ICEphone, smartphone in prima linea

Previsto per il 2009, il telefonino prodotto da Medical Phone è un pronto soccorso utile a gestire situazioni a rischio

Roma – Medical Phone ha annunciato per il 2009 ICEphone, smartphone touchscreen dotato di software utile a guidare l’utente nel primo soccorso. Progettato inizialmente come prototipo per rinforzare l’arsenale tecno-medico dell’esercito britannico, il telefono è stato in seguito rivisto e ripensato per accogliere le esigenze del pubblico consumer.

il dispositivo in modalità estesa Esternamente il dispositivo si presenta come un triplo flip, grazie alle tre valve che lo costituiscono. Costruito in gomma e materiali resistenti, ICEphone è resistente all’acqua, agli urti e ad un uso intensivo. Parlando di specifiche tecniche, il dispositivo risulta in linea con gli standard fissati dal mercato in materia di smartphone. Il telefono dispone di un display touchscreen TFT da 3″ con risoluzione a 240 x 400 pixel e da chiuso misura 127 x 60.8 x 23.3 mm con un peso che si aggira intorno ai 210 grammi.

ICEphone è un 3G GSM quadband dotato di connettività UMTS/HSDPA, processore da 532 MHz con 128 MB di RAM e 256 MB di ROM. Il sistema operativo scelto dal produttore è Microsoft Windows Mobile 6.0 Professional, ormai standard su PDA phone e palmari. Tra le feature del telefono non mancano il WiFi 802.11b/g, Bluetooth 2.0, WAP 2.0, porta USB, ricevitore GPS integrato, dual SIM, fotocamera da 3.1 mega pixel con autofocus, flash LED e modalità di registrazione video, nonché il classico lettore di file musicali, il vivavoce integrato e tutta una serie di funzionalità ormai divenute standard sui dispositivi che montano WM. Aprendo il flip, il telefono si srotola mostrando oltre allo schermo una tastiera QWERTY e un terzo pannello che funziona da mouse e che serve per navigare nei menù.

il software ICE Aid Questa è l’anima tecnologica di un dispositivo che nasce come supporto medico e logistico per favorire le procedure di primo soccorso, e per agevolare la richiesta di aiuto da parte di personale specializzato. Per far ciò, sul dispositivo è presente un apposito software chiamato ICE Aid, attivabile con la pressione di un tasto, che lancia il segnale di aiuto ai numeri di pronto intervento con tanto di posizione attuale fornita tramite geolocalizzazione. In attesa dei soccorsi, ICE Aid fornisce indicazioni step by step sul da farsi in caso di evento accidentale. Ma non solo: una volta attivato, il programma registra gli interventi fatti sul paziente e compila un rapporto medico da fornire al personale sanitario, nonché un resoconto dello storico clinico dell’accidentato, archiviato in maniera sicura sul telefono e facilmente aggiornabile.

“ICE Aid è disegnato per assistere chiunque in qualsiasi parte del mondo sia al centro di un’emergenza medica” si legge sul sito del produttore. “Il software aiuta a ridurre il tempo utile a ricevere un trattamento medico appropriato, fattore critico nei casi di intervento d’urgenza. Se dovesse essere utile anche solo una volta in tutta la vita, avere il software installato sul proprio cellulare vale sicuramente la pena”.

In precedenza un tentativo simile era stato fatto dall’Istituto di fisiologia clinica del CNR, a capo di un progetto di cellulare dotato di software con funzionalità mediche . Annunciato di recente da Medical Phone, ICEphone arriverà sul mercato probabilmente nel secondo quadrimestre del 2009, ad un prezzo di poco inferiore ai mille dollari. Sul prezzo si attendono ulteriori conferme da parte dell’azienda: se ribadito, rischia di diventare un punto di svantaggio di un’applicazione in teoria interessante.

