Il chip cerebrale che legge nel pensiero

Un'interfaccia uomo-macchina sperimentale è in grado di leggere nel pensiero le parole, di interpretarle e trasformarle in input per il controllo di un computer
Un'interfaccia uomo-macchina sperimentale è in grado di leggere nel pensiero le parole, di interpretarle e trasformarle in input per il controllo di un computer

Mentre i ricercatori della Brown University lavorano ai chip cerebrali in grado di interpretare i segnali neurali legati al movimento, quelli della Washington University School of Medicine di St. Louis in Missouri sperimentano interfacce transumane imparentate al linguaggio – o per meglio dire alla interpretazione dei segnali sinaptici corrispondenti della comunicazione umana.

L’esperimento condotto dagli scienziati statunitensi consiste in un impianto chirurgico messo a contatto diretto con le aree del cervello deputate alla comunicazione. Gli impianti hanno permesso l’analisi di quelle aree della corteccia, con la conseguente identificazione delle onde cerebrali corrispondenti a quattro suoni ben distinti.

La fase successiva dell’esperimento è consistita nella programmazione dell’interfaccia digitale impiantata nel cervello del paziente di modo che essa potesse identificare i quattro comandi. A quel punto il paziente non doveva fare altro che pronunciare a viva voce i comandi sonori o pensare alla loro articolazione per muovere e controllare il puntatore sullo schermo di un computer .

Le implicazioni dello studio – sin qui spintosi nell’impianto temporaneo e nella sperimentazione dell’interfaccia cerebrale – sono di importanza notevole: la capacità di “leggere” e interpretare i suoni all’interno della mente potrebbe fornire le conoscenze necessarie a ripristinare le funzionalità di comunicazione basilari nelle persone a cui tali funzionalità sono state portate via per incidenti o degenerazioni di tipo biologico.

Alfonso Maruccia

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08 04 2011
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