Il sesto senso è un computer che si indossa

Il MIT sviluppa un prototipo che amplia la realtà. Tutto è cliccabile, tutto è manipolabile, tutto ha una sua estensione online. È il futuro, o almeno uno dei futuri possibili

Roma – Presentato alla conferenza Technology, Entertainment and Design , il “sesto senso” digitale è l’ultimo progetto di ricerca del MIT che fonde insieme un proiettore mobile, una webcam e un cellulare per trasferire nelle mani dell’utente un controllo e un accesso alle informazioni (digitali, materiali e correlate) che più intuitivo non si potrebbe.

Indossando il prototipo sviluppato dai ricercatori, l’ipotetico umano fornito di sesto senso digitale può andarsene in giro a cliccare e manipolare tutto il manipolabile a norma di legge, catturando gli input delle dita attraverso la webcam incorporata. È altrettanto facile scattare una foto con uno specifico movimento delle mani.

Grazie al dispositivo di comunicazione mobile e al proiettore, inoltre, il “sesto senso” del MIT è in grado di recuperare on-line informazioni pertinenti all’ambiente e ai contenuti che circondano l’utente, come ad esempio nel caso dei prodotti sugli scaffali di un supermercato, per cui è teoricamente possibile recuperare una comparativa dei prezzi e proiettarla su praticamente qualsiasi superficie, mano compresa .

E ancora si possono recuperare informazioni aggiuntive su un articolo letto su una rivista, notizie dell’ultim’ora su un volo da un biglietto aereo e così via. Insomma mentre Bill Gates liberava zanzare per sensibilizzare gli astanti sui problemi dei paesi poveri, al TED di quest’anno si è avuta dimostrazione di quello che in pochi anni potrebbe diventare l’informatica distribuita e ubiqua liberata da laptop e netbook di sorta.

Attualmente disponibile solo in forma di prototipo, il dispositivo di wearable computing del MIT è stato messo insieme con parti prese direttamente sul mercato commerciale e non è costato più di 300 dollari .

Alfonso Maruccia

La tua email sarà utilizzata per comunicarti se qualcuno risponde al tuo commento e non sarà pubblicato. Dichiari di avere preso visione e di accettare quanto previsto dalla informativa privacy

  • Francesco_Holy87 scrive:
    Test con IE?
    Ma come, alla Google fanno i test con IE invece che con Chrome o con FF? :o
  • ullala scrive:
    percezioni
    percezione dei banner pubblicitari da parte dell'utente....Beh diciamo che la mia personalissima "percezione" dei banner andrebbe categorizzata non in base al movimento degli occhi ma in base alla "rotazione" di parti anatomiche più basse.....Diciamo che sopporto un minimo (quel poco che bypassa i blocchi sul mio browser) giusto perché da qualche parte ad un servizio deve corrispondere una qualche forma di "gratifica" quale sia la "gratifica" di google è evidente ... occhio però (anche per il loro bene) a non passare il segno... quando la velocità di "rotazione" (non degli occhi) diventa tale da superare l'utilità del servizio stesso c'è un possibile problema per google e anche (di conseguenza) per la "gratifica"....Quindi che usino "grano salis" e giudizio la posizione che si sono conquistati... e tutto andrà bene per loro e per noi... in caso contrario......
  • Funz scrive:
    goggle ti legge la mente!
    ...e ti inocula dei vermi parassitici nel cervello per controllarti!Scherzi a parte, questo studio è parecchio interessante. Specie il video dei movimenti dello sguardo è illuminante.
Chiudi i commenti