IE9 alla sua seconda preview

La nuova Platform Preview di IE9 migliora la velocità e l'aderenza agli standard del Web, tra i quali HTML5. Praticamente inalterata l'interfaccia utente

Roma – Due mesi dopo il rilascio della prima Platform Preview di Internet Explorer 9, ieri Microsoft ha messo a disposizione di tester e sviluppatori una seconda anteprima tecnologica del suo nuovo browser.

Internet Explorer 9 Rispetto alla precedente release, quella nuova non introduce novità eclatanti, quanto meno per il tipico utente finale. Gli sviluppatori si sono concentrati soprattutto sul motore, migliorandone le performance e ampliando il supporto agli standard. Con l’occasione BigM ha aggiornato la pagina del suo sito in cui è possibile mettere alla prova IE9 con una serie di test relativi a velocità, HTML5 e grafica.

IE9 PP2 fa registrare risultati migliori sia nel test Acid3, che passa da 55/100 a 68/100, sia nel test SunSpider, i cui tempi sono ora mediamente al di sotto dei 500 millisecondi. Come noto, il primo è un test che verifica il livello di conformità di un browser a certi standard web, come DOM e JavaScript; il secondo è un benchmark che misura la velocità dei motori JavaScript.

L’ultima versione preliminare di IE9 estende inoltre il supporto ad HTML5, ma non riconosce ancora l’elemento Canvas , implementato in tutti i suoi diretti rivali. Microsoft ha infine esteso il supporto agli standard SVG e CSS3, e migliorato l’accelerazione di HTML5 in hardware. Quest’ultima caratteristica può essere testata per mezzo di questa web application dimostrativa, che muove e ridimensiona dozzine di foto simultaneamente: come testimoniato da Ars Technica , gli unici due browser capaci di far girare questo test a frame rate decenti sono IE9 e Safari, e questo proprio grazie al loro supporto all’accelerazione in hardware.

Benchmark SunSpider

Una sintesi delle principali novità di IE9 PP2 viene fornita in questo post dell’ IEBlog , mentre le note di rilascio della nuova versione, insieme al link per il download, sono accessibili qui .

