Il 2012 di Wikipedia, eterogeneo e generoso

Diverse per interessi e aree geografiche le ricerche condotte sull'enciclopedia collaborativa. "Facebook" la parola più cercata sulla versione in inglese. Un anno che si chiude in bellezza per Wikimedia grazie alle donazioni a sei zeri

Roma – Come di consueto ogni fine d’anno, non mancano copiosi i bilanci e le classifiche relativi alle attività degli utenti in Rete. E la curiosità per le pagine più cliccate su Wikipedia si accresce considerando il fatto che la sedicente “enciclopedia libera” non pubblicizza dati relativi alle ricerche più frequenti compiute dai netizen. Questa volta ci ha pensato un ingegnere software svedese ad analizzare gli interessi mostrati dagli utenti nel 2012, scoprendo risultati interessanti.

In generale, i trend mostrati dalla versione inglese dell’enciclopedia collaborativa si rivelano differenti da quelli apparsi nelle liste di altri siti di massa come Twitter e Google. “Facebook”, “Wiki”, “morti nel 2012” e “One Direction” le voci più cliccate, che mostrano un disallineamento rispetto alle ricerche relative a “Whitney Houston”, “Gangnam Style”, l’uragano Sandy, le elezioni presidenziali statunitensi e le Olimpiadi condotte sul motore di ricerca di BigG e sulla piattaforma cinguettante.

Abbastanza diversificati sembrano anche essere gli interessi degli utenti nei diversi paesi . Se, infatti, “facebook” è la parola più cercata tra le pagine di en.wikipedia , “Grey’s Anatomy” è la voce più richiesta in Italia, “cul-de-sac” (Sackgasse) in Germania e la lista delle attrici di film per adulti la ricerca più condotta in Giappone, solo per citare qualche esempio .

Il 2012, peraltro, sarà ricordato come un anno generoso . Ammontano infatti a 25 milioni di dollari le donazioni raggiunte da Wikimedia Foundation da parte di 1,2 milioni di utenti in soli nove giorni . ( C.S. )

