Il giorno delle Creative Commons

Le celeberrime licenze sono state adattate all'ordinamento italiano e vengono ufficialmente presentate nei prossimi giorni. Parlano Ricolfi e Lessig. Il profilo di una e-voluzione che avanza
Le celeberrime licenze sono state adattate all'ordinamento italiano e vengono ufficialmente presentate nei prossimi giorni. Parlano Ricolfi e Lessig. Il profilo di una e-voluzione che avanza


Torino – Il 16 dicembre sarà un giorno memorabile per i sostenitori delle Creative Commons, le licenze che in Internet hanno trovato un fertile terreno di sviluppo e che sono ormai sinonimo di libera diffusione della conoscenza e dell’informazione. A Torino, infatti, verranno presentate le Creative Commons per l’Italia, adattate all’ordinamento giuridico del nostro paese. Un appuntamento che sarà seguito in diretta con un webcast del CNR .

In un evento (vedi il sito ufficiale ) dotato di sponsor ( Questar ) i promotori italiani delle licenze CC spiegheranno come autori ed editori anche in Italia possono ora scegliere un modo nuovo per tutelare il proprio lavoro, una scelta già adottata anche da Punto Informatico.

Le “CC”, pensate per musica, film, fotografie, testi ed altri contenuti, sono state adattate all’Italia grazie al lavoro svolto in collaborazione con lo staff americano e tedesco di Creative Commons dal team italiano, coordinato dal professore Marco Ricolfi del dipartimento di Scienze giuridiche dell’Università di Torino. Il suo ruolo, quale esperto di proprietà intellettuale, è stato anche quello di coinvolgere tanti colleghi e volontari, come i numerosi contributori della lista dedicata CC-it e i promotori di CreativeCommons.it .

“Il nostro obiettivo – ha spiegato Ricolfi – è stato quello di portare in Italia lo spirito delle licenze Creative Commons. In questo modo abbiamo cercato di conservare gli elementi chiave delle licenze originali degli Stati Uniti facendo attenzione alle specifiche della legge italiana. La discussione pubblica relativa a questi argomenti, così come l’aiuto che ci è arrivato da più fronti ci hanno permesso di fornire delle soluzioni che ponderano le esigenze giuridiche pur introducendo un nuovo metodo di condivisione”.

A tradurre e adattare i contratti delle licenze CC al nostro ordinamento ha anche lavorato in qualità di Affiliate Institution l’Istituto di Elettronica e di Ingegneria dell’Informazione e delle Telecomunicazioni (IEIIT-CNR).

“Negli ultimi mesi – ha dichiarato Lawrence Lessig , professore di Stanford e presidente di Creative Commons – abbiamo collaborato strettamente con l’Università di Torino e lo IEIIT-CNR. Ci tengo a complimentarmi in prima persona con il professor Ricolfi per l’eccellente lavoro”.

Secondo Lessig, “l’espansione a livello mondiale del progetto Creative Commons è una delle priorità principali della nostra organizzazione quest’anno, il professor Ricolfi e l’Università di Torino sono stati un’ispirazione importante per la diffusione delle licenze Creative Commons in tutta Europa, siamo perciò desiderosi di continuare il lavoro che hanno contribuito ad ispirare”. Già oggi le CC sono operative in Austria, Belgio, Brasile, Olanda, Finlandia, Francia, Germania, Giappone, Stati Uniti, Taiwan, Canada e Spagna.

La prossima tappa europea delle CC sarà il Regno Unito, dove da tempo si lavora sulla localizzazione. Info in italiano sul funzionamento e le caratteristiche delle CC sono disponibili qui .

L’appuntamento per la presentazione del 16 dicembre è come detto a Torino presso la Sala Conferenze Fondazione “Giovanni Agnelli” (Via Giacosa 38 – primo piano). Ulteriori info qui

Link copiato negli appunti

Ti potrebbe interessare

13 12 2004
Link copiato negli appunti