero di brevetti”.

Ma il campaign manager della guerra anti-brevetti ha anche sottolineato che proprio IBM è “la forza motrice della richiesta di estensione della brevettabilità in Europa in riferimento al software. Se davvero IBM vuole assumere il ruolo di un benefattore post-natalizio allora smetta di premere aggressivamente sulla UE e di ridimensionare piccole e medie imprese imponendo loro la IBM tax “, ossia il costo delle licenze IBM.

Da parte sua IBM assicura che a questo primo passo ne seguiranno altri ed è dunque lecito attendersi che, a fronte di un modo nuovo di intendere la brevettazione, l’azienda possa decidere di seguire nuove rotte anche sul fronte della brevettazione in Europa. Kelly peraltro ha dichiarato che IBM lavorerà con l’Ufficio Brevetti americano ed altri organismi per “garantire che il sistema dei brevetti statunitense continui ad aggiornarsi e rispondere alle sfide poste dall’evolversi del sistema economico”. Una dichiarazione che lascia aperta la porta alle speranze dei sostenitori di una profonda revisione del sistema dei brevetti “all’american”.

In un pdf diffuso dall’azienda, reperibile qui , IBM illustra il “patto” con gli sviluppatori, un documento dal valore legale che illustra anche i brevetti liberati.

Si tratta di tecnologie di networking e di gestione di rete, oppure legate all’e-commerce e ad internet, sia per quanto riguarda la semplice navigazione su web che la connessione a server internet. Ma si parla anche di tecnologie di sintesi vocale, di gestione ed elaborazione di immagini e video o di gestione dei database, di programmazione e via dicendo. Tutti brevetti che IBM garantisce allo sviluppo open source riservandosi di ritirare il permesso di utilizzo a chiunque utilizzi brevetti per aggredire il software open source , una clausola destinata ad interessare da vicino l’intera comunità del software libero, che da lungo tempo deve vedersela con diverse denunce dovute a rivendicazioni di brevetto su determinate righe di codice…

