Il metamondo inghiottirà l'inquinamento

Una software house svedese viene scelta dal comune di Pechino per costruire il più grande dei mondi virtuali e creare molti nuovi posti di lavoro. Non solo: il nuovo mondo elettronico diminuirà persino l'inquinamento

Roma – Sarà Entropia Universe , della svedese Mindark , il metamondo ufficiale del comune di Pechino : battuti Second Life e il progetto interamente cinese di HiPiHi , che pure possono contare su un certo seguito nel paese asiatico.

L’ accordo tra l’azienda svedese e il Comune, rappresentato dalla sua controllata Cyber Recreation Development , segna un punto fondamentale per l’affermazione di Entropia Universe: secondo le stime preliminari si punta a raccogliere sette milioni di utenti solo in Cina, con un bacino potenziale complessivo a livello mondiale nell’ordine dei 150 milioni di iscritti .

Secondo i manager svedesi, Entropia Universe ha le carte in regola per sfondare sul mercato cinese: garantisce una esperienza del tutto paragonabile a quella che può essere ottenuta con altri prodotti e, rispetto agli altri titoli, offre un approccio ancora più ludico e legato alla fiorente tradizione dei giochi di ruolo online, da sempre mattatori sul mercato cinese.

Al momento World of Warcraft è il prodotto più popolare di questo tipo: la scelta di Pechino potrebbe essere stata dunque dettata dalla consapevolezza che nuovi iscritti possano essere attirati grazie al richiamo del gioco del momento, unendo quindi alla nuova componente di socializzazione una più comune esperienza di gioco.

Tra gli aspetti peculiari di Entropia Universe c’è una valuta corrente già affermata che è possibile cambiare in dollari americani: 10 PED (Project Entropia Dollars) equivalgono a un dollaro americano, e qualsiasi cosa comprata o venduta su Entropia può essere convertita in moneta sonante in ogni momento. Su Entropia è stata anche già assegnata la concessione per l’istituzione del primo istituto bancario virtuale.

La questione della valuta virtuale potrebbe costituire un serio problema per la creatura Mindark: le autorità cinesi non vedono di buon occhio questo tipo di denaro, poiché consente molto spesso di aggirare le restrizioni governative su gioco d’azzardo e prostituzione .

Al momento i contenuti di Calypso , il mondo sul quale è ambientata la vicenda di Entropia, sono pensati per un tipico utente europeo : “Credo che sia questo il punto dove l’accordo con CRD può aiutare” ha detto Sandy Shen, analista Gartner sentita da Silicon.com “perché (CRD, ndR) sta già stringendo accordi con alcune aziende cinesi per localizzare il contenuto “.

Nelle speranze dei creatori, dunque, Entropia dovrebbe ricevere un grosso impulso allo sviluppo dalla partnership cinese: si prevedono fino a 10.000 nuovi posti di lavoro , tutti appannaggio di operatori che gestiranno il metamondo dall’interno offrendo i più svariati servizi. L’auspicio è che presto l’universo di Entropia si popoli di svariati pianeti che interagiscono tra loro, generando montagne di utili stimati in un miliardo di dollari l’anno .

Colpisce la ricaduta ecologica e soprattutto le aspettative che nutrono su questo fronte i responsabili cinesi. David Liu, CEO di CRD, sostiene che migliaia di operatori resteranno a casa, per lavorare comodamente seduti alla propria scrivania; il che si traduce in molti meno pendolari in marcia ogni giorno verso il proprio posto di lavoro. Per un paese come la Cina, che soffre di gravi problemi di inquinamento, iniziative imprenditoriali che implichino il telelavoro acquisiscono importanza crescente.

