Il ritorno di Itanium

Il processore enterprise adottato dai server HP non ha ancora detto l'ultima parola. I Poulson in arrivo proveranno a risollevare le sorti della gamma
Il processore enterprise adottato dai server HP non ha ancora detto l'ultima parola. I Poulson in arrivo proveranno a risollevare le sorti della gamma

Anche se Oracle ha scaricato Itanium , l’architettura server basata sui chip Intel e disegnata dagli ingegneri HP non ha alcuna intenzione di farsi da parte. Il colosso di Santa Clara ha anzi presentato meglio la nuova generazione che uscirà l’anno prossimo: una vera e propria iniezione di fiducia per l’industria.

Il prossimo Itanium Intel, nome in codice Poulson , proverà risollevare le sorti della serie con 8 core fisici, architettura con pipeline a 12 stadi, 3,1 miliardi di transistor e 54 megabyte di memoria cache.

Anche se Intel mantiene ancora il riserbo sulla frequenza di clock, dichiara apertamente che le operazioni del processore verranno velocizzate da un set di istruzioni tutto nuovo e che le migliorie introdotte aumenteranno la stabilità, dote fondamentale in ambito mission critical.

Il super-chip dedicato ai server, realizzato con processo produttivo a 32 nm, resterà comunque compatibile con i sistemi attuali basati sulla serie Itanium 9300 (Tukwila) e integrerà il loro stesso socket, completando il passaggio alla Common Platform Architecture (CPA). Considerato che i tecnici Intel stanno già lavorando al successore del Poulson, chiamato Kittson, pare che si sentirà parlare ancora di Itanium.

Roberto Pulito

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23 08 2011
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