Il Nobel al bosone, finalmente

Ci sono voluti quasi 50 anni per vedere dimostrata la scoperta di Francois Englert e Peter Higgs. Ma alla fine l'Accademia di Svezia ha assegnato loro il massimo riconoscimento per la fisica

Era il 1964 quando per la prima volta Higgs ed Englert presentavano al mondo scientifico le loro tesi: attraverso un raffinato lavoro matematico avevano ipotizzato nel dettaglio la struttura della materia, andando ben oltre le capacità sperimentali dell’epoca. E hanno dovuto attendere quasi 50 anni esatti per vedere finalmente affiorare dalle collisioni avvenute nel LHC le prove della loro scoperta : il bosone di Higgs, la particella beata o dannata a seconda dei punti di vista, è una realtà. E ora i due scienziati si possono gustare il meritato Nobel (oltre al premio da circa 1 milione di euro ).

La Accademia Reale per la Scienza ha assegnato il premio 2013 per la fisica a Francois Englert dell’Università di Bruxelles e a Peter W. Higgs dell’Università di Edinburgo. Nelle motivazioni si legge che il riconoscimento viene assegnato a fronte “della scoperta teorica del meccanismo che contribuisce alla comprensione dell’origine della massa delle particelle subatomiche, e che recentemente è stata confermata dalla scoperta delle predette particelle fondamentali dagli esperimenti ATLAS e CMS presso il Large Hadron Collider del CERN”.

Il cosiddetto “modello standard” ha ricevuto un’enorme contributo da Higgs e Englert, anche se dai tempi della loro prima pubblicazione è stato ulteriormente modificato e affinato e attende di essere completato alla luce delle più recenti scoperte sul bosone di Higgs stesso e su altre particelle come i neutrini. Soddisfazione e felicità sono ovviamente state condivise dagli scienziati che lavorano all’installazione LHC , e che hanno contribuito con il loro lavoro alla dimostrazione delle teorie dei due vincitori di oggi.

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