Il futuro dell'interfaccia è aptico e vocale

La sfida tra le diverse tecnologie di interazione tra uomo e macchina si muove a metà strada tra il tatto e l'udito. Perché si può plasmare la plastica per fare qualunque cosa, o sfruttare la voce per eseguire qualsiasi azione

Roma – Oltre il multitouch c’è una tecnologia di interazione che sa un po’ di vecchio, perché si propone di replicare sensazioni tattili piuttosto comuni prima della diffusione degli schermi interattivi, come la pressione di un pulsante che attiva un comando. Quelle sensazioni dovrebbero presto essere parte integrante dell’esperienza touch , anche se in versione camaleontica capace di cambiare configurazione in relazione ai comandi dell’interfaccia grafica visualizzata sul display.

Al feedback aptico con i pulsanti che spuntano, letteralmente, fuori dallo schermo ci stanno lavorando i ricercatori della Carnegie Mellow University , che intendono realizzare un meccanismo di touch-screen sensibile partendo da un complesso sistema di latex, acrilico e pompe d’aria con cui modificare alla bisogna la configurazione dei pulsanti.

Il design del prototipo sin qui realizzato include appunto una copertura per lo schermo in latex semitrasparente, al di sotto della quale si trova uno strato di acrilico con delle forme concave sagomate che serviranno per replicare i pulsanti. In condizioni normali il dispositivo mantiene le normali capacità di uno schermo touch-screen, ma quando la pompa d’aria viene attivata è possibile agire con una pressione negativa o positiva sulle piccole cavità facendo così spuntare i pulsanti sullo schermo .

Assieme ai pulsanti in acrilico il prototipo comprende anche luci, proiettori e microcamere posizionate giusto al di sotto della superficie del display, in modo da illuminarlo e fornirgli capacità multi-touch. Di realizzazione apparentemente non troppo costosa, il sistema della Carnegie Mellow necessita ancora di una adeguata miniaturizzazione e di ulteriori rifiniture, nondimeno potrebbe aprire le porte ad applicazioni innovative come il multitouch popolarizzato da iPhone e tecnologie similari.

Così come innovativo appare il sistema di interfaccia aptica di Senseg , che al posto di motori e vibrazioni fa uso del campo elettrico per restituire sensazioni tattili alle dita dell’utente con un bel risparmio per quanto riguarda l’energia necessaria al funzionamento del dispositivo. L’intensità di tali sensazioni è pienamente controllabile grazie a un sottile strato di pellicola applicabile in ogni genere di display.

Le interfacce aptiche non sono comunque le sole ad andare incontro all’evoluzione tecnologica: anche il riconoscimento vocale , nella fattispecie quello prodotto della società Tellme acquistata anni fa da Microsoft, si appresta a fare il gran salto dai BlackBerry alla piattaforma Windows Mobile 6.5. Non proprio di evoluzione dunque si tratta bensì di total conversion, una conversione tra l’altro ampiamente in ritardo rispetto al tempo intercorso tra l’acquisizione della società e l’annuncio di caratteristiche e piano tariffario dell’applicazione.

Con Tellme sarà dunque possibile usare la voce per chiamare numeri vocali, digitare un messaggio o cercare sui motori di ricerca web accessibili dallo smartphone Windows-powered. È previsto inoltre l’impiego delle funzionalità di localizzazione GPS per avere accesso a ricerche contestuali al luogo in cui ci si trova, in modo da avere sempre a disposizione le giuste indicazioni per il tempo che fa sulla propria testa o il programma degli spettacoli cinematografici previsti in zona.

Alfonso Maruccia

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