Il DRM di Ubisoft ha fatto crack

L'oramai notorio sistema di protezione che il publisher francese intende implementare in tutti i suoi nuovi titoli per PC è caduto. 24 ore dopo il rilascio del primo gioco
L'oramai notorio sistema di protezione che il publisher francese intende implementare in tutti i suoi nuovi titoli per PC è caduto. 24 ore dopo il rilascio del primo gioco

Con risvolti da autentica beffa che non dispiacerebbero al mitico Conte Mascetti , le supposte DRM “invincibili” di Ubisoft sarebbero già finite nel tritacodice di una nota “crew” della scena warez. La tanto discussa e criticata connessione ininterrotta alla rete necessaria a giocare anche con i titoli single player non sarebbe più un problema in almeno due dei nuovi giochi di Ubisoft. La casa francese smentisce, ma nel farlo conferma che si, il crack esiste e gli unici a subire le conseguenze nefaste delle DRM saranno (come al solito) gli acquirenti legittimi.

Pare insomma che i “pirati” abbiano vinto anche stavolta, visto che sui siti web specializzati in software pirata e sui circuiti di file sharing già circolano una copia funzionante di Silent Hunter V e una di Assassin’s Creed II (in russo). Meno di 24 ore dopo la commercializzazione del simulatore di sottomarino sviluppato da Ubisoft Romania, la sempre attivissima crew SKIDROW già distribuiva online la sua release dotata del “crack” d’ordinanza con cui sovrascrivere l’eseguibile principale del gioco.

Per quanto riguarda Assassin’s Creed II, al momento l’unica versione pirata disponibile è quella in lingua russa, come verificato direttamente da Punto Informatico su, versione apparentemente funzionante e dichiarata senza nemmeno l’ombra di una protezione attiva nel mezzo. Aggiungendo nuova benzina al fuoco delle polemiche, anche questa volta Ubisoft scegliere di risponde con il marketing ma commette l’errore fatale di confermare, indirettamente, l’esistenza del crack.

Il publisher aveva già approntato una patch per Assassin’s Creed II prima ancora che il gioco raggiungesse gli scaffali dei principali mercati videoludici, con lo scopo dichiarato di “migliorare” la protezione del gioco per far si che a connessione interrotta l’utente non perdesse i progressi sin lì ottenuti e al ripristino della partita ricominciasse esattamente da dove aveva lasciato. In precedenza Ubisoft aveva al contrario precisato che in caso di blackout della connessione il gioco sarebbe dovuto ricominciare dall’ultimo check point utile.

E riguardo l’esistenza delle versioni pirata di AC II e SH V? Ubisoft risponde su Twitter: “qualsiasi giocatore che avesse scaricato e giocato una versione protetta di AC2 e SH5 avrebbe scoperto che quella versione non è completa”. Dunque le release warez dei due giochi summenzionati esistono , come Ubisoft conferma nel tentativo di coprire il fatto che le sue DRM “invincibili” sono già storia.

In fondo l’apertura del lucchetto delle protezioni anticopia è inteso da qualcuno come nient’altro che un gioco, e i giocatori con il pallino del reverse engineering non chiedono di meglio per mettere in pratica le proprie skill che una sfida così plateale, universale e appariscente come quella lanciata da Ubisoft.

Alfonso Maruccia

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05 03 2010
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