Vincenzo Gentile

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  • erick scrive:
    leggendo bene, non è proprio così..
    "All content on the Site and available through the Service, ..., are the proprietary property of the Company, its users or its licensors with all rights reserved."Credo voglia essere garanzia che quello che si pubblica non venga attinto a piene mani da altri siti, ma gli utenti mi pare che restino proprietari del contenuto che pubblicano. Il dibattito è aperto..Per quanto nessuno è obbligato a pubblicare cose riservate...
  • Bruce scrive:
    Il contratto Facebook è illegale
    O meglio: è illegale per il consumatore. E' infarcito infatti di clausole vessatorie e quindi (per il consumatore) nulle.Faccio solo un esempio: il foro non può essere quello della California, ma è quello di residenza del consumatore. Per legge (il cd Codice del Consumo). Ci provi Facebook a contestare.
    • Paolo scrive:
      Re: Il contratto Facebook è illegale
      Ricordo che da piccolo la prima volta che lessi un contratto di vendita di unauto rimasi sconcertato. Quasi ti dicevano che tu dovevi pagare la macchina ad un prezzo neppure fissato, mentre loro avevano tutto il diritto di consegnartela solo se ne avevano voglia. Cera pure labolizione di un articolo del c.c., non mi ricordo più di quale. Da allora tante cose sono cambiate.Cosa vuoi farci, tante clausole vengono messe perché cè sempre qualche disonesto che vuole spillare soldi andando in tribunale ad inventarsi delle cose. Un poco quindi li capisco.Quello che invece non capisco è la sperticata pubblicità che fanno in TV a Phasebook. Non mi piace tanto, preferisco altri siti.
  • franco scrive:
    FB con una sede 'reale'? Allora non...
    Non abbiamo capito davvero che a FB poco importa dell'Italia ( e della Francia, Inghilterra....ecc ecc). E che ci sia qualcuno che si chiede dov'è la sede italiana è davvero un po' ridicolo. Che se ne fanno? Per ricevere lamentele? Non gli interessa di certo.Non hanno neanche bisogno di pubblicità, perche' gliela fanno gratis i media (tutti).Vi siete iscritti, avete letto di fretta 'il contratto' per la frenesia di saltare sul treno di cui tutti parlano.Di cosa vi lamentate? Che FB non sia una caritatevole iniziativa socio-assistenziale no-profit?Dice bene un altro post: a volte basta fermarsi a riflettere, prima di agire solo 'perche' lo stanno facendo tutti'.Avete gia' provato a cancellarvi?f
    • Paolini scrive:
      Re: FB con una sede 'reale'? Allora non...
      eh? si si ok.... prendi le pilloline, poi ci vediamo su FaceBook.
    • italiano Einglese scrive:
      Re: FB con una sede 'reale'? Allora non...
      ahahahahha questo è poco ma sicuro... anke se i fan del contenzioso sono gli statunitensi... che se li spaventi ti denunciano per avergli causato una possibilità dell 1% di un attacco di cuore fra 10 anni... essendo che sembra che qualche italiano cerchi di raggiungere questo triste livello... pensate alle capacità del famoso italiano, infido fin sotto le mutande. il livello raggiungibile da questo tipo di italiano penso faccia ancora piu paura... " volete una sede legale FB sotto al controllo dei politici e mafia italiani? aaaahhhhh... ma certamente, vi richiamiamo noi. arrivederci"^^
  • Pitone scrive:
    Basta attendere...
    Internet in numerosi suoi aspetti è la realizzazione dell'utopistico mercato perfetto in cui tutti sanno tutto e ogni cosa raggiunge il proprio equilibrio. Così sarà anche per servizi come Facebook.Se Facebook è "bucato" legalmente o tecnicamente gli utenti prima o poi smetteranno di usarlo, comprarirà un nuovo concorrente degno di tenergli testa e il "prodotto" nel suo complesso migliorerà. E' così che un sistema concorrenziale funziona e non c'è motivo di pensare che questo non accadrà a Facebook.Il problema sollevato da Mantellini ha valore se gli utenti odierni (io sono un utente di Facebook) già si affidano a FB pensando che sia legalmente e tecnicamente affidabile e corretto. Probabilmente non è così ma chi "bazzica" sulla rete queste cose dovrebbe ormai saperle o capirle da solo per due motivi:a) succede quasi sempre con quasi tutti i servizi (quindi sarebbe sufficiente usare l'esperienza)b) se uno ti offre un servizio gratis e spende soldi per fornirtelo è OVVIO (per quanto non materialmente evidente) che guadagni in qualche altro modo oppure conti di guadagnarci più in la: in entrambi i casi o sta lucrano alle tue spalle ora o ti "ricatterà" in qualche modo in futuro (quindi sarebbe sufficiente usare la logica)Quindi il problema, in sintesi, è: se uso FB per giocare e ci metto dentro solo i