Il De Mauro è vivo, lunga vita al De Mauro

A creare tumulto, una semplice questione logistica. Il De Mauro resta online. Il De Mauro non verrà rimosso. Il De Mauro si donerà ai cittadini della rete? Il webmaster Franco Bernazzoli racconta il dizionario a PI

Roma – Nelle scorse settimane, sconcerto, disorientamento, una punta di rancore: il Dizionario italiano De Mauro Paravia risultava offline . La conclusione della sua storia editoriale cartacea sembrava riverberarsi in rete: il punto di riferimento di molti netizen era venuto a mancare. Ma si è trattato di un buco di poche ore: a raccontare a Punto Informatico il versante online del De Mauro c’è Franco Bernazzoli della direzione multimediale di Pearson Paravia Bruno Mondadori.

Domenica 14 dicembre. “È stata un’operazione a sorpresa” spiega Bernazzoli, è stata una sorpresa per i cittadini della rete italiani, che confidavano nel De Mauro per sciogliere nodi linguistici e per arabescare i propri post con orpelli lessicali. Il Dizionario italiano De Mauro Paravia, ora fuori catalogo, risultava sostituito da un dizionario dei sinonimi e dei contrari : si è conclusa la storia editoriale del Dizionario della lingua italiana, si accennava sulla home page, per i cittadini della rete sarebbe stato il momento di un nuovo inizio, piegando il dizionario dei sinonimi e dei contrari all’uso che si faceva del dizionario tradizionale, o rivolgendosi alla concorrenza.

La delusione dilagava fra netizen costretti al lavoro e netizen che si arrovellano senza posa sulle dinamiche dell’idioma gentile: commenti piccati e impossibilità di decodificare le strategie dietro al nuovo corso del dizionario scorrevano nelle finestre online dei cittadini della rete. Le proteste hanno iniziato ad affollare anche la casella email presidiata da un incredulo Bernazzoli.

“Ho lavorato al nuovo De Mauro il sabato sera: tutto era già online, tutto era già disponibile – ricorda Bernazzoli – mancava solo il link tra il vecchio sito con il nuovo dizionario e il nuovo sito con il vecchio dizionario”. I netizen si sono imbattuti in un inedito Dizionario dei sinonimi e dei contrari e hanno temuto di non poter più consultare i lemmi con le definizioni se non nella versione mobile , hanno temuto di perdere uno specchio dell’uso della lingua italiana, si sono mobilitati per proporre alternative che sapessero colmare il vuoto.

Il webmaster del De Mauro ammette di aver sottovalutato la solerzia dei cittadini della rete e si è industriato nel più breve tempo possibile. Nel giro di poche ore si sono rincorse in rete rettifiche e bentornati : il Dizionario della lingua italiana De Mauro si è semplicemente trasferito e alloggia ora presso old.demauroparavia.it . Un link a segnalare la presenza online del vecchio dizionario in homepage, un link all’interno di ogni lemma del dizionario dei sinonimi, l’intera opera resta disponibile per la consultazione, gatto è ancora la chiave di ricerca esemplificativa del dizionario e gatto resta il lemma più consultato.

Bernazzoli e la casa editrice non hanno mai pensato di staccare la spina al De Mauro online : il webmaster ha combattuto per anni affinché il dizionario potesse gratuitamente fugare ogni dubbio linguistico dei netizen e non intende rinunciare ora al servizio che da anni sostiene coloro che per i motivi più vari non umettano le dita e non frugano fra le pagine delle opere cartacee. “L’idea è nata per caso nel 2001” racconta a Punto Informatico Bernazzoli: la redazione ancora non lavorava su un database xml, ancora si confrontava con le tradizionali routine editoriali. “Nessuno ci credeva, ma De Mauro ha dato il benestare per procedere al sito”: nel 2001 è iniziato il faticoso lavoro di conversione, il dizionario online si è evoluto in tre versioni, confrontandosi con questioni di accessibilità e sfide per ottimizzare il posizionamento sui motori di ricerca.

Al vecchio De Mauro, racconta Bernazzoli, non mancavano i numeri: tracciando una stima su base mensile, fino alle scorse settimane venivano consultati tra i 200 e i 250mila lemmi al giorno da circa 17mila utenti unici . Accessi che si mantenevano costanti nel corso della settimana con dei picchi il lunedì, accessi che erano equamente distribuiti lungo gli orari lavorativi, in calo fino alle 5 del mattino e in crescita a partire dalle prime luci dell’alba, un’ora dopo.

Le infrastrutture, racconta Bernazzoli facendo riferimento al vecchio server biprocessore Pentium III che sorregge il tutto, non sono all’avanguardia : “Per le ricerche non posso appoggiarmi a MySQL, sennò si inchioda tutto, utilizzo una semplice CGI scritta ad hoc”. Complice il dilagare della notizia della chiusura del De Mauro, inoltre, i netizen hanno sovraccaricato il server di richieste innescando un crash che ha reso inaccessibile il nuovo dizionario sinonimico. Il lavoro da fare è molto e costringe a notti insonni trascorse a rispondere alle email degli utenti. Ma è stimolante collaborare con i cittadini della rete, garantire al meglio un servizio a cui molti sono affezionati. Basti pensare, nel momento della transizione a old.demauro , alle incompatibilità che sono emerse con il plugin per Firefox: grazie al pungolo e al dialogo con i cittadini della rete ci si è adoperati per ripristinare la piena compatibilità.

Per qualche ora il dizionario è apparso irraggiungibile per mancanza di link e in rete si sono affollate le speculazioni innestate sull’epica competizione tra cartaceo e digitale: “Il dizionario cartaceo vendeva poche copie, ma il dizionario online non ne è responsabile: la sovrapposizione di target era minima già nel 2001”. Se dal punto di vista della forma il dizionario della lingua italiana De Mauro potrà continuare ad evolvere e a migliorarsi, i contenuti editoriali rimarranno gli stessi: i lemmi non verrano aggiornati , il dizionario non abbraccerà neologismi e non documenterà il plasmarsi della lingua italiana. Ma rimarrà online, alimentato dall’advertising Google che non consente di sospingere il lavoro di una redazione di lessicografi, ma che permette di coprire le spese di gestione.

C’è chi , forse incoraggiato dalle timide aperture alla collaborazione di diverse storiche realtà editoriali come la Treccani o l’ Enciclopedia Britannica , propone di liberare il vecchio De Mauro e di consegnarlo alla collettività perché lo coltivi nel corso degli anni a venire.

Bernazzoli non nasconde il proprio entusiasmo nei confronti di una apertura alla partecipazione dei netizen: “Bisogna considerare che oltre ad essere un editore che opera sul cartaceo, Paravia realizza prodotti destinati alle scuole: ho suggerito di affidare il De Mauro alla rete ma la mia proposta non è stata ben accolta”. Bernazzoli spiega che i vertici della casa editrice sono granitici nella loro posizione: confidano nell’attendibilità di un’opera statica e certificata, rifuggono l’eventualità di aperture e vandalismi che potrebbero riverberarsi su tutte le opere che danno alle stampe. Ma Bernazzoli non sembra rassegnarsi: a testimoniarlo, il link che da ogni lemma dirige l’utente verso Wikipedia; a dimostrarlo, il fatto che Google Friend Connect faccia capolino sulla pagina principale del nuovo dizionario dei sinonimi. Per innestare relazioni mediate dalla rete, per preparare il terreno alla partecipazione.

a cura di Gaia Bottà

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