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  • IyfaNCgSQHD PoqtwZPB scrive:
    DkOOhzKbSxbYhbzQjj
    5TTBeW http://www.fPQjf5L1k4uezXLpn7vdDKCRAYccFk0V.com
  • agostoino scrive:
    In fondo non ha tutti i torti
    la ragazza, utonta o no, avendo detto "Etichetta digitale: chiedi sempre il permesso prima di postare pubblicamente una foto di un amico. Non riguarda i setting della privacy, riguarda il decoro tra esseri umani" non ha poi tutti i torti, anzi, qui ha quasi ragione: diciamo che lei è stata poco accorta a mettere i fatti sui in rete ma ciò non vuol dire che altri possano appropriarsi delle foto altrui (contravvenendo al regolamento) per ripostarle altrove. Mhà
    • Leguleio scrive:
      Re: In fondo non ha tutti i torti
      - Scritto da: agostoino
      la ragazza, utonta o no, avendo detto "Etichetta
      digitale: chiedi sempre il permesso prima di
      postare pubblicamente una foto di un amico. Non
      riguarda i setting della privacy, riguarda il
      decoro tra esseri umani" non ha poi tutti i
      torti, anzi, qui ha quasi ragione: diciamo che
      lei è stata poco accorta a mettere i fatti sui in
      rete ma ciò non vuol dire che altri possano
      appropriarsi delle foto altrui (contravvenendo al
      regolamento) per ripostarle altrove.Sul principio siamo tutti d'accordo, credo. Su PI ben pochi sostengono che il diritto alla riservatezza non esiste e non deve esistere. La vicenda però è un tantino più complicata: la persona che ha ripubblicato la foto su Twitter, Callie Schweitzer, era in buona fede: essendo amica di un'amica (anzi, dell'altra sorella di Mark Zukcerberg), pensava in tutta onestà che la foto fosse visibile a tutti, visto che era visibile a lei, che amica di Randi Zuckerberg non lo era mai stata. Vedi qui, per un riassunto secondo me chiaro:http://retetre.rtsi.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=4572&Itemid=62
    • unaDuraLezione scrive:
      Re: In fondo non ha tutti i torti
      contenuto non disponibile
    • CiccioQuant aCiccia scrive:
      Re: In fondo non ha tutti i torti
      Poco accorta??? È la sorella di Marco Montagna di zucchero, ex direttrice marketing di FB mica la siura Pina dell'interno 12! Poco accorta mi sembra un eufemismo dell'eufemismo... sapeva benissimo come funzionano le cose visto che è il business di famiglia. I casi sono 2: o è "diversamente sveglia" o in realtà è tutta una manovra affinché se ne parli.Poi, ma di cosa stiamo parlando? Ha ragione Una dura lezione, nel momento in cui PUBBLICHI (ah l'etimologia questa sconosciuta!) qualcosa, ne perdi il controllo, punto. Anche i post che scriviamo qui non sono più nostri, figurati FB che del "non più tuo" ne fa il suo core business. Poi manco fossero state le foto delle sue mutandine, ma per favore!
  • centopino2 scrive:
    Senza dubbio!
    Nel mondo di oggi l'esposizione del privato è senza dubbio motivo di business, questo vale per la tv, per internet ma anche per i pettegolezzi al bar, quanti caffè vengono presi ogni giorno con l'obbiettivo principare di conoscere i pettegolezzi della zona?Un saluto dalla Toscana
    • panda rossa scrive:
      Re: Senza dubbio!
      - Scritto da: centopino2
      Nel mondo di oggi l'esposizione del privato è
      senza dubbio motivo di business, questo vale per
      la tv, per internet ma anche per i pettegolezzi
      al bar, quanti caffè vengono presi ogni giorno
      con l'obbiettivo principare di conoscere i
      pettegolezzi della
      zona?Caffe' non so, ma da sempre i parrucchieri per signora sono solo una copertura, in quanto il loro core business e' il gossip.
  • Leguleio scrive:
    Non proprio
    "Randi Zuckerberg è nella condizione invidiabile di poter influenzare concretamente una nostra relazione adulta con il concetto di riservatezza". Ho già scritto nella prima notizia data da PI che Randi Zuckerberg non fa più parte di Facebook dall'agosto 2011. A parte i timidi pareri che potrebbe dare al fratello, se è ancora in buoni rapporti con lui, non ha più voce in capitolo (ammesso ne avesse prima: era direttrice del marketing). La notizia è interessante comunque, perché mostra quanto sia facile sostenere pubblicamente una posizione in astratto, finché non ci si trova invischiati personalmente. E vale per moltissime persone, non solo per la Zuckerberg.
    • panda rossa scrive:
      Re: Non proprio
      - Scritto da: Leguleio
      "Randi Zuckerberg è nella condizione invidiabile
      di poter influenzare concretamente una nostra
      relazione adulta con il concetto di
      riservatezza". Ho già scritto nella prima notizia
      data da PI che Randi Zuckerberg non fa più parte
      di Facebook dall'agosto 2011. A parte i timidi
      pareri che potrebbe dare al fratello, se è ancora
      in buoni rapporti con lui, non ha più voce in
      capitolo (ammesso ne avesse prima: era direttrice
      del marketing).


      La notizia è interessante comunque, perché mostra
      quanto sia facile sostenere pubblicamente una
      posizione in astratto, finché non ci si trova
      invischiati personalmente. E vale per moltissime
      persone, non solo per la
      Zuckerberg.La notizia invece e' interessante per un altro motivo molto piu' bieco.Il medioevo non e' mai finito e con esso non e' mai finito il nepotismo.Questa tizia senza arte ne' parte, in un mondo democratico dovrebbe contare come me e te, e quindi ricevere sui media internazionali lo spazio che chiunque merita: zero.Invece questa tizia, il cui unico merito e' quello di essere sorella di quell'altro, nonostante sia utonta come la media della popolazione mondiale (o forse anche peggio), trova spazio sui media di tutto il mondo.E questo, caro mio, e' uno schifo, al di la' della materia dibattuta.
      • Leguleio scrive:
        Re: Non proprio
        - Scritto da: panda rossa

        La notizia è interessante comunque, perché
        mostra

        quanto sia facile sostenere pubblicamente una

        posizione in astratto, finché non ci si trova

        invischiati personalmente. E vale per
        moltissime

        persone, non solo per la

        Zuckerberg.
        La notizia invece e' interessante per un altro
        motivo molto piu'
        bieco.
        Il medioevo non e' mai finito e con esso non e'
        mai finito il
        nepotismo.

        Questa tizia senza arte ne' parte, in un mondo
        democratico dovrebbe contare come me e te, e
        quindi ricevere sui media internazionali lo
        spazio che chiunque merita:
        zero.