Luca Annunziata

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  • Pejone scrive:
    C'è del marcio in quelle aziende
    Quì il laptop è solo un mezzo.Si dovrebbe informare bene i dipendenti sui rischi che certi comportamenti disinvolti nell'utilizzo di risorse aziendali comportano.E poi nel caso di danni provvocati, sanzionarli adeguatamente.Mi rendo conto che non è facile però...E' come se parcheggiando distrattamente l'auto aziendale, un dipendente la graffi... Viene sanzionato?Mah....
    • nanoBastardo scrive:
      Re: C'è del marcio in quelle aziende
      Salve a tutti/e,Ehhh si sanziniamoli... mi pare proprio una bella idea... e se e' il datore di lavoro a consumare pornografia attraverso la rete aziendale?Se e' il datore di lavoro a scarricare musica e altro (tutto legalmente naturalmente (rotfl)(rotfl)(rotfl) )?Faccio anche il sistemista e i posso assicurare che in diverse piccole ditte "italiane" succede anche questo...
    • Claudio scrive:
      Re: C'è del marcio in quelle aziende
      In una azienda in cui lavoravo i laptop erano i maggiori responsabili di problemi sistemistici, per non parlare dei furti. Solo per dirne una Blaster l'ha portato in azienda un laptop.Sicuramente manca una cultura informatica della sicurezza e questo è particolarmente importante per chi ha in dotazione un laptop visto che sono i pc aziendali più esposti alle insidie.Occorrerebbe spiegare bene che la sicurezza dei dati non te la dà un software o un firewall ma è un insieme fra questi e un uso responsabile e virtuoso degli strumenti che ti vengono affidati.
    • Pejone scrive:
      Re: C'è del marcio in quelle aziende
      Rispondendo a "nanobastardo":hai ragione, spessissimo -anche nell'azienda dove lavoro- ci sono dei quadri intermedi, se non adirittura dirigenti che ne sanno meno di sicurezza informatica dell'ultimo dei magazzinieri...Ripeto, tutti coloro che lavorano con questi strumenti dovrebbero essere prima informati sui possibili rischi e di conseguenza responsabilizzati.
    • HeroProtagonist scrive:
      Re: C'è del marcio in quelle aziende
      Io lavoro per una grossa banca internazionale, i portatili sono virtualmente "blindati", il file-system è criptato e le porte USB disabilitate. Solo a noi dell'IT ci è permesso di essere amministratori sui nostri portatili, a nostro rischio. Ovvero, se lo scombiniamo il costo per rimetterlo a norma ci viene addebitato direttamente. In tre anni non ho mai visto problemi con i portatili e ce l'abbiamo praticamente tutti... per fare un esempio, non si può nemmeno accedere ad internet se non in VPN e quindi con il proxy aziendale a filtrare il tutto... certo che deve essere un costo non indifferente....
    • Pejone scrive:
      Re: C'è del marcio in quelle aziende
      Un costo che evidentemente non tutti si possono permettere..Certo ti riferisci ad una banca che sicuramente più di tante altre attività necessita di una sicurezza maggiore.
    • porcacchia scrive:
      Re: C'è del marcio in quelle aziende
      - Scritto da: Pejone
      Quì il laptop è solo un mezzo.
      Si dovrebbe informare bene i dipendenti sui
      rischi che certi comportamenti disinvolti
      nell'utilizzo di risorse aziendali
      comportano.
      E poi nel caso di danni provvocati, sanzionarli
      adeguatamente.

      Mi rendo conto che non è facile però...
      E' come se parcheggiando distrattamente l'auto
      aziendale, un dipendente la graffi... Viene
      sanzionato?
      Mah....Mi ricordo che un collega in una azienda che veniva tartassato di richieste di supporto laptop causa (virus o dialer di non ben "chiara provenienza") voleva mettere all'avvio una finestra di avvertimento prima del login: Attenzione l'uso di tale portatile per scopi prettamente non inerenti al proprio lavoro, in caso di malfunzionamenti cagionati sul sistema operativo in base a malware o software chiaramente scaricato da siti non sicuri procurera' un ammenda pecuniaria al proprietario di tale portatile pari al costo ore di lavoro richiesto da parte della struttura IT per poter riportare in operativita' il portatile suddetto. Era una bella idea, non l'hanno voluta applicare (guarda caso) Certo e' che se io becco sul tuo portatile maialona.exe non e' che mi puoi dire che l'hai scaricato per caso per cui: "quanto mi costa un ora di un tecnico it? un tot bene a carico tuo: te lo detraggo dallo stipendio.Allora vedi come queste cose non accadrebbero!
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