Alessandro Del Rosso

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Africano scrive:
    ateneo e policy greca
    ateneo e policyAtene politicaAtene CittàAtene Città democratica (brevetto)uniAT Atene politica città libera greca in Grecia++(iosa brevetti)da specificare in Grecia per distinguere dauniCR in Magna Grecia+++(iosa + iosa)Stop controllo brevetti da model propostoPer dire che progredivano sempreTecnologie disponibili come forse è in giochini di Zio Bill:fino a RomaNello specifico erano dialettici e la velocità cogli accenti gli consentiva di comunicare con banda larga della lingua di allora, per i Greci, barbaro era chi non parlava greco perché ancora era al 56k, ma dialettici che ci speculavano filosoficamente sulla forza della dialettica.E si espandevano fuori dalla Grecia per il progresso che raggiungevano, e tutta la sopravvivenza sociale sufficiente per non essere conquistati dai vicini, fino a portare Alessandro a scoprire il bug del conquistatore del mondo. Non fece il giro ma non riuscendo più a trovare nemici scoprì che non aveva nessun senso aver vinto il mondo con quel rapporto utilità/prezzo, e tornò in Grecia, in qualche modo esprimeva le superiori possibilità del loro livello culturale e del carattere che gli imprimeva, rispetto a vicini costretti dalle tradizioni dinastiche di conquiste di regni.Per dire, ma come? google è solo i suoi servizi? Mi sembrava fosse innovativa per il particolare del business model, all'epoca, qualche accordo l'avrebbero trovato, parlando la stessa lingua, e a fiuto quel business l'avrebbero considerato il lungo in largo di sotto e di lato. Neanche zio Bill forse ha la simualaione antica Grecia più model google.Ma se google già vi è entrata dalla finestra, ce l'avranno un'economia li? no?Presto o fra non molto non ci vanno tre soggetti a chiedergli un business model alla google per loro?Poi lo tolgono dal computer e lo scrivono sulla lavagna? :)Già il vecchio ufficio brevetti ha un modello erudito di business model alla google proposto da zio Me, causa descrizione crack di Einstein dall'interno del sistema e successivi bug descritti in copia, non solo da zio Me, e quindi oltre i discorsi è stato letto, per quanto lungo, capito e trovato uno ancora! E soprattutto gli eredi di Maxwell avrebbero un po' di cose da dire.E nota, il bug per i comuni studiosi di materie scientifiche era pochissimo sconosciuto Da cui la necessità di un model diverso.Passo a città macchine paesaggio o piramidali o collinari per la novità graduale.
  • ottomano scrive:
    Ma un servizio email interno?
    Voglio dire... un pò tutte le università hanno un loro servizio email interno.Il Polimi ad esempio ne ha uno suo, anche di buona qualità.Certo, non ai livelli di Gmail, ma per usi accademici va più che bene.Nicola
    • Marsh scrive:
      Re: Ma un servizio email interno?
      Perché lavorare per avere un servizio interno quando si può PAGARE un prodotto già fatto o APPALTARE un servizio a qualcuno? (anche se forse il termine appaltare non è esatto)
      • Wolf01 scrive:
        Re: Ma un servizio email interno?
        Perchè tante volte il prodotto interno è più che soddisfacente e meno costoso di quello che si va ad affittare/appaltare.Anche perchè internamente si conoscono i bisogni, la ditta esterna ti fornisce un servizio generico uguale per tutti.
        • quota scrive:
          Re: Ma un servizio email interno?
          - Scritto da: Wolf01
          Perchè tante volte il prodotto interno è più che
          soddisfacente e meno costoso di quello che si va
          ad
          affittare/appaltare.
          Anche perchè internamente si conoscono i bisogni,
          la ditta esterna ti fornisce un servizio generico
          uguale per
          tutti.Certo se stiamo parlando di cercare un muratore puoi anche provare a farlo da te.Un servizio di posta elettronica non è solo la tua mail che ti guardi su il tuo magnifico outlook express, dietro ci sono macchine e persone che devi PAGARE e MANUTENERE e anche l'università lo sa.Gmail = 1.000 utenti x 50 = 50.000 / l'annoNon ci paghi neanche un netturbino in america, altro che un system admin, un mail admin, un security admin almeno un paio di sviluppatori e un project manager
          • Wolf01 scrive:
            Re: Ma un servizio email interno?
            Vedo che non sai di cosa stai parlando...A parte che non distingui il fatto che una persona da pagare ce l'hai comunque, che sia un sysadmin (e ne basta uno, non ne servono 15 per gestire un server di posta) o che sia una ditta esterna in appalto (che al mese ti chiederà più di un sysadmin)Ragioni come quei delinquenti (bada non sto dando del delinquente a te) del mio comune che vanno a dare in appalto perfino il loro pisello e lasciano gli operai senza lavoro, così paghi 2 volte, gli altri lavorano male perchè non sono del territorio, li paghi di più, devi vedere quando possono venire perchè non stanno lì ad aspettare te e tante altre cose.
    • desyrio scrive:
      Re: Ma un servizio email interno?
      - Scritto da: ottomano
      Voglio dire... un pò tutte le università hanno un
      loro servizio email
      interno.
      Il Polimi ad esempio ne ha uno suo, anche di
      buona
      qualità.
      Certo, non ai livelli di Gmail, ma per usi
      accademici va più che
      bene.