        Invece questa tizia, il cui unico merito e'
        quello di essere sorella di quell'altro,
        nonostante sia utonta come la media della
        popolazione mondiale (o forse anche peggio),
        trova spazio sui media di tutto il
        mondo.

        E questo, caro mio, e' uno schifo, al di la'
        della materia
        dibattuta.Ullallà, Panda Rossa, oggi hai il dente avvelenato con i parenti di persone famose; sei per caso stato scavalcato da "un nipote di"? ;-)Non so, io non credo che nella patria del sogno americano e dell'"uomo che si è fatto da sé" (più un mito che una realtà, ma sottolineo che il mito è nato lì, e molti ci credono) una donna diventi direttrice del marketing, e lo rimanga per sei anni, solo perché è sorella di Mark Zuckerberg. Se fosse stata un'incapace l'avrebbe messa alla porta gentilmente dopo tre mesi, non credi?Quindi scinderei la questione: che sia un'utonta è assolutamente fuor di dubbio; e più per l'accaduto in sé (foto innocenti di una festa pubblicate senza il suo consenso), lo è perché se ne è lamentata su twitter. :-DE però, un'utonta può anche essere una valida esperta di marketing, io non vedo corrispondenza fra le due cose.
        • panda rossa scrive:
          Re: Non proprio
          - Scritto da: Leguleio
          - Scritto da: panda rossa





          La notizia è interessante comunque,
          perché

          mostra


          quanto sia facile sostenere
          pubblicamente
          una


          posizione in astratto, finché non ci si
          trova


          invischiati personalmente. E vale per

          moltissime


          persone, non solo per la


          Zuckerberg.



          La notizia invece e' interessante per un
          altro

          motivo molto piu'

          bieco.

          Il medioevo non e' mai finito e con esso non
          e'

          mai finito il

          nepotismo.



          Questa tizia senza arte ne' parte, in un
          mondo

          democratico dovrebbe contare come me e te, e

          quindi ricevere sui media internazionali lo

          spazio che chiunque merita:

          zero.



          Invece questa tizia, il cui unico merito e'

          quello di essere sorella di quell'altro,

          nonostante sia utonta come la media della

          popolazione mondiale (o forse anche peggio),

          trova spazio sui media di tutto il

          mondo.



          E questo, caro mio, e' uno schifo, al di la'

          della materia

          dibattuta.

          Ullallà, Panda Rossa, oggi hai il dente
          avvelenato con i parenti di persone famose; sei
          per caso stato scavalcato da "un nipote di"?
          ;-)No. Nessuno mi scavalca.C'e' questo fatto, parliamone.
          Non so, io non credo che nella patria del sogno
          americano e dell'"uomo che si è fatto da sé" (più
          un mito che una realtà, ma sottolineo che il mito
          è nato lì, e molti ci credono) una donna diventi
          direttrice del marketing, e lo rimanga per sei
          anni, solo perché è sorella di Mark Zuckerberg.
          Se fosse stata un'incapace l'avrebbe messa alla
          porta gentilmente dopo tre mesi, non
          credi?Oppure, molto piu' realisticamente, il direttore del marketing e' una figura che puo' essere ricoperta da qualunque cialtrone incompetente.
          Quindi scinderei la questione: che sia un'utonta
          è assolutamente fuor di dubbio; E questo conferma l'assunto esposto due righe sopra: "qualunque cialtrone incompetente puo' essere direttore di marketing."
          e più per
          l'accaduto in sé (foto innocenti di una festa
          pubblicate senza il suo consenso), lo è perché se
          ne è lamentata su twitter.
          :-DSe fossero cosi' innocenti, non ci sarebbe tutto questo clamore.Adesso, grazie a questo clamore, tutte quelle foto sono state accuratamente cercate, salvate in locale, passate al photoshop, modificate, etc...Se fosse stata zitta non se le sarebbe filate nessuno.(Cfr. effetto Streisand)
          E però, un'utonta può anche essere una valida
          esperta di marketing, io non vedo corrispondenza
          fra le due cose.Una utonta non puo' essere una sistemista/programmatrice che e' l'unica figura professionale che conta in rete.Marketing e' solo una parola anglosassone per definire il ciarlatano ( http://it.wikipedia.org/wiki/Ciarlatano )
          • Pino scrive:
            Re: Non proprio