dati essenziali ed evito di spostare la mia vita reale li dentro (cioè evito di trascorrere su FB 20 ore al giorno invece di curare i rapporti umani) allora non corro rischi perché potrò sempre rinunciarvi o cambiare servizio e continuare la mia esperienza ludica. Ovviamente se uso FB per lavoro, perché ho deciso di vivere solo online, se ci metto dentro tutti i miei recapiti - anche quelli inutili tipo il secondo e terzo cellulare (la gente è strana a volte!) - allora sono semplicemente un cretino. Al limite uno troppo ingenuo.Non mi pare che sia scritto in nessun posto che per usare Internet NON serva il cervello e NON serva un minimo di erudizione circa lo strumento tecnico (il PC) e quello mediatico (il Web). Chi guida sa, o è tenuto a saperlo, quali sono pericoli, diritti e doveri: chi usa Internet dovrebbe sapere che i servizi gratuiti nascondono qualche "trucchetto" e dovrebbe utilizzarli con le dovute accortezze.
    • Pao6 scrive:
      Re: Basta attendere...
      Rispondo velocemente a Pitone:a) anche se ciò dovesse veramente accadere con tutti i servizi questo non vuol dire che sia qualcosa di normale, accettabile o valido.Non è che si può lasciare il compito di giudicare l'eticità dell'azienda solo al mercato o alla furbiziacompetenza degli utenti.. ci sono le leggi per questo (altrimenti truffatori e mafiosi sarebbero imprenditori perfetti).b) Facebook guadagna già qualcosa attravarso svariati messaggi pubblicitari, ma, comunque, il fatto che il servizio sia gratis non giustifica vincoli dannosi per gli utenti.Contratti del genere andrebbero regolati in modo da non contenere elementi poco chiari o particolarmente svantaggiosi.
  • nome scrive:
    boh
    insomma prima che succeda qualcosa già pensiamo alla polemica? Polemica preventiva?Si regge su questo questo paese....
    • italiano Einglese scrive:
      Re: boh
      bhe, viviamo in un paese che ci opprime a tal punto che... ci hanno abituati a prenderlo in quel posto... quindi, o ci ridiamo sopra.. o giochiamo a fare i vittimisti polemizzando... "eh ma il mondo non è piu come una voltaaahhh""non ci sono piu le belle stagioniiiihhh""....
  • 1458gi448189 scrive:
    Lettura del contratto
    Dalla lettura delle "condizioni d'uso" sembra che vi sia differenza tra "Contenuti del sito" e "Contenuti dell'utente postati sul sito". A questi si fa riferimento in caso, ad esempio, di immagini postate sul server di facebook.La indico come possibile oggetto di discussione in ordine alla titolarità dei diritti sulle immagini presenti su Facebook. Per il momento è interessante - per usare un eufemismo - leggere la traduzione della disposizione contrattuale che regola i diritti su questi ultimi contenuti, tipo "affigge il contenuto di operatore al luogo", "lei garantisce e rappresenta che ha la destra per concedere" ed altro.Giovanni FiorinoAvvocato in Taranto
    • Pao6 scrive:
      Re: Lettura del contratto
      Sembra che ci sia differenza tra le due parti, ma anche nella seconda sono presenti condizioni piuttosto strane.Può vedere la mia risposta al primo commento (titolo "ma come si fa")? Non posso copiare il testo purtroppo.
    • italiano Einglese scrive:
      Re: Lettura del contratto
      avvocato... ma si vergogni... to have the right non significa avere la destra... ma AVERE IL DIRITTO..la prego, si faccia un mesetto in the UK or US, just to learn this really easy language... thank you
  • Paolo Barona scrive:
    Ma perchè non andate su Willage?
    E' completamente in italiano, fatto da tiscali e invece siamo ancora tutti lì a seguire facebook.
    • Palsmbor scrive:
      Re: Ma perchè non andate su Willage?
      Forse perchè quelli di tiscali sono dei ladri??Molto meglio il faccia libro!
    • qweqwe scrive:
      Re: Ma perchè non andate su Willage?
      - Scritto da: Paolo Barona
      E' completamente in italiano, fatto da tiscali e
      invece siamo ancora tutti lì a seguire
      facebook.se... ma te sai cosa vuol dire social?il bello di internet è dei servizi come facebook è proprio quello di poter conoscere tantissime persone di tutto il MONDO e non di tutta italia -.-" i servizi con poche persone o comunque limitate da un linguaggio che non è l'inglese sono e saranno sempre poco usati.
  • Ingenuo 2001 scrive:
    Ma allora ha ragione LUI
    ... quando dice che Internet va regolamentata a livello internazionale (G8)!Sì lo so sono provocatorio, ma non picchiatemi... O)Ingenuo 2001
    • marasma scrive:
      Re: Ma allora ha ragione LUI
      - Scritto da: Ingenuo 2001
      ... quando dice che Internet va regolamentata a
      livello internazionale
      (G8)!

