Il Pentagono open-source fa arrabbiare MS

Lo sostengono voci riprese dalle agenzie internazionali, secondo cui l'azienda di Gates lotta per bloccare l'epidemia di open source nel ministero della Difesa USA
Lo sostengono voci riprese dalle agenzie internazionali, secondo cui l'azienda di Gates lotta per bloccare l'epidemia di open source nel ministero della Difesa USA


Roma – Il ministero della Difesa americano intende utilizzare sempre di più l’open source e secondo un proprio rapporto datato 10 maggio l’alternativa ai sistemi proprietari significa minor spesa e maggiore sicurezza. Elementi che, sommati all’effettiva crescente diffusione delle piattaforme open source al Pentagono, avrebbero fatto scattare l’allarme rosso nel quartier generale di Microsoft.

Stando a voci riportate dal Washington Post e da alcune agenzie internazionali, Microsoft sta facendo di tutto per impedire l’ulteriore diffusione dei sistemi open presso il Ministero e qualcuno parla di numerose telefonate che sarebbero piovute nell’ufficio del ministro della Difesa Donald H. Rumsfeld. Sempre secondo le stesse voci, Microsoft avrebbe accusato l’open source di rappresentare una minaccia per la sicurezza e la proprietà intellettuale.

Ma il rapporto del Ministero, realizzato da Mitre Corporation, afferma con forza che “mettere al bando l’open source avrebbe un effetto immediato, ampio e gravemente negativo sulla capacità di molte agenzie di grande rilievo e di sicurezza del Ministero della Difesa nel difendersi contro attacchi cyber”.

John Stenbit, funzionario del Ministero, ha dichiarato ai reporter che secondo Microsoft l’utilizzo misto di sistemi proprietari e free potrebbe portare ad una violazione dei diritti di proprietà intellettuale. Stenbit ha anche sottolineato che Microsoft non vedrebbe di buon occhio anche le ricerche finanziate dal Pentagono per rafforzare la sicurezza dei sistem free, ricerche che di fatto avvantaggiano le softwarehouse del settore, competitor di Microsoft.

Stenbit ha però anche spiegato che il problema centrale rimane la sicurezza del software e che qualsiasi software utilizzato dalla Difesa deve superare i collaudi e i test della National Security Agency, test che ancora non avrebbero mai esaminato del software ope source.

Dal quartier generale di Redmond, intanto, non giungono commenti dettagliati. Un portavoce Microsoft si è limitato a confermare l’esistenza di colloqui ma ha negato che Microsoft abbia parlato di sicurezza, sottolineando invece il problema della co-esistenza di software proprietario e open.

Secondo Microsoft il modello del software libero viola le dichiarazioni del Governo secondo cui la ricerca pubblica deve sviluppare applicativi redditizi.

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23 05 2002
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