            Marketing e' solo una parola anglosassone per
            definire il ciarlatano (
            http://it.wikipedia.org/wiki/Ciarlatano
            )Ma si può dire la stessa cosa per ogni disciplina che non sia al 100% scientifica. Anche tutti gli psicologi sono ciarlatani, ne prendi 10 e separatamente sullo stesso soggetto ti diranno dieci cose diverse (infatti sono il terrore di ogni giudice dove in tribunale ogni psicologo - almeno di accusa e difesa - dice una cosa diversa e vogliono avere tutti ragione contemporaneamente!). Questo non significa che però non abbiano studiato la loro (ridicola) disciplina e che non si siano fatti un c**o così per lavorare. Quindi lo stesso vale per chi fa Marketing. Anche se sono tutti venditori di fumo, non significa che siano deficenti. Chi studia marketing (economia) all'università può essere uno che ha ripiegato su quella disciplina perché non aveva voglia di studiare qualcosa di più difficile, ma può essere anche un vero creativo. Così come uno psicologo può essere qualcuno che davvero vorrebbe/vuole aiutare gli altri.L'importante è il risulato finale, non l'essere ciarlatani o altro.
          • 123 scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Pino

            Marketing e' solo una parola anglosassone per

            definire il ciarlatano (

            http://it.wikipedia.org/wiki/Ciarlatano

            )

            Ma si può dire la stessa cosa per ogni disciplina
            che non sia al 100% scientifica. Anche tutti gli
            psicologi sono ciarlatani, ne prendi 10 e
            separatamente sullo stesso soggetto ti diranno
            dieci cose diverse (infatti sono il terrore di
            ogni giudice dove in tribunale ogni psicologo -
            almeno di accusa e difesa - dice una cosa diversa
            e vogliono avere tutti ragione
            contemporaneamente!). Questo non significa che
            però non abbiano studiato la loro (ridicola)
            disciplina e che non si siano fatti un c**o così
            per lavorare. Quindi lo stesso vale per chi fa
            Marketing. Anche se sono tutti venditori di fumo,
            non significa che siano deficenti. Chi studia
            marketing (economia) all'università può essere
            uno che ha ripiegato su quella disciplina perché
            non aveva voglia di studiare qualcosa di più
            difficile, ma può essere anche un vero creativo.
            Così come uno psicologo può essere qualcuno che
            davvero vorrebbe/vuole aiutare gli
            altri.
            L'importante è il risulato finale, non l'essere
            ciarlatani o
            altro.io nella categoria ci aggiungerei pure gli avvocati. il fatto che si siano fatti il culo per studiare no nsignificano che on vendano fumo, anzi piu studiano piu sono abili a venderti l'aria fritta.una bella doppietta caricata a sale grosso e' sempre bene tenerla in casa, hai visto mai chi bussa...
          • Leguleio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: panda rossa

            Non so, io non credo che nella patria del
            sogno

            americano e dell'"uomo che si è fatto da sé"
            (più

            un mito che una realtà, ma sottolineo che il
            mito

            è nato lì, e molti ci credono) una donna
            diventi

            direttrice del marketing, e lo rimanga per
            sei

            anni, solo perché è sorella di Mark
            Zuckerberg.

            Se fosse stata un'incapace l'avrebbe messa
            alla

            porta gentilmente dopo tre mesi, non

            credi?

            Oppure, molto piu' realisticamente, il direttore
            del marketing e' una figura che puo' essere
            ricoperta da qualunque cialtrone
            incompetente.E qui ti contraddici. Tu parli di nepotismo, accusando senza tanti giri di parole Randi Zuckerberg di aver lavorato ben sei anni a Facebook solo per ragioni dinastiche, e poi annulli il livello sensazionalistico provocato nei lettori di PI aggiungendo che quel lavoro poteva farlo chiunque. Magari è pure vero: ma allora, perché mai dovrei scandalizzarmi? È immorale o illegale pagare una sorella per far finta di lavorare? I soldi sono di Mark Zuckerberg, potrà farne quel che crede.

            e più per

            l'accaduto in sé (foto innocenti di una festa

            pubblicate senza il suo consenso), lo è
            perché
            se

            ne è lamentata su twitter.

