IBM: quando Microsoft sposerà Linux

Microsoft passerà a Linux? Sfoderando una vena sarcastica, IBM ha voluto sottolineare con forza la crescente importanza di Linux nel futuro dell'IT e nel proprio. A metà tra provocazione e rivendicazione di leadership
Microsoft passerà a Linux? Sfoderando una vena sarcastica, IBM ha voluto sottolineare con forza la crescente importanza di Linux nel futuro dell'IT e nel proprio. A metà tra provocazione e rivendicazione di leadership


San Francisco (USA) – C’è qualcuno che può dirsi immune all’irresistibile fascino di Linux? Il primo esempio che viene alla mente è probabilmente quello di Microsoft, l’azienda che in questi ultimi anni ha scoccato più frecce nella direzione di Linux e uno dei pochi big a non aver investito un soldo (almeno ufficialmente) sul sistema operativo free.

“Uno di questi giorni – ha affermato con un sorriso Bob Timpson, capo delle relazioni con gli sviluppatori di IBM – Microsoft dirà, pensando a Linux: “Ebbene sì, si è davvero trattato di un grosso sbaglio: ora stiamo ottimizzando la nostra versione di Linux”.

Timpson, che ha presieduto la recente Developerworks Live Conference di IBM, ha anche avanzato l’ipotesi – non senza un pizzico di sarcasmo – che se Microsoft decidesse di passare a Linux “potrebbe tentare di comprare tutti voi”, ovvero gli sviluppatori presenti alla conferenza. Un rischio che Steve Mills, software chief di IBM, sostiene faccia parte del gioco, considerandolo con filosofia “la legge della vita e della morte”. Una tranquillità d’animo, quella di Mills, che sembra attinta più dall’improbabilità dell’evento che da una vera vena filosofica.

Dinanzi ai propri sviluppatori, Big Blue ha dunque voluto ribadire la propria incrollabile fede in Linux, un sistema operativo che, secondo Timpson, in questi anni è riuscito ad alterare profondamente l’immagine della propria azienda.

“Un tempo essere associati a IBM – ha commentato Timpson – non era esattamente il sogno di un laureato a Berkeley: noi (IBM) richiamavamo alla mente mainframe, libri paga, ferraglia. Il giovane e promettente mondo delle dotcom non era IBM cinque anni or sono”.

Oggi, sostiene Timpson, IBM viene vista dagli sviluppatori la leader del mondo Linux. Il sistema operativo free avrebbe dunque avuto l’effetto – secondo il dirigente di Big Blue- di “svecchiare” l’immagine di IBM e renderla nuovamente interessante e “cool” agli occhi delle nuove generazioni di sviluppatori.

Timpson ha affermato che IBM è stata la prima grande azienda del settore a credere in Linux, facendo strada a tutta l’industria: l’esempio sarebbe dato dal fatto che oggi ben pochi, nemmeno giganti come Oracle e Sun, possono più permettersi di ignorare una realtà consolidata come Linux.

Durante la conferenza IBM ha poi colto l’occasione per annunciare un nuovo sito su Linux dedicato agli sviluppatori ed un programma attraverso cui aiutare i produttori indipendenti di software a sviluppare applicazioni Linux per le piccole e medie imprese.

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12 05 2002
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