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  • Anonimo scrive:
    visto che...
    costano più le etichette dei processori non potrebbero farli solo alla massima frequenza e basta.
  • Anonimo scrive:
    La soluzione:
    CPU in affitto, ma fisicamente dal produttore.Insomma, io ho un 286, e mando via internet al produttore della CPU i calcoli che devo fare e che il mio 286 ci metterebbe anni a eseguire.Loro eseguono i calcoli e mi mandano i risultati.Così io faccio un rendering in due secondi con un 286 e loro si tengono lì il processore.Anche per i giochi: mi arriva uno stream video del gioco, e io interagisco col 286 da casa ma i calcoli 3d li fanno in Asia.Scusate, ho mangiato pesante.
    • Anonimo scrive:
      Re: La soluzione:
      - Scritto da: Anonimo
      CPU in affitto, ma fisicamente dal
      produttore.
      [...]
      Scusate, ho mangiato pesante.non solo pesante, hai mangiato cibi scaduti da parecchio tempo! :)(.... IBM, computing on demand :) )KaysiX
  • Anonimo scrive:
    Con un Macintosh non può accadere
    Non per dire, ma se prendete un Mac questo non può accadere, giacchè l'assemblaggio avviene sempre supervisionato dalla stessa azienda, che fa anche il sistema operativo per quell'hardware.Che volete di più? Un PC della COOP?
    • Anonimo scrive:
      Re: Con un Macintosh non può accadere
      - Scritto da: Anonimo
      Non per dire, ma se prendete un Mac questo
      non può accadere, giacchè
      l'assemblaggio avviene sempre supervisionato
      dalla stessa azienda, che fa anche il
      sistema operativo per quell'hardware.
      Che volete di più? Un PC della COOP?Non ho nulla contro Apple...... ma contro i (troll) di tutte le bandiere si...
    • FDG scrive:
      Re: Con un Macintosh non può accadere
      - Scritto da: Anonimo
      Non per dire, ma se prendete un Mac questo
      non può accadere, giacchè
      l'assemblaggio avviene sempre supervisionato
      dalla stessa azienda, che fa anche il
      sistema operativo per quell'hardware.
      Che volete di più? Un PC della COOP?Ma che dici? Non hai mai sentito parlare dei PoweL-PC cinesi?
  • sathia scrive:
    proprio oggi ho visto le foto
    http://groups.google.it/groups?hl=it&lr=lang_it|lang_sr&threadm=Z8psd.459082%2435.19861558%40news4.tin.it&rnum=1&prev=/groups%3Fq%3Dcpu%2Bfalsificata%26hl%3Dit%26lr%3Dlang_it%257Clang_sr%26selm%3DZ8psd.459082%252435.19861558%2540news4.tin.it%26rnum%3D1
  • Anonimo scrive:
    Ma non possono cambiare scatola?
    Ok per i produttori di processori tarocco, ma non rimane sempre possibile che un rivenditore prenda una scatola originale e ci metta dentro un tarocco se l'ologramma è sulla scatola? Mi pare che nell'inchiesta siano coinvolti molti rivenditori no?
    • Anonimo scrive:
      Re: Ma non possono cambiare scatola?
      Ah no c'è il Tamper-Evident Sealing Label, dovrebbero pubblicizzare bene anche quello però
  • Anonimo scrive:
    Contraffare i processori?!?
    Come fanno a contraffare i processori? Mica li possono produrre un centinaio di schiavi cinesi...
    • Avion scrive:
      Re: Contraffare i processori?!?
      - Scritto da: Anonimo
      Come fanno a contraffare i processori? Mica
      li possono produrre un centinaio di schiavi
      cinesi...Boh, magari danno via un coso che sembra un processore (piedinatura, finto chip...), truffando i rivenditori che mica si mettono a provare ogni singola cpu che ordinano, prima di venderla.Oppure mettono un incisore esperto a replicare i chip a mano!
      • Anonimo scrive:
        Re: Contraffare i processori?!?
        Avion sei davvero tu quella nella foto?
        • Anonimo scrive:
          Re: Contraffare i processori?!?
          - Scritto da: Anonimo
          Avion sei davvero tu quella nella foto?Si è lui!:D
        • Anonimo scrive:
          Re: Contraffare i processori?!?
          - Scritto da: Anonimo
          Avion sei davvero tu quella nella foto?Ma ti prego, dimmi che stai scherzando...http://www.imdb.com/name/nm0000204/?fr=c2l0ZT1kZnxteD0yMHxzZz0xfGxtPTIwMHx0dD1vbnxwbj0wfHE9cG9ydG1hbnxodG1sPTF8bm09b24_;fc=1;ft=32;fm=1Andrea
    • Anonimo scrive:
      Re: Contraffare i processori?!?
      è chiarissimointel costruisce degli amd a scarso rendimento e viceversa
    • Anonimo scrive:
      Re: Contraffare i processori?!?
      - Scritto da: Anonimo
      Come fanno a contraffare i processori? Mica
      li possono produrre un centinaio di schiavi
      cinesi...No non scherzarci che a me e' capitato un Athlon tarocco.Blocchi strani, inefficienze ecc. Poi ne provo un altro di un'altra partita dello stesso fornitore ed ho lo stesso problema.Poi ne vado a comprare un altro in un negozio differente di un'altra citta', completamente identico ai miei e va una meraviglia.E' successo qualche anno fa anche con Intel.Molte CPU vengono commissionate da Intel e AMD a fabbriche orientali. Queste a loro volta spesso sono una specie di consorzio di fabbriche che sfornano insieme i vari volumi.Qualcuna di queste per "arrotondare" gli introiti oppure una fabbrica dello stesso tipo ma che produce prodotti diversi per altre aziende hi-tech riesce ad avere i negativi e gli schemi delle CPU da una talpa nelle aziende del consorzio, e inizia una produzione parallela tarocca.I cinesi non si fanno problemi, sanno che il loro paese gli para il culo e gli finisce sempre bene, al limite chiudono e riaprono con altro nome, o fanno finta di cambiare i vertici con altri familiari o imparentati.
      • Anonimo scrive:
        Re: Contraffare i processori?!?
        Probabilmente i più sono subappaltatori / smaltitori poco onesti che prendono partite di cpu fallate, o che hanno subito problemi nella lavorazione / trasporto / stoccaggio, o certificate per un clock inferiore e le rivendono come gli pare e piace.
      • Anonimo scrive:
        [OT] Re: Contraffare i processori?!?
        - Scritto da: Anonimo

        I cinesi non si fanno problemi, sanno che il
        loro paese gli para il culo e gli finisce
        sempre bene, al limite chiudono e riaprono
        con altro nome, o fanno finta di cambiare i
        vertici con altri familiari o imparentati.
        con l'Athlon hanno avuto vita facile, ma ora per noi utenti sarà più facile accorgerci se ci stanno rifilando un SempLon o un OpteLon :)KaysiX
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