Il chip cinese? Un falso

Lo ammette il ricercatore che ha realizzato l'Hanxin Chip, un microprocessore DSP sviluppato per contrastare l'egemonia americana nell'hardware: è stato realizzato copiando progetti di ricerca stranieri
Lo ammette il ricercatore che ha realizzato l'Hanxin Chip, un microprocessore DSP sviluppato per contrastare l'egemonia americana nell'hardware: è stato realizzato copiando progetti di ricerca stranieri

Shanghai – Chen Jin, ricercatore della prestigiosa Università Jiaotong di Shanghai e sviluppatore del chip DSP Hanxin, finanziato dal governo cinese, ha ammesso di aver copiato la struttura del processore da alcuni componenti fabbricati all’estero.

La serie Hanxin, costituita da 4 processori, avrebbe dovuto essere utilizzata nella produzione di lettori multimediali ma, durante un controllo ufficiale da parte del governo, non è riuscita a superare i test funzionali fondamentali.

Come ha reso noto l’agenzia di stato Xinhua , il chip non è stato in grado di riprodurre semplici file MP3 o di eseguire normali operazioni quali l’identificazione dei dati utilizzati. Successivamente ad alcune indagini condotte all’interno dell’apparato accademico, il governo ha ottenuto un’ ammissione di colpevolezza da parte dello stesso Chen, che adesso è interdetto da qualsiasi tipo di studio o ricerca nel campo tecnologico.

Chen ha confessato di aver copiato le specifiche tecniche del chip da “dati riservati” sottratti a “fonti non appartenenti a quelle universitarie”. Il chip tutto made in China era in verità un totale fallimento dal punto di vista etico ed accademico, come hanno sottolineato gli ispettori dell’Università Jiaoton, tra le più quotate di tutta la Repubblica Popolare.

Il chip “sviluppato” da Chen era riuscito ad attirare le attenzioni di tutta la stampa nazionale, nonché del primo ministro Wen Jiabao, poiché avrebbe dovuto suggellare l’entrata della Cina nel mercato internazionale dei chipmaker . Tutti i fondi destinati al laboratorio di Chen sono stati congelati ed il ministro cinese della ricerca tecnologica ha fatto sapere, tramite i portavoce, che “verranno effettuati maggiori controlli su tutte le ricerche tecnologiche prodotte negli atenei nazionali”. Una svolta nel nome della trasparenza e delle pressioni dell’Organizzazione mondiale del Commercio?

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14 05 2006
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