      NicolaInfatti, anche unina (Federico II di Napoli) ha un servizio del genere. Googlando a caso sembra che tutte le università italiane principali ne abbiano uno...
      • Nemo_bis scrive:
        Re: Ma un servizio email interno?
        - Scritto da: desyrio
        Infatti, anche unina (Federico II di Napoli) ha
        un servizio del genere. Googlando a caso sembra
        che tutte le università italiane principali ne
        abbiano
        uno...Trento lo sta chiudendo. Un servizio del genere per un'università grossa costa centinaia di migliaia di euro l'anno solo di server, piattaforma software, antivirus e antispam. Non so se Gmail costi meno.
        • jepessen scrive:
          Re: Ma un servizio email interno?
          E questa cifra da dove spunta fuori? Hai fatto i conti o hai sparato a caso? Perchè io ho gestito la posta dell'Università di Palermo e non mi pare ci fosse investita tutta sta moneta, pur offrendo un servizio decente (a parte la scelta di Horde, e vabbè...)
          • Nemo_bis scrive:
            Re: Ma un servizio email interno?
            - Scritto da: jepessen
            E questa cifra da dove spunta fuori? Hai fatto i
            conti o hai sparato a caso? Perchè io ho gestito
            la posta dell'Università di Palermo e non mi pare
            ci fosse investita tutta sta moneta, pur offrendo
            un servizio decente (a parte la scelta di Horde,
            e
            vabbè...)Ho fatto i conti, magari ti mando i dettagli in messaggio privato.
  • ephestione scrive:
    Purtroppo è la "migliore"
    C'è un altro servizio di posta elettronica gratuita con GB di spazio a piovere, supporto IMAP e interfaccia web stilosa, ed è GMX.Però i suoi difetti sono scoraggianti al punto tale che nonostante avessi provato ad effettuare uno switch, ho dovuto tornare sui miei g-passi.Aldilà dell'agghiancciante pulsante "login via facebook" che campeggia in homepage, il problema dei problemi è la mancanza di un supporto all'imap decente. Su gmail cancellando un messaggio dalla inbox, lo rimuovi anche dal tuo disco e salvi spazio, ma viene lasciato nella cartella "all mail" da cui sarà sempre reperibile. In gmx, indipendentemente da come provi ad impostare thunderbird per ottenere una cosa simile, se cancelli un messaggio in inbox viene rimosso senza speranza anche dalla webmail.La soluzione migliore è quella di disporre di propri record MX con un server di posta elettronica auto-ospitato, ed un fallback su gmail in caso di avarie temporanee, ma purtroppo tiscali con ip dinamico blocca il traffico verso la porta 25 :'(
    • Google CEO scrive:
      Re: Purtroppo è la "migliore"
      - Scritto da: ephestione
      C'è un altro servizio di posta elettronica
      gratuita con GB di spazio a piovere, supporto
      IMAP e interfaccia web stilosa, ed è
      GMX.
      Però i suoi difetti sono scoraggianti al punto
      tale che nonostante avessi provato ad effettuare
      uno switch, ho dovuto tornare sui miei
      g-passi.
      Aldilà dell'agghiancciante pulsante "login via
      facebook" che campeggia in homepage, il problema
      dei problemi è la mancanza di un supporto
      all'imap decente. Su gmail cancellando un
      messaggio dalla inbox, lo rimuovi anche dal tuo
      disco e salvi spazio, ma viene lasciato nella
      cartella "all mail" da cui sarà sempre
      reperibile. In gmx, indipendentemente da come
      provi ad impostare thunderbird per ottenere una
      cosa simile, se cancelli un messaggio in inbox
      viene rimosso senza speranza anche dalla
      webmail.
      La soluzione migliore è quella di disporre di
      propri record MX con un server di posta
      elettronica auto-ospitato, ed un fallback su
      gmail in caso di avarie temporanee, ma purtroppo
      tiscali con ip dinamico blocca il traffico verso
      la porta 25
      :'(Bravo.Hai dimostrato di aver fatto i compiti a casa. Però... non riceverai nessun premio, no. Perché questo è un quotidiano online, non un provino. L'unica cosa che dovevi fare è comprendere il significato dell'articolo, e... stando alla tua risposta, non ci sei riuscito.
      • ephestione scrive:
        Re: Purtroppo è la "migliore"
        oh, che peccato. Farò di tutto per ottenere la tua approvazione nei miei prossimi commenti! :)
Chiudi i commenti