      Sì lo so sono provocatorio, ma non picchiatemi...
      O)

      Ingenuo 2001basterebbe poter entrare solo passando il tesserino tipo codice fiscale, poi ci penserebbero tutti due volte prima di inviare e ricevere...
    • Paolo scrive:
      Re: Ma allora ha ragione LUI
      Lo meriteresti ma purtroppo non possiamo farlo.
  • gerry scrive:
    Come tutti, del resto
    Alice, Google, Youtube, Libero.Prima impariamo che non c'è nulla di gratis, meglio è.
    • Larry scrive:
      Re: Come tutti, del resto
      - Scritto da: gerry
      Alice, Google, Youtube, Libero.

      Prima impariamo che non c'è nulla di gratis,
      meglio
      è.entro un paio d'anni Facebook sarà a pagamento, per tutti.(temo che parecchi si cancelleranno, o almeno tenteranno di farlo)
      • logicaMente scrive:
        Re: Come tutti, del resto
        - Scritto da: Larry
        entro un paio d'anni Facebook sarà a pagamento,
        per
        tutti.No, Facebook (come gli altri social network) è a pagamento già oggi: lo pagano inconsapevolmente gli utenti che conferiscono i propri dati ed i propri profili di utilizzo che poi (privacy policy alla mano) vengono rivenduti a terzi per scopi pubblicitari e di marketing profiling.Se lo mettessero a pagamento, paradossalmente ridurrebbero il numero di utenti e quindi il loro valore
        • Larry scrive:
          Re: Come tutti, del resto
          - Scritto da: logicaMente
          - Scritto da: Larry


          entro un paio d'anni Facebook sarà a pagamento,

          per

          tutti.


          No, Facebook (come gli altri social network) è a
          pagamento già oggi: lo pagano inconsapevolmente
          gli utenti che conferiscono i propri dati ed i
          propri profili di utilizzo che poi (privacy
          policy alla mano) vengono rivenduti a terzi per
          scopi pubblicitari e di marketing
          profiling.