            :-D

            Se fossero cosi' innocenti, non ci sarebbe tutto
            questo
            clamore.Non so come le consideri la signora Randi. Lo stesso Massimo Mantellini le descrive come foto di interni di una normalissima festa borghese. Non ci sono gare di burlesque, non ci sono scene pruriginose o compromettenti. Probabilmente sarebbero state riprese comunque da weblog e stampa, ma in tono molto, molto minore (vedi oltre)
            Adesso, grazie a questo clamore, tutte quelle
            foto sono state accuratamente cercate, salvate in
            locale, passate al photoshop, modificate,
            etc...
            Se fosse stata zitta non se le sarebbe filate
            nessuno.
            (Cfr. effetto Streisand)Forse sì, forse no. Randi Zuckerberg era abbastanza famosa, e quella foto sarebbe comunque stata ripresa da altri mezzi di comunicazione (tra l'altro in un angolo c'è pure Mark). Protestando su Twitter ha peggiorato, e di molto, la situazione. Ma ormai la frittata era fatta. :s
          • panda rossa scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Leguleio


            E qui ti contraddici. ???
            Tu parli di nepotismo,
            accusando senza tanti giri di parole Randi
            Zuckerberg di aver lavorato ben sei anni a
            Facebook solo per ragioni dinastiche, e poi
            annulli il livello sensazionalistico provocato
            nei lettori di PI aggiungendo che quel lavoro
            poteva farlo chiunque.E la contraddizione dove sarebbe?Proprio perche' quel lavoro puo' farlo anche il mio cane, il fatto che invece sia stato affidato alla sorella e' una vergognosa evidenza di nepotismo.
            Magari è pure vero: ma
            allora, perché mai dovrei scandalizzarmi? È
            immorale o illegale pagare una sorella per far
            finta di lavorare? No. Affari loro.La cosa vergognosa e' parlare di privacy solo perche' e' stata coinvolta una insignificante persona utonta come pochi, solo perche' sorella di...
            I soldi sono di Mark
            Zuckerberg, potrà farne quel che crede.Ma le notizie sono di tutti, e nel 2012 siamo ancora ancorati ad una certa forma retrograda di paleogiornalismo, dove non sono i fatti che contano, ma le persone.
            Non so come le consideri la signora Randi. Lo
            stesso Massimo Mantellini le descrive come foto
            di interni di una normalissima festa borghese.
            Non ci sono gare di burlesque, non ci sono scene
            pruriginose o compromettenti. Probabilmente
            sarebbero state riprese comunque da weblog e
            stampa, ma in tono molto, molto minore (vedi
            oltre)E quindi che gli frega se queste foto circolano?Poteva fare a meno di scattarle, o fare a meno di mostrarle agli amici, se ci teneva cosi' tanto alla riservatezza.Tu hai mai visto mie foto in rete, per caso?

            Adesso, grazie a questo clamore, tutte quelle

            foto sono state accuratamente cercate,
            salvate
            in

            locale, passate al photoshop, modificate,

            etc...

            Se fosse stata zitta non se le sarebbe filate

            nessuno.

            (Cfr. effetto Streisand)

            Forse sì, forse no. Si, si.Io l'ho fatto e tanto basta per avere la certezza.
            Randi Zuckerberg era abbastanza famosa, Per meriti non suoi.
            e quella foto sarebbe comunque
            stata ripresa da altri mezzi di comunicazione
            (tra l'altro in un angolo c'è pure Mark).E nessuno se la sarebbe mai filata...
            Protestando su Twitter ha peggiorato, e di molto,
            la situazione. Ma ormai la frittata era fatta.
            :sQuesto sottolinea, se mai ce ne fosse ulteriore bisogno, l'ignoranza del soggetto sul funzionamento della rete, e conferma quanto detto in precedenza: qualunque idiota puo' fare il direttore di marketing. La conoscenza del prodotto da commerciare non e' assolutamente un requisito necessario.
          • Leguleio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: panda rossa

            E qui ti contraddici.

            ???Leggi sotto.

            Tu parli di nepotismo,

            accusando senza tanti giri di parole Randi

            Zuckerberg di aver lavorato ben sei anni a

            Facebook solo per ragioni dinastiche, e poi

            annulli il livello sensazionalistico
            provocato

            nei lettori di PI aggiungendo che quel lavoro

            poteva farlo chiunque.

