Il Governo britannico ha scelto ODF

Il flirt delle autorità UK con i formati open si trasforma in vero amore. Ora le istituzioni pubbliche hanno l'obbligo di utilizzare standard ISO per comunicare tra loro e con i cittadini

Le autorità governative del Regno Unito hanno ufficialmente annunciato l’adozione degli standard open per la collaborazione interna e la presentazione dei documenti ai cittadini, una decisione che potrebbe cambiare in maniera radicale le sin qui alterne fortune dei suddetti standard e che certo non piacerà a chi, come Microsoft, ha interessi diametralmente opposti.

L’ annuncio del governo britannico arriva a conclusione di una lungo periodo di flirt con i formati open partito all’inizio dell’anno, stabilendo che gli standard da usare saranno PDF/A o HTML per la fruizione dei documenti governativi e ODF (Open Document Format) per la condivisione o la collaborazione di documenti tra i vari reparti.

Le tecnologie selezionate sono compatibili con le applicazioni per documenti più comuni, spiegano le autorità UK , e permetteranno alle parti interessate (cittadini, aziende, organizzazioni volontarie) di non usare software specifico; le organizzazioni governative avranno invece la possibilità di scegliere le migliori applicazioni con cui lavorare anche da un punto di vista economico.

Il ministro di Gabinetto Francis Maude commenta l’adozione di ODF e degli altri formati open parlando di un metodo utile per risparmiare sui costi e di un passo nel piano a lungo termine per la crescita economica in UK. Un plauso è arrivato anche da The Document Foundation, l’organizzazione che sviluppa Libreoffice e sostiene gli standard documentali ODF: “TDF è sempre stata una forte sostenitrice di ODF, e crede negli standard documentali aperti – ha dichiarato Thorsten Behrens, chairman di The Document Foundation – Il 22 luglio sarà una data da ricordare, il culmine di un sogno iniziato quando ODF è diventato standard ISO il 30 novembre 2006. Con l’adozione di ODF e PDF, il Governo del Regno Unito mostra al mondo che è possibile trovare una strada d’uscita dai formati proprietari e aumentare la libertà degli utenti”.

Alfonso Maruccia

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