          Se lo mettessero a pagamento, paradossalmente
          ridurrebbero il numero di utenti e quindi il loro
          valoremiononno, i dati che sei obbligato a fornire sono veramente pochissimi (nome, cognome ed e-mail) tutti gli altri puoi metterli a tua discrezione e a meno che il mondo non sia pieno di "pistola" con queste tre cosette non ci fai nulla. O almeno non ci paghi certo 750 dipendenti e 10 milioni di dollari al mese di spese fisse.
  • Illo Illi scrive:
    Perche' devono cambiare lo status quo?
    Hanno milioni di utenti. Credo contenti altrimenti si cancellerebbero dal servizio.Quindi perche' devono andare a complicarsi la vita aumentando il servizio di assistenza o migliorando il proprio regolamento e renderlo piu' "comprensibile?"Personalmente trovo impensabile andare a costruirmi (o meglio ricrearmi) un network di amicizie reali e donare tutte queste informazioni ad un'azienda (o anche un singolo individuo) e per di piu' cedere anche tutti i diritti sulla mia vita. Eppure ce ne sono tanti! Mah!
    • nnnniiii scrive:
      Re: Perche' devono cambiare lo status quo?
      su facebook, come in tanti altri social network è di fatto impossibile cancellarsi, tutti permettono al massimo di "disattivare"l'account, da un certo punto di vista è un bene, per preservare l'identità dell' individuo, dall' altra, bhe..non ti lasciano + andare.
  • Leocupo scrive:
    X Mantellini - Basta una raccomandata...
    Ho avuto il problema del "furto d'identità" in passato.Dopo 3 contatti infruttuosi attraverso il loro infruttuoso modulo di segnalazione, mi sono rivolto ad un legale:con la modica somma di 35 il suddetto legale ha scritto per me una bella raccomanda A/R. (doppia lingua, inglese/italiano) dove si precisava la questione e dove si richiedeva il blocco degli account fasulli.Tempo 1 mese è arrivata la risposta, tempo 36 giorni e gli account fasulli risultavano rimossi.In sede legale invece ci vorrà un poco di più per vedere chi si è spacciato per me, ma non più di qualche mese :)Quindi: a mio avviso in caso di reato basta mandare una bella letterina e rivolgersi alle autorità.Il fenomeno delle identità fasulle dilaga perché nessuno porta in tribunale i criminali.Tutti pigri, tutti con la voglia di premere un tasto e sbolognare i (propri) problemi ad altri ;)
    • Lex scrive:
      Re: X Mantellini - Basta una raccomandata...
      E quanto lo hai pagato l'avvocato per scriverti la lettera?
      • Funz scrive:
        Re: X Mantellini - Basta una raccomandata...
        - Scritto da: Lex
        E quanto lo hai pagato l'avvocato per scriverti
        la
        lettera?Ma hai letto il post? :D
        • Lex scrive:
          Re: X Mantellini - Basta una raccomandata...
          Ops.. alla prima lettura avevo capito che la raccomandata era costata 35 euro, non il lavoro del legale.
      • The Punisher scrive:
        Re: X Mantellini - Basta una raccomandata...
        - Scritto da: Lex
        E quanto lo hai pagato l'avvocato per scriverti
        la
        lettera?Quale parte di "con la modica somma di 35 il suddetto legale ha scritto per me una bella raccomanda A/R" non era chiara?
    • valeriolombardi scrive:
      Re: X Mantellini - Basta una raccomandata...
      Facebook è nel torto.Prenda esempio da portali pù anziani ed evoluti(ebay, google..ecc..).Facebook è cresciuto troppo in fretta, con pilastri non ben solidi e forse anche con qualche piccola ignoranza informatica, aldilà dell'indiscutibile successo che ha avuto.
  • pizza margherita scrive:
    anche in italia, nel nostro piccolo
    anche noi abbiamo i nostri bei muri di gomma... alice.. libero.. ecc..provate a creare una casella di email gratuita: 2 secondi ed è fatta.provate poi a chiedere che quell'account venga eliminato: auguri e figli maschi... e spera che un operatore del call center si impietosisca e ti dia retta...
    • ... scrive:
      Re: anche in italia, nel nostro piccolo
      Io quando devo far cancellare una mia iscrizione se dopo una o due volte non eseguono mando una email in cui rettifico il mio consenso al trattamento ai dati personali e metto i vari riferimenti alla legge sulla privacy ecc... dopo questa email si sono sempre decisi a cancellare l'iscrizione.