            E la contraddizione dove sarebbe?In quello che stai per dire.
            Proprio perche' quel lavoro puo' farlo anche il
            mio cane, il fatto che invece sia stato affidato
            alla sorella e' una vergognosa evidenza di
            nepotismo.Nel privato non esiste una graduatoria dei cani che hanno merito di anzianità, in quanto aspettano un impiego da più tempo. Il mondo funziona così, Panda Rossa.Se davvero vuoi scandalizzare qualcuno, addita al pubblico un caso di vero nepotismo: un posto di grande responsabilità è stato affidato a un incompetente. con la conseguenza che le persone che competenti lo sono, e che avrebbero anche altro da fare, impiegano il loro tempo a mettere una pezza ogni volta che l'incompetente combina disastri: nelle grandi aziende funziona così. :-(Fai questo, altrimenti non scandalizzi nessuno.

            Magari è pure vero: ma

            allora, perché mai dovrei scandalizzarmi?
            È

            immorale o illegale pagare una sorella per
            far

            finta di lavorare?

            No. Affari loro.
            La cosa vergognosa e' parlare di privacy solo
            perche' e' stata coinvolta una insignificante
            persona utonta come pochi, solo perche' sorella
            di...Non capisco se in te prevale l'invidia per una persona che vive di luce riflessa, come ne esistono molte, anche in Italia, oppure se ti è semplicemente antipatica Randi Zuckerberg. Tutto il tuo commento è una filippica contro di lei.
            Questo sottolinea, se mai ce ne fosse ulteriore
            bisogno, l'ignoranza del soggetto sul
            funzionamento della rete, e conferma quanto detto
            in precedenza: qualunque idiota puo' fare il
            direttore di marketing. La conoscenza del
            prodotto da commerciare non e' assolutamente un
            requisito
            necessario.Le regole di condivisione delle foto e dei messaggi su Facebook cambiano con la stessa frequenza con cui il suo fondatore si cambia le mutande. Randi Zuckerberg era in Facebook fino all'agosto 2011; poi non più. Non era tenuta a sapere che una foto visibile solo alle amiche sarebbe stata visibile anche alle amiche delle amiche, nello specifico a Callie Schweitzer; la quale Schweitzer, fino a prova contraria, era in buona fede: ha pubblicato la foto ritenendo, ingenuamente, che fosse pubblica.
          • panda rossa scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Leguleio
            Non capisco se in te prevale l'invidia per una
            persona che vive di luce riflessa, come ne
            esistono molte, anche in Italia, oppure se ti è
            semplicemente antipatica Randi Zuckerberg. Tutto
            il tuo commento è una filippica contro di lei.Evidentemente non mi sono spiegato.A me di questa tizia non puo' fregar di meno.Il mio disappunto sta nell'abnorme spazio che i media e gli opinionisti stanno dando a questa utonta di prima categoria, solo perche' e' una sorella di...Si perde di vista il concetto di privacy per dare spazio ad una utonta patentata che non saprebbe distinguere un computer spento da uno in stand by, (e incidentalmente si e' pure occupata di marketing di uno dei maggiori servizi in rete, nonostante questa conclamata ignoranza in materia).

            Questo sottolinea, se mai ce ne fosse
            ulteriore

            bisogno, l'ignoranza del soggetto sul

            funzionamento della rete, e conferma quanto
            detto

            in precedenza: qualunque idiota puo' fare il

            direttore di marketing. La conoscenza del

            prodotto da commerciare non e' assolutamente
            un

            requisito

            necessario.

            Le regole di condivisione delle foto e dei
            messaggi su Facebook cambiano con la stessa
            frequenza con cui il suo fondatore si cambia le
            mutande.No. La regola e' una sola: se metti qualcosa in rete ne hai perso il controllo per sempre.
            Randi Zuckerberg era in Facebook fino
            all'agosto 2011; poi non più. Non era tenuta a
            sapere che una foto visibile solo alle amiche
            sarebbe stata visibile anche alle amiche delle
            amiche, nello specifico a Callie Schweitzer; la
            quale Schweitzer, fino a prova contraria, era in
            buona fede: ha pubblicato la foto ritenendo,
            ingenuamente, che fosse
            pubblica.Una non era tenuta a sapere... l'altra era in buona fede...C'e' solo evidente ignoranza da parte di persone.E l'informatica non ammette ignoranza.
          • ____ scrive:
            Re: Non proprio
            cresci panda rossa
          • FreeBSD scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: ____
            cresci panda rossaMa figurati. Panda rossa è un amante dell'open source e sull'argomento dovrebbe sapere tutto, invece crede che l'unico sistema operativo open source utile sia quella ciofeca di Linux. Basta questo per dirla tutta sulla dimensione del suo universo mentale (che è appunto molto ristretto).Se poi si parla di altri argomenti che sono meno tecnici e più astratti non puoi di certo aspettarti ragionamenti molto ampi... Per dirla alla sua maniera: l'informatica non ammette ignoranza.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non proprio
            Non mi sembra che state confutando quello che ha detto. Purtroppo dice il vero, quando immetti qualcosa in rete, non ne hai mai l'assoluto controllo, nel bene o nel male.
          • FreeBSD scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Sgabbio
            Non mi sembra che state confutando quello che ha detto.C'è poco da confutare. I poteri paranormali e telepatici di Panda Rossa hanno già sentenziato che la Zuckerberg è solo una inutile raccomandata, stupida e incapace per definizione.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: FreeBSD
            - Scritto da: Sgabbio