    • Paolo scrive:
      Re: anche in italia, nel nostro piccolo
      Si, però il servizio è gratuito e te lo danno subito. Non è poi tanto male secondo me.
  • Andrea Grandi scrive:
    Ma come si fa...
    ... a ritenere affidabile la versione italiana della licena d'uso del sito web, quando si trovano scritte del tipo "lei rappresenta e garantisce che lei ha la destra per concedere..." che si capisce benissimo che sono una traduzione letterale della parole RIGHT!!!Oltretutto c'è pure scritto in cima: La traduzione di questo documento in Italiano è fornita solo a scopo informativo. In caso di discrepanze, l'unica versione legalmente valida e vincolante che regola l'utilizzo di Facebook è la versione inglese di questo documento (che puoi leggere qui). Inoltre è sbagliato dire che Facebook diviene proprietaria di tutti i contenuti. Non è vero. C'è scritto "you retain full ownership of all of your User Content and any intellectual property rights or other proprietary rights associated with your User Content.". La proprietà intellettuale rimane a chi ha pubblicato il materiale. Chi pubblica però da a Facebook il diritto di farne quello che vuole... e che ci si aspetta quando si pubblica qualcosa?
    • Sgabbio scrive:
      Re: Ma come si fa...
      In effetti la traduzione è al quanto errata...ma dico, prendere uno tizio che sappia tradurre, gli faceva schifo ?
      • Davide Impegnato scrive:
        Re: Ma come si fa...
        Perché prendere un tizio che sappia tradurre qualcosa, quando a loro conviene che la licenza sia il più orripilante possibile?Prendi una licenza e mettici dentro 2 punti, uno che dice il contrario dell'altro. Ti potranno cacciare, se vogliono, qualsiasi cosa tu faccia. Ed avranno la scusa di una traduzione non professionale.Più bello di così! risparmiano pure! ;-)
      • Olmo scrive:
        Re: Ma come si fa...
        - Scritto da: Sgabbio
        In effetti la traduzione è al quanto errata...ma
        dico, prendere uno tizio che sappia tradurre, gli
        faceva schifo
        ?La question è: è legalmente valida in italia la firma di un contratto non in lingua?
        • fran cesco scrive:
          Re: Ma come si fa...
          why not? siamo nella comunità europea, una delle lingue uficiali è l'inglese, ed il contratto è scritto in una lingua ufficiale ...poi chi usa Facebook ed il PC vuoi che non sappia l'inglese? Cam'on ...
          • Olmo scrive:
            Re: Ma come si fa...
            - Scritto da: fran cesco
            why not? siamo nella comunità europea, una delle
            lingue uficiali è l'inglese, ed il contratto è
            scritto in una lingua ufficialeNon sono così sicuro.Io non parlo, naturalmente, di quanto gli utenti di FaceBook conoscano o meno l'inglese, ma del riconoscimento, da parte della legge, di un contratto, valido in Italia, di cui non sia stata redatta una versione italiana.Ad esempio, per la legge, i contratti di multiproprietà devono essere redatti in italiano, *pena la nullità del contratto stesso*.Il medesimo vincolo è imposto ai contratti per i qali si voglia fare valere una garanzia commerciale: *devono* essere in italiano, pena la nullità.Mi domandavo quale fosse la disciplina sui servizi offerti in rete.
          • Massi scrive:
            Re: Ma come si fa...
            Ma la lingua ufficiale non era il francese?O meglio (se non erro), erano inglese, francese, tedesco, spagnolo e italiano a pari merito
        • Funz scrive:
          Re: Ma come si fa...
          - Scritto da: Olmo
          La question è: è legalmente valida in italia la
          firma di un contratto non in
          lingua?Peccato che non firmi niente per registrarti ad un sito.E non credo che un clic o una spunta su "accetto" abbai granchè valore legale. Attendo smentite.
          • gerry scrive:
            Re: Ma come si fa...
            - Scritto da: Funz
            Peccato che non firmi niente per registrarti ad
            un
            sito.
            E non credo che un clic o una spunta su "accetto"
            abbai granchè valore legale.

            Attendo smentite.Si che ce l'ha, io per fare l'ADSL non ho firmato niente, ne firmo niente in generale quando acquisto qualcosa, ne lo faccio quando registro un dominio (domini .it a parte).
          • Funz scrive:
            Re: Ma come si fa...
            sarà... ma mi sembra una cavolata.Comunque io per le 2 ADSL che ho fatto ho sempre dovuto inviare copia del contratto firmato. Forse se sei già cliente Telecom non ce n'è bisogno, per fare Alice.
          • H5N1 scrive:
            Re: Ma come si fa...
            Direttiva 2000/31/CEhttp://www.interlex.it/testi/00_31ce.htm-----------------------------------------------------------Modificato dall' autore il 09 dicembre 2008 13.39-----------------------------------------------------------
          • Olmo scrive:
            Re: Ma come si fa...

            E non credo che un clic o una spunta su "accetto"
            abbai granchè valore legale.

            Attendo smentite.Anche io pensavo, ma quella che la legge chiama "accordo tra le parti" può essere stipulata anche verbalmente. Del resto, per fare un esempio estremo, non è un contratto di acquisto quello che stipuli quando paghi un caffè al bar?
    • che palle scrive:
      Re: Ma come si fa...
      allora, mi sembrerebbe giusto rettificare le tante inesattezze dell'articolo. o no?
      • Daniel Jackson scrive:
        Re: Ma come si fa...
        - Scritto da: che palle
        allora, mi sembrerebbe giusto rettificare le
        tante inesattezze dell'articolo. o
        no?Macché rettificare. Voi fan del "sociale", tassativamente online si intende, regalate informazioni sulla vostra vita, le vostre relazioni e le vostre creazioni, ad aziende libere di farci quel che vogliono.
        • Nome e cognome scrive:
          Re: Ma come si fa...
          Certo, capita ogni giorno di veder pubblicate raccolte delle tue risposte a punto informatico.
    • Deivz scrive:
      Re: Ma come si fa...
      Vorrei fare una piccola postilla a quanto segnalato da Andrea Grandi: io ho provato a leggermi tutti i Terms of Use, in inglese e in italiano. Possibile che il 90% della traduzione italiana sia pressochè ineccepibile da tutti i punti di vista (grammaticale, logico, sintattico), mentre solo alcuni paragrafi - tra i quali, guarda caso, proprio quello che parla del diritto di Facebook a fare quello che gli pare con gli 'user content' - sono palesemente tradotti con qualche software per la traduzione automatica del testo (diventando pressochè incomprensibili)? E' un caso? Sono un po' paranoico e/o prevenuto? O c'è la volontà di rendere ancora più difficoltoso il compito, già arduo, di leggersi tutto il pistolotto sui propri diritti/doveri verso questo servizio? :
      • Pao6 scrive:
        Re: Ma come si fa...
        Hey una parte della licenza originale recita, però, così:"By posting User Content to any part of the Site, you automatically grant, and you represent and warrant that you have the right to grant, to the Company an irrevocable, perpetual, non-exclusive, transferable, fully paid, worldwide license (with the right to sublicense) to use, copy, publicly perform, publicly display, reformat, translate, excerpt (in whole or in part) and distribute such User Content for any purpose, commercial, advertising, or otherwise, on or in connection with the Site or the promotion thereof, to prepare derivative works of, or incorporate into other works, such User Content, and to grant and authorize sublicenses of the foregoing. You may remove your User Content from the Site at any time. If you choose to remove your User Content, the license granted above will automatically expire, however you acknowledge that the Company may retain archived copies of your User Content. Facebook does not assert any ownership over your User Content; rather, as between us and you, subject to the rights granted to us in these Terms, you retain full ownership of all of your User Content and any intellectual property rights or other proprietary rights associated with your User Content."Che cosa vuol dire? Finchè lasci i dati sul sito l'azienda ha il potere di farne quello che vuole?(e comunque ci sono copie di archivio) Ti lascia la proprietà intellettuale ma si impadronisce dei diritti di sfruttamento?Questa è una licenza "malvagia" e truffaldina oppure è necessaria per l'azienda per poter mostrare i dati degli utenti normalmente tramite il servizio?
        • Deivz scrive:
          Re: Ma come si fa...
          ... e se io cancello il mio user content, e nel momento in cui lo faccio (da quanto ho capito) "scade" automaticamnete per Facebook la "licenza" di utilizzarlo, modificarlo, pubblicarlo etc, per quale motivo ne conservano "una copia in archivio"? Mi piacerebbe saperlo...
          • io me scrive:
            Re: Ma come si fa...
            Forse quella parte serve solo a consentirgli di fare i backup periodici.
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