            Non mi sembra che state confutando quello
            che ha
            detto.

            C'è poco da confutare. I poteri paranormali e
            telepatici di Panda Rossa hanno già sentenziato
            che la Zuckerberg è solo una inutile
            raccomandata, stupida e incapace per
            definizione.Insomma, si guarda il dito invece che la luna, siamo alle solite su punto informatico.
          • FreeBSD scrive:
            Re: Non proprio

            Insomma, si guarda il dito invece che la luna,
            siamo alle solite su punto
            informatico.Sull'altro discorso, quella della privacy, sono parzialmente d'accordo con panda rossa anche se lui è il solito estremista in stile Beppe Grillo.Tutti i politici sono ladri? Boh!Immettendo qualcosa su internet se ne perde il controllo? Boh!Nessuno ti legge la tua casella di posta di Yahoo Mail, specialmente se usi GPG. E lo fai perché ti fidi di Yahoo Mail, ma sopratutto perché di fidi di GPG. E se uno si fida di facebook? Boh, cavoli suoi!Quando panda rossa leggerà la mia posta elettronica, gli darò ragione.
      • thebecker scrive:
        Re: Non proprio
        Mark Z. essendo sua l'azienda (privata) è libero di pagare la sorella pure per farla guardare dalla finestra e basta..Il problema sono i giornalisti e i media che scrivono articoli sensazionalisti su una persona solo perchè è la sorella di qualcuno famoso per avere fatto qualcosa di concreto nel bene o nel male.Vedi in Italia Belen e la sorella!!! Cosa sanno fare? Perchè sono famose? (la risposta è ovvia ma non la posso scrivere, mi cancellano il post :-)...) e giornalisti scrivono di continuo su Belen.Chi se ne frega della sorella di M.Zucknberg lei è nessuno, suo fratello era bravo in informatica e nel bene e nel male ha creato facebook ma lei è una persona comune come tutti il resto.Come direbbe Aniello Caputo uno dei troll di PI: a me che me frega della sorella di M.Zucknberg!!
        • Leguleio scrive:
          Re: Non proprio
          - Scritto da: thebecker
          Mark Z. essendo sua l'azienda (privata) è libero
          di pagare la sorella pure per farla guardare
          dalla finestra e basta..Il problema sono i
          giornalisti e i media che scrivono articoli
          sensazionalisti su una persona solo perchè è la
          sorella di qualcuno famoso per avere fatto
          qualcosa di concreto nel bene o nel
          male.Spesso è così, ma in questo caso la vicenda ha interesse anche per il contorno, e non esclusivamente perché la Zuckerberg è diventata famosa tramite il fratello. Mi spiego: una che è stata dentro Facebook dal 2005 al 2011 non si era mai accorta che le impostazioni della privacy sono delle tagliole? E che una foto diffusa solo agli amici finisce anche ad altri, senza che lo si venga a sapere e senza che nessuno abbia violato alcuna norma? Be', evidentemente sì. E quindi la notizia c'era. 8)
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non proprio
            Più che altro, lei era la paladina della morte dell'anonimato, ma si lamenta se qualcuna "in buona fede" viola la sua privacy... :D
          • Leguleio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Sgabbio
            Più che altro, lei era la paladina della morte
            dell'anonimato, ma si lamenta se qualcuna "in
            buona fede" viola la sua privacy...
            :DSono due cose diverse. E poi Facebook si oppone all'anonimato all'interno della piattaforma, non dice mica che nel resto della Rete sia una cosa sbagliata. Marketing, più che trasparenza.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Leguleio

            Sono due cose diverse. E poi Facebook si oppone
            all'anonimato all'interno della piattaforma, non
            dice mica che nel resto della Rete sia una cosa
            sbagliata. Marketing, più che
            trasparenza.No no, lei stessa come quelli di facebook prevedono una rete dove l'anonimato non esiste più, tutti mettono i propri dati ovunque, un paradiso secondo loro.Nella realtà Lei blaterava tanto della morte dell'anonimato, che tutti dovrebbero metti i XXXXX loro ovunque ed ora è finita scottata. Ma si può consolare che non gli è capitato di peggio, come foto intime e affini.
          • Leguleio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Sgabbio
            - Scritto da: Leguleio




            Sono due cose diverse. E poi Facebook si oppone

            all'anonimato all'interno della piattaforma, non

            dice mica che nel resto della Rete sia una cosa

            sbagliata. Marketing, più che

            trasparenza.

            No no, lei stessa come quelli di facebook
            prevedono una rete dove l'anonimato non esiste
            più, tutti mettono i propri dati ovunque, un
            paradiso secondo
            loro.Era una discussione a cui partecipava, fra le altre, Randi Zuckerberg, ospitata dalla rivista per sole donne <I
            Marie Claire </I
            (quindi non proprio la sede più adatta per questo genere di proposte). Parlando di episodi di bullismo online che coinvolgono minori, la Zuckerberg avrebbe detto: " <I
            I think anonymity on the Internet has to go away... People behave a lot better when they have their real names down. ... I think people hide behind anonymity and they feel like they can say whatever they want behind closed doors </I
            ".Tuttavia una registrazione di questa conversazione non c'è, nemmeno nel sito di Marie Claire. E quindi il condizionale è d'obbligo: non sarebbe la prima volta che le parole di un esponente del web vengono travisate o ingigantite. In questo resoconto della conversazione, ad esempio, leggo:"Later, in discussing what it would take to deal with the Web's darker side, Zuckerberg emphasized Facebook's real-name approach and said, Anonymity on the Internet has to go away. "http://www.adweek.com/news/press/erin-andrews-randi-zuckerberg-dish-digital-dilemmas-133698E da come è impostata la frase, secondo me si riferiva solo ai servizi di reti sociali, non all'intera internet. Detto questo, si può essere contrari all'anonimato, ma favorevoli alla privacy. Sono due diritti ben distinti. Tra l'altro, nel caso specifico, se anche la Zuckerberg fosse stata un'esimia sconosciuta, e se avesse usato uno pseudonimo su Librofacce, la lesione della privacy ci sarebbe stata comunque: nella foto pubblicata su Twitter la faccia (e l'interno cucina) era la sua! Puoi usare il nome Andy Sahnethal, ma se un video o una foto con te dentro viene diffuso l'anonimato non ti protegge più di tanto.
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non proprio
            E ci risiamo nel rivoltare le frittata sulla verità, oltre a confondere le acque.Anonimato e privacy vanno di pari passo.
          • Leguleio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Sgabbio
            E ci risiamo nel rivoltare le frittata sulla
            verità, oltre a confondere le
            acque.

            Anonimato e privacy vanno di pari passo.Gne gne gne gne gne gne gne gne Volevo provare e, perbacco, funziona! Anziché impiegare i soliti miliardi e miliardi di neuroni per rispondere ne ho usato uno solo.D'ora in poi devo usare questo metodo, tanto molti neuroni sono inutili, il livello delle discussioni con te è sempre lo stesso. Cfr. http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3678395&m=3679636#p3679636 .
          • Sgabbio scrive:
            Re: Non proprio
            - Scritto da: Leguleio
            - Scritto da: Sgabbio

            E ci risiamo nel rivoltare le frittata sulla

            verità, oltre a confondere le

            acque.



            Anonimato e privacy vanno di pari passo.

            Gne gne gne gne gne gne gne gne

            Volevo provare e, perbacco, funziona! Anziché
            impiegare i soliti miliardi e miliardi di neuroni
            per rispondere ne ho usato uno
            solo.
            D'ora in poi devo usare questo metodo, tanto
            molti neuroni sono inutili, il livello delle
            discussioni con te è sempre lo stesso. Cfr.
            http://punto-informatico.it/b.aspx?i=3678395&m=367CVD su PI.
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